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PARFUMERIE GENERALE


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#21 EzioLove

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Posted 16 June 2017 - 03:27 PM

Brolure de rose

Recensione/impressioni di Claudia

Attached File  brolure.jpg   28.14KB   14 downloads

Questa fragranza creata dall'enfant prodige Pierre Guillaume appartiene al gruppo orientale-legnoso e riserva non poche sorprese. Essendo una estimatrice della rosa questa creazione mi ha lasciata perplessa per circa un paio di giorni, non riuscendo a cogliere il suo corretto significato.
Oggi finalmente sono riuscita a comprendere (chissa poi?!) questa rosa così misteriosa, ricordando sempre che siamo di fronte all'opera di un genio delle molecole olfattive.
Ciò che può indurre in errore è l'apertura di Brulure de Rose, una esplosione iniziale da lasciare storditi: cacao, rosa, lampone, vaniglia, fanno pensare ad un gourmand estremamente dolce, oserei dire stucchevole, ma poi dopo qualche secondo si realizza una specie di magia che caratterizza molti dei profumi di questo creatore. Questa specie di boomerang iniziale scompare del tutto e all'improvviso per lasciare il posto ad una delicatissima evanescente rosa, ormai quasi sfiorita, ove il suo profumo si avverte minimamente quasi si trattasse di "polvere di rose", e la sensazione è quella di entrare in una nuvola d'incenso (anche se nella piramide non compare) e minuscoli frammenti di petali di rose ormai polverosi che aderiscono al proprio corpo. La sensazione conferitami dall'incenso, molto probabilmente è uno scherzo dell'ambra che da molto calore alla fragranza, e dal legno di palissandro, elementi questi che compaiono nella piramide olfattiva.

Certamente non è un profumo da scia, rimane ben aderente alla pelle e lo avverte solo chi lo indossa, nel drydown finale ricompare una vaniglia tenera e dolce, ma molto, molto discreta.           

 



#22 EzioLove

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Posted 01 March 2018 - 01:29 PM

JARDIN DE KERYLOS PG16

Recensione/impressioni di Laura C.

 

Verde, molto verde, un verde foglioso, è incentrato sulla foglia di fico e sicomoro che dovrebbe dare una nota leggermente legnosa, ma proprio leggermente perché la foglia di fico è proprio la protagonista indiscussa, ci dovrebbe essere anche una parte erbosa che sento poco perché coperta dal fico, tuberosa e pesca bianca sono citate sul sito di PG ma non su Fragrantica, pesca assolutamente non pervenuta mentre una tuberosa molto verde potrebbe anche esserci, linfa e stelo, di certo non la parte fiorita non percepisco nessun muschio e nemmeno brezza oceanica marina, anzi non sento nessuna nota marina al massimo l’idea di un albero bagnato dalla pioggia, come dicevo su di me si sente solo fico con il suo tratto amaro, mentre su polso maschile è più modulata, come spesso accade, probabilmente proprio dalla tube verde o altre note verdi generiche riportate nella descrizione (ma sempre niente erba) ottenendo una fragranza non amara ma nemmeno tonda. La persistenza è di max 2h su di me.

 



#23 EzioLove

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Posted 24 March 2018 - 04:29 PM

Bois Naufragé 

Recensione/Impressioni di scialeggera

sento fico, tanti tanti alberi di fico con foglie e frutti ancora non maturi....
rami verdi spezzati, una sensazione frizzante, fresco
una brezza salata...
e subito dopo una carezza calda e dolce che con il tempo diventa più intensa
mi ricorda Philosykos, ma una versione del tema fico più verde e la brezza salata lo rende per me più "trasparente", almeno all'inizio.

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Impressioni/Recensione di giovant

Un'onda si infrange sulla battigia e una spruzzata di goccioline rinfresca la pelle accaldata dal sole. La prima sensazione che si ha indossando Bois Naufrage è un piacevole ristoro, una sorsata di acqua fresca che placa immediatamente la sete. Ciò che si percepisce subito è un bel fico verde, balsamico, non ancora maturo. Le foglie ruvide dell'albero accarezzate da una leggera brezza marina. Poi arriva il legno, ma non è un legno ruvido e scabro. Tutt'altro: è un legno eroso dalla salsedine, tenero, arrotondato dal movimento delle onde. La freschezza delle note iniziali allora si stempera arrivando a un sublime accordo tra le note fruttate del fico, quelle legnose dell'albero e quelle salate del mare.
Assolutamente unisex, e adattissimo alla stagione calda perché ti accompagna con garbo senza stordire.

 

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Impressioni/Recensione di Laura C.

PG lo definisce mineral fougère, è verde e legnoso. Il vetiver si sente in apertura assieme all’accordo fougère, il fico, o meglio l’albero intero, foglia e legno si sentono decisamente e sono il centro attorno a cui si svolge la fragranza, si percepiscono anche le note saline. L’ambragrigia risalta leggermente verso il dd. Non è morbido nè ammorbidito, il sale smorza leggermente l’overdose arborea, tolta la parte salina non ha note marine, ma spesso il sale viene percepito di per sè come una nota marina, la parte legnosa comunque ha molto del driftwood che contribuisce a rafforzare l’immagine di una spiaggia con alberi a strapiombo sul mare. Profumo estivo, non lo vedo invernale, non aspro, ma nemmeno tondo, pur avendo un sillage molto ridotto la persistenza è buona. Più avanza il dd più la parte verde e quella salina si fondono, il risultato è un arboreo salino con note di driftwood



#24 EzioLove

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Posted 23 April 2018 - 01:01 PM

HYPERESSENCE MATALE PG12

Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

 

Sicuramente fresco e verde, inizia con un soffio citrico e di pepe, non arriverei a definirlo esperidato, si sente il bergamotto iniziale, le note su Fragrantica sono incomplete, manca menta e cuoio. Il tè è la nota principe, almeno inizialmente, risulta essere un tè fresco, non proprio la nota usuale, quasi fosse un tè leggero appena fatto, la nota di pepe è anch’essa fresca e leggera, c’è una nota verde oltre al tè che potrebbe appartenere alle foglie di cedro (non è legno di cerdo quello presente nelle note) ma più probabilmente alla menta, francamente la nota di menta vera e propria invece la trovo inavvertibile, non so perché molti lo elenchino come fragranza alla menta, saranno differenze individuali, ma quando ci sono, meglio evitare di consigliarlo come un profumo con note di menta (by the way testato su tre polsi, nessuna menta, nemmeno leggera) sicuramente non è una fragranza ad alta intensità e persistenza, fresca e leggera, molto estiva proprio per questa ragione, sillage pressoché nullo. È dunque una fragranza verde e fresca al tè, assolutamente non un tè intenso come dicevo nè tantomeno affumicato. Il gelsomino di per se non si sente, diciamo che crea più che altro uno spessore alla fragranza che altrimenti sarebbe solo verde e leggermente speziata. Non c’è nessun legno come base ma muschio, ad aumentarne la freschezza ma senza riflettori su di sè, classico. Nessuna percezione di note di cuoio o pelle. Le note paiono più complesse della fragranza. Il dd. si appoggia prevalentemente sul muschio stesso diventando un muschio fresco e pepato, una volta che la nota verde ha compiuto il suo ciclo di vita, una fragranza semplice diretta, valida per l’estate.



#25 EzioLove

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Posted 23 April 2018 - 02:49 PM

Cozé

 

Recensione/impressioni di Lady in Black (2009)

 

forse è stato il primo PG che ho testato. il mio naso mi dice:patchouli! E non sono nemmeno l'unica a pensarlo. E invece no, Pierre fa uno dei suoi trucchi E' l'effetto congiunto del caffe, del cacao e del legno di ebano? Un piccolo tocco canforato, un sacco di spezie pungenti. L'immagine di Atahualpa che beve la polvere di cacao diluita con l'acqua bollente e aromatizzata con il peperoncino. Fragranza bella e di durata, ma troppo ben ancorata nel territorio macho per me.

 

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Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

 

Il patch iniziale così intenso mi aveva fatto pensare, “strano, non mi pareva di aver letto che fosse una fragranza al patchouli”,e ricontrollare le note, infatti non lo è, solo inizialmente ruba completamente la scena, non che dopo scompaia, ma si fa da parte, lasciando il campo anche agli altri attori: la cannabis o meglio canapa sativa seed oil, specifica il sito, quindi anche una leggera parte speziata, pepe più che altro, pimento non propriamente pervenuto. Si sente bene anche il tabacco, non aspro e rude o pungente e nemmeno fumoso, ma quasi dolce; sento più cioccolato che caffè, caffè per nulla, anzi a pensarci bene è proprio il cioccolato a fondersi con il tabacco e ad addolcirlo leggermente. La parte legnosa si sente ma non è proprio distintivo o particolare, avrei detto classico legno di cedro più che ebano. Vaniglia più come arrotondamento delle note di fondo. Non la trovo particolarmente maschile come fragranza, su di me la classificherei come una fragranza al tabacco morbido, su pelle maschile invece sento molto meno il tabacco e credo venga fuori meglio la cannabis. Nel dd avanzato viene più fuori il lato mentolato del patch, molto sexy secondo me, comunque non lo trovo assolutamente gourmand, in nessuno dei due indossi.



#26 EzioLove

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Posted 14 May 2018 - 12:26 PM

Vetiver Matale PG6.1

Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

 

Già il miele più vetiver e tabacco fornisce una immediata sorpresa, come un vetiver in incognito, in maschera, un vetiver dolce, il sillage non è il punto forte dei PG, ma intensità in questo caso non trascurabile. Il tè introduce una nota erbosa, la nota simil pulito-saponosa di eliotropio e cashmeran è presente e controbilanciata al polo opposto da tabacco e miele. Una fragranza dalla personalità insolita, non è polveroso, lo trovo unisex ed elegante, con tabacco e miele lo vedo più invernale che estivo. Come tutte le fragranze con il tabacco la mia pelle lo trattiene massicciamente, mentre su polso maschile è una fragranza molto più morbida, più verde e fresca, il tabacco c’è ma non predomina come su di me ed è sicuramente meno dolce, ecco il miele non lo sento affatto su polso maschile, se fosse uguale su di me lo prenderei al volo.

 



#27 EzioLove

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Posted 06 June 2018 - 07:33 AM

Cuir Venenum PG03

 

Recensione/Impressioni di Elmifra

qualcuno nel forum sarà bravissimo a descriverlo perchè è davvero un profumo molto particolare.....a me piace la parte finale, ma molto finale...inizia con una nota affumicata, poi diventa cuoio, con una fortissima nota stallata (che mi ricorda tanto quella che avverto quando vado a comprare la carne in un'allevamento di mucche), il tutto molto addolcito.....non fa per i miei gusti un po' classici.....mi piacciono profumi più puliti....
 

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Recensione/Impressioni di deianira

 

C'è una carne di cui proprio non sopporto l'odore: è il "capretto" in tutte le sue declinazioni! Cui ci troviamo di fronte ad un agnellino cotto al forno e condito all'arancia!

 

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Recensione/Impressioni di Mary70

 

Forse non lo comprerò mai, alla fin fine, perchè troppo particolare..ma su di me è più miele cuoiato che carne animale.

 

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Recensione/Impressioni di Lady in Black

 

Terza versione su Cuir Venenum: su di me è un cuoiato fortemente albicoccato (che poi è l'impressione che mi danno i fiori d'arancio)

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Recensione/Impressioni di Laura C. (FB) (2018)

 

Anche questa è una profumazione polarizzante fra amore/odio, ma del resto con fragranze particolari soprattutto ove presenti note animali, la reazione è molto individuale. Una pelle animale-stallata ammansita da note dolci, molto dolci, per alcuni la nota stallata è quella respingente, su di me è la nota dolce che diventa veramente troppo sopra le righe, più che i fiori d’arancio, anzi assoluta di fiori d’arancio, è il miele ad incollarsi alla mia pelle, molti infatti lo definiscono un cuoiato gourmand, rendendo il tutto parecchio stucchevole, su pelle maschile l’ho trovato molto, molto più piacevole, perché la dolcezza sciropposa di attenua nel dry down e la parte cuoiata resta in primo piano, ed è anche uno dei più persistenti di PG. Ho letto qua e là che alcuni non percepiscono nemmeno la parte cuoiata e finiscono per catalogarlo come una fragranza ai fiori di arancio. Personalmente sento più che bene la parte di pellame e stallata, non stallatica però, ma non avverto nè il cocco e nemmeno, come alcuni, uva e mosto o anche marmellata di uva, nemmeno lontanamente, così come nessuna nota affumicata di sorta. Purtroppo anche la mirra non è così presente da emergere nel drydown, avrebbe salvato l’overdose dolce.
Fragrantica lo cataloga come floral-woody-musk, strano perché sebbene ci sia del cedro di base, non arriva nemmeno, per me, a dover esser menzionato

 

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Recensione/Impressioni di Nicolò B. (FB) (2018)

 

Rimane uno dei cuoiati più originali che abbia mai sentito. L’ho detto più di una volta ma immagino sempre una Naomi Campbell vestita con un tubino nero di pelle, a tratti quasi fetish, direttamente a contatto con la pelle color ebano. L’assoluta di fior d’arancio s’intona perfettamente con la nota quasi cruda di pelle che si percepisce. Di sottofondo delle note vegetali. Un cuoiato fiorito con una inclinazione orientale. Rimane per me uno dei migliori lavori di Pierre ed una delle interpretazioni più belle della nota cuoiata.
 



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Posted 06 June 2018 - 08:31 AM

Le musc & La peau PG4.1

 

Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

E per un po’ mi ci sono anche messa a cercare di capire che note sentissi, un vaghissimo muschio bianco, tutto molto stemperato come un profumo dopo averlo messo svariate ore, poco prima che svanisca, poi finalmente mi si è accesa la lampadina, ah ok è il mio firewall non sono io che non riesco a leggere nulla da questo profumo. Ed è un peccato ma come capita spesso, torna la mi anosmia a certe molecole di sintesi, soprattutto muschio, ne sono davvero seccata perché il muschio è una delle mie note preferite.
Ne ho letto benissimo, di questa fragranza, con mia somma invidia, finora l’unico PG bloccato dal mio firewall integrato, quando mi si bloccano completamente me ne accorgo subito ovviamente, faccio più fatica con quelli che si bloccano parzialmente ma l’intensità evanescente è un primo allarme oltre ad un sentore, quasi “residuo” monocorde, che inevitabilmente innesca la catena di pensieri, “non può esser un profumo così insensato e inesistente”, e “ah ok allora ne intravedo la sagoma, ma per me è invisibile”. Mi sa che su questo, verserò lacrimuccia tutte le volte che ne parlerete.

 



#29 EzioLove

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Posted 12 June 2018 - 07:18 AM

Bouquet Massai 10.1 (2016)

 

Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

Uno dei PG meno diffusi. Si sente subito che non è un fiorito classico: peonia, magnolia, karo karounde. È sicuramente un bouquet equilibrato, in cui non distinguo i singoli fiori, tendenzialmente dolce, non narcotico e non stucchevole.
Non percepisco note fruttate e nemmeno caffè, ma sandalo e balsamo di tolu si sentono dietro ai fiori.
Estremamente primaverile, debbo dire che su questa tipologia di fiorito peonioso, lussureggiante, luminoso e gentile non riesco a veder molto un indosso maschile.
Il sito dice che la fragranza è costruita sull’accordo caffè-cashmeran e quindi nel contrasto fra questo e le note floreali; deduco quindi di non averlo totalmente capito: credo di essermi persa una parte del tutto, io non sento nessuna dicotomia, arrivò solo a confermare la prima parte, tocchi fruttati esclusi, ossia che il bouquet floreale è reso vellutato dal sandalo, e balsamo di tolu, ma la parte in opposizione a quella floreale e vellutata mi manca.

 

 



#30 EzioLove

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Posted 28 June 2018 - 08:10 AM

Indian wood PG11.1

Recensione/impressioni di Laura C. (2016)

 

Sandalo, vetiver e oakmoss in apertura, lo configurano subito come una di quelle acque di Colonia maschili un po’ retrò, qualcosa che avrebbe potuto portare mio padre (che fra l’altro, ha sempre vissuto di profumi regalati), negli anni ‘80, la menta viene fuori leggermente solo in un secondo tempo, scorza di limone non nettamente percettibile, noce moscata e cardamomo pian piano ne aumentano un poco la complessità ma restano parecchio in background, si sentono leggermente anche le note lattee e cremose anche se il cocco non resta per nulla avvertibile, quindi man mano perde un poco di quella connotazione da colonia maschile, ma resta una sorta di nota canforata di dopobarba vintage che non si perde nel dd.
Il sito riporta anche pimento, legno di cedro, fiori di gelsomino essiccati (? Boh), e fir balsam, che probabilmente è quel che lego all’odore di dopobarba.
Mi pare avere anche minore persistenza della media dei PG (che non è già alta)
È gradevole ma senza una chiara e decisa personalità, forse un po’ commerciale inteso come meno particolare, sempre in riferimento alla media, una di quelle fragranze che se non mi fossi appuntata qualcosa avrei già totalmente dimenticato.






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