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Roby73

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Esxence 2017: le mie personali impressioni

26 March 2017 - 06:02 PM

Ciao ragazzi, come ogni anno, dopo aver visitato la fiera, eccomi con le mie consuete impressioni. Quest'anno è stata una edizione per me abbastanza particolare. Per motivi personali ho mancato la scorza edizione e quindi, di fatto, dopo due anni avevo anche qualcosa da recuperare, tipo esclusive delle edizioni precedenti. Purtroppo le foto sono poche: avevo il telefono scarico. Ammetto di essermi avvicinato all'entrata ieri mattina un po emozionato e un po intimorito: quell'ambiente che per anni familiare mi era stato familiare, avrebbe potuto forse risultarmi estraneo e lontano. Potevo essere cambiato io, potevano essere cambiati i modi di approcciarsi dei creatori con il pubblico degli appassionati, poteva insomma essere diverso e io potevo sentirmi spaesato. E' bastato mettere il pass al collo, fare i primi metri che mi sono subito trovato davanti allo stand di Neela con il nostro caro vecchio amico ed ex adjiumino (ma si è adjiumini per sempre, secondo me...) Davide Boera che tra un saluto e la spiegazione dell'ultima creazione della NV, mi ha fatto immediatamente passare tutte quelle paure e tutti quei pensieri: ero tornato come se non fossi mai andato via. Tra l'altro, il nuovo NV, che si chiamerà Rahele, sembra essere davvero una fragranza inspirata. La parola significa viaggio; la fragranza è un omaggio, un ricordo di qualche viaggio della storia dell'India (chiedo scusa ma non ricordo bene tutto il background del profumo) legati al commercio e alla dominazione inglese. Fatto sta che la fragranza si scosta un pò dalle solite alle quali ci ha abituato. Qui abbiamo sentori indiani mischiati con sentori inglesi; questo perchè il concetto di viaggio mira a unire le diverse culture e a crearne una che ha dei tratti di entrambe. Il profumo rievoca questa unione e, alle note con colori accesi e forti, come le spezie indiane, si uniscono dei bellissimi bouquet di fiori bianchi, patchouli e legni. Il risultato finale, per me, è l'ennesimo centro di questa bravissima creatrice di emozioni. Brava Neela. Poco più avanti mi sono imbattuto in Bois: mi dilungherò poco su questo marchio: sentita la novità, Oro Nero. Ragazzi, dico subito che a me non è piaciuto. Il creatore dice che ha passato un anno e mezzo per creare questa fragranza. Il risultato, per me, è qualcosa di già sentito, non originale anche se ben fatto. Il solito profumino incensato con legni e spezie che sa di già sentito in mille declinazioni. Ovviamente parere personale. Un saluto a Lebreton, mi è piaciuta l'ultima creazione, e poi subito da Perris a sentire queste ultime due perle. Ne avete perlato nei giorni precedenti e mi ero ripromesso di andarli a sentire, appena sarei arrivato in fiera. A raccontarmeli c'era una signora gentilissima davvero brava e disponibile; lo dico subito: le fragranze sono spettacolari. Non ricordo i nomi ma una era basata sull'accordo di cacao, non quello che siamo abituati a sentire noi, ma quello delle fave naturali usate dal popolo azteco per una credo bevanda tipica anche abbastanza amara. Questo cacao è stato accompagnato da spezie e da sentori smooky per un risultato finale davvero spettacolare (proprio il mio genere, tra l'altro). L'altro invece mi ha confidato essere ispirato da un incontro basato sulla tuberosa fatto proprio con il nostro gruppo: Perris, vedendo quante e quali tuberose ci sono sul mercato, ha deciso di accettare la sfida di creare una fragranza sulla base di tuberosa diverso, originale, mai tentato prima. Ci è riuscito? Assolutamente si: che mi dite di una tuberosa verde, leggermente terrosa, giocosa e densa? Spettacolare, davvero una bella interpretazione. Aspettiamo per entrambi settembre per l'uscita ufficiale. Non vi parlerò di Naja di Vero: mi è piaciuto molto, ma non mi ha dato emozione. Non so spiegarlo. Bello bellissimo ma non mi fa gridare la miracolo. Ero li a sentire e risentire la muillette, cercando di immaginare un paesaggio, una sensazione, una emozione. No, non ci sono riuscito. Forse perche lei lo racconta per come lo ha sentito, per quello che la ha ispirata. Storie di sciamani, di serpenti, di fuochi mistici. Io queste cose non ce le sento. E' un bellissimo tabacco, addolcito sia da tipo di tabacco usato, che è diverso da quello che si fuma, sia dal fiore di tiglio che dalla cremosità dell'osmanto. L'originalità c'è tutta, la sua firma si sente benissimo, ma bho..forse semplicemente non lo sento mio. Menzione speciale per dei miei bravissimi conterranei: Danhera. Marchio della provincia di Fermo che in fiera presenta la linea ambiente. Loro fanno anche una linea casa che tra l'altro io uso (meglio, mia moglie usa) che va dai detergenti per il bucato, a quelli per le superfici di casa, a quelle per il parquet, al cashemire, ecc. Le fragranza ambiente sono veramente di una qualità superiore: profumi anche complessi, mai banali, intensi, carichi di emozioni e di storia. Cito il Soirée, inspirato alla vita del grande Rossini, genio della musica e amante del buon vivere, e quindi questa fragranza che ricorda ricchissimi banchetti, opulenza negli arredi e in sottofondo il profumo del legno del palco di un teatro, con un accordo polveroso ad abbracciare il tutto; vorrei citare anche Infinito, inspirato alla poesia del nostro Leopardi, con queste meravigliose colline verdeggianti e assolate, i profumi del mare lontano che salgono dalla costa, i fiori di primavera. Questo ultimo profumo ha rappresentato le Marche ad Expo. Bravi davvero.

Avevo grande curiosità dei CantoV e degli Orlov: grande sfarzo, stand e pack che fanno pensare a prezzi accessibili solo a magnati russi. Non ho chiesto quanto costano e dove si possono acquistare perche, per fortuna, sentendoli, non me ne è piaciuto nemmeno mezzo. Sicuramente la fiera non è il posto ideale per sentire una fragranza, ma se nel sentire fugacemente una fragranza, di una qualcosa mi rimane e di qualcuna altra non mi resta nulla...poi oramai qualche profumo in questi anni la ho sentito. Altro brand che non mi è piaciuto è Verdùu: quattro fragranze, quattro agrumati non originali e che si somigliano pure tanto tra di loro. Unica cosa positiva: le bocce sono da 15ml; almeno finiscono subito. Passiamo alle note liete: Unum/Sauf. Innanzitutto ho avuto modo di sentire la collezione Sauf (se aspettavo che mi arrivassero i campioncini con il giro di sample impostato da mesi, stavo fresco, eheheh) e devo dire di esserne rimasto impressionato. Premessa: io adoro l'incenso, come si evince dal mio avatar. Lo adoro classico, freddo e cupo, alla Cardinal, o declinato in maniera originale, alla Black Tourmaline o Missiones di Fueguia. In questi tre ci sono tutti i caratteri: quello da cattedrale, ortodosso, da funzione solenne, a quello più gourmande, giocoso, colorato. Il mio preferito: Contre Bombarde, ma li comprerei davvero tutti. Cosi come comprerei la novità presentata in fiera: Io che non ho mani che mi accarezzano il volto. L'idea era di ricreare un quadro, una atmosfera, una vecchia bottega da tipografo, con sentori di polvere, inchiostro, vecchi mobili, carta e macchinari oliati. Bhe, l'idea è stata perfettamente riprodotta. Si ha la sensazione di odorare qualcosa e di vedere con gli occhi quella stessa immagine. Questo marchio fa veramente cose egregie e dietro a tutto questo, a mio parere, c'è davvero la mano del genio. Filippo Sorcinelli: sappi che da ieri mi sei entrato nel cuore, e non sono molti che mi entrano cosi, totalmente. Chiudevo gli occhi e viaggiavo, cosi come è capitato da Homoelegans, ma ne parlero dopo. Questa è profumeria artistica secondo me, quella vera. Passiamo ad una purtroppo nota dolente: The Spirit of Dubai. Anche qui ambiente sfarzoso, importante e pack extra lusso. Differenza con le inee citate prima: qui non ce ne è uno che non mi piaccia. Sono 7 fragranze "base" più sette della linea "luxury" che sono davvero uno meglio dell'altro. Quelli della prima linea sono inspirati a Dubai e ai suoi deserti, le coste, gli odori. Uno di questi, l'Oud, è pazzesco. Ma sono davvero tutti belli; stile un po Amouage, carici di note davvero ben assemblate e materie prime di ottima qualità. Se poi passate alla linea "Ultra-niche", allora rischiate di rimanere tramortiti. Io odio la rosa, ma la loro, fatta di estratti naturali delle migliori rose al mondo, dalla bulgara alla damaschena alla turca alla Taif è davvero da incanto. Pack bellissimo: da solo arrederebbe qualsiasi abitazione. Prezzo pero proibitivo (o per fortuna...): io non mastico bene l'inglese, ma se ho ben capito la linea luxury costa intorno alle 1500 euro e passa. Altra doveroso e sentito ringraziamento ad Antonio Alessandria. Anche qui dovevo recuperare un po di arretrato ed ho avuto la fortuna di beccarlo un momento che era da solo; nel salutarlo gli ho confidato il desiderio di sentire appunto le ultime tre fragranze che non avevo mai sentito e lui, gentile, poetico, disponibile e meraviglioso mi ha spiegato di ognuna la storia, i racconti, le figure che sono la loro genesi. Dopo questa esperienza posso dire di avere avuto l'onore e il privilegio di essere stato portato per mano da un simile artista, dalla sua viva voce e dalle sue parole, oltre che ovviamente dalle sue creazioni profumate, in posti, situazioni stupende, irripetibili.  Grazie Antonio, sono stato davvero fortunato. Credo che questa chiacchierata rimarra nei miei pensieri e nel mio cuore per sempre. Senza che vi dica qualcosa sulle fragranze: capolavori, tutte. Anche Antonio mi è entrato dentro; anche lui è naso/artista vero, unico. Onorato di aver vissuto quel momento magico.

Una passatina veloce dai Baruti, che non smetterò mai di dire quanto mi piacciano, per poi andare a sentire, finalmente, gli Homoelegans. Questo è stato il terzo tonfo al cuore di ieri forte, dopo Sauf/Unum e Antonio Alessandria. Si parlava di profumeria artistica: profumi creati da poeti, sapienti compositori si sentori, pittori di essenze, creatori di emozioni, di immagini, di paesaggi. Ecco, questi due bei tipi sono senz'altro di diritto in questa ristretta cerchia. Molti sono in grado di produrre profumi buoni, tantissimi carini, pochi riescono a comporre opere d'arte. Questi sono riusciti a farne tre su tre. Splendidi i loro lavori e meraviglioso l'ultimo. Ne parlerò diffusamente in una recensione: mi sento di doverli sentire meglio con calma su pelle e di tirare fuori tutto quello che sentirò, con la giusta calma.

Un pensiero veloce per Maison Thibaud - Bourahla che ha presentato un solo profumo, ma davvero interessante. Il pack da rivedere: una confezione in legno rosso originale africano che, a mio avviso, può anche essere sotituito da una di cartone...La fragranza ricorda un po un O'Driu, l'Eva, secondo me molto simile.

Belli i The Gate, che studierò con calma avendone i campioncini e mi sono piaciuti anche gli ultimi tre Maison Incens, in particolare il Neroli Animale (yummm...), mai sentito un neroli cosi. Bellissima anche tutta la linea Oliber: anche qui il concetto di viaggio, di immagine e di originalità perversa in tutta la linea. Il mio preferito:  Escapade à Byzance. Qui l'atmosfera del bazar turco è pienamente centrata; note dolci e speziate si fondono su sentori di fumi e confusione in un caleidoscopio di colori, emozioni e voci. 

Come tutte le fiere, sul punto di andare via, incontro qualcuno che al volo mi dice: ma non hai sentito quello? Vieni al volo che te lo faccio provare. Ed ecco che sono arrivati al mio naso, in extremis, l'ultimo di Tola e l'ultimo di Moresque (Granada). Il primo è buono, da risentire. Il Granada è proprio incredibile. E' da molto che non sentivo un profumo cosi originale da rischiare di non essere buono per molti, ma io lo ho trovato superlativo: terra, terra e terra. Bellissimo.

Un saluto speciale alla sempre carinissima e bravissima Angela Ciampagna, che ritrovo sempre con grande piacere.

Un ultimo pensiero: ma quanto è bella la nostra passione.