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MONA DI ORIO


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16 replies to this topic

#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 23 October 2008 - 06:55 PM

Carnation

Recensione/Impressioni di Cristian
Più sento i suoi lavori, più la stima aumenta, ben fatto, ottimo lavoro, gelsomino, fiori bianchi ma felini, una bella spruzzata di muschio e ambra (una combinazione molto usata da Mona, sarebbe interessante valutare una sua intepretazione delle due note), si sente a tratti il garofano!
Completamete in disaccordo con Turin, la mano di Mona acciuffa le note più complicate, ribelli, le trasforma in un liquido che ti penetra nella pelle, come le unghie affilate di un gatto

 

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Recensione/Impressioni di Diakranis
Premetto che io non sono brava come Cristian a fare recensioni, però ci provo...
questo profumo è"categorizzato come "orientale-floreale"..
appena spruzzato è forte, pungente; mi fa pensare a qualcosa di farinoso, come di granulato..
Dopo pochi minuti eccolo, Il profumo...
Mi ha fatto subito pensare al libro "il profumo" di suskind (non so se si scrive così..)... forse, mentre leggevo quel libro.. mentre leggevo la descrizione del profumo della ragazza, quello che fa impazzire il protagonista...beh, forse ho immaginato un profumo così...

e io mi sono sentita subito speciale..
e io continuavo ad annusare l'aria per sentire il mio profumo..
e io continuavo a pensare al tiepido della pelle, bagnato leggermente dopo un bagno in una vasca di petali e olii..


se voglio dare un colore a questo profumo come fa adjiumi è sicuramente rosa, rosa carne, rosa antico...-

 

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Recensione/Impressioni di Claudia

ha lo stesso sentore che con il calore del corpo sprigiona l'interno di una pelliccia di visone

 

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Recensione/Impressioni di FedeRoseOud

 

IL FIORE BAROCCO
Il fiore barocco. 
Premetto di non aver mai sentito fioriti simili al punto di farmene innamorare al primo debolissimo sniffo.
Apertura narcotica e carnale di una lenta e inesorabile ascesa floreale che in un tutt'uno trova la sua identità migliore, i fiori in questione non sono rilevabili nella singola nota ma sono un miscuglio macerato di gelsomino, ylang e geranio molto terroso e umido che rende il profumo in questione un florientale barocco e decadente.
Il cuore spinge questi fiori che in una concertazione solenne parlano uno ad uno e sono perfettamente rilevabili, il tutto incupito dal magnifico stirax secco e aspro che li rende voluttuosi mentre il fondo lascia solamente una scia muschiata ambrata rivolgendo il suo timido addio.
Non avevo mai provato sensazioni come questa ( o meglio solo raramente con un fiorito), mi sono sentito catapultato in un tempo netto, inesorabile dove tutto è eterno e nulla cede all'esperienza. Una casba piena di sultani impegnati in questa vendemmia di fiori pestati e macerati sotto il sole cocente in un lento e implacabile rituale che segna i volti di questa gente, il sudore cade dalla fronte sui loro piedi stinti di fiori e un vento gelido preannuncia il ritiro, ed io obbediente mi lascio violentare da questo lento e implacabile addio che questa essenza riesce a darmi, rimanendo indelebile dentro le viscere più profonde del mio corpo.
Grazie a Laura Balbi per questo capolavoro che io ignoravo del tutto, non so veramente come ringraziarti!(Adesso lo voglio troppo e mi crea dipendenza 1f641.png:( )


#2 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 23 October 2008 - 06:57 PM

Nuit noire

impressioni di Diakranis

In merito a questo profumo la commessa mi ha detto che può essere apprezzato anche da un uomo, ma da un uomo davvero intenditore... io non so, mi sembra troppo femminile per un uomo...
Ma la cosa non è importante visto che sono miei e che li uso solo io!
:-)

ho preso questo e Carantion insieme...

Forse sarà che hanno degli ingredienti in comune, ma davvero non riuscivo a capacitarmi di non riuscire a scegliere... ero in imbarazzo di fronte alla commessa..
alla fine ho dovuto scegliere le confezioni piccole.. che per me è brutto perchè non le amo molto...

nello specifico di quesot profumo parlerò in seguito, l'ho provato una volta sola e voglio approfondire la consocenza...
per il momento posso dire che queso è un profumo sexy ed ammiccante, da finte ingenue..
Sarà il nome ma mi evoca la notte sul mare, con quell'arietta un po frizzantina, un bicchiere di champagne e un balcone da dove poter guardare la luna riflettersi sulle onde e dove potersi lasciar andare a baci appassionati o solo a pensieri dolci..

Sarà anche che ho voglia di mare e quest'anno non posso andarci... ;-)

recensione più ragionata

Questo profumo è davvero inebriante e non devo modificare troppo quello che erano le mie prime impressioni... anzi, direi che sono più che azzeccate.. questo profumo è passione pura


è un viola scuro, è un "tulip noir" (il colore di un mio smalto per unghie di yves saint laurent) è un turbinio di pensieri scabrosi non detti, di fantasie non volute.

E' gioia e dolore, come la passione più forte ha due facce...



#3 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 09 January 2010 - 07:23 PM

JABU

Recensione/Impressioni di Paola

 

Apre con un'esplosione di fiori d'arancio e ylang ylang. Ora mi sembra di percepire la nota di prugna. Mi sembra una prugna caramellata, forse l'effetto del monoi?Sono curiosa di vedere come evolve.
il giorno dopo
insomma... diciamo che forse non amo in modo particolare i fiori d'arancio e l'ylang ylang mi lascia una nota "plasticosa".



#4 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 02 April 2012 - 12:55 PM

Lux

Recensione/Impressioni di lavinia

 

Agrumi robusti ma quello che mi incanta è uno stranissimo effluvio che mi riporta alla mia infanzia quando scrivevo con il succo di limone su di un foglio e poi lo scambiavo le amiche, scaldavo il pezzo di carta sulla fiamma di una candela per leggerne il messaggio segreto. Questo gioco era chiamato inchiostro magico.

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Recensione/Impressioni di CRISTIAN

 

E' come un libro giallo, uno di quelli con la sorpresa dentro.

E' una caccia al tesoro, ed io lo considero uno dei migliori lemon/citrus in circolazione.
La sorpresa è il graffio di Mona di Orio, un lampo, una parentesi che destabilizza.
Si vince la caccia al tesoro solo se si riesce a trovare la sorpresa, questo è il senso del profumo, il giallo di Mona, per tutti gli altri rimarrà un semplice agrumato.

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Recensione/Impressioni di Nyneve

 

Non ditemi, please : "ancora un agrumato"
questo non è il solito limone cheap da versione estiva
è un grosso limone maturo, quelli con la buccia spessa, che ho appena colto per il the del pomeriggio, come lo si estrae dal coglifrutta, scaldato dal sole,
quelli dipinti da Monet nella serie di Bordighera

per circa mezz'ora sembra che non ci sia altro, poi emerge una meravigliosa ambra o forse è sandalo? che ammorbidisce la composizione non più esperidacea ma legnosa e calda di labdanum/cistus(forse)
Sicuramente benzoino



#5 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 02 April 2012 - 01:02 PM

Amyitis

Recensione/Impressioni di CRISTIAN

 

Questo profumo ha una luminosità che commuove, è una figura meravigliosa che scende delle scale, scalza, ed  è vestita da soli veli trasparenti, un seno appena accennato, innocente!
L'ambientazione è paradisiaca, circondata da un silenzio quasi assordante, fontane, tanto verde, fiori, profumo di bacche, profumo di marmo e statue!

 

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Recensione/Impressioni di Nyneve

I profumi dell'anima sono quelli, inafferrabili, intangibili-non carnali, che ti lasciano la sensazione di cercare di catturare un fantasma e non riuscirci, un sogno al risveglio che svanisce come la nebbia
il mio amatissimo Après l'Ondée è uno di quelli, come The unicorn spell e Psychotrope
aggiungo oggi Amyitis , in cui finalmente c'è un cumino così discreto e legato all'iris da risultare non molesto a chi non lo regge
Verde, luminoso, impalpabile, una leggera nota d'anice, insomma un incrocio tra quelli citati e il Vent vert (Cellier) della mia adolescenza



#6 Nyneve

Nyneve

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Posted 19 October 2014 - 08:10 AM

Les Nombres D'Or
Oud


Recensione/Impressioni di Silkford

Mi viene da esclamare: finalmente un oudh diverso!
E' una nota che negli ultimi due anni della profumeria artistica è imperversata in ogni brand famoso e non; ci ha stupito, ci è piaciuta, l'abbiamo metabolizzata, ci ha annoiato, magari in alcune fragranze l'amiamo ancora, ma altre non riusciamo più a portarle o a sopportarle. Ho letto molte recensioni che riportavano i perché dell'imperversare dell'oudh nel mercato della profumeria artistica odierna; ma a mio avviso il problema non è stata la quantità, quanto il fatto di seguire i soliti schemi. Il primo è quello dell'esaltazione del lato animale di questo ingrediente, il secondo è quello del connubio oudh-rosa; ovviamente cambiavano le percentuali, cambiavano le essenze di contorno, ma la matrice era sempre quella. Tutto questo veniva poi configurato nell'esotico, nel cercare di creare gli odori della Persia e della Turchia, o dei souk Marocchini.
Mona di Orio fa una cosa semplicissima, a parole ovviamente, rompe questi schemi e delinea il proprio spazio; uno spazio che la rappresenta appieno. Tira fuori una fragranza moderna, chic, occidentale, di gusto Francese o più precisamente Parigino. La mano di Mona si sente, ne esplora il lato oscuro, fumoso, sexy, carnale... senza mai cadere nello stallatico. Però il tipico lato noir dei Di Orio non è l'unico aspetto di questo profumo. E' un caleidoscopio di luci ed ombre estremamente mutevole; fra accordi fioriti e le sfaccettature fumose, fra il lato speziato e legnoso e quello dolce, carnale e sensuale dell'osmanthus.
L'apertura esperidata dura giusto un battito d'ali di farfalla, una freschezza iniziale che rivela un oud fiorito con sfumature di gelsomino; è una bella sensazione, così insolita. Entra il pepe, il profumo si scalda e ci rivela le due note protagoniste in un accordo legnoso-fiorito meraviglioso... qui lavorando con le note di fondo si crea il caleidoscopio di cui parlavo prima. La fragranza prende profondità e si fa fumosa, per poi tornare di nuovo all'aspetto fiorito, con quel tocco di carnale e sensuale che solo un'assoluta di osmanthus può dare. Queste dilatazioni benché descritte frettolosamente sono molto lunghe e ti fanno godere appieno delle loro sfumature nel momento dell'evoluzione; probabilmente grazie all'alta concentrazione (Eau de Parfum Intense).
Il drydown è l'oud fiorito di osmanthus con un dolcissimo fondo di muschio, di cui riconosco l'accordo fra vaniglia e legno di sandalo; un accordo che tutt'ora è pienamente presente sul mio polso e che non riesco a smettere di annusare.

 

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Recensione/impressioni di Marcopietro

 

Sono rimasto un po' deluso, l'ho trovato ben fatto e di un certo interesse, ma emozione pari a zero.
Partenza di peso da profumone francese, più che l'emiro del Qatar mi sentivo la Pompadour, smorzando il bouquet iniziale ho avvertito spuntare qualche nota animale e di oud mantenuta molto in retroguardia.
Fragranza gradevole, ma evolve in un mix cremoso e dolciastro che proprio non mi sentivo bene addosso... mi ha ricordato alcune note di Tauer, qualcosa tipo semi di carota mentre probabilmente si tratta solo di un sandalo troppo morbido.
Per quanto mi riguarda probabilmente la grande aspettativa ha reso maggiore la delusione.
L'ho spruzzato in profumeria su pelle, avevo in mano anche diverse cartine con fragranze diverse e il naso andava più a quelle che al lavoro di Mona...mi è sembrato un bell'esercizio stilistico ma fraddo e cerebrale, non mi ha procurato alcuna scossa, sorpresa o emozione, cosa che in un profumo trovo essere un vero handicap.
Pur avendo un'apertura e struttura piuttosto importante e sontuosa non mi ha catturato, anzi l'ho trovato un tantino noioso, mi ha suscitato la stessa impressione che ricevo da quelle splendide torte dove il volume di glassa e panne è decisamente preponderante rispetto alla parte solida, mi catturano l'attenzione, ma dovendo godere di gusto e palato mi dirigo decisamente poi ad altro.
Evoluzione e fondo gradevole, ma anche qua non l'ho trovato abbastanza intrigante da volerlo fare mio, indipendentemente da considerazioni economiche che ho comunque fatto relativamente al risultato.
Puoi usare tutte le meraviglie del mondo e sicuramente l'aspetto materiale del risultato ne risente e si coglie, ma questo non garantisce sul contenuto più effimero e volatile del prodotto, l'emozione.
Gran profumo, ma non per me, felice che ad altri dia soddisfazione e ciò non muta comunque la grande considerazione e stima che nutro per l'autrice.         
 


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#7 Nyneve

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Posted 03 March 2015 - 11:45 AM

OIRO

recensione/impressione di Meli80

Non è tutto Oiro ciò che luccica
Riconosco l'intrinseca limitatezza della mia conoscenza olfattiva.
Se descrivere un profumo fosse solo basarmi su un qualcosa che ho già annusato, non ci sarebbe più la tensione emotiva nell'esplorare fragranze così complesse e misteriose come quella che ho fra le mani stasera.
Uso dei termini che attengono al tattile non a sproposito, perché Oiro è un oggetto dotato di propria vita.
E' un'essenza che sperimenta la mia pelle di sua volontà, animalescamente, per dominarla.
Ne ha preso possesso oggi: anche dopo una lunga sudata -ho lavorato fuori, sotto al sole,con addosso la divisa- potevo avvertire il gelsomino abbarbicarsi tenacemente all'incavo del gomito...come mercurio le goccioline sì spargevano e poi si ricomponevano inglobando sudore ed espellendo particelle odorose.
Questa sera non ho voluto concedergli vittoria facile: l'ho rispruzzato, ma sul polso, dove non poteva avere appigli, lui si è alchemicamente tramutato in oro liquido ma di una cremosità colata da lingotti sporchi.
Combattivo, mi seduce e poi mi repelle con i suoi effluvi, i suoi umori quasi fecali.
Prodotto da un sapiente naso, in grado di pilotare l'effetto della sua creazione quasi come un comando a distanza, lo trovo però' inquietante, magico-alchemico, cupo, persistente seppur attaccato stretto solo alla mia pelle, al confine con la negromanzia.
Non posso indossarlo a "cuor leggero", non posso descrivere gli ingredienti facilmente, posso solo procedere per negazioni: non è semplice, non è inerme, non è lineare, non è scontato, non è per me e me ne dispiaccio.

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Recensione/impressioni di Mary70

Ho avuto modo di sentirlo per bene e a lungo, visto che quando fai queste cose, ti resta ilprofumo sulle mani per ore.

Ricordavo vagamente che, quando li provai tutti, svariati mesi fa, non pensai male di questa fragranza, laddove altre proprio mi respinsero subito, come Carnation e Nuit Noire.
Ma non avevo un reale ricordo di Oiro, tanto che ero un po' indecisa sull'aquisto ( seppur condiviso).

Be', per una volta sono rimasta piacevolmente sorpresa e non delusa.
Mi è piaciuto molto, questo gelsomino molto particolare e, con il passare del tempo, mi piaceva sempre di più.

Un aroma intrigante, lontano dal gelsomino che usualmente annusiamo, spesso squillante, ( a volte, purtroppo, persin urlato ), bianchissimo e carico di una luce che quasi ti stordisce.
Questo è un gelsomino scuro, misterioso, che potrebbe apparire quasi cupo all'inizio, ma che in seguito, invece, rivela una sensualità conturbante e, quasi, ipnotica, nel senso che non riesci a smettere di annusarlo.

Si avverte sempre una nota un po' tipica di Mona, quel quid vagamente indolico o animalico che, a mio parere, contraddistingue molti suoi lavori.
Ma qui non mi infastidisce, rende il tutto decisamente affascinante.
 


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#8 CRISTIAN

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Posted 13 January 2016 - 03:09 PM

Myrrh Casati

Recensione/impressioni di Glifi

Prima di tutto,sentendo il campione,mi sembra una cosa diversa da quella sentita al Pitti:è stato il primo profumo che ho annusato là,quindi l'affaticamento è da escludere.Su carta mi era sembrato molto bello,ma su pelle...la mia pelle,è una cosa completamente diversa:un mix di sapone,anice e qualcos'altro.
POSSIBILE?! Vado a vedere il campione che mi hanno dato e c'è scritto il nome giusto.
C'è di più,mi viene ossessivamente in testa un altro profumo,per cui vado a cercarlo per fare un paragone diretto:Myrrh Casati assomiglia abbastanza a Sharif di Dubrana.
Il fatto che sui due polsi io senta meglio Sharif,mi fa molto,ma molto dubitare.Il SIgnore che fa i profumi naturali e li vende dal suo sito,ha,fra le tante,una particolarità:non dichiara la concentrazione dei suoi profumi.
Per carità,niente di criminale,però è strano.

A me sono sempre sembrati un po' blandi come concentrazione.E allora com'è possibile che il profumo della MdO risulti peggio?
MMmmmmmhhhhhhhhh...
Non ci capisco più nulla.
Com'è su di me? Niente di che.

 

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recensione/impressioni di stregonza

 

Una bellissima mirra.
Ispirata alla marchesa Casati, personaggio un pò gotico e "alchemico".
Spezie in apertura assieme con bacche dolci, poi mirra e note di liquirizia, zafferano, cardamomo. Il fondo, che resiste molto sulla pelle, é un benzoino incensato con foglie di patchouly ma molto molto morbido...una sensazione di essere trasportati fuori dal tempo.
É uno di quei profumi che evocano sensazioni profonde...i ricordi di infanzia che ognuno di noi ha in sè. Certe note come il benzoino accompagnano molto la mente, la prendono per mano...
Sulla mia pelle, l'evoluzione di questo profumo é particolarissima...sviluppa note di fragranze "antiche", qualcosa che rievoca giorni lontani...



#9 EzioLove

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Posted 27 June 2017 - 11:08 AM

Les Nombres d'Or
Ambre


Impressioni/Recensione di deianira
"L'Ambre", è davvero raffinata, proprio come la sua creatrice! E' quasi come la seta che accarezza un corpo femminile, ma bisogna che si riscaldi sulla pelle e sentire quindi la sua evoluzione. L'ambra si sente più che altro nelle note di testa, ma nelle note di coda si sviluppa una nuvola decisamente poudrè.

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Impressioni/Recensione di Silkford

Ambre - Il mio preferito dei tre, un'ambra aromatica, si trasforma da leggermente secca in apertura fino a dolce e polverosa nel drydown con la vaniglia. Mai obesa, mai medicinale. Mamma mia quant'è buona!

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Impressioni/Recensione di erodiade

Apre piuttosto asciutta, secca, ma quasi subito vira verso il talcato per diventare in coda... puro borotalco! Mi è piaciuto lo start, ho sentito molto bene il tolu e il legno di cedro. Un talco ambrato, molto ben fatto e dotato di una certa eleganza. Se piace il genere...



#10 EzioLove

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Posted 04 December 2017 - 09:24 AM

Les Nombres D'Or
Tubereuse


Recensione/Impressioni di CLAUDIA
(dedicato a chi sa.....)

Premetto in anticipo che non ho l'assurda pretesa di voler recensire un poema olfattivo, ma semplicemente di postare le mie impressioni sulla tuberosa più "amena" da cui il mio olfatto sia stato mai colpito.
Non Vi nascondo che se non fossi stata a conoscenza del fatto di avere a che fare con il fiore più conturbante di tutto il creato, mai, se non nel dry-down finale, avrei avuto la capacità di saper riconoscere quella nota olfattiva che un tempo ho tanto amato e che ora se non in quantità omeopatiche, non amo più indossare.

Le note di testa si annunciano attraverso una esplosione di pepe rosa e bergamotto ove si percepisce una nota sporca, poco riconoscibile, non presente in piramide, ma che a mio parere è imputabile alla tipicità propria dello zibetto.

Solo successivamente quando la fragranza s'insinua e diventa tutt'uno con il calore della pelle, si distingue in modo impercettibile il ben noto fiore, ma qui in una interpretazione decisamente stilosa, asciutta e molto elegante, forse nella dimensione più consona allo spirito che ha animato l'ultima collezione dell'amata e compianta Mona di Orio, denominata per l'appunto Les Nombres d'Or.

"Tubereuse" è decisamente skin-scent, sottilmente fascinosa pertanto assolutamente non atta a conferire in chi la indossa un effetto per così dire provocante, ma che con il passare delle ore assume quella cremosità sensuale e torbida (forse grazie all'apporto del cremoso benzoino e dell'eliotropio) caratteristica della tuberosa, in proporzioni minime ma con effetto, oserei dire, letale, quasi ad assistere ad una vera e propria metamorfosi, è il bruco che diviene farfalla, senza per questo abbandonare una componente erbacea, il tutto con un piccolo appunto: se ne consiglia l'indosso durante l'estate o nel corso dell'inverno in un luogo chiuso, poichè all'aperto con le temperature rigide è come non portare nulla.

Prendendo in prestito i criteri tecnici suggeriti da Nyneve, l'envol-lift della fragranza ha una esuberanza potente e solare a causa della forte presenza di pepe ed agrumi, il sillage è discreto e la sua sostantività è davvero notevole quasi a svelare una natura vibrante e delicata, completamente diversa rispetto all'envol-lift iniziale.

 

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Recensione/Impressioni di saraprfms

Ha una iniziale apertura verde meno cremosa ma abbastanza simile al Carnal Flower Malle che amo tanto, per cui l'impatto iniziale è stato incoraggiante.
Dopo pochissimi minuti dal mio polso sono emerse delle frizzanti note agrumate che hanno sovrastato quasi del tutto la tuberosa, la quale è riapparsa dopo poco, un soffio piacevole ma sussurrato appena sulla pelle.
Il profumo fortunatamente mi piace, è vivace e frizzante, poco impegnativo però, non c'è alcuna sensualità o profondità la cosa però per me più grave è che non ci sia proiezione stento effettivamente a riconoscere in questo lavoro la mano di Mona di Orio, il cui nome associo ai colori passionali del velluto nero e del rosso fuoco e alle fialette dei suoi lavori difficili da capire ma comunque unici- che in questi anni ho provato. Non voglio discutere sulla valenza commerciale di tutto ciò nè sugli ingredienti utilizzati -sicuramente come si è letto tutti di ottima qualità-; in questo momento mentre sto scrivendo (e spero di ricredermi quando lo avrò sentito con maggior tranquillità) penso sia un po' triste sentire sulla mia pelle dopo venti minuti una fragranza che mi rimanda ad un Carnal Flower spruzzato sul mio foulard da una settimana

 

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Recensione/Impressioni erodiade

Verde, verdissima. Ouverture erbacea, acquatica e pepatina, si scalda con l'evoluzione grazie all'eliotropo (io ci sento pure del canforato in sottofondo) e al benzoino, che in coda esce chiaramente. Molto piacevole, la voglio riprovare.

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Recensione/impressioni di Mary70

Pur non amando quasi per nulla questo fiore (perchè su di me è davvero asfissiante), riesco a portare con molto piacere la tuberosa di Mona.
E' una tuberosa verde, come se il fiore dovesse ancora maturare e sprigionare la sua inaudita potenza che qui solo si percepisce e, a tratti, affiora ( ieri sera sulla mia pelle un po' accaldata dal sole uscivano delle folate profumoase non banali ).

Ma il tutto, poi, è soffuso di una dolcezza che mi emoziona, come se Mona fosse riuscita a rendere pudico questo sensualissimo fiore, un miracolo di maestria
L'apertura è fresca e leggermente speziata, peccato che questa fase duri davvero poco: nel giro di alcuni minuti la composizione si fa più calda e dolce, pur mantenendo la nota esotica dello zafferano. Il drydown è un'ambra leggermente dolce, piacevole, appena avvertibile. Proiezione e persistenza non sono punti forti di questa fragranza.

Al di là di tutto, mi piace l'equilibrio con cui è utilizzato lo zafferano, mi piace ritrovare qualcosa che sa di paesi lontani, di vacanze, di pelle scaldata dal sole, ma senza le note intense e, a volte urlate, senza i toni accesi tipici di certi profumi che contengono gli stessi ingredienti.

Per me, piacevolissimo.

 

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Recensione/impressioni di ROBERTO

 

Di tuberose ne conosco poco, ma quella di Mona mi sembra andare aldilà di questo fiore bianco. 
Ho l'impressione di una miscela di piante verdi, umide e terrose. Il pepe (che mi ricorda quello in "Santal Blanc" di Lutens) mantiene l'accordo in una verticalità luminosa, "aperta". 
 
Il tocco "velours" e muschiato - tipico dei Mona - lo rende molto elegante e teatrale. 


#11 EzioLove

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Posted 24 December 2017 - 01:36 PM

Les Nombres d'Or
Cuir


Impressioni/Recensione di deianira
 
In quanto al "Cuir", la mia idea non è mutata: decisamente poco cuoiato e molto fumoso e come ho già detto piuttosto bituminoso. C'è da dire che il suo odore rimane lì e non te lo scolli neanche dopo lavaggi e contro lavaggi, nè con lo spirito, nè con lo Chante Clair. Oltretutto avendo già avuto modo di sentirlo, l'aspersione dello stesso è avvenuta per errore unsure.gif , infatti credevo si trattasse del "coccoloso" Musc ohmy.gif , e pertanto ho abbondato nel dosaggio! 29x6c6t.gif

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Impressioni/Recensione di Silkford

Dalla fialetta l'ho subito accostato a Patch24 di LeLabo. Bel cuoio affumicato, secco e speziato; potente, persistente, dal sillage per fortuna non indelebile. Animalico e scamosciato nel drydown.

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Impressioni/Recensione di Laura C. (FB)

Ora che finalmente sono in montagna e posso rilassarmi riesco anche a scrivere qualcosa su questo che per sua natura sarà piuttosto lungo: sul sito è scritto che si tratta della formula originale, negando quindi riformulazione, in molti ho capito che non concordano affatto e lo considerano riformulato anche lui, ridotto di tono e meno animalico dell'originale, fatemi sapere che ne pensate voi.

Inizialmente si ha un impatto quasi violento che sorprende: pare di esser catapultati nell'idea di una conceria pre rivoluzione industriale, ha una lunga evoluzione perdendo una parte verde iniziale quasi vetiverosa (ginepro e assenzio forse) e diventando un cuoio fumoso/arrostito, con sentore animale, resinoso (opomponax) e speziato (cardamomo).

Il cuoio risulta alla fine, affiancato, ammantato e adornato, supportato dalle altre note, senza risultare mitigato o ingentilito, ma proprio esaltato, enfatizzato nella sua potenza, come se tutto il resto gli facesse da piedistallo, questo credo lo renda emblematico.
Un'eleganza notevole senza per forza esser discreto, nella sua presenza, anzi impositivo e quasi brutale. Con buona pace della parità dei sessi lo vedo meglio su pelle maschile.

Nota a margine il commento di mio marito: su di te è sgraziato pari una griglia di barbecue sporca (lui non analizza, ha delle chiose immediate e lapidarie).



#12 EzioLove

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Posted 25 January 2018 - 08:47 AM

Dojima

Recensione/Impressione di Laura C.

 

Qui il mio costante tentativo di raggiungere quanta più obiettività possibile viene messo a durissima prova, a volte un profumo che non ci sta bene, dove le note su di noi non si evidenziano pienamente, possiamo ugualmente confermare che sia ottimo ma che non si adatta alla nostra pelle, o come spesso mi capita con i profumi a base di rosa che spesso su di me scompare, riesco a capire che è ovviamente un problema mio, ma quando la nota centrale deve essere il riso (con tutta una spiegazione sul fatto che dovrebbe essere un inno, una meditazione sulla perfezione del grano di riso e sulla banca di scambio del riso di Osaka, centro di mediazione e scambio del riso nel sistema giapponese, dato che veniva usato dai samurai come moneta, una sorta di banca e borsa valori ante litteram) ed il riso non lo senti sul polso e nemmeno su quello preso in prestito del marito, cominci a riflettere che probabilmente sulle pelli in cui funziona, avrà la sua ragione d’essere; ma siamo in un caso in cui, togliendo il mattone centrale, crolla tutto il muro, ossia dove non funziona, la fragranza risulta priva di scopo, e lo dico cercando sempre di rimanere obiettiva il più possibile.
Note: oltre al riso, c’è ambretta, noce moscata, Orris, salvia, gelsomino, sandalo, labdanum, muschio.
È speziata, si apre con una noce moscata molto molto intensa, salvia, l’ambretta si sente più avanti, arriva un sandalo molto secco, nessuna traccia di gelsomino, non ha fondo dolce nè cremoso. Inizialmente è, su entrambe i polsi, (strano, due pelli diversissime che normalmente assorbono note opposte, questo è risultato quasi identico su entrambe) una fragranza alla noce moscata e sandalo secco e spigoloso, fortunatamente migliora un poco sviluppandosi l’ambretta.
Capisco che probabilmente su di me non renda, ma un poco ce ne passa fra non rendere e leggere nella descrizione “si apre con una dolcezza simile alla mandorla”, ho riso  annusando il mio polso alla noce moscata e chiedendomi se stessi leggendo la pagina giusta.
Amaro, legnoso, speziato, nulla di cremoso nulla di nemmeno vagamente dolce. La polverosità dell’orris non l’ho avvertita ma forse era coperta dalla noce moscata, l’unica nota riscaldante un poco è l’ambretta. Resta una fragranza hard, senza smussi nè ammorbidimenti, nessuna traccia di riso o milky notes.
Assolutamente sconsigliato l’acquisto al buio
 



#13 EzioLove

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Posted 14 February 2018 - 03:10 PM

Suède de suède

Recensione/Impressione di Laura C. (FB)

 

Nome più calzante non poteva esserci, è sicuramente un profumo le cui aspettative sono tutte racchiuse nel nome e come tali appagate, è esattamente quello che promette di essere, ha quasi poco senso persino descriverlo perché sa di suède, ossia pelle scamosciata.

Quel che invece posso raccontare è di cosa non sa.

Si è parlato con curiosità di una fragranza ai cloudberry che a quanto pare in italiano si traduce camemori o più semplicemente rovo artico, personalmente continuo a non avere idea di cosa sappia perché non ho evinto nessunissima nota fruttata, ma nemmeno esperidata, nè su di me e nè sul polso maschile a prestito.

Pepe di Szechuan (che uso molto in cucina e conosco bene), forse molto molto nelle retrovie tanto da chiedermi se lo sento solo perché lo sto cercando ossessivamente o mi sono suggestionata.

Patch, nessuna traccia così come le foglie di fragola.

Per quanto volessi cercare il castoreum, non si è palesato.

Quindi? Come dicevo pelle scamosciata in purezza, su di me, camoscio e niente altro che camoscio, su polso maschile con mia grossa invidia si sente anche l’osmanto che fornisce un tono più fresco e arioso, ove su di me resta più cupa, comunque è un indosso elegante come fosse il prolungamento di un paio di guanti. Persistenza su di me, sotto le 3 ore.

Se si considera svincolato da tutto, è comunque elegante, semplice e diretta come fragranza, meglio non contestualizzarla...
 



#14 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 01:17 PM

Les Nombres D'Or
Vétiver


Recensione/Impressioni di Marcopietro

Un vetiver che si inala a tutto respiro senza avvertire nessuna nota troppo secca o irritante in fondo alla gola, una presenza discreta, ma persistente che si ripresenta più volte nel corso della giornata a ricordarci che è lì con noi

 

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recensione/impressioni di Silkford

Per mia colpa e mancanza culturale sulla profumeria non amo il vetiver.
E' una nota con cui devo prendere familiarità e i grandi profumi dedicati a quest'essenza per me sono ancora inaccessibili; anche se debbo dire che ho fatto passi avanti rispetto a un anno fa, oggi ho voglia di scoprirla, prima non mi interessava.
Di controcanto mi piacciono i profumi dove il vetiver è accennato, magari ammorbidito ed addomesticato (sacrilegio, lo so), come quello dell' Hermèssence e questo di Mona di Orio.
Il Vétiver di Madame di Orio appare sulla mia pelle come un liquore infuso subito dopo l'inizio esperidato ma scintillante, non i soliti agrumini senza sapore. Senz'altro una fragranza accessibile e di appeal... però, dov'è lo stile Mona? Che fine ha fatto?
Mi mancano lei e il suo tocco sensuale, l'aroma avvolgente e persistente, questo invece si volatilizza abbastanza velocemente.
Buono, ma imbrigliato con educanda al seguito.

 

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recensione/impressioni di Laura C.

 

Vétyver è del 2011. Il vetiver e le note agrumate arrivano immediatamente, una nota citrica unica, zenzero non evidente, né ben riconoscibile, salvia e noce moscata seguono dietro, altalenandosi un po’, per quanto la pungenza della noce moscata è comunque più discernibile della verde aromaticità amara della savia. Legno di cedro e tonka che non sento fino al dd, ove pare far la sua comparsa anche appena il labdanum. Il patch mi sembra di sentirlo in background solo a dd avanzato. Comunque la nota principale subito dietro al vetiver è, su di me, la noce moscata.
Sulla mia pelle resta amaro, pungente, speziato e molto, molto secco, quasi per nulla erbaceo, non terroso. Molto diverso invece su polso maschile, almeno mi spiego come si possa amarlo, dato che su di me perde di freschezza diventando speziato e quasi anche cuoiato, invece qui resta più erboso, e la noce moscata non è affatto in primo piano, un profumo completamente differente, sempre close skin con poco sillage, ma molto piacevole, non avverto distintamente nè salvia nè patch, nè legno ma più un aromatico-erbaceo.

 



#15 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 02:14 PM

Rose Etoile d'Hollande

Recensione/Impressione di platone

 

Nome evocativo per la regina dei fiori e per un omaggio ad una donna che non cè più. Cè tuttavia il suo spirito in un profumo che sono convinto provenga dal periodo grigio. Non mi riferisco allopacità dellestro ma a quello che ha portato alla linea omonima. La rosa che trovate non ha niente a che fare con limmediatezza degli altri capisaldi che attorno ad un tema gli costruiscono attorno la struttura che lo andrà a determinare. Azz Platone quanto scrivi! Ma come è sta rosa? Come profumo bello ma per me poco interessante, come operazione commerciale lo trovo scadente. Mi spiego. Nel primo caso troviamo un rosa glassata da resine, benzoino, con tocchi di opoponax. Non troviamo la purezza della rosa ma unarchitettura complessa che un po la snatura. Come concetto, ma chiaramente modulato sulla rosa, ritrovo quello che ha portato a carnation con un che di pelle che non vira mai verso il cuoio ma verso lepidermide. Passando alloperazione di marketing vi spiego la mia cervellotica convinzione. Il caldo fa i suoi danni blink.gif Credo che dovendo continuare sulla linea rossa e non volendo almeno subito riproporre la grigia, in Olanda abbiano cambiato colore ad un profumo che invece è stato pensato ancora sullonda della linea grigia. Qui ci sento la Mona abbondante e sovradosata degli esordi e non quella rarefatta e controllata del numero doro. Penso tra di voi piacerà a chi desidera un profumo spiccatamente femminile con grosse attinenze a carnation in partenza, con grosse similitudini a rose de nuit di Lutens (si sente pesca e una simil albicocca) nel drydown.

 

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Impressioni/Recensione di Laura C. (FB)  (2018)

 

Aldeidi effervescenti, pesca bianca, eliotropio, Bulgarian & Turkish Rose, chiodi di garofano, patch, legno di cedro, vaniglia, benzoino siamese, balsamo del Peru. Fragrantica e altri aggiungono anche geranio. Sul sito anche per questo c’è scritto Original Formula, ma se sia vero, è un commento che lascio a voi. 
Giocoso, come quasi tutte le fragranze fiorite-fruttate, personalmente l’abbinamento rosa-pesca lo trovo, simpatico e divertente ma da qui a definirlo elegante o sensuale, ce ne passa; tenero, si beh è vero; romantico, la tenerezza può esser vista anche come romanticismo, quindi sì.
Forse è al momento il MDO meno persistente che ho trovato, su di me, non supera le 3h.
Non sento il patch, e nemmeno nettamente l’eliotropio, ma una ventata di speziatura dei chiodi di garofano in apertura, subito svanita come una nuvola passeggera, non lo sento legnoso in nessun modo, un sentore balsamico nelle retrovie invece si riesce a percepire così come una leggera resinosità in avanzato drydown (benzoino e opomponax).
Nessuna nota di cuoio o pelle come suggerisce Fragrantica. Invidio chi riesce a sentire l’eliotropio, il dubbio è se le note fruttate dolci me lo modificano completamente e non lo riesco a identificare oppure se semplicemente non si fissa sulla mia pelle.
Su di me ho una pesca che vira alla rosa, più che una rosa che vira alla pesca, esistono come ibrido in contemporanea senza confluire l’una nell’altra, quindi per me non è propriamente classificabile come una fragranza alla rosa, dove ho visto spesso elencarlo, ma alla rosa-pesca. Uno dei Mona, minori, in effetti, deve piacere il genere fruttato-floreale
 

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Impressioni/Recensione di bluebruja (FB)  (2015)

 

Rosa aldeidata. a tratti si sente bergamotto, spezie, pesca, pelle, il tutto sempre molto delicato. fiorito e caldo, un profumo più che un solifleur


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Posted 27 April 2018 - 02:17 PM

Les Nombres d'Or
Musc


Impressioni/Recensione di deianira

 

Il "Musc" come giustamente ha detto Elisewin è una carezza dall'inizio alla fine, forse è il profumo più pulito che la signora Di Orio abbia mai composto, decisamente incentrato sulle note dell'eliotropio e della fava tonka, il neroli non sono riuscita ad avvertirlo.
E' quanto di più carezzevole e delicato abbia mai sentito e posso ben dire che la creatrice si destreggia al meglio anche tra i generi più diversi, perchè qui non riesco assolutamente a cogliere la somiglianza rispetto ad altre sue creazioni, dove una componente animalica c'è sempre!

 

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Impressioni/Recensione di Silkford (2017)

Musc - Sento come della mandorla in apertura, si addensa in una profumatissima saponetta e poi esprime, finalmente, il suo lato poudré e animale (giusto un poco).

 

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Impressioni/Recensione di bluebruja (2018)

 

Nota iniziale meravigliosa di muschi, poi si trasforma in un eliotropio polveroso. è un profumo celestiale. non soprendente in un'interpretazione sua come la vaniglia, ma raffinatissimo.E' il mio muschio.



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Posted 27 April 2018 - 02:31 PM

Les Nombres D'Or
Vanille


Recensione/Impressioni di erodiade

Luminosa: una vaniglia finalmente naturale, come non ne sentivo da tempo (l'ultimo ricordo positivo risale a quella di A. Goutal, che reputo una interpretazione riuscita). Fresca, legnosa, elegante, davvero deliziosa. Delicatissimi gli agrumi in apertura insieme all'assoluta di rum, come una brezza che piano piano si arricchisce del profumo dei fiori (ylang) e si intiepidisce di legni (che rimangono sempre ben presenti), per spegnersi con calma nella morbidezza del musk (lo sento molto) e di un'ambra appena sussurrata. Bella!

 

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Recensione/Impressioni di Marcopietro

Mona con il vetiver e la vaniglia ha realizzato due interpretazioni originali e davvero seducenti, non ho praticamente staccato il naso dalle aree di spruzzo!
Una vaniglia spogliata da connotazioni gourmand e troppo dolci, complessa, variegata, con inaspettate note verdi tra sentori aromatici ed ammalianti tutti rinchiusi in una bolla rilucente. Chapeau!!!

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Recensione/impressioni di Gretel (2015)

Non solo confermo l'ottima impressione che ho ricavato da mouillette tempo fa ma addirittura su pelle si supera in bellezza e piacevolezza.

Un bicchiere di cristallo con Grand Marnier (le bucce d'arancia si sentono eccome!) e legni secchi unito a una vaniglia di grande raffinatezza, una complessità ed evoluzione di tutto rispetto, una proiezione, sillage e durata sbalorditiva.

Il fondo di balsamo del Tolù unito a ylang ylang e fava tonka è magnifico e ho finalmente capito essere il mio accordo del cuore: un tocco balsamico - che impropriamente credevo essere mirra - e morbido che dà rotondità agli spigoli dei legni scuri e riduce e scongiura l'effetto gourmande della vaniglia.

Troppi ml e troppo alto il prezzo pour moi ma penso proprio a uno split futuro.
L'ho indossato dopo aver messo a casa il white aoud di Montale e l'unione è stata per me sbalorditiva.

 

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Recensione/Impressioni di Lau05 (2016)

 

Il nostro primo incontro fu un appuntamento al buio.
Ne sentivo parlare continuamente, la famosa vaniglia di mona che tutti decantavano, e decisi che doveva essere mia, senza averla mai provata.
Non avevo mai sentito nulla di simile, io che avevo sempre associato la vaniglia a quel sentore dolciastro, cremoso, caramelloso, da "pasticcino"....
Nulla di quanto potessi immaginare....
Appena spruzzata la prima volta fui subito aggredita, un felino dalla folta criniera stava urlando, diffondendo il suo potente ruggito, mi stava coprendo di forza, di coraggio, di fierezza, di potere.
Un profumo inizialmente selvaggio, ma che sa anche essere gentile e vellutato. Un profumo complesso che ogni volta mi sorprende.
Non stavo sentendo nulla che neanche lontanamente si potesse avvicinare a un goloso pasticcino, il fiero ruggito mi mandava note di rum, insaporite da buccia di arancia e speziate da chiodi di garofano. Affumicato nel cuore, piano piano quel potente ruggito diveniva un urlo sempre più leggero, elegante, quando si avvicinava alle note ambrate, alla fava tonka e alla vaniglia del Madagascar.
Quel ruggito fiero, potente, inizialmente maestoso, si stava trasformando in qualcosa di più intimo, la fiera regina della foresta aveva protetto i suoi cuccioli, e poteva finalmente abbracciarli...

 

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Recensione/Impressioni di bluebruja (2015)

 

Parte con un pochino di petit grain e tanto cedro sopra legni più caldi, forse rum, un tocco d'incenso.dopo esce finalmente la vaniglia, tanta vaniglia. un evoluuzione lunghissima, una durata eccellente: un viaggio






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