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LES NEZ


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4 replies to this topic

#1 Diakranis

Diakranis

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Posted 12 August 2009 - 07:42 AM

Turtle Vetiver (Isabelle Doyen)

 

Recensione/impressioni di Lady in Black (2008)

lesnez-turtlevetiver.jpg
E' un profumo al vetiver in continua evoluzione, la cui formula cambierà progressivamente. 

 

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Recensione/impressioni di Imai (2009)

Ottimo vetiver creato da Isabelle Doyen per Renè Schifferle. Il profumo parte pungente e scuro per poi trasformarsi in delicato e fresco; da questo punto in poi rimane lineare e chiuso sulla pelle.
E' un Route du Vetiver con i fiori (rosa e...?) al posto della frutta (ribes).
In realtà rassomiglia molto a Sycomore. Nel confronto side by side, TVE1 risulta più secco, mentolato, profondo e terroso del primo: insomma, più vetiver!
E' senza dubbio un prodotto raffinato e di classe.
E' anche vero che ormai il vetiver è stato presentato in talmente tante versioni che risulta difficile creare qualcosa di veramente originale.
Nel mio guardaroba ho tre versioni che mi soddisfano e, al momento, non ritengo indispensabile Turtle Vetiver.


Se uno stronzo non je poi d che uno stupidino, je devi d che stronzo!
G.Funari

#2 EzioLove

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Posted 30 March 2018 - 09:38 AM

The unicorn spell (Isabelle Doyen)
 

Recensione/impressioni di Lady in Black (2008)

lesnez-theunicornspell.jpg
Testa: petitgrain del Paraguay, foglie di violetta, pepe rosa 
Cuore: violetta, narciso 
Fondo: storace, muschio bianco, ambra grigia

 

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Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

 

Apertura verde radiciosa quasi che più che vetiver fosse genziana, che si smussa pian piano verso note un filo più dolci, appena la violetta entra in scena, restando poi in primo piano. Non è una violetta old style e per nulla leziosa, non è ingenua o brava bambina, le note verdi, leggermente amarognole, la tengono confinata, senza darle spazio di acquisire note troppo stucchevoli, una radice di violetta in sostanza, non sento veramente note acquose, ma quasi ozonate, non terrosa ma questa parte erbosa non dolce, secondo me, dovuta anche alle foglie di violetta, resta fino alla fine, c’è anche una leggerissima nota pungente, quasi la violetta stessa cercasse di liberarsi da queste costrizioni. Lo trovo bello e per qualche ragione molto malinconico. Assume dei toni leggermente metallici nella sua evoluzione, è una violetta algida, indosso assolutamente unisex. Non sento note legnose anche se Fragrantica le riporta, non percepisco l’idea di un bosco, ma più di una riva di un fiume che scorre impetuosamente, e delle violette spuntate fra le rocce, ariosità e roccia più che terreno, parte erbacea selvatica e non arborea. Molto elegante, le note fredde che emana debbono risultare splendide in piena estate.

 

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Recensione/impressioni di Annalisa P. (FB) (2018)

 

Oddio cosa ho fatto a mettere Unicor Spell questa sera ne sono innamorata persa...apre con una forte nota verde ma non erbosa, ricorda più il verde di foglie carnose e cupamenti verdi, esplode una violetta secca non zuccherosa quasi ghiacciata, incastonata dai sentori verdi e terrosi che la esaltano.
In questa serata ventosa mi circonda con reffoli di sogno.
Aggiungo per dovere di cronaca che ha una buona durata su di me ma non si espande molto...resta a contatto della pelle ma io mi profumo per me non per gli altri quindi non mi disturba la cosa.



#3 EzioLove

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Posted 17 April 2018 - 09:22 AM

Let me play the lion (Isabelle Doyen)
 

Recensione/impressioni di Lady in Black (2008)
lesnez-letmeplaythelion.jpg
Testa: bergamotto, anice, incenso 
Cuore: pimento, caffè, mirra 
Fondo: legno di cedro, balsamo d'abete, ambra grigia

 

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Recensione/impressioni di Laura C.

 

Le note legnose e le spezie si evincono quasi subito, queste ultime diventano per un po’ la nota dominante, ma in maniera soft, senza eccessi o spigoli, non mi pare di percepire nè cannella nè cumino, più pepe, cardamomo e coriandolo, forse noce moscata e chiodi di garofano, c’è qualcosa che identifico con fresco e maschile, potrebbe esserci una punta di lavanda assieme alle spezie ?. È close skin come fragranza, le note legnose non sono imponenti, credo legno di cedro, ma anche il sandalo, lattonoso, che viene fuori più a dd avanzato, quando entra in gioco l’incenso subentra un tono fumè ma leggero, non é un incenso urlato ma discreto, non arriva nemmeno ad tirare fuori note balsamiche. Stranamente su polso maschile è proprio più intenso, anche se il quantitativo messo delle due era minore del mio, e lo sento più legnoso.
Nel dd avanzato il combo legno + frankincense prende maggiormente il sopravvento, realizzando quel sentore di legno fumè che assomiglia al residuo temperato delle matite.
Lo sento più primaverile che invernale.
Prima che entrasse in gioco l’incenso, mi ha ricordato molto il Venenum dell’Artisan, sempre della Doyen, ci trovo qualche similitudine nel mix pepato di spezie, ma sono differenti

 



#4 EzioLove

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Posted 28 June 2018 - 08:27 AM

L'antimatiere (Isabelle Doyen)

 

Recensione/impressioni di Lady in Black (2008)

lesnez-lantimatiere.jpg
E' una fragranza enigma, in continuo cambiamento e indefinibile, difficile da decodificare. Talvolta è un odore di pulito e fresco, come il più bianco dei muschi bianchi, un vero profumo di pelle. Talvolta si apre su una pelle appassionata, includendo aromi di ambra e muschio animale.
Testa: muschio di quercia 
Cuore: muschio
Fondo: ambra grigia

 

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Recensione/impressioni di massimo (2017)

 

Molti sostengono che questa crezione della brava Isabelle Doyen sia provocazione allo stato puro, altri affermano che non si sente nulla. Sarà che faccio il medico, ma questa chiara mistura d'ambra grigia per me è forse un odore più forte di tanti altri. Stireria di cose pulite, amplificazione di pelle propria, carrello sanitari appena usato, evanescenza del proprio odore ma , soprattutto, ricordo di odori ancestrali (seppur ripuliti) di sala operatoria. Un'operazione ripresa in maniera decisamente meno pura è più aggressiva da qualche fragranza di Etat libre d'orange, ma più candida e vera. Voti pieni, ma per nasi allenati.

 

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Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

 

Per relazionare che la mia anosmia ad alcuni sintetici ed alcuni muschi ha qui colpito alla grande: il nulla assoluto, nemmeno l’odore della mia pelle sono riuscita ad avvertire.
Per prova comparativa ho messo il polso sotto il naso del marito “tu senti qualcosa ?”.
Orbene, il dude, nomen omen, è tipo da grugniti, chiose lapidarie, oppure buono/“mmmhh, nah”, quindi alla sua risposta “ma sì, sa di muschio ma non troppo animale e di quella nota che somiglia ad una pietra liscia (ndt ambragrigia)”, potete immaginate a questo punto la mia faccia basita, non sapevo più se impressionarmi maggiormente dell’odore di vuoto al posto del mio stesso polso o dell’eloquio spropositato del soggetto, che dopo 17 anni di dudeism, capitemi, è cosa quantomeno sconcertante.



#5 EzioLove

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Posted 28 June 2018 - 08:29 AM

Monoumalia (Sandrine Videault) 2009
 

Recensione/impressioni di Lady in Black (2008)
lesnez-manoumalia.jpg
Fagraea (fiore profumato delle Hawaii), vetiver, tiaré, segatura di legno di sandalo, ylang-ylang, accordo ambrato 

 

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Recensione/impressioni di Laura C.

 

Non ho un metodo specifico, a volte le note le leggo prima di provare un profumo, a volte dopo, dipende. I fioriti non sono esattamente la mia e non adoro l’ylang. Premesso tutto ciò annuso il polso e mi ritrovo in Polinesia, o diciamo nel mio immaginario della Polinesia dato che non ci sono mai stata, wow! Il potere spettacolare che ha questa fragranza di teletrasportarti altrove! Molto equilibrato, è fiorito ma non narcotico, Tiarè e Ylang che gli corre dietro, cremoso, Fragrea o Tembusu, nota non presente in Fragrantica, sono i fiori di quest’albero del sud-est asiatico; non sembrano esserci note citriche ma lo trovo arioso, vivo, sandalo q.b assieme a note legnose a fare da contraltare alla parte fiorita, ambra al posto del sole e vetiver per il vento vegetale-terroso. I fiori risultano quasi spruzzati di salsedine e di per sè è sufficiente a richiamare immagini marine, magnifico, elegante, temo proprio di esserne innamorata, pur essendo un piccolo portale su un’estate perenne trovo si possa indossare anche d’inverno. Nel dd avanzato diventa talcato, come una leggera nebbia floreale che permea l’aria dell’isola. Sembra davvero il profumo di Fantasilandia. Non eccede su note dolci per quanto risulti comunque opulento.






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