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9 replies to this topic

#1 Nyneve

Nyneve

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Posted 03 March 2015 - 07:31 AM

Luci e ombre

Recensione/impressioni di Meli80

Stavolta per me è un grosso disappunto.
Un profumo pretenzioso nell'accozzaglia di note che vorrebbero essere contrastanti, come suggerisce il nome, ma che in realtà risultano confuse; un odore disturbante di fiori bianchi ( ma chi lo sa?), rimasti in un vaso senza che gli sia stata cambiata l' acqua, mescolato ad un vibe balsamico ricostruito non ad arte.
Appena spruzzato compie un'evoluzione veloce appiattendosi in un vago sentore di muschio floreale ombroso.
Inconsistente, per non dire brutto, peccato.
Montecristo mi era piaciuto così tanto...

 

Recensione/impressioni di AnnaKarenina

 

Tra tutti è quello piu femminile, e quindi da me piu apprezzato.

Anche se a essere sincera ho apprezzato piu che altro il fatto di aver azzeccato bene il nome.

Fin da subito si sente un netto contrasto di elementi che danno proprio il senso delle due facce di una stessa medaglia, le luci e le ombre appunto.

Un contrasto dato forse dai fiori e dall'incenso uniti in un profumo che per questo è un buon unisex.
Ma a parte i nomi se devo essere sincera io non li ho trovati particolarmente originali....tutti mi hanno ricondotta ad altre profumazioni gia sentite.

 

Recensione/Impressioni di Mariaelena

 

Questo mi piace tantissimo
Originale e particolatissimo.
Una base di incenso: è un incenso luminoso, direi bianco...nessuna "cupezza" da abbazia..più un'atmosfera esotica direi...
E poi fiori bianchi a profusione...che ti trasportano in un mondo fantastico..fatto di sensazioni intense... di capogiri, quasi, dovuti alla potenza degli aromi ricchi e, in parte, sconosciuti che ti avvolgono..
Una fragranza tosta, davvero!!
Sulla mia pelle, ahimè, dopo un po' esce il "maledetto" patchouli..che, unito al lego di cedro, dà un che di acidulo al profumo..Ed è un peccato, per me, perchè il cuore lo trovo stupefacente !

 

Recensione/Impressioni di Roby73

 

Sinceramente non ci vedo le ombre: per me sono luci a go go. L'idea dell'incenso bianco, citata dalla cara Mary, la sposo in pieno, perché non saprei come definirlo meglio. Io adoro l'incenso, ma qui, unito a queste note fiorite, che nel cuore poi diventano anche cremose quasi a comporre una salsa densa, non mi ispira per niente. Io ci sento anche delle note di magnolia e petali di fiori bianchi, forse gardenie, ma come se fossero stati calpestati, quasi marci. Forse è qui che si vuole raffigurare l'ombra, con dei fiori recisi ed oramai rovinati. Sicuramente non lo sento mio; se devo essere sincero non lo sento nemmeno profumo.

 

Recensione/Impressioni di Colin. M

 

Luci ed ombre si apre con un bell'accordo a metà fra balsamico e alcolico ("boozy", nel senso di liquoroso), con un sottotesto di patchouli e forse cacao e una nota di incenso/olibano densa, quasi vischiosa, tipo l'oleoso dell'Incenso di Norma Kamali, molto meno potente. Un sentore floreale con punte erbacee e un fondo muschiato bianco ma secco contrasta la densità più scura. Effettivamente l'apertura rispecchia molto il nome, c'è un polo fresco/floreale (con forse bergamotto, ylang, fiori che azzardo o d'arancio o gelsomino) e uno virato su patchouli/olibano, terroso e scuro, con sentori appunto alcolici e punte gourmand tra caffè e liquirizia. Purtroppo c'è anche molto – troppo – di "plastico" secondo me, il fruttato/muschiato finisce in territorio galaxolide/ketoni, lo stesso per la controparte di incenso (il sempiterno Iso), ma è comunque gradevole, e di questi tempi tocca passarci sopra. Dopo un po' sboccia più nitidamente il cuore floreale e illumina entrambi gli "opposti", con una brezza balsamico-aldeidata che dà solidità ed eleganza, la transizione è bella. Nel complesso direi: fragranza carina, coerente, piuttosto gradevole anche se secondo me con un pochino di piattezza (la stessa che ho riscontrato in altri Fusciuni, motivo per cui non amo troppo come lavora, sarà "delicatezza", per me è "inconsistenza"). L'evoluzione è leggera e anche la persistenza (troppo, per quel prezzo).

 

Recensione/Impressioni di black silk

 

Purtroppo confermo l'evanescenza e scarsa persistenza...non trovo l'incenso, su di me tanti fiori bianchi delicati e una base leggermente più intensa, un po' muschiata... Devo riprovare e aumentare le dosi, magari necessita di una "spintarella" per esprimersi

 

Recensione/Impressioni di rina2101

 

Mi sta piacendo molto. l'ho spruzzato sia stamattina che ieri sera e su di me ha una buona persistenza.
non ci sento l'incenso, ma anche io percepisco tanti fiori bianchi.
molto luminoso. so già che fra tutti i masque questo sarà il mio preferito

 

Recensione/Impressioni di Aventus69

 

Le creazione di Meo Fusciuni mi hanno sempre affascinato. Ho dovuto sentire questa fragranza più volte. L’abbraccio tra la luce e ombra. Mi sento sulla soglia di una porta. La stanza è buia. La apro e la luce diventa accecante come la verità. In apertura la tuberosa è piacevole e delicata ed il gelsomino sorride ad un muschio sornione. In verità fatico a distinguere l’incenso. Peccato. Una porta della percezione questo profumo. Una porta che conduce oltre. Le porte sono tra il finito e l’infinito. Talvolta vorrei essere una porta.

 

Recensione/Impressioni di Mariaelena

 

Su di me la persistenza non è un problema.
Ripensando a lui.. mi viene in mente che, in effetti, io ci ho sentito proprio tutta la luce e tutta l'ombra.. 
Luce data dall'incenso luminoso.. quasi freddo.. e dalla marea di fiori bianchi ed esotici.
.
Ombre data dall'anima "nera" di patch e cedro che, su di me, viene fuori fin troppo bene, "sporcando" una creazione che, altrimenti, sarebbe un inno alla gioia e all'estate

 

Recensione/Impressioni di Irene C.

 

Non lo avevo ancora provato ma amando i lavori di Meo Fusciuni sapevo di dovergli dedicare la giusta attenzione. Ed eccomi qui. La luce per me qui è quella data dal ricordo dell'infanzia, c'è l'innocenza e la fiducia dei bambini in una tuberosa per niente carnale, una reminiscenza di pennarelli profumati, qualcosa che avevo trovato finora solo nel Noix de tubereuse di Miller Harris. La disillusione della maturità incombe con l'incenso ma non vuol dominare e non intende portare nessun pessimismo, anzi, sembra solo suggerirti che se mantieni vivo il bambino che è in te anche l'ombra si fa meno scura, un realismo positivo insomma. No, non posso esser tecnica con questa fragranza, ne ucciderei la poesia. E' bella, tanto bella.


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#2 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 01 September 2016 - 03:28 PM

Terralba

 

Recensione/Impressioni di rina2101

 

Molto speziato e in apertura si sente un po' troppo il pepe. dopo un po' invece diventa leggermente salato e fresco. persistenza non esagerata.
comunque mi sta piacendo

 

Recensione/Impressioni di seleno77

 

Anche io, una bella composizione, appena le parti luminose si stemperano si percepisce molto bene la nota di salvia, mi arriva al naso qualcosa che mi ricorda dell'infuso erbaceo di te verde e altre cose.
Se mi posso permettere un paragone, lo trovo un genere testamaura, c'è molta terra, vegetazione, natura, però sono molto più portabili e limati, bravi.

 

Recensione/Impressioni di black silk

 

Ho iniziato ieri mattina con Terralba, solo il nome è per me evocativo, visto che è il nome di una località in Sardegna...mi ero immaginata qualcosa di fragrante, denso di arbusti. Non mi ero sbagliata, l'apertura è molto luminosa, limone salvia e qualcosa come la lavanda, molto piacevole. Già in sottofondo si fa strada la sorpresa, almeno per me. Inizialmente credevo fisse un sentore di finocchio e cumino molto blando, invece è una nota ozonata, come Sel Marin di Heeley (che conosco bene, è stato uno dei primi profumi che ho regalato al mio ragazzo). Il profumo evolve con il profumo degli arbusti della macchia mediterranea e della resina dei pini marittimi, non so cosa aveva in mente chi ha ideato la fragranza, ma per me è come avere un mix di profumi tipici della Sardegna, con in più la nota marino/ozonata che rende ancora più realistica l'esperienza. La prima volta ho spruzzato poco profumo, tant'è che la fragranza mi è sembrata molto evanescente e sfuggente, e poco persistente. Un paio di spruzzate "serie" hanno reso giustizia alla composizione. Non si discosta molto dalla pelle, dopo l'apertura, la durata non supera le due ore sulla pelle.

 

Recensione/Impressioni di Mariaelena

 

Bella sorpresa!
Me lo aspettavo più "rude" ed aspro..Invece apre con bell'accordo agrumato con sottofondo aromatico. Non mi pare che spicchi per originalità, anche se non sono un'esperta conoscitrice del genere.
Però è una composizione molto bella, sicuramente maschile, ma non al punto da essere importabile da una donna.
Un aroma che profuma di estate...di piante ombrose che donano refrigerio nella calura..e in lontanza la salsedine, l'inconfondibile profumo del mare che si avverte appena..ma che dà quel tocco in più alla composizione
Non sono mai stata in Sardegna, ma questo è un profumo che adoro e che non vedo l'ora di sentire, ogni anno, quando inizia l'estate...xchè è il profumo che contiene le promesse dell'estate...
Molto molto bello

 

Recensione/Impressioni di Roby73

 

L'apertura è davvero esplosiva. una tapparella che viene aperta al mattino con il sole forte, improvviso e splendente che entra in stanza tutto in una volta. Superato l'effetto abbaglio, c'è tutto un panorama da gustare, una natura selvaggia, incontaminata e allo stesso tempo amica e familiare che sembra quasi incantare, rapire. Note ozonate si, ma soprattutto note verdi, di arbusti spontanei, aghiformi, quelli tipici che si vedono nelle spiagge in inverno, quando è lontano l'omino che passa la mattina a pulirle. Un bel viaggio con un grande difetto che è stato citato anche da altri: la durata che non è eccessiva.

 

Recensione/Impressioni di Aventus 69

 

Una passeggiata tra i sentieri polverosi della Sardegna. Apertura agrumata modello Aura Maris di Villoresi. Il cuore è da macchia mediterranea. Mirto, timo, elicriso. Ritrovo le stesse sensazioni olfattive lungo diversi sentieri scoscesi delle Cinque Terre nelle mie peregrinazioni a due ruote alla ricerca dello spazio. Una nota a carattere marino cuce tra loro tutte le note dello spartito. Nel fondo il ginepro prima ed il cipresso poi caratterizzano la fragranza donandole una leggera nota balsamica. Mi fermo sulla cima e guardo il sole scomparire all’orizzonte.

 

Recensione/Impressioni di Colin. M

 

Terralba ha un'apertura speziata e verdissima, un verde amarognolo e croccante, con ginepro e forse chiodi di garofano, una vena medicinale, gocce agrumate e una base sull'ambrato dolce. Ci avverto anche un marcato sentore vagamente acquatico/salino di calone e una nota presente di quello che secondo me è Iso E, o comunque un aroma che dà la giusta rotondità "pulita" e un po' trendy. C'è una complessità, o meglio un gioco di dissonanze, che sfiora la confusione, a già pochi minuti dall'applicazione sale una brezza floreale e uno speziato piuttosto vivace e "culinario" (curry) che diventa via via prominente, con sentori di aromi erbacei mediterranei. Il che crea un qualcosa di, appunto, "dinamico" e quasi confuso, ma che in qualche modo per quello che mi riguarda, "regge". Mi piace la densità di note relativamente meno consuete tipo l'immortelle e lentisco. Sicuramente secondo me la meno amichevole della linea, ma in senso positivo, è selvatica e giocosa, mi piace la texture insolita di fiori quasi edibili, note acquatiche, note verdi, legni profumati, "sentori" canditi, spezie "culinarie" tipo il curry, profumi di cucina (che effettivamente, come dice Mary, anche a me ricordano certa vegetazione sarda... e io lo sono (sardo, non vegetazione)). Una sorta di botanico-pepato pungente virato sul gourmand "salato", da spuntino multietnico sul prato, con un qualcosa di azzurrino e ozonato. Non è il primo di questo genere sul mercato ma per quello che mi riguarda è gradevole. Dopo un paio d'ore sulla mia pelle rimane un drydown più "facile" rispetto parte iniziale, un verde fiorito con tanto sintetico ma almeno più "amichevole", discreto, sempre fresco. Per concludere direi: non è, come si suol dire, la mia tazza di tè, ma è curiosa e a suo modo secondo me riuscita.



#3 CRISTIAN

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Posted 01 September 2016 - 03:29 PM

TANGO

 

Recensione/Impressioni di Maurizia

 

Era da un po' che questo decantino stava a prendere polvere in mezzo agli altri, fino a quando, ieri, mi sono decisa a spruzzarlo e...mi ha tolto il respiro e mi ha riempito il naso! Si tratta di TANGO di Masque.
Un profumo deciso, istintivo, caldo, denso, erotico, sensuale, ricco, animalico, ma soprattutto CARNALE.
Fin dall'inizio dimostra il suo carattere deciso aprendosi con un turbinio di note liquorose, resine e spezie. In questa fase mi fa pensare ad un gioco di sguardi infuocati tra i due ballerini, che ancora non si toccano. Tra loro nemmeno una parola, ma il linguaggio del corpo che parla per loro.
Poi arriva un cuore fiorito di gelsomino e rosa, per niente etereo ma sporcato da una nota di cumino e reso ancora più "terreno" da un tappeto morbido di patchouli. È questa la parte più conturbante, il contatto tra i due corpi che trasmettono non una sensualità immaginata ed accennata ma un erotismo carnale e vero.
È a questo punto che l'accordo di ambra diventa protagonista e che il profumo si fa pieno ed avvolgente, anche grazie alla presenza di vaniglia e fava tonka che lo ammorbidiscono, senza tuttavia perdere la sua "mascolinità", risultando al tempo stesso duro, coraggioso, moderno.

È un profumo sensuale durante tutta la sua evoluzione, ma che mantiene sempre una nota cupa e rude in un equilibrio tanto perfetto quanto pericolosamente precario.

Se proprio dovessi trovare un difetto potrei dire che mi ha ricordato altri lavori della Zarokian, quindi forse non brillerà per originalità, ma è un profumo che mi ha conquistato e non ha fatto altro che confermare la mia passione per questo naso.

Grazie ad Irina che mi mandò questo decant mesi fa!
Dedico queste righe strampalate a Daniela, un'altra bella persona che ho conosciuto qui

 

Recensione/Impressioni di Chiara

 

Impressione su pelle, perche' sulla cartina e' per alcuni versi differente (soprattutto nella coda).
Appartiene alla categoria degli iperspeziati.
Su di me evolve molto: apre corposo e avvolgente di spezie, di fumi e di calore.....mi ha fatto venire in mente Lutens.
Le spezie si alleggeriscono e si ammorbidiscono nel cuore - che ha quasi un tocco dolce (?) - e ricompaiono ambrate alla fine ....
e' possibile che sulla mia pelle spunti fuori tanta cannella ??? ...che su cartina non si sente. Tenacissimo.
Profumo che vedo soprattutto su un uomo; e certo impegnativo, non per andare in ufficio.
Non nelle mie corde, ma sicuramente buono, anche se non particolarmente originale.

 

Recensione/Impressioni di black silk

 

Ieri sera mi sono dedicata a Tango, ne avevo letto una recensione da leccarsi i baffi, e quindi ho lasciato la prova al momento migliore della giornata. Apertura decisamente speziata, appena si scalda si schiude in un mix sensuale di pelli accaldate e qualcosa che ricorda il rum, il tutto inizia a miscelarsi pian piano al gelsomino. La persistenza è ottima, io sono stata generosa con l'applicazione, ma vista la concentrazione non esito a credere che l'anima del profumo sia generosa e intensa. Il profumo evolve lentamente e in maniera sensuale, fino a giungere al drydown dove gelsomino e ambra forniscono una chiusura dolce e sognante. Stamattina era ancora sulle lenzuola :-)

 

Recensione/Impressioni di seleno77

 

Sarà il colore scuro ma me lo vedo come una polpa di datteri pestati con cannella e legni
Corpi sudati e appassionati che si alternano a note floreali.
La persistenza è super, mi piace pure questo.

 

Recensione/Impressioni di Mariaelena

 

Ma che bello !!
In apertura un tripudio di aromi carichi... direi che sento del miele lievemente tabaccato..su un fondo di rhum (?) e spezie morbide..
Mi viene in mente un locale tipo cantina..dove non arieggiano da tempo.... Potrebbe risultare sgradevole..invece lo trovo splendido..caldo...avvolgente ma non troppo ... maschio ma non solo..perchè di tanto in tanto fanno capolino note più femminili, fiorite ma appena accennate..per cui non si perde mai la "rudezza" della composizione
Nell'evoluzione perde, purtroppo, un po' della sua bellezza, sulla mia pelle, e diventa un filino acidulo..salta fuori l'oud...e mi fa raschiare la gola..lo avrei preferito con un finale più morbido...Persistenza ottima direi.
Bel lavoro. Tango è stupefacente !!
Con il passare delle ore si è trasformato in un delizioso aroma al tabacco fiorito, sensuale e vagamente orientaleggiante.. bello da stordire.

 

Recensione/Impressioni di Colin. M

 

Tango è probabilmente - anzi, è - il migliore tra questi sample che ho provato. Un'apertura polverosa e speziatissima di cumino su un'accordo ambrato così secco e denso da sembrare tabacco o patchouli, un arrotondamento "aromatico" un po' generico di legni/incensi secondo me sintetico (soliti noti), con un sottofondo di benzoino alcolico, vellutato e controllato. Il fondo è discreto, denso e scuro di legno guaiaco. Leggerissima nota animalica. Colgo la somiglianza con Kashnoir di Laboratorio Olfattivo che qualcuno ha segnalato (se non erro su Fragrantica), c'è lo stesso calore ambrato conturbante, allo stesso tempo caramellato e "animalico". Kashnoir rimane un po' più caldo e amichevole, Tango vira sul selvatico e sul carnale. Un'ispirazione da classico rivisitato che secondo me paga tributo (di nuovo, come Montecristo) a fragranze come Yatagan, con una brezza leggermente più contemporanea ed eterea, un floreale delicato che emerge meglio col passare dei minuti, e un fondo leggermente gourmand di tonka che mista all'ambra dà quasi un senso di liquirizia. La nota di cedro sul fondo personalmente la sento meglio dopo un po', quando "si asciuga" dalle varie colature liquorose e resinose. Una fragranza complessa e ingannevole, anche se allo stesso tempo "facile" e molto buona da indossare, che gioca su diverse illusioni (il selvatico/animalico e l'alcolico "ricreati" sfruttando i giochi di ombre tra le note), a suo modo molto sensuale, sfuggente, piacevolissima, ricca, raffinata, con un tocco di decadenza ombrosa ma nobile, molto controllata nella sua cupezza e meno selvatica di quello che sembra. Non originalissima secondo me, come nessuna di questa linea, ma assai buona e con una notevole persistenza (regge bene, e regge a lungo).

 

Recensione/Impressioni di Marcopietro

 

Davvero il migliore, un nome azzeccatissimo, un turbine di note ambrate liquorose, spezie e resine calde tra volute di tabacco
e con sbavature di note animali che lo rendono così sensuale...
rimanda proprio al lento accerchiamento reciproco tra i ballerini, la seduzione e l'alto tasso di erotismo molto carnale che emana non è quello patinato dei servizi di moda,
qua c'è anche la stilla di sudore che si ferma sul bordo della scollatura, il trucco leggermente sfatto, la ciocca di capelli un po' scomposta,
il balenìo di una calzatura lucida o di un sorriso
E' sesso tra adulti consenzienti senza tanti alibi sentimentali.
Da usare con cautela e con le necessarie protezioni!



#4 EzioLove

EzioLove

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Posted 13 April 2017 - 09:31 AM

MANDALA

 

Recensione/Impressioni di Ornella P.

 

Già ad Esxence amati al primo spruzzo. Profumi complessi. Da sentire e risentire, da indossare più volte, da provare su pelle e riprovare. Per tutto il giorno la pelle profuma intensamente esaltando nel tempo le diverse note.
In particolare Mandala richiede tempo, tanto tempo. Spruzzato al mattino lo sento mio alla sera, quando l'incenso abbandona la sua potente intensità. In quel momento sulla pelle si crea un caldo equilibrio profumato di spezie, legni, incenso, ambra. Un equilibrio al quale non riesci a sottrarti, che ti avvolge e ti conquista, come se qualcosa di "difficile" fosse diventato "facile".


#5 EzioLove

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Posted 15 January 2018 - 01:59 PM

Romanza, Victorian Narcissus

2015. Cristiano Canali

 

Recensione/Impressioni di ROBERTO

 

Al primo spruzzo ho fatto una smorfia ed un passo indietro. Sarò un po' duro con le parole ma ho avuto l'immagine di un appartamento anziano dove le finestre sono rimaste chiuse per mesi. Polveroso sì, ma troppo "rinchiuso". Sarà colpa dell'enorme dose di narciso accoppiato al zibetto, ma sicuramente anche ad un gelsomino indolico troppo presente per me. (??)

Eppure, più passano i minuti e più mi lascio fare, ammettendo che c'è equilibrio, originalità e audacia. 
Il giacinto prova a farsi sentire, ed ogni tanto riesce e fa bene, ma non sento il verde che certi percepiscono.

Il cuore è più morbido, violenta meno le narici e ci sento anche un leggero effetto candito, tipo caramella alla violetta. (Leggero!) mi sembra più interessante la scia che sentirlo da vicino.

Nostalgico, austero, con l'idea di una profumeria anziana e di alta qualità, non mi lascia indifferente anche se ancora non potrei acquistarlo senza riprovarlo. (senza parlare del prezzo "strano").

E saluto di nuovo l'audacia di creare questo stile di fragranze in 2016 sopratutto da un marchio giovane. Bestie di plastica e oudh sintetici col sapore di mortadella scaduta rimettetevi in discussione e smettetela di fare i pagliacci.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

 Su di me i fiori si sono sentiti immediatamente senza il passaggio fra note verdi nessuna nuance nè erbacea nè amara. Fragranza intensa, forte, dolce, capisco subito perché l’aggettivo più spesso usato per descriverla sia decadente, l’impatto floreale quasi stordisce, anzi, al momento è la fragranza più narcotica che abbia mai provato, è quasi fungina a tratti, resta spiccatamente dolce anche su polso maschile, ma su di me pare sia stato aggiunto del miele. Non ho avvertito anice o qualcuno riporta assenzio, le note fiorite non si riescono a separare bene fra loro, almeno inizialmente, nessuna nota indolica, il vetiver schiarisce leggermente ma non lo avrei mai identificato senza leggere le note, non sento nessun legno. Ci sono in effetti delle note verdi ma su di me risultano affogate nella dolcezza floreale, forniscono alcune sfumature amare che contrastano l’overdose floreale. Assolutamente una fragranza, più di altre, imprendibile a scatola chiusa. La prevalenza di narciso credo comunque di sentirla ma mi si confonde molto con il giacinto, quasi un tutt’uno, viene in mente una stanza piena di vasi di fiori per un matrimonio, chiusa al sole per alcune ore. Pian piano vengono fuori anche delle note più animali, non prevaricanti ma tali da aumentare la dolcezza del tutto, l’indolico leggerissimo arriva in un secondo tempo, percettibile ma non intenso. Una fragranza ben orchestrata per gli amanti del genere retrò’, originale, audace, dalla personalità decisa, non facile da capire ed anche complessa da descrivere, sono affascinata da qualcosa di così anni luce distante da me, quasi come se incontrassi un alieno. L’evoluzione della parte zibettosa è la parte che mi è piaciuta di più, quando i fiori si “spengono”, ma non arrivo mai a sentire la mirra o nessun lato resinoso nè balsamico così come assolutamente nessun tratto legnoso, strano perché in molti descrivono queste componenti che avrebbero sicuramente modificato le mie sensazioni. Secondo me non è un profumo primaverile, non ha nulla di fresco, forse invernalissimo o estivissimo per via degli opposti e della resa delle note animaliche in estate piena, quando si dice osare.

 

 

Impressioni/Recensione di Lara C.

 

La prima cosa che mi viene in mente, purtroppo, è: questo è cattivo. E poi l’immortale Dorothy Parker: “Se non hai niente di carino da dire, siediti accanto a me”.
Ma immagino di non potermela cavare così, quindi ci provo. Ho letto le note, le recensioni. Sento il giacinto, e riconosco che - per quanto io ami i giacinti- il loro profumo lo sopporto solo a piccole dosi. Sento flebilmente il narciso (solo sul bordo dello spruzzo, forse devo solo aspettare) ed è un peccato, perchè mi basta l’accenno per vedere un prato ricoperto di narcisi selvatici. L’immagine, tuttavia, continuando ad annusare è quella di una donna impellicciata, in cui l’odore della pelliccia (bagnata? Appena tolta dall’armadio dopo molto tempo?) si mescola a quello del suo profumo pesante. Una immagine invernale, di inizio novecento, visivamente elegante, ma non nelle mie corde.
Addendum: ho aspettato, il narciso non è mai uscito

 

Impressioni/Recensione di Emanuela B.

 

Il primo impatto con questo profumo non è stato felicissimo perchè ha una partenza molto intensa e molto fiorita su di me.Sembra di essere in un giardino profumatissimo al massimo della sua fioritura ed è quasi da stordimento.Dopo qualche ora si trasforma completamente e diventa resinoso e salmastro,un profumo molto simile a quello delle pinete bordo mare (per me sono i boschi costieri toscani,in particolare quello di Rimigliano).Spero di non dire blasfemie ma ,per me,assomiglia un pò a Sables di Annick Goutal che è un profumo che adoro.A parte l'inizio ,a cui potrei abituarmi,è sicuramente amore

 

Impressioni/Recensione di Ornella P.

 

Dopo il primo spruzzo lo studio della fragranza si è trasformato in amore. Al primo spruzzo ne è seguito un secondo e poi un terzo ... non mi sarei più fermata. Il profumo dei fiori (giacinto e narciso) saldamente unito alla nota verde mi ha immediatamente conquistato. Ed ecco subito dopo apparire cedro e vetiver che avvolgono con la loro decisa presenza senza sovrastare l'elegante equilibrio della composizione. Meraviglia!
Molte le emozioni suscitate. Una immediata e visiva: mi sono trovata in un giardino primaverile, un giardino molto verde, un po' selvaggio, con macchie colorate e profumate di giacinti e narcisi e col frizzante profumo dell'erba che stuzzica le narici. Una bella sensazione!



#6 Laura C.

Laura C.

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Posted 18 January 2019 - 10:03 AM

Times Square

2017 Bruno Jovanovic

 

Recensione/Impressioni di Ornella P.

 

In Times Square l'iniziale nota nocciola, assolutamente priva di alcun riferimento gourmand, ti fa scivolare nella dolcezza floreale  della tuberosa strettamente unita alla fumosa forza dei legni. Ma non c'è un prima e un dopo, è un continuo rincorrersi ed intrecciarsi di note. È un profumo che fa vivere la complessità.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Ogni volta che avvicino il polso al naso sento una nota diversa, ohi, e questo come faccio a descriverlo ? Vediamo un po’ passo passo: primo sniffo, violetta, poi lo styrax, altri fiori, sì un insieme di altri fiori e la più pungente direi essere la rosa, la tube io francamente non riesco ad isolarla dal resto, l’osmanto, mi sembra irriconoscibile, riverberando alcuni lati della rosa, è imperioso e graffiante, mai visto sotto questa luce; sandalo nulla, legno leggero, molto molto leggero, credo sia il guaiaco, ah la nocciola, non so dove sia, potrebbe essere quell’odore leggermente dolce, che non è l’osmanto e che non capisco da dove provenga e nemmeno bene cosa c’entri ? Forse.
Complesso, per me non è legnoso ma un floreale, quasi sparkling, vivace, con questo cotè leggermente dolce, al mio naso, lo trovo molto originale, difficilmente riassumibile, quasi fosse un fruttato floreale ma senza frutta. Non è legnoso su di me, ma è caleidoscopico, ecco, l’annusi e ti pare di sentire benissimo l’osmanto, poi riannusi e trovi la rosa, insomma un carosello vorticoso, la violetta, probabilmente la tube non la percepisco perché irriconoscibile, credo sia il bello delle strutture non piramidali, questo alternarsi e coesistere di più note. Io la nota di rossetto non l’ho percepita proprio per nulla, ho letto che qualcuno vi accennava ma a meno che non si intenda un lucida labbra fruttato non riesco a sentirla, d’altronde su questo profumo ho letto impressioni disparatissime, chi dice ciliegia chi tanta nocciola e chi molto legno, incredibile la camaleonticità di questa fragranza.
Davvero in-riassumibile, un profumo quantistico, mi viene da dire.



#7 Laura C.

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Posted 23 January 2019 - 05:33 PM

Montecristo

2013. Delphine Thierry

 

Recensione/Impressioni di Cristian

 

Apre con un bellissimo trionfo di semi vari, rum e pure una punta luminosa, a tratti impercettibile e quasi agrumata...
Il cuore è molto caldo e confortevole, una sensazione di segatura, legni e cuoio.
Il fondo si ammorbidisce, rimane la legnosità del cuore ma diventa più aromatica.
I torni sono marroni, la proiezione, purtroppo, è debole (forse devo aumentare il dosaggio), la persistenza mi pare interessante, ma voglio studiarlo ancora.....è presto per dirlo, a tra poco!

buona persistenza, sillage e proiezione, corti; aggiungo che il fondo mi riporta ad alcune sfaccettature del Tendre, sempre di Delphine Thierry, per Bekkali

 

Recensione/Impressioni di saraprfms

 

Montecristo è molto aromatico in apertura, ma subito il rum, il tabacco mescolati alle altre note, forse il benzoino? gli conferiscono una più calda evoluzione, diventa il profumo dolciastro e sporco di una carrozza trainata da cavalli che attraversa una strada polverosa nelle prime ore di un torrido pomeriggio,intorno ci sono alberi e arbusti dal profumo intenso che si mescola alla polvere alzata dagli zoccoli… molto bello, buona anche la persistenza su di me.

 

Recensione/Impressioni di Colin. M

 

Montecristo si apre in un modo peculiare, un tabacco secchissimo e pungente su cuoio da conceria sepolto in un armadio, l'odore stantìo di valigie abbandonate, con un retrogusto alcolico e quasi gourmand, leggerissima base di resine secche (styrax). Il cuore del profumo è come affondare il naso in quelle valigie, con un odore denso di pelle conciata che sfiora l'indolico di stalla, e tante sfumature che racchiudono i ricordi dei viaggi che quei bagagli hanno vissuto. Bel tocco salino con sentori balsamico-resinosi. Io ci sento pesanti rimandi agli anni '70, risuona un po' come una versione più secca e lineare di Yatagan o di Portos, più concentrata sulla secchezza della pelle calda e polverosa e spogliata di accordi fougère. È un profumo scurissimo, ma non "nero", più sull'ebano, o il marrone scuro, polveroso, secco, leggermente animalico, ma in qualche modo rassicurante e accogliente, perché a me ricorda un armadio da casa dei nonni, e ci sento anche un'imprendibile "italianità" di fondo, come in molti Acampora, una sorta di eleganza un po' malinconica e sottotono, con tanti elementi chiave della tradizione mediterranea, il cuoio, il balsamico, una certa "calma" aristocratica ma polverosa, di nobiltà decaduta. Nostalgico ed evocativo, potente, piuttosto sofisticato anche se non per tutti perché come odore propriamente detto, è fortino e "monolitico" nella sua linearità. Tuttavia francamente non lo direi un profumo complessivamente "ben fatto", la ricostruzione del cuoio secondo me non è delle migliori (specie sul drydown, dove vira su un "gomma bruciata" piuttosto chimico) e globalmente alla lunga stanca. Capisco che la linearità è una scelta stilistica, ma nel suo ciclo di vita mi dà la sensazione di un'opera non finita, un concept buono che però non viene approfondito, io non ci sento granché evoluzione e mi sarebbe piaciuto sentirne un po' di più, c'è solo una leggera modulazione tra cuoiato/balsamico ma ha come qualcosa di "incompiuto". Ad ogni modo sensazioni personali a parte (e riconosco siano solo sensazioni) è un profumo molto elegante, a suo modo controcorrente, con un'ottima persistenza, materiali un po' "gnek", lo definirei molto promettente.

 

Recensione/Impressioni di Marcopietro

 

Un profumo con un suo indiscutibile fascino, giocato su una bella gamma cromatica di toni caldi, ma un po' troppo statico nella sua evoluzione. Buona resa e persistenza, ma non mi conquista completamente. Comunque una bella interpretazione di eleganza rustica, un buttero di sangue blu.

 

Recensione/Impressioni di Ambra

 

Io non sono brava nei commenti e mi affido spesso ai ricordi che le fragranze mi fanno affiorare appena spruzzate. Bhè con questo mi sono ritrovata catapultata indietro negli anni quando mia mamma aveva ancora il suo piccolo laboratorio dove confezionava guanti in pelle
Spesso si partiva e si andava su nelle zone di Vicenza nei salottifici a comprare i ritagli di pellame che loro scartavano e a volte capitava pure di trovarci in mezzo pezzi di cuoio che non era stato ancora trattato con i prodotti chimici e mi piaceva tanto l'odore che rilasciava
Ecco questo profumo all'inizio mi ricorda il cuoio dove qualcuno ha lasciato cadere sopra un bicchiere di rhum poi pian piano escono delle note balsamiche miste a tabacco e un leggerissimo sentore di affumicato

 

Recensione/Impressioni di Aventus69

 

In una ipotetica classifica arriva subito dopo Tango a livello emozionale. Al primo spruzzo mi riporta alle atmosfere ed agli odori del Natale per i mercatini di Bolzano. Ambretta che riconduce alla cannella ed ai chiodi gi garofano. Intorno Canederli e Vin Brulè. Tanti legni fanno da contorno. Le urla giocose dei bambini incantati dai colori delle bancarelle. Il barbuto venditore con la pipa ed il suo tabacco aromatizzato. La sera, infreddolito e stanco la mia poltrona in pelle davanti al camino.

 

Recensione/Impressioni di Mariaelena

 

Questo proprio non è roba per me.
Maschio
Secco
Pungente
Cuoio e fumo di legni un po' umidi..di quelli che ti fanno lacrimare gli occhi..non del fumo di un buon sigaro. Su di un uomo credo possa essere una "bomba"
Non c'è alcuna concessione al .."romanticismo" in questo profumo: qua si parla di maschia forza...di braccia possenti che ti stringono in un abbraccio non gentile, ma tanto sensuale.. di una voce roca che non pronuncia dolci frasi ma che senza tanti giri di parole ti dice ciò che vuole e ciò che pensa..di un corpo maschile non curatissmo, ma tanto bello proprio anche per le sue imperfezioni.. Mi piace molto per la forza evocativa che ha.

 

Recensione/Impressioni di black silk

 

Colonia maschile d'altri tempi, comprensiva di lavanda e cedro, rum e sigari. Pelle e legno antichi, vissuti. Come rendere l'idea di uno di quei club per soli uomini, dove ci si ritrovava a degustare superalcolici di pregio e chiacchierare. Maschile si, ma anche estremamente suadente e sensuale. Non si discosta molto dalla pelle, ma da vicino è una bomba!
Il cumino è appena accennato sulla mia pelle, da quel tono "da omo che non deve chiedere mai" ma molto chic, altro che l'ascella sudata che esce dal mio barattolo delle spezie! Il fondo è legnoso, col cedro atlante che chiude la fragranza, lasciando l'impressione di una stanza con mobili in pelle e legno. Anche lui si è fatto ritrovare al mattino, con una nota mielata sorprendente.

 

Recensione/Impressioni di Lorenzo

 

Per me questo rimane, anche dopo Tango, il più bello della linea.
Dovessi definirlo in una parola direi skunk!
Vero odore di sporco, di rifiuto animale sperso nel bosco fra legno che marcisce nell'ombra, funghi terra e un bel contorno speziato. Odore di portico di campagna abbandonato.
E poi nel seguito sentori alcolici, legni caldi, un abbraccio rude e continuo, che non lascia scampo.
Un profumo che sento molto nelle mie corde.
Son d'accordo, siamo nei territori del Tendre...ma qui c'è un filo meno di finezza e armonia compositiva. Anche qui trovo, soprattutto in testa, un po' troppa vibe urlata, un po' troppa sottolineatura chimica dell'effetto.
Il mio amato Bois d'Ombrie è un'altra cosa che mi viene in mente, ovviamente senza il calore animalico di questo, ma con un po' di equilibrio in più.
Comunque, complimenti. Un profumo da portare.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Parecchio interessante, la prima fragranza che ho provato con la nota animale di hyrax, che si sente immediatamente poi si appiana in fretta, ma al primo spruzzo è strong, e si sente infatti che è differente da castoreum o zibetto; poi styrax, ambretta, si sente bene anche il rum, il balsamico resta dietro, sicuramente è una fragranza connotata al maschile, la nota di tabacco come spesso succede, risalta molto sulla mia pelle. Un bel profumo maschile, non proprio sexy in realtà, è più intellettualmente intrigante che sexy, l’uomo con cui staresti a parlare per ore.
Terroso, legnoso, resinoso ma non boschivo, le note balsamiche di fanno strada ma non prendono il sopravvento, tabacco e legno barricato/alcolico si sentono sempre bene, patch molto dietro.
Più va verso il dd avanzato meno lo sento “maschile”, probabilmente è su di me che tabacco + patch diventano molto spigolosi, a parte l’apertura, la fragranza nel suo complesso non è animalica.
Molto caldo, viene in mente una biblioteca tipo circolo maschile inglese, dove al contempo si fumava o si beveva, non sento proprio pelle o cuoio ma fornisce l’idea di esser sprofondati in una poltrona o aver di fronte una vecchia valigia. Ha anche un che di rassicurante, fa molto lord inglese di ritorno dalla caccia alla volpe, un lord di campagna, legno e terreno umido. Più balsamico che affumicato, come se nell’evoluzione il tabacco stesso diventasse balsamico o se il lord fumasse un tabacco mentolato. Bello



#8 Laura C.

Laura C.

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Posted 21 February 2019 - 01:12 PM

Russian Tea

2014. Julien Rasquinet.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Il tè è molto intenso e leggermente affumicato già al primo spruzzo, non è un tè simile al lapsang souchoung, perché anche la menta entra subito in gioco, e si sente anche la parte verde dell’elicriso, comunque pur essendo molto presente, il tè non copre le altre note, il lampone è quello che sento di meno, la freschezza proviene dalla parte verde, non sento note esperidate e nemmeno note dolci; anche la magnolia su di me non si evidenzia. È una fragranza dalla forte personalità, labdanum ed incenso arrivano con note balsamiche ed assieme alla betulla si amplificano le note smokey, il pepe si sente, subito dietro l’affumicato, nota di pelle molto leggera. Il tè si appiana una volta che il connubio incenso e resina prende piede, una bella evoluzione, comunque la base di tè scuro e amaro resta, in generale, è una fragranza un po’ più maschile che femminile, per via dell’asperità amarognola, non è certo un profumo morbido. Il dd avanzato resta fumoso e secco. Debbono piacere sia le note affumicate che il tè nero, che ha appunto un odore differente dai vari profumi al tè verde, la menta invece non è in primo piano.



#9 Laura C.

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Posted 20 May 2019 - 09:45 AM

Hemingway

2018. Fanny Bal

 

Impressioni/Recensione di Lara C.

 

Vetiver. All'inizio. Subito dopo. Per tutto il tempo.
All'inizio e' chiaro, fresco. Poi si scurisce e diventa legnoso, fumoso. Dopo tre ore resta il fondo legnoso ma si rinfresca di nuovo, e accoglie due fantasmi: da una parte una nota alcolica. Dall'altra un lieve sentore di ginepro.
Hemingway puo' essere molte cose, impossibile non pensarci quando leggi il titolo.
Puo' essere sangue, arena e corride. Puo' essere verdi colline d'Africa, safari e l'odore della polvere da sparo (un po' questa compare, ad un certo punto, pensandoci bene). Puo' essere Cuba, e marlin e vecchi sulle barche e rum, talmente tanto rum da perdere la testa.
C'e' anche il rum in questo profumo. C'e' un po' di whisky. C'e' tanto gin.
Ma c'e' soprattutto atmosfera. C'e' l'atmosfera di certe spiagge dei Caraibi quando sta per arrivare una tempesta. C'e' l'atmosfera dell'inizio delle battute di caccia, con gli uomini appena sbarbati e le anatre che cominciano ad alzarsi. C'e' l'atmosfera dei bar degli anni sessanta, da Cuba a Parigi a New York, con l'alcool che scorre a fiumi, gli uomini che ridono e le donne bellissime.
Perche' ci sono anche le donne in questo profumo. Quelle bellissime e algide, quelle dure. Quelle con i magnifici pantaloni di sartoria che bevono con e come gli uomini.
C'e' Lauren Bacall, qui dentro. C'e' Katherine Hepburn. Entrambe con un gin tonic in mano.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Un vetiver davvero interessante, possiede entrambe le principali sfumature, di radice, ed ozonata, è quindi una fragranza che esalta i toni amarognoli, enfatizzati anche dal rabarbaro, ma mantenendo sempre un equilibrio, senza eccessi. È sicuramente più maschile ed è anche molto terrosa. La luminosità è fornita da zenzero e rabarbaro, è infatti più un chiarore diffuso che non un sole pieno. Al dd si evince nettamente la nota di pelle, esaltata dal vetiver, che fornisce anche toni leggermente fumosi. Un lavoro sulle diverse sfumature del vetiver davvero ben strutturato e complesso, al dd resta una fragranza nettamente maschile, non sento il patch, la combi vetiver-cuoio diventa il centro della fragranza. Non è tonda, smooth nè morbida, ha una personalità schiva ed un po’ selvatica, ma solida e concreta, fresca, con questa luminosità diffusa ed indiretta, dopo il dd si esaltano anche le note legnose, oltre a quelle terrose radiciose ed un po’ fumè del vetiver e quelle calde del cuoio. In più subentra una nota verde leggermente balsamica che forse si lega al patch+vetiver. Credo di aver letto che in questa fragranza c’è la più alta concentrazione di vetiver di tutte quelle ad oggi in circolazione. Che piaccia o meno la nota, che sia un indosso prevalentemente maschile, è comunque un masterpiece.



#10 Laura C.

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Posted 12 June 2019 - 10:40 AM

Kintsugi

Anno: 2019. Vanina Muracciole.

 

Impressioni/Recensione di Sebastiano C.

 

Una delle fragranze che più mi è piaciuta ad Esxence e che riconfermo tale dopo più prove e naso "freddo". Lo trovo un profumo perlopiù femminile, elegante... Un po' diciamo...Dandy, ecco dandy è l'idea/immagine giusta. Nelle note spicca una bellissima nota di magnolia, accompagnata dalla dolcezza del lampone (un lampone molto delicato, per nulla nauseante) con tocchi più frizzanti di bergamotto e un'altra nota verde non ben definita (dalla piramide penso possano essere le foglie di violetta), quasi a rievocare delle bellissime pennellate di colore su una tela bianca, elegante, rigida (la magnolia). Una sfumatura olfattiva che ho cercato di ricreare anche nei colori in foto, un inizio marcatamente femminile (rosa) punte frizzanti (arancio giallo) e un finale leggermente androgino (verde). Devo dire che non assomiglia a nulla mai provato prima, nemmeno lontanamente... Una nuova uscita fresca, frizzante e sbarazzina che sicuramente si prenota un posto nella mia collezione a luglio (data d'uscita).

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Floreale fin dal primo spruzzo, le foglie di lampone contribuiscono ad una luminosità cupa, se mi passate il termine, la luce è scarsa, filtra qua e là, in lame di luce. Sento bene la rosa, ma ibridata con la magnolia, al buio delle note avrei detto comunque solo rosa, una rosa un po’ diversa; il patch si sente abbastanza, ma non copre, ambra leggerissima, scalda ma non molto, accanto il gelsomino; la nota suede io la sento molto poco, forse cercandola, uno smooth sul fondo, assieme alla vaniglia. Le foglie di violetta forniscono una ulteriore sfumatura ombreggiata, ma dopo il dd sono le foglie di lampone a prevalere, più della rosa stessa, su di me, fatico proprio ad identificare la magnolia, resta centrato su rosa e foglia di lampone, con tutto il resto a screziare e sfaccettare il tutto.
Un bel profumo, ben fatto, ben orchestrato, ben calibrato, anzi proprio ingegnerizzato, una rosa di Maggio o rosa centifolia, che risalta appieno dopo il dd, la screziatura delle foglie di lampone è di una eleganza notevole, soprattutto per la millimetrica intensità e precisione di queste pennellate. Durata sulle 6 ore su di me.






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