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LORENZO VILLORESI


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13 replies to this topic

#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 23 October 2008 - 07:41 PM

TEINT DE NEIGE

Recensione/impressioni di Diakrinis

 

Mi rendo conto che è un profumo un pò inflazionato... quasi quasi anche chi non conosce i nicchia conosce questo profumo...

Dicono che c'è un profumo dell'erbolario che ci somigli, dovrebbe essere l'Iris... andiamo... non l'ho sentito... ma sicuramente la somiglianza deve essere relativa...

Ma torniamo in tema..

Teinte de neige...
mai nome fu più azzeccato..
Nel senso che secondo la mia modesta opinione chi si azzarda a metterlo d'estate è pazzo..
oppure non ha riguardo per gli altri...
Mi rendo conto, che può piacere... ma questo profumo d'estate è qualcosa che dire soffocante è dir poco.

Questo è un profumo INVERNALE, d'inverno va messo, per poterlo apprezzare e per farlo apprezzare.

E' una coccola, una coccola piacevole, che ti scalda il cuore e l'anima.
Soffice come il cotone e dolce come lo zucchero, ma non asfissiante... perfetto.. e dire che io dicevo di odiare i profumi del genere...

Invece mi ha rapita.. l'unica nota negativa è che è un filino troppo usato per i miei gusti, anche da chi di profumi di un certo livello non capisce niente, e questo mi fa dispiacere da una parte e piacere dall'altra..

Questo profumo potrebbe essere un buon ponte per chi si avvicina alla profumeria artistica, almeno per quelle persone che non si limitano al bell'oggetto sulla mensola ma che si informano...
Informandosi su Villoresi conoscerebbero questo mondo e con un pò di fortuna non lo lascerebbero più..
Peccato che le persone che approfondiscono sono davvero poche..

In ogni caso questo è un profumo che chi ama i talcati NON può lasciarsi sfuggire.

Forse per la sua natura soffice, coccolona e riscaldante è versatile.
Abbigliamento casual, serata non impegantiva, serata solitaria o solo per andare a dormire... forse solo per un serata importante metterei altro, ma giusto perchè ne ho altri che forse andrebbero meglio..

:-)



#2 CRISTIAN

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Posted 23 October 2008 - 07:44 PM

Piper Nigrum

Ti piace il profumo pepato? non può mancarti questo profumo pungente!
Il pepe si sente parecchio, l'ho definito pungente perchè io sento la menta piperita che diventa quasi ghiacciata, sale nel naso e arriva quasi a far brillare l'occhio.

Si tratta di un profumo fresco e persistente, che rimane "alto" per tutto il tempo, si sentono diverse spezie e pure della mirra.

Secondo me è un profumo ricco e ben fatto, un mercato di spezie con tutti i colori del giallo, dell'arancio e dei marroni un po' secchi dal sole.

E' un profumo dal colore giallo anzi direi senape.
 



#3 CRISTIAN

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Posted 23 October 2008 - 07:44 PM

Musk

Non è il classico profumino di "pulito", delicatino, che ti accompagna per tutta la giornata, non è uno di quei profumi facili da portare e che piace alle amiche.
Io non mi sento addosso il muschio in generale, è poco mio, però questo mi sono sentito di comprarlo.

Non ha temperatura, però lo sconsiglio nelle giornate troppo calde, potrebbe "schiacciare" troppo e farci sudare.

La sensazione è come quando hai la mano fuori dal finestrino e ci si ferma di colpo, quindi una sensazione statica, tra il freddo della mano e quel "bloccato", provocato dalla temperatura che si alza, credo sia il sandalo, molto presente nel profumo, perchè il sandalo di St.Barth mi fa pensare alla stessa temperatura.

E' un cremoso non dolce, c'è comunque una punta di vaniglia, si sentono dei legni buoni, ci sento dentro quei tronchetti delle rose, un po' secchi, ruvidi, nel mio giardino sono cos'.

Il colore è il bianco, a tratti grigio.
La persistenza è media

NB
secondo me, con il tempo, diventa un po' più scontato e "nella normalità", quindi potrebbe trovare più consensi, però è il punto che io trovo meno interessante.

#4 Lady in Black

Lady in Black

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Posted 27 January 2009 - 02:13 PM

Garofano

 

Recensione/impressioni di lavinia

 

Vi avevo gia parlato di questo profumo dopo averlo sentito sulla mouillette, ma ora una nostra cara amica me ne ha inviato due fiale e ho avuto modo di sentirlo bene.
E' una fragranza ben costruita, rotonda, senza spigoli vivi, le sensazioni che ebbi la prima volta si ripetono ora sulla pelle. Difficile non pensare a Dianthus, il pagagone è d'obbligo, ma mentre l' Etro evoca cimiteri, fiori sfatti..decadenza allo stato liquido, questo garofano è piu' solare e delicato, si sente un tocco di lavanda e la rosa, la cremosità che lo caraterizza potrebbe essere elargita dal munifico eliotropio e poi un forte sentore di rosmarino, non il ligure secco, poco incline alla generosità, ma quello sardo grasso e profumato... rigogliosissimo.
La permanenza sulla pelle è ottima.


Naso attivo
*I'll stop wearing black when they make something darker*
My Wardrobe


#5 Nyneve

Nyneve

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Posted 31 January 2015 - 07:49 AM

Alamut

Recensione/impresioni di Deianira

Alamut è un profumo ricco dove legni spezie e balsami sono addolciti da note fiorite e talcate, la sua opulenza è evocativa di una Londra vittoriana del XVIII secolo che fa da sfondo ad uno dei romanzi gotici più suggestivi che siano mai stati scritti: Dracula di Bram Stoker. Il cuore pulsante della fragranza è come quello della dolce Mina innamorata del suo Principe, che ha attraversato gli Oceani del Tempo pur di stringerla tra le braccia ancora una volta.
Alamut è il cuore che pulsa sotto la coltre dei ghiacci secolari che si dischiudono per svelare, ancora intatta l'antica passione che il tempo non ha minimamente intaccato.

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Recensione/impressioni di Isaac

Il solo nome già suggerisce l'idea dell'esotico.. Questo è un profumo (perdonate l'aggettivo) divino.. E' il profumo del medioriente, un profumo spirituale e paradossalmente estremamente sensuale.. un profumo capace di suscitare emozioni FISICHE.. questo profumo mi provoca delle emozioni inaudite.. fisiche perchè mi provoca uno stato fisico e mentale che non riesco a descrivere..in poche parole è l'unico profumo (tra i tanti nicchia annnusati) che mi ha emozionato profondamente facendomi avvertire una strana sensazione all'altezza della fronte.. è un profumo che va utilizzato con vestiti squisitamente mediorientali (quelli del sultano) e in un posto lontano dal quotidiano occidentale.. questo è un profumo magico,, di colore rosso, ma un rosso brillante e trasparente come la bottiglia..

L'ambra e il musk sono associati nel fondo con i legni preziosi, ed è questo che di alamut si avverte di più.. Inizialmente è percebile un aroma di fiori molto intenso che lo rendono molto delicato, ma che alla fine lasciano spazio alla sua potenza (intesa in senso spirituale ed emozionale)...

Ah dimenticavo di precisare che la versione Perfume è la migliore per cogliere la soave bellezza nascosta nelle note di fondo.. L'edt lo rendono un gran bel profumo, ma non il PROFUMO-

 

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Recensione/impressioni di trixie55

Vi è mai capitato di entrare nei bazar orientali in Tunisia, Marocco, Egitto e Turchia? Ebbene se infilate il naso nelle essenze tipiche dei paesi arabi troverete Alamut in versione compatta. E' un profumo decisamente orientale dove spicca, su tutto, l'ambra, è divino perchè depurato dalle note fastidiose che si riscontrano nei profumi arabi originali, in genere venduti solidi e non in essenza liquida. Mi piace, in genere i profumi orientali non hanno un che di pulito, Alamut invece si, decisamente un ottimo profumo.

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Recensione/impressioni di StarsMoonSun

Mi è sembrata un profumo con due sole marce rappresentate da due profumi diversi entrambi peraltro a me sgradevoli.
La testa mi si è presentata come un'accozzaglia disordinata di fiori, radici, spezie, tutto mischiato un po'a casaccio quasi per "far scena", avete presente tipo gli spettacoli pirotecnici di bassa qualità dove i fuochi più forti vengono sparati all'inizio e con la sola intenzione che siano rumorosi e luminosi ma senza un disegno fine? Non ho colto nessun legame fra le note di testa.

Poi, ancor peggio, senza nessuna evoluzione, dopo un paio d'ore il profumo su di me semplicemente muore, diventando un dolce monofragranza, senza alcuna sfumatore, una semplice vaniglia di gelato sciolta, che in Alamut sembra un'ambra flebile e morente, il tutto senza preavviso e senza legame con le note di testa.


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#6 EzioLove

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Posted 09 January 2018 - 11:15 AM

AURA MARIS

 

Recensione/impressioni di Laura C. (FB)

 

Esperidato ed aromatico, personalmente non lo classificherei mai come marino. Di note marine, acquose o salmastre non c’è assolutamente nulla, a parte il nome. È una brezza agrumata (bergamotto e mandarino) con ulteriori note fruttate, leggermente fiorita (in particolare narciso e gelsomino ma sempre non discernibili singolarmente), ambra e muschio molto leggeri, dovrebbero esserci dei toni legnosi, che io non percepisco, così come nemmeno avverto distintamente il patchouli. Non è eccessivamente aspro, è una fragranza semplice ed immediata (adattissima quindi da regalare, infatti la terrò presente sicuramente, ad esempio lo vedrei perfetto per mia suocera), pur non amando affatto gli esperidati potrei facilmente indossarlo proprio perché non eccessivamente aspro, ma nemmeno zuccherino. Molto estivo. Il muschio contribuisce alla freschezza generale, non è in rapporto tale da poter esser identificato, ed anche l’ambra che credo fornisca solo un tono più morbido e armonico. Insomma più una brezza di terra, non è particolarmente ozonata



#7 EzioLove

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Posted 21 February 2018 - 08:37 AM

UOMO

 

Recensione/impressioni di Laura C. (FB)

 

Un fougère molto classico, un po’ vecchio stampo, non ne ho praticamente trovato traccia nei messaggi passati e dire che avete parlato praticamente di tutto, vorrà pure dir qualcosa, mi son detta.

Comunque ben fatto ed equilibrato, le note sembrano una lista della spesa, come spesso accade con queste fragranze, non ci sono forti prevalenze, nemmeno nel vetiver, risulta ovviamente fresco, nel senso che la componente agrumata rimane viva nel dd, la lavanda forse è una delle note che sento meno, la speziatura si sente ma non sovrasta, anche le note che io ritengo più maschili come salvia, timo e rosmarino sono ben modulate da neroli e petitgrain, non ha una componente legnosa rilevante.

Alla fine è quella fragranza ben fatta regalabile ad un padre o nonno se sono un po’ old style. In realtà a parte nome e classificazione non è un profumo necessariamente maschile, la parte citrica enfatizzata dal vetiver resta a lungo anche se non eccessiva ma quel tanto da poterlo quasi considerare un esperidato estivo
 



#8 EzioLove

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Posted 01 March 2018 - 01:22 PM

PATCHOULI

 

Recensione/impressioni di CRISTIAN

 

Un patchouli abbastanza maschile, un patcholi accompagnato dalla lavanda, la quale, con il passare del tempo, lo compre quasi per interno...
Vuoi sentire dei patchouli? te lo devi cercare sulla pelle.....e pure con un po' di fatica.
Sul fondo c'è del legno e qualcosa di mentolato e fresco, sarà merito del vetiver.
Si tratta di un profumo tra il rosso/marrone della terra dei campi da tennis e il verde scuro.
Non gli avrei dato questo nome però, sicuramente non scontato, abbastanza persistente, ma chi compra un profumo, che porta il nome Patchouli, vuol sentire qualcosa di più terroso e marrone.

 

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Recensione/impressioni di Mandragore (2008)

 

La prima impressione che ho avuto è stata di aver ritrovato un odore della mia infanzia, che ho cercato inutilmente per molti anni: è l'odore che si sente entrando in certe erboristerie, moltiplicato per mille.
Ed in effetti c'è molto di quello che troviamo in una erboristeria ben fornita: sacchetti di lavanda, legno di cedro per profumare gli armadi, prodotti per il corpo al sandalo, musk e vetiver...

Il motivo per cui questo odore è legato alla mia infanzia è che quando accompaganvo mia madre dall'estetista c'era nel negozio esattamente questo stesso odore di prodotti erboristici, che erano in vendita, ed in più l'odore caldo in sottofondo della...ceretta! Un composto di resine e quindi....benzoino!

Come anche Teint de Neige - l'unico altro Villoresi che ho sentito - mi è arrivato subito, diretto e immediato (curiosamente, guardando le foto del suo creatore ho l'impressione che sia egli stesso una persona con queste caratteristiche!)
Benchè non sia un profumo che porterei moltissimo, potrei decidere di comprarlo...e di usarlo in società con mio marito!

 

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Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

 

È del 1996, ma pare ancora più old, emblema del patchouli classico o vintage.
Personalmente lo vedo molto maschile e non solo, faccio davvero fatica a vederlo su una persona giovane, ma temo che questo sia dovuto al mio non amore per il vintage in genere, con pochissime eccezioni, provo repulsione persino per i mobili antichi per spiegare che anche se tendo ad esser diplomatica antico e vecchio li percepisco alla stessa maniera. Più annuso questa fragranza su di me, più me la figuro come indosso di un signore distinto sui 75 anni. Secco, vetiver e lavanda che non primeggia ma si sente in background, il vetiver amplifica quell’odore fougère, leggermente mentolato. Il patch è nelle note di testa, di corpo e di fondo. Non sento muschio ma poco legno, cedro, e benzoino a sottolineare la classicità del tutto; non lo definirei nemmeno un patch legnoso, nè terroso, balsamico e vetiveroso sì ed è quello che contribuisce all’immagine di anzianità elegante che lo accompagna. Su polso maschile comunque lo sento differente, spicca il vetiver ma non è così old style, secco e boschivo, forse lavorano meglio muschio e benzoino, nessun legno, caldo e meno anziano, giuro che ad annusarlo alla cieca avrei in questo caso faticato a dire che è patchouli, morbido, mentolato caldo, qualche accenno di bosco, niente lavanda, gli ho quasi slogato il polso per capire meglio dato che la differenza questa volta mi ha sorpreso molto, ma non è anziano, sempre elegante, non arriva ad esser sexy, ma piacevole.



#9 EzioLove

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Posted 24 March 2018 - 04:13 PM

SPEZIE

 

Recensione/impressioni di Laura C.

 

Una nuvola di coriandolo, seguito dal cardamomo introduce la fragranza segue un ulteriore mix fra cui chiodi di garofano, pepe con cannella quasi inavvertibile, noce moscata, ginepro, carvi (il carvi sa di finochietto), il tutto finisce su un manto di note verdi: si va da eucalipto, menta, cipresso, alloro, abete, origano, timo, rosmarino, muschio di quercia, lavanda, eliotropio e foglie di pomodoro, beninteso non sto dicendo che sento tutto questo elenco singolarmente, sarebbe l’elenco delle note che alla fine confluiscono in un verde fresco, senza prevalenza di una nota in particolare e soprattutto senza prevalenza delle erbe aromatiche o di orto o di toni fougère. Su di me le note speziate si appoggiano e danno carattere a questo bosco di sostegno, mentre su polso maschile una prevalenza c’è, e risulta una fragranza più eucaliptosa e balsamica con una maggiore profondità delle spezie, le foglie di pomodoro francamente non sono rintracciabili in nessuno dei due polsi. Rientra fra i classici senza tempo e, rispetto ad altri Villoresi di cui si è anche già parlato, questo lo trovo parecchio sottovalutato. Avendo un’enorme variazione con la pelle non si può a prescindere considerarlo maschile o femminile, forse lo trovo più da giorno che da sera ma è opinabile. Non è un profumo che sorprende, è magistralmente bilanciato come tutti i Villoresi sentiti finora, credo che uno dei suoi maggiori skill sia proprio quello del direttore di orchestra, o meglio di coro, l’abilità di equilibrare molteplici note in fragranze che non esprimono complessità ma classe e non ancorate alle mode, questa è uno speziato fresco veramente veramente piacevole, da provare sicuramente se piace il genere



#10 EzioLove

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Posted 23 April 2018 - 10:41 AM

Yerbamate

 

Recensione/impressioni di Cristian (2008)
 

In tanti lo definiscono un profumo verde, un profumo di prato, per me non è cos', per me è più un profumo giallo, un profumo di fieno secco....
Quasi un profumo di fieno bruciato, è una profumazione molto particolare e rustica, intensa e persistente, un classico infuso di tisane amarognole (il MATE è proprio un infuso di erbe Argentine).
Secondo me è meglio usarlo in inverno e come dicevo sopra è un profumo giallo scuro.

 

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Recensione/impressioni di Laura C.

 

Una delle più note fragranze di Villoresi ed una delle più note fragranze verdi, in generale.
Le note sono veramente tante e credo abbia poco senso che mi metta a farne un elenco, anche perché quando si tratta di fragranze corali è l’insieme che si sviluppa più che la singola nota, per quanto su di me prevale il mate, con note terrose e verdi, ed il tè, mentre su polso maschile più Galbano, fieno ed oakmoss, non percepisco note separate, e non percepisco nessuna nota talcata, il patch non emerge per nulla, non percepisco note specificatamente di erba (ci speravo, no, su di me è un profumo al mate), note legnose non pervenute. Assolutamente unisex, non ha un finale tondo o dolce, ma nemmeno eccessivamente amaro. Non è necessariamente da considerarsi una fragranza estiva, abbastanza senza tempo sia come indosso che come età, non ce n’è una preferenziale. È sicuramente una fragranza da provare su pelle, non perché sia particolare o di difficile indosso e comprensione, ma perché ha grossa variabilità e non è detto risulti ben bilanciato (sul polso del dude, diventa stancante alla lunga la nota di muschio di quercia), ottima longevità e basso sillage.
 



#11 EzioLove

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Posted 23 April 2018 - 02:41 PM

Dilmun

Recensione/impressioni di Trixie55

Questo è il primo profumo di Nicchia che io ho sentito e provato che ha scatenato in me forti emozioni positive.
All'inizio è un'esplosione di agrumi, limone, arancio, mandarino, lime....tutti e tutti insieme. Appena indossato ci si ritrova in un agrumeto fiorito, una sensazione meravigliosa, sole fiori di zagara, foglie bagnate di rugiada, estate alle porte. Piano piano le essenze agrumate lasciano il posto alla dolcezza e si comincia a percepire l'alloro, la vaniglia e il delizioso profumo degli estratti di fiori, diventa un profumo caldo e avvolgente, fantastico. E' particolare, come piace a me!

 

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Recensione/impressioni di Rossella (2015)

Premesso che io amo il neroli, Dilmun e', secondo me, un neroli particolare.
Intanto e' una fragranza piuttosto articolata, poi ha una persistenza maggiore di quella che hanno di solito i fiori d'arancio, il neroli e il petitgrain, infine e' piu' caldo che fresco, perche', almeno su di me, da una partenza frizzante si adagia su un arrivo dolce che, sinceramente, non sempre preferisco.
Comunque, per me da provare, come un po' tutti i Villoresi

 

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Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

Gli agrumi danno freschezza dalla testa alla coda della fragranza, dando ariosità al bouquet primaverile di neroli, Fiori d’Arancio e gelsomino. Non sento note legnose di alcun tipo (nelle note ci sarebbero sandalo e cedro) Non si percepisce singolarmente nè vaniglia, nè resine o incenso (incenso, opomponax, elemi non pervenuti). Su polso maschile sento una meravigliosa parte verde che equilibra meglio la parte fiorita (foglie verdi, citate nelle note, ma anche alloro) rendendola una perfetta fragranza primaverile, non troppo fiorita, non troppo verde, questo stadio dura abbastanza poi muta anche su polso maschile: al dd su di me diventa subito un’altra storia e tutto l’indolico esistente nel gelsomino, la mia pelle lo riverbera, tanto che non sento più niente altro, pare quasi muschio animale tanto è intenso e selvatico. Nessuna nota balsamica, niente vaniglia, e non è una fragranza dolce, se non fosse stato per come evolve nella prima parte sarebbe stato un profumo magnifico, poi su di me si trasforma in qualcosa di inportabile, non lo trovo sensuale ma proprio viscerale. Probabilmente su una pelle che ripulisce queste note riesce a mantenersi equilibrato e incantevole, chissà.



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Posted 14 May 2018 - 12:28 PM

Acqua di Colonia

 

Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

 

Fin dal primo sniffo non si discosta molto da quello che uno si aspetta da un acqua di Colonia. Parte agrumata, non preponderante, molto realistica e naturale, Neroli e Petitgrain, la Lavanda non è invasiva e si smorza quasi subito.
Rosmarino e Timo forniscono freschezza senza spostare la fragranza troppo sul maschile, i chiodi di garofano forniscono un po’ di carattere e di spessore, elemi non pervenuto. È molto lineare, leggermente maschile ma non troppo, senza essere veramente fougère.
Muschio base, classico, ben evidente nel dd, manifesta bene la sua presenza pur senza note sporche; non c’è un fondo amaro, nè troppo agrumato



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Posted 06 June 2018 - 08:00 AM

Iperborea 

 

Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

 

Il profumo adatto per una ragazza fra i 14 e 17 anni, sopra a questa fascia d’età lo vedo più come relax dopo-doccia o prima di andare a letto. Le note sono parecchie e non ha senso che mi metta a fare l’elenco completo, si va dai fiori primaverili mughetto, ciclamino, mimosa, fiori bianchi, fiore d’arancio, gelsomino, nessuna nota legnosa di rilievo, muschio, direi bianco pure lui, leggero, qualche nota verde, qualche nota agrumata, infatti comunque è fresco e luminoso, pesca per la dolcezza, non si percepisce comunque come fruttato.
È uno di quei profumi che sanno di dopo doccia appunto, di pelle dopo che uno si è messo una crema profumata e fiorita, talcatino ma non troppo, giovane, primaverile e francamente secondo me unicamente femminile a meno di particolari layering estremi. Diretto, fresco, semplice, comunica serenità, pulizia, innocenza, lo vedrei per un regalo appunto per una ragazza, comunque come profumo da letto lo troverei estremamente gradevole, non tanto da metterlo il lista acquisti ma sarebbe un regalo comunque apprezzato.

 

 

 



#14 EzioLove

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Posted 06 June 2018 - 08:47 AM

Kamasurabhi (2015)

 

Recensione/impressioni di Laura C. (2018)

 

L’ambra si sente dal primo spruzzo, mentre i fiori arrivano in un secondo tempo, per prima tube, poi anche gli altri e diventa un accordo fiorito bianco: gelsomino, narciso, fiori d’arancio, non mi pare di sentire l’ylang, ma talvolta non si riesce a distinguere all’interno di un bouquet fiorito. Non vira verso una estremizzazione delle note dolci, fortunatamente, quasi come se l’ambra tenesse a bada l’esuberanza dei fiori. Patch e sandalo molto dietro, fanno il loro lavoro da base, senza uscire dalle righe, composti, il sandalo in particolare è morbido, fornisce qualche nota legnosa ma non secca, il patch mitiga l’overdose floreale, lievemente balsamico, rosa non pervenuta e note cuoiate nemmeno lontanamente.
Un floreale bianco corale bilanciatissimo, certamente non originale e nemmeno particolare, una di quelle composizioni eleganti di floreale misto dove ogni nota ha un suo ruolo ben definito e resta in ranghi definiti.
Non diventa narcotico.  Ha un imprinting femminile ma indossabile unisex, ambra, sandalo e patch ne assicurano la versatilità.
Io evito di far paragoni con Alamut e di descriverlo a sé stante, è un ottimo lavoro anche se senza guizzi di alcun tipo, anche regalabile se qualcuno ama i fiori bianchi proprio perché non particolare e se non ha tirato fuori note indoliche su di me si può star certi che non lo farà.

 

 

 

 

 

 






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