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#21 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 17 January 2018 - 09:10 AM

Beach Hut (donna)

 

Impressioni/Recensione di Ornella P. (2018)

 

Beach Hut Woman è una passeggiata lungo il mare, non a piedi nudi sulla bianca fine sabbia, ma lungo un sentiero dove le narici si riempiono del profumo di erbe aromatiche, legni, fiori un po' amari e pungenti (forse il geranio di cui parla Fragrantica) tutti pervasi dal profumo dell'acqua salata. Dopo un po' sulla mia pelle percepisco l'odore di pietra, di sassi calpestati che si frantumato sotto le scarpe. Una pietra calda e secca non polverosa. Definirlo un profumo marino è davvero riduttivo.

 

Impressioni/Recensione di Cristian (2018)

 

lo abbiamo sentito insieme e mi trovo in linea con le tue impressioni, il panorama che annusi tu lo vedo anche io....sulla mia pelle rimane molto più aromatico, durante il sentiero, con il mare sempre a fianco, si vede che ho raccolto un po' di natura tra i capelli ed i vestiti, aghetti di pino marittimo, foglie salate e cotte dal sole...bello annusare con te



#22 EzioLove

EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 01:27 PM

Ohood attar (edizione anniversario)

 

Impressioni/Recensione di ROBERTO

 

Un attar facile ma piacevole con la sua nota di artemisia dalla quale un verde aspro e amaro viene fuori. Il fior d’arancio è discreto (ho dovuto leggere la piramide per saperlo) ma una volta che ci si sente le sue varie facette danno il “La” alla parte fiorita della rosa. Poi ovviamente oud, che inizia metallico per finire con sfumature di legno cremoso.
 



#23 EzioLove

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Posted 14 May 2018 - 12:55 PM

Figment (man)

 

Impressioni / recensione di Paola L. (FB) (2017)

 

Indossato ieri sera è ancora qui che pulsa vibrante sul polso con le sue note amarognole e fumose.

Lo indossi ed immagini una mano possente di uomo, un polso deciso che afferra un cespuglio e lo sradica, odore di terra umida, smossa, torba, muschi, radici che emergono dalla terra, frammenti che si strappano, linfa verde che esce e punge il naso, poi betulla fumosa...un qualcosa di mai sentito, primordiale e rude, ma delicato, con un eco ancestrale, un odore più che un profumo, ma cosi unico da catturare
 
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Impressioni / recensione di Laura C. (2018)

 

Uscito nel 2017. L’impianto maschile del profumo è immediatamente percepibile così come le note animali. È comunque un animale mansueto, non sgarbato o sudato. Le note iniziali di geranio e limone si sentono, assieme al vetiver e contribuiscono a schiarire la parte selvatica.
Alla base abbiamo guaiaco, labdanum e note terrose, mentre il sandalo è fra quelle centrali, oltre alle note animali, in effetti è parametrizzabile come una fragranza al sandalo, che risulta ben in risalto senza esser secco o sabbioso e nemmeno cremoso, anzi, le note terrose lo rendono più corposo, onestamente non lo vedo minimamente indossato da una donna, e nemmeno come indosso maschile, sotto i 40 anni, non riesco proprio a vederlo.
Le note speziate di pepe rosa ne rendono più incisivo il carattere.
È un profumo serio, non so se riesco bene ad esprimere quel che voglio dire, così come ci sono fragranze spensierate e giocose ce ne sono altre all’esatto opposto, questo è un profumo tutto di un pezzo, assolutamente serio senza ironia o spensieratezza, comunica serietà professionale, anche, forse più da giorno che sera ma non lo trovo connotato su una stagione preferenziale. Non è morbido pur non essendo aggressivo.
Infonde sicurezza e senso di protezione, stabilità, lo trovo rassicurante ma per nulla sexy anzi!, paterno, dà l’idea di una fragranza fuori da qualsiasi moda, le note animali si modificano in un indosso più intimo (ho letto da qualche parte parte che non è castoreum ma capra ? Vi risulta?).

 



#24 EzioLove

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Posted 06 June 2018 - 08:50 AM

Figment (woman) (2017)

 

Impressioni / recensione di CRISTIAN

 

E' l'ombra del deserto omanita che danza su una distesa sabbiosa piallata dal vento, ed è così liscia che pare la pista di pattinaggio di Helsinki 2017.

 

Un salto agli ostacoli a piedi scalzi, un po’ come quando vi alzate dal lettino e la spiaggia è prigioniera del sole a mezzogiorno, qui però siamo tra chicchi di pepe e granelli color zafferano appena gettati a terra dopo un passaggio nel forno alle temperature più alte.

 

Un movimento lento e perpetuo in sella di un dromedario, tra dune altissime dai cocùzzoli pieni di gigli, tuberose e carezze di vento salato che si fanno largo nella bocca, perché è impossibile chiuderla davanti al paradiso.

 

Ecco l’oasi, tra miraggi e realtà figment termina in una parola che si colloca tra la vita e la speranza come “terra”, pronunciato con l’ultimo filo di voce da un naufrago.

 

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Impressioni / recensione di Paola L. (FB)

 

E' una delizia bucolica ed onirica, un giardino non giardino.

Una tuberosa verdissima, uno stelo, un fiore non ancora schiuso, come in Bracken immerso in note verdi selvatiche e cristalline, onde schiumose, ma non i soliti paesaggi ozonati finti, anche qui un odore di natura  schietta, rigogliosa, indomata. Una sorta di giardino inglese, vorticosi fiori alla William Morris, una scogliera, il vento frizzante, l'oceano e poi tuberose schiuse e verdi e tanta vegetazione da prato spontaneo, un turbine di odori che si susseguono  con logiche astratte senza sosta, perchè la dolcezza diviene verde, le note frizzanti cristalline e poi presenti, tangibili, nessuna cosa sembra quel che appare, una ricostruzione reale e sognante della realtà.
 
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Impressioni / recensione di Laura C. (FB) (2018)

 

Decisamente fiorito: gardenia in primis, poi piuttosto indistinguibili far loro, tuberosa, giglio, gelsomino e fiori d’Arancio, forse invece avverto separatamente l’ylang, cremoso. No zafferano. Il pepe di Sichuan nel profumi è una scoperta che ho fatto di recente, lo amo, come nel cibo, una vaga nota di cassia (il cabinet spezie è una mia altra passione), ma solo se sposto il polso in orizzontale allontanandolo dal naso, in altra direzione non la sento.
Conosco poco il papiro come nota, presumo sia quella nota verde quasi aniciosa, personalmente mi disturba un po’ ma ho un problema io con l’anice, in ogni sua forma. Orris non mi pare di trovarlo. Incenso arriva dopo, con i suoi toni balsamici ma leggero.
Non sento nessuna tuberosa verde, la parte canforata proviene secondo me dalla gardenia non dalla tube, ma potrei sbagliare.
Un fiorito intenso, abbastanza dolce, a meno di una pelle maschile che smorzi molto questi toni dolci, può essere anche unisex, in caso contrario resta un profumo femminile. Splendido l’effetto del pepe di Sichuan con i fiori, anzi secondo me è la chiave di volta che regge l’eleganza e la bellezza di tutta la fragranza, senza, non sarebbe più equilibrata.
La gardenia è bella intensa e sta sul podio, come dicevo un po’ canforata. Rientra fra le fragranze narcotiche ma ha uno svolgimento notevole: da intorpidente ossessivo diventa più elegante e maturo (molto merito dell’incenso), ne apprezzo la bellezza anche se un fiorito così intenso non lo potrei portare.
Non trovo qualcosa in comune con la versione Man, sinceramente, non li vedo collegati.
 



#25 EzioLove

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Posted 28 June 2018 - 08:41 AM

Lyric (man) (2008)

Impressioni/Recensione di Silkford (2010)

Non è una Rosa per tutti. O meglio, va portata con rispetto e con un abbigliamento adeguato.
Lei è la protagonista di tutto, fin dal primo spruzzo e non ti lascia mai; a cambiare è ciò che le sta intorno mentre sboccia sulla tua pelle. Un bocciuolo di color bordeaux, impropriamente chiamata "rosa nera" forse più evocativa di "rosa bordeaux", rinfrescato da piccole goccie di rugiada (il bergamotto fa questo splendido effetto).
Nella piramide si possono leggere molte essenze fiorite (angelica, fiori d'arancio) e varie spezie (galbano, zenzero, noce moscata, zafferano), non bisogna però pensare che si tratti di una variazione sul tema "rosa speziata"; per me questi aromi servono a creare il contesto: un semplice giardino. Un giardino di quelli che abbiamo noi in Italia, un po' curato, un po' lasciato al naturale, con qualche pino e qualche pianticella spontanea i cui semi sono stati portati dal vento. Verde, tanto verde, un primo mattino con una leggera nebbiolina, la terra soffice e umida. Su di essa riposano delle potature, le foglie secche della siepe, gli aghi del pino. C'è del muschio fra le pietre del muretto.
Finita l'alba il Sole è pieno nel cielo, ancora al principio, ma la Terra inizia a scaldarsi; va via la nebbia e la rugiada scorre sul tutto fino ad evaporare. La rosa inizia a sbocciare e un accordo di legni (pino e sandalo), assieme a della vaniglia, dell'incenso e del muschio, ci raccontano quasi la sensazione tattile dei petali; vellutati data la loro leggera peluria, bordeaux come un vino prestigioso e pieni di sfumature come un tessuto pregiato.
Penso sia il più intenso e persistente fra gli Eau de Parfum da uomo di Amouage, in antitesi perfetta con Ciel che dura sulla mia pelle il tempo di un battito d'ali e poi se lo inghiotte lasciandone poche briciole. Da tempo cercavo una bella rosa, adatta ad un uomo, pura ed elegante senza che si tramuti irrimediabilmente in una saponetta o in un panetto di burro; speranza ripagata da questa fragranza. Certo sul fondo e nel drydown grazie ai legni e alla vaniglia un sentore cremoso c'è, ma è molto delicato e non infastidisce.
Secondo Amouage questo profumo (il nome è chiaro), rappresenta il cupo suono dell'eternità. Quella vibrazione che ha creato i sistemi solari, che dà la vita e che da sempre il Buddhismo insegna. Penso che un concetto così bello e così grande lo si possa ritrovare anche in un semplice sbocciare di un fiore.

 

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Impressioni / recensione di Laura C.

 

Spezie schiarite da note citriche (lime e bergamotto) sono la prima percezione, sostanzialmente noce moscata, poi inizia l’evoluzione e compare la rosa, quindi il coro di fiori d’arancio, angelica e galbano; di questi è l’angelica che si sente maggiormente e riesce a dare una nuance verde, più soft, alla rosa, alla lontana si percepisce anche forse lo zenzero, fra le note citriche, non trovo invece lo zafferano. Difficile dire cosa si senta delle note base prima di arrivare al dd, sandalo e pino inizialmente non pervenuti, l’incenso arriva dopo, il pino resta comunque una nota verde non molto delineata, mentre il sandalo assume più netta evidenza dopo il dd; l’incenso è molto molto sottile, quasi non identificabile. Considerandolo nella sua interezza è ovviamente un profumo alla rosa; su di me (non per tutti credo, quindi meglio sottolinearlo) la rosa ha qui quella sfumatura leggermente saponosa ma non pungente, che è poi quella che preferisco, la sento anche un po’ scalciare, sembra proprio che le altre note fungano da contenimento. Assolutamente unisex. Io non sento una rosa particolarmente dark ma è comunque imbrigliata e recintata, gli elementi a contorno ne contengono l’esuberanza, quindi in un momento uno sente di più la parte speziata, in un altro la nota verde/umida. Non ci sono note dolci ma non è nemmeno spigolosa. Ha una notevole eleganza, è comunque discreto e misurato, ma d’altronde non sarebbe elegante altrimenti. L’incenso in particolare non è molto evidente ma conferisce quell’aura, quella bruma, quell’allure magica al tutto, mettendo in risalto la rosa e sfuocando i contorni.

 





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