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TAUER PERFUMES


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21 replies to this topic

#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 23 October 2008 - 09:46 PM

Orris

Recensione/Impressioni di CRISTIAN

Profumo interessante, tracce di un fuoco, lasciato bruciare nella notte, incustodito.
Legno carbonizzato, nero gomma, si avvertono dei fiori lontani, il ricordo di Incense Rosè si avvicina.
 



#2 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 23 October 2008 - 09:48 PM

Rêverie au jardin

Recensione/Impressioni di CRISTIAN

C'è qualcosa che mi fa pensare alla "secrezione magnifica" di ELDO.
 

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Recensione/Impressioni di Don Josè

Quando lo sentii tempo fa su mouillette non mi piacque. Non penso lo comprerei, però... mi sono di molto ricreduto.
Ci sono ancora delle note che non riesco ad isolare: il galbano, l'ambra grigia... il sandalo per certi versi e le fave di Tonka che mano so cosa siano (le fave... a Tonka ci andrei a vivere dritto e filato!)
La lavanda di partenza è la lavanda più reale che finora mi sia capitato di sentire: mi ha ricordato il cespo che avevo fino a qualche anno fa in cortile. Forse ha un pochino meno persistenza de l'Air du.. o forse un filo meno sillage, ecco.
Sono le note di fondo che mi lasciano perplesso: poco jardin... le trovo lievemente talcate, ma nemmeno quello... è difficile classificarlo! La partenza è fougeroide... poi... Boh! Sicuramente non mi suggerisce l'immagine in etichetta.
[il giorno dopo...]Errata corrige: mi ci ero solo abituato... persiste, persiste.
 

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Recensione/Impressioni di Deianira

All'inizio è stato come ricevere una pugnalata: il profumo è di un verde pungente e intossicante con una lavanda e galbano in primissimo piano, poi si evolve in modo assolutamente insolito con il balsamo di Abete che rimane ben presente sulla mia pelle insieme ad una nota minimamente acida o meglio medicinale!
Poi un miracolo: il verde lussureggiante e profondo diventa un femminilissimo talcato.



#3 Silkford

Silkford

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Posted 25 May 2011 - 09:19 AM

ζ Zeta

Impressioni/Recensione di Aventus69

E un pò come essere tornato indietro nel tempo. La casa di campagna vissuta da ragazzo, gli amici di un tempo, quelle gite in moto al fiume, il panino con la marmellata della nonna o la torta di mele fatta in casa, il succo di frutta nella bottiglietta di vetro. Questa è stata la prima visione di Zeta. Quel plaid caldo e variopinto disteso all'ombra di un albero in fiore le risate degli amici, la chitarra che suona ...i primi baci rubati. Proiezione che potrei ricondurre anche al tempo di oggi, seppur con aspetti e paesaggi diversi. Io e la mia bicicletta, la salita che mi separa dall'orto botanico, sono pochi 4 km, ma percorsi tra conifere e cespugli, tra alberi di tiglio e gelsomino diventano un'esperienza inebriante per i sensi. Quasi non ti accorgi di averli percorsi e giunto sulla sommità... la pace... trasmessa da una distesa infinita di mare. Meraviglioso. Il salmastro da acume al fiore. Il fiore ingentilisce il pungente odore costiero. La sua apertura è fresca, freschissima di limone e bergamotto ... il fiore d'arancio chiude il bouquet ma non in modo definitivo perché la sua scia è lunga ed accompagna l' Ylang tra le braccia di una splendida e delicata rosa. Sul fondo un ottimo sandalo ingentilito da un limo di vaniglia abbracciano ancora il fiore del tiglio rendendo la fragranza morbida, rotonda ... un sorriso spontaneo in una giornata di sole. Non è sicuramente una fragranza che lascia la scia al nostro passaggio ma sa tracciare un solco dentro di noi ... ci parla sottovoce, quasi a non voler disturbare. Fragranza da sensazioni ... un sogno estivo da cullare.-

 

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Impressioni/Recensione di Mary 70

E questa è già una bella novità, per me, che non riesco proprio a portare alcuna creazione di Andy, con mio somma tristezza unsure.gif
E' totalmente diverso da quello che mi aspettavo, dopo aver letto di tutto e di più su di lui blink.gif
L'apertura è la parte che mi piace meno, la trovo un po' " saponosa" e ci sento poco gli agrumi, a dire il vero.
Sento un aroma... strano... che devo capire cosa sia ( ma non ho guardato la piramide.. non lo faccio mai prima di annusare qsa.. per nno farmi influenzare ) e che un po' mi respinge..
Poi diventa davvero speciale.
Una sinfonia di accordi complessi ( non ci sento solo il tiglio ) in cui nessuna nota prende il sopravvento sulle altre e il risultato finale è deliziosamente armonico e poetico : ci sento un'ode alla tarda primavera.. quando i fiori sono tutti sbocciati e carichi di nettare.. con un lieve anticipo di estate nelle note più fresche e lievemente verdi che fanno capolino.

Un profumo difficile, ma molto molto molto pregevole!-

 

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Impressioni/Recensione di saraprfms

Ciò che mi aspettavo era un profumo inebriante di tiglio, come quelli che sono nel mio giardino, mentre invece inizialmente mi ha aggredita un forte e acuto profumo agrumato al quale si è accompagnata una lunga serie di trasformazioni e sfumature . Gli agrumi che allinizio sembravano luminosi e gialli di limone e bergamotto sono poi diventati misteriosi e profondi, cedro e legni ?,..ancora un breve attimo e, sempre dal fondo agrumato, emergono e si schiudono i bellissimi fiori di tiglio e le rose.
Einferiore, per invadenza, alle ultime sue creazioni ma ha comunque una buona persistenza.
Un profumo per palati (cioè nasi) raffinati, fresco ma non facile, perfetto per giornate primaverili e estive.

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Impressioni/Recensione di CLAUDIA

Grazie ad una "gentilissima" amica ho avuto la grande occasione di sentire l'ultima creazione firmata A. Tauer: "Zeta"
L'apertura è di un verde trasparente, è come uno specchio d'acqua in cui si riflette il verde del bosco in una tiepida giornata di primavera, ma poi il profumo nel suo sviluppo s'ispessisce a causa IMHO della gran quantità di agrumi presenti nelle note di testa e di cuore, per poi ahimè svanire molto in fretta, almeno sulla mia pelle!

Riassumendo:
Envol/Lift delicato e raffinato;

Sillage debole e sottile: Volume di conseguenza inesistente.

Mi scusino gli appassionati e sostenitori della fragranza



#4 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 01:29 PM

White

Recensione/Impressioni di Ele

E' il primo che ho voluto testare, assolutamente nelle mie corde! La bellissima violetta iniziale si stempera meravigliosamente nella vaniglia ed ambra grigia che la seguono, non distinguo la radice di orris, ma i caldi legni finali danno all'insieme un tocco che definirei "aristocratico" e molto molto chic.....mi ricorda vagamente Exultat, ma preferisco senz'altro questo White....

 

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Recensione/Impressioni di saraprfms

White è il più portabile, suscita simpatia immediata, Ele ha detto che le ricorda un po Exultat e le credo, a me ricorda un Incenso Viola molto, molto diluito e delicato per la violetta che emerge.
White mi ha ricordato anche un Farmacia SS:Annunziata, (con la stessa nota confettosa )...di cui però non ricordo il nome! Kama o Chia? questo è il dilemma!....

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Recensione/Impressioni di CRISTIAN

un confetto al Vicks Vaporub, anche qui, ha un suo perchè, ma non ora, da risentire in un'altra stagione
possono non essere tra i miei preferiti ma non deludono, come è successo con i Mona, sono 3 grandi lavori....quel suo essere viola ricorda EXULTAT.

 

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Recensione/Impresione di Nyneve

Più che l'iris sento un confetto, mandorla e viola, un profumo luminoso e sereno, perfetto per un matrimonio, uno Jour de Fète più strutturato e meno banale, portabilissimo e tenero, mi ha fatto pensare all'allegria e all'entusiasmo che emana dai post di Mary70-

 

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Recensione/Impresioni di Aventus69

White tra i tre è quello che al mio naso risulta meglio strutturato...una bella violetta insieme a qualche timido legno però pulito senza divagazioni...ha un suo perchè...



#5 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 01:30 PM

Auburn

Recensione/Impressioni di Ele

Fiori di agrumi e "calda" cannella (questa mi piace sempre!), poi tabacco fruttato, ambra (secca però, non morbida!), e legno di sandalo cremoso......per ora non ci siamo nonostante le note siano fra le mie preferite..... wink.gif in autunno potrebbe dare il meglio di se....rimandato!

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Recensione/Impressioni di saraprfms

Auburn è uno speziato dove prevale la cannella, non riesco a sentire altro, vagamente ricorda un Eau depice moolto addolcita, forse dalluso del tabacco?-

 

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Recensione/Impressioni di Aventus69

Auburn ha un buon inizio agrumato ma non in invadente..tabacco...un'ambta forse troppo accentuata...purtroppo ha un a scarsa proiezione su di me...2 ore circa e mi sparisce...peccato...dei tre è sicuramente quello a più vicino a me...

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Recensione/Impressioni di CRISTIAN

Questo si, più o meno, anche se al primo spruzzo mi pare una versione elaborata dell'Eau D'Epices, collosa.



#6 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 01:31 PM

Verdant

Impressioni/Recensione di Ele

Mi è piaciuto al primo spruzzo! senza neanche farlo evolvere. "foglie di rugiada" e pellame morbido unito al tabacco, note terrose che terminano danzando nell'ambra vibrante......
Però ora che le note hanno terminato la "passerella" direi che non ci siamo neppure qui , c'è qualcosa nell'insieme che mi disturba e non so isolarlo.....va risentito....

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Impressioni/Recensione di saraprfms

Verdant è il verde di una ruvida foglia aromatica (pomodoro?, lantana?) mescolato a cuoio, forse piacevole da sentire su una pelle maschile, non fa per me però

 

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Impressioni/Recensione di Nyneve

Dissonante come una musica dodecafonica, molto verde, molto avant garde
Se non vi è piaciuto Carillon, neppure questo vi catturerà
Non l'ho capito, sospendo il giudizio- mi vien da pensare all'opinione di Cristian in proposito e non vedo l'ora di leggere cosa ne pensa

in tutti e tre si sente la zampata dell'orso sFizzero
 

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Impressioni/Recensione di Flinndudu

Il Verdant è cugino della rana, infatti anche solo su cartina sentirlo mi ha fatto fare un salto indietro... lo trovo orribile.

 

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Impressioni/Recensione di Aventus69

Verdant apre con una bella nota verde, lentamente fuoriesce il tabacco che amalgama i sentori...però dopo una mezz'ora sulla mia pelle diventatroppo dolciastro e mi stucca un pò.

 

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Impressioni/Recensioni di CRISTIAN

Da lontano è pure zuccherino (nel drydown lo diventa anche più da vicino, uno zuccherino già sentito in un paio di Tauer) ma più mi avvicino con il naso, più il disgusto aumenta, al punto che io la parte cuoiata stento a percepirla....veramente terribile, così, pochi!
(ammetto che è più sopportabile dello stonato e chiassoso carillon del diavolo)
un odore che potrebbe pure "piacermi" se fosse nella zona fanghi di un hotel a Montegrotto terme...
odora di zolfo, odora di fango al Vicks Vaporub!
Però apprezzo questo suo essere "Prada", fregandosene di tutti, vanno i fiori? Lui fa le righe.....sentirò presto gli altri, sono troppo curioso!



#7 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 23 March 2012 - 04:33 PM

Cologne du Maghreb

Recensione/Impressioni di Markkino

Sentita oggi per la prima volta la colonia di Tauer e direi che non ci siamo.Andy Andy ma cosa mi combini?! dove sono finite le tue bombazze?dove e' finita quella creativita' dei primi Tauer?!?una colonia troppo colonia...ci sento solo tanto limone e basta.Evanescente,schiva,non mi arriva nemmeno al naso.No no non ci siamo per nulla!Indosso con grande soddisfazione da tempo la Colonia di Genova della F.del Castello di Genova ed e' tutta altra roba...durata,persistenza,un caldo letto speziato che dona un minimo di calore al tutto.
Gli ultimi lavori di Tauer non mi soddisfano per nulla!questa interpretazione di colonia non ne parliamo neppure.
Rivoglio il mio Andyy!!!!!



#8 Nyneve

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Posted 24 February 2015 - 11:07 PM

L'air du desert Marocain

Recensione/Impressioni di Momo

Da qualche giorno non facevo esperimenti vuoi per la calura, vuoi perchè essendo in ferie vado più spesso al mare, insomma ho indossato solo profumi già sperimentati, rigorosamente di sera e stop.
Oggi ho deciso di riprovare invece il sample del profumo di Tauer già degustato una volta con risultato non incoraggiante...riconosco che si tratta di un gran profumo e mi piace tantissimo sulla mouillette, addosso a me però diventa eccessivamente emulo del suo nome, senza l' "air" però. Mi speigo meglio: non sono mai stata nel deserto marocchino, a dire il vero non sono stata mai in nessun deserto, eppure immaginavo di sentire in questo profumo proprio quello che sprigiona, coriandolo, spezie in genere, legni, su di me però si perde l'effetto vento caldo, rimane solo la sensazione di un profumo troppo asciutto, secco anche se non pungente.
Insomma da una parte sono contenta che, come spesso accade, vi siano opinioni contrastanti rispetto a profumi comunque da considerare capolavori, dall'altra sono rimasta un po' delusa perchè confidavo in quell'ambra e quel cedro che appaiono nelle note di fondo e che avrebbero potuto ammorbidire l'insieme ma niente, su di me non vengono fuori, ci sono il cumino ed il coriandolo che hanno deciso di non fargli posto.
Me ne farò una ragione

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Recensione/Impressioni di scialeggera

Questo si che mi piace già al primo spruzzo. Legni bruciati, fiori secchi, aria polverosa, e tanto incenso (anche se nella piramide non è elencato). Incenso normalmente non mi "accende", ma in questa combinazione con spezie , catrame e legni è particolarmente accattivante.
Anche il Désert ha un'evoluzione lunga, anche se molto meno camaleontesca della Rose Chyprée.
Sillage su di me discreto, tenuta lunga.

 

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Recensione/impressioni di Marcopietro

Indubbiamente un gran profumo, ma su me, come peraltro tutti i pochi Tauer che ho sentito, esce con discutibili risultati.
C'è una nota o un accordo che riscontro anche in altri lavori suoi che mi lascia interdetto.
E' come se tutte le fragranze ruotassero su un cardine che le lega, potrebbe essere una cifra stilistica o una mia decisa sensibilità per un componente.
Avverto poca evoluzione e a tutte le ore la pelle mantiene alto il tono di una dolce e fastidiosa (per me) componente vegetale, come se fosse tutto condito con una composta di frutta e verdura al massimo della maturazione con molecole zuccherine al limite dell'alterazione.
Mi trasmette una sensazione di estrema caducità delle cose, nessuna gioia, solo un sorriso molto malinconico.
Questa comunanza tra i suoi diversi lavori sinora provati mi ha sempre frenato l'entusiasmo e pur tornando di tanto in tanto a testarli non mi coinvolgono felicemente quanto vorrei...mi annoiano abbastanza e forse è giunto il momento di lasciarli perdere e che se li goda chi sa appezzarli.

 

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Recensione/impressioni di AnnaKarenina

Oggi ho finalmente sentito un capolavoro. L'air du desert marocain di Tauer. L'ho rimandata e rimandata finchè avendone avuto un sample gentilmente inviatomi dall'amico del forum, sono riuscita a sentirlo!
Vi racconto la mia esperienza subito appena spruzzato e dopo un'ora e mezza quando è terminata l'evoluzione.
Prima: (mi arriva una vampata di alcool e spezie tipo bottiglia di grappa) e penso "Oh povera me cosa mai mi sono data!!! potessi cavarmelo..." però una vocina mi dice"Tieni botta e vedrai..."
Trascorrono i minuti e incomincio ad annusarmi spasmodicamente, e più passano i minuti e più divento frenetica nel mio snasarmi
Dopo: un trionfo. Io ci sento tanto pepe oltre al cumino che però forse è proprio quello ad avermi urtata in un primo momento, ambra, una punta di gelsomino, forse un po di zenzero ma anche qualcosa di dolce. Ammetto che in un primo momento ho avuto l'impressione fosse un profumo decisamente secco, ma dopo un'ora e mezza e cambiando istante dopo istante si è fatto invece dolce!!! come se ci fossero canditi...o forse datteri...ci sento quasi frutta caramellata...
non voglio certo dire sia una fragranza gourmand, ma di certo pare quasi non aver nulla a che vedere con quel che ho sentito da principio.
Mi sembra di sentire l'odore polveroso della sabbia in un misto di polvere e odore di spezie come quello che si può sentire nei tappeti delle case marocchine quando ne rimangono intrisi dagli odori del cibo cucinato nel suo mix di sabbia entrata dalle finestre a causa del vento. E' un mix strano ma che mi evoca immagini e profumi, voci, quasi al limite con il fiabesco. Mi fa pensare da un lato alle strade sabbiose col brulichio di persone riprese nella loro quotidianità, ma anche al deserto, al vuoto, al silenzio interrotto solo dal rumore della sabbia spostata dal vento.
Il tutto immerso nella luce calda e rossastra.
E' un'emozione fantastica. Molti possono essere i profumi che mi piacciono ma di rado che mi evocano cosi tante emozioni e tante immagini.
Il mio compagno quando a fine evoluzione lo ha sentito ha cosi reagito: "Mhhh che buono....ma che profumo è?....quanto costa?....te lo compro!!!"


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#9 EzioLove

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Posted 08 January 2018 - 09:08 AM

Noontide Petals

Recensione/impressioni di Meli80

La gioia dei fiori che esplode attorno a me:una botta agrumata frizzante che lascia intravedere la sorpresa successiva...
Tauer insinua un fiore,ma solo sporgente,mentre ti abbindola con tutt'altro;tempo 5 minuti e,quello che già avevi classificato come un agrumato fiorito fresco si tramuta:un bouquet in cui spinge una meravigliosa rosa ti viene lanciato, ma avvolto di un incenso inebriante, non pastoso, secco.
Ma lo stupore non ha termine:un'ora è trascorsa e arriva il nuovo cambio:una vellutata sensazione di buono e pulito, seppur caldo resta solo per te, appoggiata sulla pelle.
Semplicemente fantastico, adatto a qualsiasi stagione,elegante,discreto...ma anche coccoloso negli ultimi scampoli del suo drydown.
Unico neo:scarsa proiezione, ma, a questo punto, poco importa!
Tauer non lo conoscevo:povera me,che cosa mi perdevo!!!       

 

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Recensione/impressioni di Laura C. (FB)E così ho cominciato a studiare anche le aldeidi, che avevo identificato solo nelle loro accezioni classiche più immediate: fizzy, sparkling, effervescenti, stroboscopiche, cristalline, luminose, brillanti ecc.. ma ho qui capito che non servono solo ad aprire una fragranza, quasi fossero uno di quegli aerei estivi che si tira dietro uno striscione, in questo caso floreale, ma possono fare anche da cardine di una fragranza aumentandone poi sillage e persistenza. Qui sono corredate dal bergamotto che ne amplifica in testa i tratti, non proprio certa di aver sentito la smussatura del geranio, si trascinano dietro il cuore fiorito di: rosa, ylang, tube e gelsomino, su cui entrano in gioco le differenze di pelle, per alcuni è un mix fiorito unico, su altri prevale la rosa - su qualcuno il gelsomino, e su di me nettamente l’ylang. Subito dopo il cuore si comincia a sentire anche l’effetto leggermente balsamico dell’olibano che in questo caso finisce su di me per rinvigorire quel costante cardine aldeidico pungente che sento quasi per tutto lo svolgimento della fragranza, questa è poi la spiegazione che mi sono data, ignoro se sia corretta, io avverto spesso note pungenti a cui cerco di dare un nome, pungente e leggermente acre. Il frankincense enfatizzato dal vetiver, come una sorta di fuoco di artificio ai petali, parte poco prima che si smorzino le aldeidi di testa, fornendo la svolta ad una fragranza che apparentemente era aldeidica e floreale. Verso la fine si avverte anche la polverosità dell’iris, la base di sandalo e patch su di me non risalta particolarmente, la nota quasi canforata acuì accennavo prima, tiene campo fino in fondo, purtroppo



#10 EzioLove

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Posted 08 January 2018 - 07:19 PM

Une Rose Vermeille

impressioni di deianira

Finalmente e non con poca fatica sono riuscita a sentire ciò che ai miei sensi è tutta una delizia!
Credo che tra tutte le creazioni, questa Rose Vermeille è quella che più di tutti raffigura il suo creatore come personaggio, anche se personalmente non ho mai avuto il piacere di conoscerlo.

A mio parere questa è una rosa decisamente "clownesca" i cui petali ciascuno di un colore diverso, ma tutti tendenti al rosso e al fucsia, risultano poi caramellati e cristallizzati per dar vita alla rosa più esplosiva, colorata, allegra e gaia del firmamento! Quasi una "giuggiola"!
Gli oli essenziali utilizzati in questa composizione olfattiva danno luogo ad un mix di benessere e allegria, con un magico effetto aromaterapico!

A primo impatto c'è una nota che ha un vago sentore di detersivo, ma deve essere l'effetto del limone lavorato insieme al bergamotto, e pur tuttavia non nuoce alla fragranza che continua a sprigionare tutta la sua allegrezza, la sua grazia e le sue note gourmand date dal lampone;
il tutto poggia su di una base di ambra grigia che conferisce al profumo nel drydown una seriosità a questa rosa esplosiva che esprime nelle note di coda una profondità e una carnalità impensabili con un sillage di notevole spessore e con una proiezione propria di tutti i Tauer!

 

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Recensioni/impressioni di CLAUDIA (2017)

 

Finalmente e non con poca fatica sono riuscita a sentire ciò che ai miei sensi è tutta una delizia!
Credo che tra tutte le creazioni, questa Rose Vermeille è quella che più di tutti raffigura il suo creatore come personaggio, anche se personalmente non ho mai avuto il piacere di conoscerlo.
A mio parere questa è una rosa decisamente "clownesca" i cui petali ciascuno di un colore diverso, ma tutti tendenti al rosso e al fucsia, risultano poi caramellati e cristallizzati per dar vita alla rosa più esplosiva, colorata, allegra e gaia del firmamento! Quasi una "giuggiola"!
Gli oli essenziali utilizzati in questa composizione olfattiva danno luogo ad un mix di benessere e allegria, con un magico effetto aromaterapico!
A primo impatto c'è una nota che ha un vago sentore di detersivo, ma deve essere l'effetto del limone lavorato insieme al bergamotto, e pur tuttavia non nuoce alla fragranza che continua a sprigionare tutta la sua allegrezza, la sua grazia e le sue note gourmand date dal lampone;
il tutto poggia su di una base di ambra grigia che conferisce al profumo nel drydown una seriosità a questa rosa esplosiva che esprime nelle note di coda una profondità e una carnalità impensabili con un sillage di notevole spessore e con una proiezione propria di tutti i Tauer!  

 

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impressioni di Laura C. (FB) (2018)

Un lampone che sfuma nella rosa o una rosa che sfuma nel lampone? Il lampone si sente subito in apertura con agrumi ed una ventata di lavanda, al solito la rosa su di me resta poco, molto meglio su pelle maschile dove si sente netta ed anche la lavanda persiste maggiormente, al centro anche violetta, che non risalta separatamente, come base abbiamo sandalo, ambragrigia, Tonka e vaniglia. Una fragranza dolce e divertente, su di me è purtroppo più una fragranza al lampone con note floreali, e vaniglia a corredo, solita nota pungente a cui fatico a dare un nome: un composto di ambra? Non credo contenga assoluta di rosa, che avrebbe potuto essere un ipotesi, ma in genere se è così viene riportato nella descrizione della fragranza, vabbè non so che composto sia, comunque è sempre lì acre e pungente (non è il lampone).
Eccessivo definirla una rosa gourmand ? Non calza proprio a pennello secondo me, perché non la trovo una fragranza dolce, però è anche vero che la dolcezza varia con la pelle, ho visto persino definirla come una marmellata di rosa, cosa che mi è rimasta impressa, talmente è lontana dalla mia percezione; per lo stesso motivo, non essendo secondo me così dolce, la vedo bene anche per indosso maschile, a maggior ragione dato che su di me la rosa non risalta, sta sicuramente meglio a lui che a me, con anche la tonka più presente, che conferisce più carattere al tutto. Sicuramente è primaverile-estiva... un giochino carino, non credo potrei mai innamorarmi profondamente di un fruttato-floreale, ma chissà...



#11 EzioLove

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Posted 13 January 2018 - 06:45 PM

Orange Star

Recensione/Impressioni di Ipazia

Al contatto con la pelle l'effetto che avverto è simile allo stillicidio che si scatena quando il coltello affonda nella buccia delle arance (l'immagine che ho in testa è quella della macro nella sigla del telefilm Dexter): agrumi a volontà, decisamente più arance che mandarini.
Improvvisamente una virata amara, ma contemporaneamente languida: un vero ossimoro olfattivo.
Se fosse assimilabile ad un vizio capitale, sarebbe insieme accidia e lussuria per quel fondo che non riesco assolutamente a definire. Non riesco a percepire nulla di familiare, così vado in looping su legno, gomma, plastica, vaniglia (ci sento anche un po' di caramello), agrumi. Ma non arrivo a definirlo in alcun modo, neppure leggendone la piramide.
E infine ecco la visione più evocativa: una sadica mistress che frusta il suo schiavo immersa in questa nebbia lasciva.

L'ho provato un paio di giorni fa su mio marito: nauseabondo e tendente all'odore del detersivo dozzinale. Ieri ho ripreso coraggio e l'ho testato personalmente. Realisticamente non potrei dire che mi piaccia, ma certamente mi seduce e mi crea dipendenza olfattiva mah misteri della fede!

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Recensione/Impressioni di Laura C. (FB)

Ho visto esser molto apprezzato, ma amando poco gli agrumati mi ci sono avvicinata con cautela. Le note iniziali sono di arancia intensa, al drydown laranciata si calma un po e si cominciano a sentire i fiori darancio, oh menomale, mi son detta, lambragrigia diventa sempre più padrona del campo, lemongrass purtroppo non pervenuta, vaniglia e tonka su di me non si sentono, a parte il fondo arrotondato, larancia comunque non scompare mai del tutto, ma il profumo si evolve con lambra taueriana che spadroneggia, leggero sentore di tonka e fiori darancio. Qualcuno lha definito un fougère con larancia al posto della lavanda: non ha le classiche note aspre-maschili del fougere ma la definizione seppur un po traslata, non la trovo errata. Beninteso non è un gourmand e larancia deve proprio piacere tanto come nota (in questo caso diventa davvero un ottimo profumo), perché è molto presente e alla lunga può diventare stancante. Non consiglio lacquisto al buio.

#12 EzioLove

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Posted 22 January 2018 - 08:59 AM

Phi Φ, Une Rose de Kandahar

 

Recensioni/impressioni di Laura C. (FB) (2018)

 

Dato che provo su pelle direttamente, per avere un po’ più di obiettività prendo in genere, in prestito un polso maschile, quando ottengo risultati simili o poco differenti non menziono la cosa, ma in questo caso, c’è una differenza talmente evidente, che tutta questa premessa era necessaria.
Il profumo nasce dall’estratto naturale di rose afghane. L’apertura porta con se un volatilissimo bergamotto subito seguito dalla cannella che permane praticamente per tutto lo svolgimento della fragranza ritirandosi solo in fase finale, talvolta in primo piano, in altri momenti poco dietro, ma su di me potremmo perfino definirlo un profumo alla cannella.
Albicocca: ho letto che qualcuno la sente bene, io nessuna traccia in nessuno degli indossi, forse contribuisce solo con ad una nota dolce e fresca.
Veniamo al fattore discriminante, ovviamente La Rosa. Nettamente presente nel dd. sul polso maschile, ne è l’indiscutibile protagonista, in versione sempre più polverosa con il passare del tempo.
Sul mio polso, dicevo, abbiamo una fragranza alla cannella e nemmeno rosa e cannella, no, la rosa non esiste, o comunque al massimo un leggero afflato fiorito, ma non distinguibile come tale.
Tabacco: indiscusso protagonista delle note iniziali, fino ad avanzato dd. tanto da farmi chiedere come mai non fosse nota come fragranza al tabacco, poi così intenso e forte che mi chiedevo come potesse piacere a molti, questo finché non ho annusato il polso maschile dove ho capito che il profumo era su di me tutta un’altra cosa; oltre a tabacco e cannella mi è pure parso di sentire dei chiodi di garofano ma più probabilmente è il risultato del combo fra le due note molto intense.
Note di coro sul fondo: patch, vetiver, vaniglia, tonka, muschio, ambragrigia. Infine arriviamo alla mandorla: inesistente su pelle maschile, su di me, circa da metà dd. in poi, la fa da padrona. C’è però sempre costante quell’accordo o composto taueriano pungente a cui non so dare un nome e non so nemmeno se è un aldeide o un composto ambrato, questa nota appuntita si fissa inesorabilmente sulla mia pelle fino alla fine. Dai post passati ho visto che è da citare anche l’okumal, come materia prima, una molecola sintetica chiamata anche woody dioxolane, che sia lei?

In conclusione non mi sorprende leggere su questa fragranza opinioni anche opposte su cosa sa perché una tale differenza se non ci avessi letteralmente messo il naso sopra, non l’avrei ritenuta possibile: da una parte una rosa speziata e polverosa, dall’altra un camaleontico mix di tabacco-cannella e mandorla

 

 



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Posted 06 February 2018 - 12:28 PM

INCENSE ROSE'

 

Recensione/Impressioni di Lady in Black

L'Incense Rosé ha una partenza fruttata ed erbacea, sai quella nota che io chiamo "odore di erboristeria" che caratterizza gli oli essenziali vegetali tutti naturali? Secondo me Andy ha usato dell'olio essenziale di mandarino naturale al 100%...ma sto divagando. Le note di apertura si stemperano in una rosa un po' anomala, fruttata anch'essa (che secondo il mio naso sa di polpa di mandarino maturo ma anche di frutti rossi). Il cuore del profumo è tutto incenso, mistico, meditativo, ma contrariamente all'effetto di marmo freddo che normalmente ho con l'incenso, questo è caldo ed avvolgente. Il drydown mi ricorda molto L'Air du Désert Marocain - con più incenso, ovviamente, e dura una vita. Durante il suo sviluppo ho avuto momenti "fantasma" in cui mi ricordava anche Luctor et Emergo. Non mi pare sia a connotazione prettamente femminile, ma comunque, anche se fosse...

 

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Recensione/Impressioni di Milady

L'incenso si sente e mi piace, ma è un profumo pesante, cupo...
Non sento molto la rosa..o forse c'è ma è appesantita da un sentore di cera usata in chiesa, sui marmi e sui mobili antichi.... no no no...

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Recensione/Impressioni di platone

Dal paese delle guardie pontificie non me lo sarei aspettato. Perché il tradimento verso l’ortodossia esarcale di Costantinopoli mi porta al confine tra i due modi di pregare lo stesso Dio. Siamo in piena evaporazione spirituale, dove l’incenso e le rose, non recise ma sradicare dalla terra, ardono in una preghiera che sale alta come l’ipnosi aromatica in cui siamo trasportati. L’incenso metallico qui non brilla, perché la meditazione ha bisogno di luce soffusa e atmosfera rinchiusa (commovente la nota di cedro che da l'idea d'inginocchiati intagliati a mano). Ma si sa che il fumo passa ovunque così come lo spirito o una preghiera.

Giudizio: ad oggi non per me la l’ipnosi roteante simil dervisciana può risvegliare il lato sacrale che il profumo può avere. Meditativo.

 

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Recensione/impressioni di Tristana (2008)

Note di testa subito penetranti, l'incenso lo sento immediatamente assieme a note di agrumi acidi.
Con il passare dei minuti però una bellissima rosa bulgara si fa spazio accompagnata dallo speziato/fruttato particolare del cardamomo (che io amo da morire), dalla scia aromatica della mirra, da note legnose pungenti e resine.

Quel che rimane potrebbe ricordare un mix bellissimo tra une rose chypree e stranamente l'air du desert marocain. C'è la firma di Andy, riconoscibile e i déjà vu
non mi sorprendono ne li trovo negativi. Non in questo caso poi, visto che me ne sono innamorata!

 

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Recensione/impressioni di Laura C. (FB) (2018)
 

Appena indossato, la ventata clementinosa molto intensa mi ha destabilizzato, si sa che non ho un buon rapporto con gli agrumi, l’incenso entra subito in gioco e per un po’ ne risulta una bizzarra combinazione di incenso e mandarino, finché lo speziato del cardamomo non risolleva un poco le cose, il mandarino o clementina che dir si voglia esce quindi di scena (evviva), ed arriva una ventata di patch intenso, quasi qualcuno avesse aperto una finestra, altro woosh, e anche il patch se ne va, e si comincia a riconoscere l’impronta Taueriana.

Castoreum e Orris non mi è parso proprio di percepirli.

Mirra, associata all’incenso, legno di cedro e vetiver si esplicano diffusamente, il legno, anzi, enfatizza il lato ecclesiastico dell’incenso+mirra, il balsamico, schiarito dal vetiver si fa sempre più strada.

Come spesso accade sulla mia pelle, di rosa poche tracce, coperta da mirra e vetiver, c’è comunque sempre presente una nota citrica ma più neutra, tipo bergamottosa.
Progressivamente nel dd, la mirra si ritrae e l’incenso torna padrone del territorio ma senza nessuna evidente presenza di rosa finché non arriviamo a circa 2 ore dopo, in cui alla fine la rosa riesce a spuntare, a quel punto anche proprio distintamente e prepotentemente, una rosa incensata e quasi zuccherosa, ha un tono marcatamente dolce ed una persistenza davvero notevole.

 



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Posted 15 February 2018 - 10:44 AM

Une Rose Chyprée

Recensione/Impressioni di Glifi

Una meraviglia.Non ho ancora visto la lista di quel che c'è dentro,ma è chiaramente una fragranza incentrata sulla Rosa e che Rosa!
Potente,per nulla sintetica né acuta ,una delle migliori,anzi,la migliore fra quelle che ho sentito io.
La sensazione che mi ha dato appena l'ho messa,è stata quella di essere un povero insetto catturato da una rosa carnivora.
Asciutto è ancora molto bello,anche se non ha più quegli "interstizi sporchi" dovuti,penso io,a qualche nota naturale.
Bisogna che me lo procuri,anche se a Firenze non so chi abbia i Tauer.
Unico neo,la durata:sia su me che sulla mia compagna,questa Eau de Parfum ha una persistenza davvero bassa,ma non me ne curo.
Il flacone da 15 ml. è abbastanza piccolo da essere sempre e comunque con me,quindi,basta rispruzzare.
Bello,bello,bello.

 

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Recensione/Impressioni di scialeggera (2012)

Une Rose Chyprée: prima impressione nel cono, una rosa in piena salute, succo di rosa con fumo e qualche goccia di rum.
Al primo spruzzo poi mi spaventa, non mi ricordo più che cosa esattamente ho sentito, ma era un impatto forte. Dopo pochi minuti sento i petali di rose marcite, un odore "carnale", non proprio piacevole ma interessate. Per qualche ora non mi sono più avvicinata al polso, ma ogni tanto mi arrivava un odore buonissimo di rosa morbida ed avvolgente con una nota speziata. Devo dire che più tempo passa, più mi attira, più mi piace. Forse la rosa più bella su di me che ho mai sentito. Però dovrei aspettare sempre 2 ore prima che esca fuori la sua bellezza (certamente giudizio soggettivo )
Questa evoluzione lenta e particolarmente lunga nel tempo sarà una specialità di Tauer.
Sillage su di me discreto, tenuta notevole! Alla fine della giornata non è più lo stesso profumo del pomeriggio, ma ancora lo sento molto inteso se mi avvicino al polso.

 

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Recensione/Impressioni di Laura C. (FB) (2018)

 

Uno dei profumi alla rosa più amati, a quanto ho capito.

Si apre quasi fosse un esperidato, ti aspetti la classica nota cannellosa taueriana e invece qui è un soffio leggero, bergamotto, limone e clementina formano un unico accordo che sorprende da subito perché mi aspettavo un chypre più scuro, più patchouloso e speziato, invece non è così scontato, e soprattutto la nota di alloro lo rende fresco ed estremamente più accattivante rispetto ai classici accordi iniziali.

Come mi aspettavo, su di me la rosa non primeggia ma fortunatamente si sente, neanche il patch risulta protagonista ma resta in background.

Labdano alloro e vetiver sono alla ribalta appena le note citriche di affievoliscono senza comunque sparire completamente.

Non lo definirei un profumo caldo, per me, anzi, è molto fresco, almeno fino al dd, indossabile sia d’inverno che d’estate.

Come spesso mi capita con Tauer, percepisco una rosa pungente (pungente dovuta al l’olio di rosa o all’assoluta? Sono queste lacune sulla materia prima che ancora cerco di capire... credo sia l’assoluta, comunque, la responsabile). Come spesso capita dopo l’annusamento del polso maschile dovrei mettermi a scrivere un intero post differente, queste prove doppie mi sorprendono spesso, un conto è saperlo come cosa ovvia che ci sono differenze chimiche di pelle, un conto è averle sotto il naso a confronto, ogni volta mi dico che non avrei mai detto che si potesse creare una simile differenza, ogni volta sposto l’ampiezza delle possibilità un filino più in là. Quindi un profumo diverso: e porcaccia come al solito quando c’è rosa di mezzo sta meglio a lui che a me, l’oakmoss su di lui lo sento sempre tanto, è molto più vivo anche l’alloro, verde e fresco, ove il mio, a dd avanzato, è una fragranza dark più resinosa (labdano) con una rosa cupa e pungente, non arrivo a dire che sul suo polso ho un marino esperidato, ma vorrei riuscire a spiegare quanto sia ozonato e luminoso, forse sento anche il verde del geranio, niente cannella, la rosa è a contorno, arrotonda la fragranza intera, è fresca, dolce... su di lui sento persino la vaniglia (lo sto odiando, sappiatelo), la mia idea (se qualcuno mi venisse in soccorso sarebbe fantastico) è che io assorbo qualche componente dell’assoluta mentre lui no, nel tentativo di spiegare perché su di lui non c’è quella fastidiosa nota pungente e ricorrente.
Non glielo regalo per pura invidia, sono una brutta persona, ne prendo atto.



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Posted 24 March 2018 - 04:27 PM

Incense extreme

Recensione/Impressioni di Laura C.

Si apre con note citriche, petitgrain, quindi una cascata di coriandolo, il frankincense, ho letto essere estratto di Boswellia serrata al 25%, viene fuori al solito al dd., si scalda pian piano. Quindi classica base taueriana di ambragrigia, frankincense con le sue note balsamiche e coriandolo, che non scompare mai del tutto, ma resta anche dopo la fase iniziale, fornendo quella nota di terreno arido e desertico, associata alla polverosità dell’orris. È una fragranza molto secca, austera, le note legnose non sono molto rilevanti ma si sentono, ben presenti, alla base del tutto. Amo molto incenso e resine ma questo non assicura l’amore per questa fragranza, questo è più resinoso-balsamico, frankincensoso, per chi non lo conoscesse, sottolineo che non ha nulla a che vedere con l’incenso ecclesiastico.
È la parte di coriandolo che personalmente trovo fin troppo presente, una splendida immagine di aspra polvere bruciata dal sole, che alla lunga può risultare stancante. Su polso maschile invece prevale il frankincense, più fresco, più a lungo, si sente anche il petitgrain che su di me scompare immediatamente, un ecosistema ad una altitudine molto maggiore di quella sul mio polso, quasi montano, molto più balsamico e piacevole, ove si di me è polvere, deserto, sabbia e legno bruciato, tanto da sentire la sabbia quasi sotto i denti, non si arrotonda mai, resta secco e tagliente. In conclusione va provato, può esser buonissimo, se la vostra pelle non vi causa una overdose di coriandolo



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Posted 17 April 2018 - 09:27 AM

Lonestar Memories

Recensione/Impressioni di CLAUDIA

Lonestar Memories, è una fragranza creata da Tauer, che ben rimane impressa nella nostra memoria.
Come ben sapete rimango sempre una “profana” nell'avvicinarmi all'arte profumiera, ma questo profumo, non solo mi ha parlato, ma subito si è rivelato in tutta la sua "potenza evocativa".

Un’odore stallato, penetrante sì, ma secco, di finimenti in cuoio, di fieno nelle praterie sconfinate del Montana, del “ribelle cowboy” che cerca di domare l’indomita cavalla selvaggia che non si lascia montare da nessuno.
Il ribelle è Brad Pitt in "Venti di Passione".
Tristan è il fratello più amato nonostante vada sempre contro tutte le regole, capace di seminare morte e distruzione in coloro che lo hanno amato di più: il suo carattere selvaggio, senza freni lo porta a non fermarsi mai, e a non trovar mai pace sino alla fine dei suoi giorni.
Lonestar Memories, dandomi tutte queste sensazioni mi ha letteralmente folgorata!
Non ho avuto neanche il tempo di pensare, che nella mia mente hanno preso forma ...... l’immensità del paesaggio americano, il sudore dei cavalli sfrenati nel galoppo, un sensuale novello James Dean impersonato da Brad Pitt che in questo film, è al massimo della sua sensualità con il vento tra i capelli biondi, lunghi e scompigliati, con il suo corpo statuario ricoperto spesso da camicie sporche di terra e di sudore che inducono a pensieri tutt'altro che puri!
Con il passare del tempo quell’odore stallato ma secco di Lonestar Memories, va scemando sempre più e quel che si coglie nel drydown di tale fragranza sono il gelsomino, la mirra, il legno di cedro che si dischiudono con estrema delicatezza rivelando un cuore tenero, ma sempre selvaggio, perchè un sottile sentore stallato, accompagna sempre questa originale creazione olfattiva di Andy Tauer decisamente "maschia"!

 

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Recensione/Impressioni di Laura C.

Il far-west visto da Tauer, quale migliore descrizione quindi della sua “the scent of a lonesome rider, wearing old jeans on leather jacked after a long day on the horse, in the dry woods, preparing his coffee on the open smoky fire”.
I primi effluvi ti fanno dire: un Tauer senza ombra di dubbio, è proprio firmato già dalla copertina, anche se però, se dovessi spiegare cosa, a livello di note, fornisca questa impressione, non saprei farlo, non ci sono le classiche spezie: le note di testa sono geranio verde, salvia, forse i semi di carota potrebbero essere accompagnati da una leggera speziatura. Cuoio leggermente affumicato, cistus, ed un tocco di gelsomino che inizialmente mi pareva di non sentire, poi però qualche nota indolica appoggiata alla pelle è intervenuta, ma non quella floreale. Sandalo secco, tonka che rafforza cuoiosamente le note di pellame e l’immagine della sella del cavallo, assieme alla mirra, sostanzialmente in primo piano, ma non unicamente balsamica ma proprio a formare un podio per queste note, il vetiver ad ulteriore sottolineatura della mascolinità cowboys del tutto, questo non significa che non possa essere indossata anche dal lato femminile, anzi, per gli amanti dei cuoiati è una fragranza da provare assolutamente. Non si sbilancia molto sulla parte indolica-animale che è la prima cosa che forse viene in mente con una simile descrizione e ambientazione, l’immagine creata è davvero ben dipinta con il sandalo, che rimanda al legno secco e la parte smoky della pelle, affumicata-terrosa del fuoco da campo. Una menzione merita il mix del sandalo secco con il morbido della pelle, la fragranza di per sè non è dolce, non sarebbe nemmeno sensato che lo fosse, ma non finisce nemmeno aspra e brutale come l’idea di far west potrebbe suggerire, nel dd si ha un cuoio morbido, smokey ed elegante, si sente bene il sottofondo balsamico di mirra e vetiver ad enfatizzarla. Leggendo, ho capito che si addolcisce o meno a seconda della pelle, su di me resta come dicevo morbido ma non dolce, per chi ama i cuoiati credo sia proprio un must.

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Posted 23 April 2018 - 11:00 AM

VANIGLIA FLASH

Recensione/Impressioni di seleno77 (2015)

 

Sorpreso negativamente dalla vaniglia di Tauer, il naso che ci ha abituati a fragranze di un certo peso, con una certa presenza, questa è proprio flash, dura 10 minuti sulla mia pelle, mi riservo di provarla in periodi più freschi.

Accordo rosa, abbastanza scontato, Tauerite che ha i suoi pro e contro, la firma del naso è importante ma si rischia la noia, la ripetizione, si rischia il flanker del flanker. Il profumo ha un prezzo molto basso, ma rimane comunque alto, in proporzione alla sua durata. Risulta un'acqua profuamata, da dopo doccia, gradevole ma non entusiasmante, simpatica ma non incisiva.



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Posted 23 April 2018 - 12:23 PM

LONESOME RIDER

Recensione/Impressioni di Matchagreen (2016)

 

Scordatevi la rosa di Tauer, dimenticate il deserto e la prorompenza dei primi capolavori.

Appena spruzzato sa assolutamente di pulito.
Un pulito fresco, acquatico ma senza note ozonate.
Non sono i soliti agrumi..niente riporta ad acque di colonia o sorbetti, sono come dei limoni che galleggiano su un laghetto di una prateria.
Dopo un minuto balza al naso una nota mentolata, quasi farmaceutica che scompare quasi immediatamente.
Dopo un altro minuto appare l'iris, a quintali.
Un iris terroso, potente, che pian pianino comincia a lottare con il cuoio.
Il cuoio mi riporta immediatamente in una pelletteria spagnola, niente conceria, solo in negozio di borse..e poi puff!di nuovo quel profumo di pulito.
Dopo 15 minuti rientrano a gran forza l'iris e il cuoio, continuando a lottare e cercando di dominare la fragranza.
Dopo 20 minuti il profumo comincia ad affievolirsi, a lasciare spazio ad un lieve sentore di rosa.
Questa è una rosa timida, molto pulita che lascia presto spazio al pepe.
Il pepe non è invadente, lo sento leggero ed è un pepe rosa, giusto una leggera macinata che mi abbandona dopo poco.
Torna quel profumo di pulito, lieve, molto lieve fino a quasi scomparire.
Dopo altri 15 minuti riappare quella nota acquatica e quasi sussurrando, l'iris fa capolino.
Questa volta è più morbido, burroso, avvolgente e si fonde con la pelle.
La sensazione di pulito non mi abbandona ma adesso, dopo più di due ore dal primo timido spruzzo, comincia a scaldarsi con un piccolo accenno di ambra.
È un profumo in continua evoluzione.
Ha una bella potenza iniziale, ma poi diventa uno skin scent.
Forse ho osato troppo poco e dovevo abbondare di più..da riprovare.


Ecco l'altra recensione.

È primavera.
Sto passeggiando per i prati verdi e scorgo un piccolo laghetto.
L'aria intorno a me è fresca e pulita.
Vedo una pianta di menta, mi avvicino, prendo una foglia e la strofino tra le dita e lascio che il profumo mi avvolga ma poi inciampo.
Cado rovinosamente su un terreno umido, scuro.
Il mio viso è coperto di terra.
Tento di levarmela ma non ci riesco..da terra umida diventa secca, da terra scura diventa rossa..
Alzo gli occhi e mi ritrovo in Spagna.
Vedo una pelletteria in lontananza e decido di entrare.
Non vendono giacche, solo borse e borsellini.
Su una di queste è impressa una rosa.
È piccola, quasi non si vede.
Esco dal negozio e lì fuori, c'è una giovane pianta di pepe.
Sono tentata..vorrei raccogliere un paio di grani, ma preferisco lasciar perdere..
Senza rendermene conto mi ritrovo nuovamente a passeggiare su un sentiero, l'erba è alta, morbida e il laghetto è sempre lì a deliziare la mia vista.
Vedo un cavallo che con il suo passo ha smosso della terra, un piccolo pezzo di terra.
Lo osservo, riempio i polmoni e mi lascio cullare da una leggera brezza.          



#19 EzioLove

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Posted 23 April 2018 - 12:57 PM

SOTTO LA LUNA TUBEROSE

Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

Ho capito che è una fragranza che divide abbastanza anche gli appassionati di Tauer, anzi probabilmente piace di più a chi normalmente non ama la Tube, una Tuberosa reinterpretata, una Tuberosa destrutturata per così dire, perché è racchiusa in una sorta di reticolo contenitivo composto anche da ylang, gelsomino e rosa, la cui idea di fondo è quella di farla risaltare, contenendone quasi la parte più esuberante, nell’intento di alleggerirla, schiarirla, renderla lunare.

Definita anche come una Cinnamon Tuberose, trovo molto bella l’evoluzione di questo profumo, dalle note speziate di cannella e chiodi di garofano iniziali e dalla nascita verde per così dire, quasi canforacea della tube (Galbano e Patch immagino), fino a quando non entra in gioco anche l’ambra, pare proprio una fragranza polarizzante: o si ama o si detesta, io non ho avvertito su di me parti fumose o polverose, ma nel dry down purtroppo mi si fissa la tube associata con una dolcezza sciropposa che è veramente troppo mielosa, ma lo so, che la mia pelle fa così spesso.



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Posted 23 April 2018 - 02:39 PM

Carillon Pour un Ange

ImpressioniRecensione di deianira

sono venuta in possesso di questa rarità, per ora distribuita solo da Luckyscent grazie ad Elisewin, e chiaramente ciò che mi appresto a scrivere è solo il mio parere.

Siamo di fronte all'ennesima creazione in pieno stile Tauer, imho è una fragranza che sta tra Reverie Au Jardin nella parte più verde, e Une Rose Chyprèe per ciò che concerne la parte più carnale del profumo. Forse è proprio il mughetto a non essere nelle mie corde, ma all'inizio nelle note di testa è davvero molto pungente, quasi da rimanere senza fiato, ma il "Perfumista" ci ha abituati a queste sensazioni molto estreme, tipiche delle sue creazioni olfattive.

Non solo lo sento molto verde, ma si percepisce nettamente il Lillà e il giglio della Valle, che rendono la fragranza carica di acqua;
nelle note di apertura si rivelano una miriade di fiori immersi nel bosco e ricolmi di acqua piovana per effetto del tipico temporale estivo, ma che ben presto asciugandosi per effetto di un sole caldissimo si seccano completamente ! Pertanto quella sensazione di trovarsi all'interno di un bosco durante un temporale lascia spazio ad alcune note come il cuoio e i legni che cambiano radicalmente il profilo della composizione olfattiva:
non più verde, non più acquatica, ma molto asciutta da diventare quasi polverosa tanto che mi fa pensare all'odore tipico dei pot-pourrì, ovvero di quei sacchetti di tela grezza contenenti erbe aromatiche e fiori secchi, il cui profumo viene rinvigorito da alcuni oli essenziali.
La sensazione percepita è quella di entrare in una di quelle piccole botteghe artigianali, dove su vecchi scaffali di legno sono riposte marmellate, composte di frutta, spezie, contenitori di cuoio invecchiato e fiori secchi: l'insieme di tutti questi odori compreso quello del legno degli scaffali a mio modesto parere rende l'idea delle note di coda e del dry down di Carillon por un Angel.

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impressioni/Recensione di CRISTIAN

IMPORTABILE, peccato, un vero peccato.
Scomodare un Carillon e un Ange per dare il nome a questo composto per prati verdi? Un Diserbante? Ma è tossica questa roba...
Forse è un prato in paradiso dove un ange fa a fare i bisognini, quelli degli angeli non hanno odore, quindi si sente solo un gran "profumo" di erba maciullata, radici macinate.
Un odore aspro che ti sale nel naso, erba di montagna lasciata marcire in acqua per tutta la notte, acqua colorata di verde e dal profumo intenso, talmente intenso che scosti il naso per non essere tramortito.
Che brutta cosa, un prato tagliato da un marito volenteroso ma sbadato, che si è dimenticato di mettere il cassone del raccogli erba alla macchina quindi tutto è sparso e dimenticato ovunque.....quanta fatica per niente! Povero marito!

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impressioni/recensione di Prisca (2014)

Un profumo al mughetto, non un mughetto esile e verdolino, ma vibrante di rose, glicini, gelsomini, ambra grigia e cuoio.

Mi riporta ai tempi della mia infanzia quando le domeniche di primavera, con indosso il primo vestitino di cotone della stagione, mi portavano a fare una gita nei bellissimi parchi fioriti di qualche famosa villa sul lago (Villa Carlotta, Villa Melzi, Villa Monastero).
Sole, fiori, aria frizzante, gioia di vivere.

Quest'atmosfera rivive in Carillon pour un Ange.

Non ho mai amato il mughetto, ma questo è un'altra cosa. come tutti i Tauer lo si sente addosso per ore e ore, potente (se il profumo merita la persistenza mi fa piacere, e, come dicevo, in questo caso merita).

 

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impressioni/recensione di Claudia (2017)

 

Sono venuta in possesso di questa rarità, per ora distribuita solo da Luckyscent , e chiaramente ciò che mi appresto a scrivere è solo il mio parere.
Siamo di fronte all'ennesima creazione in pieno stile Tauer, imho è una fragranza che sta tra Reverie Au Jardin nella parte più verde, e Une Rose Chyprèe per ciò che concerne la parte più carnale del profumo. Forse è proprio il mughetto a non essere nelle mie corde, ma all'inizio nelle note di testa è davvero molto pungente, quasi da rimanere senza fiato, ma il "Perfumista" ci ha abituati a queste sensazioni molto estreme, tipiche delle sue creazioni olfattive.
Non solo lo sento molto verde, ma si percepisce nettamente il Lillà e il giglio della Valle, che rendono la fragranza carica di acqua;
nelle note di apertura si rivelano una miriade di fiori immersi nel bosco e ricolmi di acqua piovana per effetto del tipico temporale estivo, ma che ben presto asciugandosi per effetto di un sole caldissimo si seccano completamente ! Pertanto quella sensazione di trovarsi all'interno di un bosco durante un temporale lascia spazio ad alcune note come il cuoio e i legni che cambiano radicalmente il profilo della composizione olfattiva:
non più verde, non più acquatica, ma molto asciutta da diventare quasi polverosa tanto che mi fa pensare all'odore tipico dei pot-pourrì, ovvero di quei sacchetti di tela grezza contenenti erbe aromatiche e fiori secchi, il cui profumo viene rinvigorito da alcuni oli essenziali.
La sensazione percepita è quella di entrare in una di quelle piccole botteghe artigianali, dove su vecchi scaffali di legno sono riposte marmellate, composte di frutta, spezie, contenitori di cuoio invecchiato e fiori secchi: l'insieme di tutti questi odori compreso quello del legno degli scaffali a mio modesto parere rende l'idea delle note di coda e del dry down di Carillon por un Angel.

 

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impressioni/recensione di Laura C. (2018)

 

Uno dei Tauer più discussi, ma d’altronde Tauer non è un naso etereo o soave e cimentarsi con mughetto, lillà e gelsomino era ovvio diventasse una sfida; fragranza che o si ama o si respinge, quindi mi ci sono approcciata con cautela. Oakmoss di primo sniffo, ci sono delle note di base che non comprendo, è come se vi trovassi qualcosa di contrastante all’interno, ma procediamo gradualmente: apertura più verde che floreale, i fiori vengono fuori poi pian piano, rosa e ylang, credo siano queste le note che trovo disturbanti, non si amalgamano, al mio naso, con qualcosa di fanciullesco e innocente come il mughetto, va infatti precisato che non è affatto un profumo al mughetto. Mughetto, gelsomino, lillà e pelle suave (scamosciata) e a cercarla, lontanamente si sente, ambragrigia che si fa sentire, moss, legno non pervenuto. Capisco perché qualcuno lo abbia definito un profumo di stagno: la nota verde floreale è statica, sembra qualcosa di acquoso e fermo, su di me non sento distintamente fiori, sento un unico accordo verde-floreale immoto, l’ambra non migliora la situazione, è quella dolcezza di fondo dei fiori, che danno l’idea di esser un poco “passati” a non suggerire immagini piacevoli, non è una fragranza ariosa, rosa e ylang appesantiscono le note fiorite fornendo ricchezza e passione al posto di leggerezza e timidezza. Spesso, di fronte ad una nuova fragranza cerco di capirne il concetto, anche se non fa per me, qui non capisco proprio l’idea base. Non noto differenze su polso maschile, il dude, l’uomo-che-non-elabora, commenta: “buonino, è verde” quindi si conferma che c’è chi lo trova più che gradevole. Proseguendo nel dd, la parte acquosa si riscalda, forse ad opera dell’ambra, lo stagno evapora e i fiori diventano sempre più pout-pourri e leggermente polverosi

 






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