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MEMO


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8 replies to this topic

#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 06 March 2009 - 11:22 PM

Sundance

2007. Discontinuato

 

Recensione/Impressioni di seleno77

 

Un po' pesante, tuberosa calda e scusa che toglie un po' il respiro e diventa un po' noiosa e acidula nel fondo.

Si trova nel mezzo tra la femminilità di Narcotic Venus e la staticità della tuberosa di Fracas, poi però diventa un fiore più solitario, cattivo, quasi velenoso, ma meno tuberosa.



#2 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 06 March 2009 - 11:59 PM

Siwa

 

Recensione/Impressioni di Seleno77

Crema corposa dalla pasta bianca, non sento la nota di cereali e popcorn, era cos' indispensabile? A parte che mi fa un po' senso, mi fa pensare a qualcosa di abbastanza unto (non si avverte nel profumo).
Anche in questo Siwa trovo un lato affascinante, questo va riconosciuto ai MEMO.
Ci sento anche del fiore, il narciso? Non soltato, sembra quasi una viola, ma temo che, il troppo dolce, della vaniglia, guasti troppo la festa.
Finale abbastanza, forse troppo, femminile....comunque un po' rovinato anche questo, sembra che il fondo dei Memo non sia ben curato.

 

Recensione/Impressioni di Caterina Z.

 

Siwa per me è un profumo intimo e confortevole. Nn squilla ma si fa sentire. La nota di whisky è ben calibrata tra foglie di violetta, mentre il narciso tenace ma discreto, si fa cremoso con la vaniglia ma sempre riconoscibile. Mi piace mi piace proprio per la sua elegante ma viva riservatezza.



#3 lau05

lau05

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Posted 02 September 2016 - 08:58 PM

Manoa

Anno: 2010. Dscontinuato

Recensione/Impressioni di Lau05

Nonostante la fresca apertura iniziale, non lo trovo affatto un profumo fresco.
Ha una partenza agrumata, ma solo un timido accenno, quasi frizzante, che ricorda la gialla e succosa scorza di un limone. Ma subito prepara la strada alla parte calda e corposa, ed ecco che si affaccia la vaniglia, per nulla timida, senza alcuna discrezione ma anzi prepotente, che, non potendo mancare, abbraccia e scalda la nota di opoponax, creando un cuore unico, dorato, una morbidezza prepotente e infinita che, prima sfacciata, lascia poi timidamente il posto a toni cipriati, polverosi, diventando una poesia impalpabile, una polvere di seta che puoi far scorrere tra le dita......


 



#4 EzioLove

EzioLove

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Posted 15 January 2018 - 11:52 AM

Quartier Latin

2012. Discontinuato

 

Recensione/Impressioni di Selina

 

Dedicato al famoso quartiere..ma non per me lo spruzzo e viaggio, ma non nei vicoletti parigini..

Siete mai stati a Lisbona? Ogni volta che vado la prima cosa che faccio è togliermi le scarpe, infilare un paio di infradito, un vestitino leggero e correre in strada, Lisbona ti fa sentire libero, zingaro!

Lisbona è calda, umida, decadente, solare, giocosa.. Lisbona dei ciottoli bianchi che abbagliano sotto la luce, degli artisti di strada, della notte alcolica nel Bairro Alto e del dolce e malinconico Fado nelle vie dell’Alfama..

Sensuale come il sandalo ti si apre al primo respiro, la notte si scalda e arriva l’ambra, spigolosa di legni ma allo stesso tempo dolce ti si appiccica addosso come il sudore misto alla polvere, è una festa che dura fino all’alba dove la gioia si fonde con una straziante canzone d’amore

Un profumo imperfetto...come tutto ciò che sa di libertà

 

“Não sei se dura sempre esse teu beijo

ou apenas o que resta desta noite

o vento enfim parou

já mal o vejo

por sobre o Tejo

e já tudo pode ser tudo aquilo que parece

na Lisboa que amanhece”



#5 Laura C.

Laura C.

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Posted 20 February 2019 - 10:22 PM

Irish Leather

2013. Alienor Massenet

 

Recensione/Impressioni di Mimma R.L.

 

E' una di quelle mattine gelide, pungenti. Il sole riesce a malapena a penetrare attraverso le pesanti nuvole grigie. L'aria è frizzante e secca, e il vento scivola sotto i miei vestiti. Il vento del nord sferza l'erba che si attacca ai miei stivali. Entro nella stalla e apro le porte di legno inchiodato, liberando il profumo bruciante di cuoio, legno, ambra e miele. Il suo odore antico si distingue nettamente nell'aria congelata del mattino. La mia cavalla nitrisce dolcemente. È l'odore della sua libertà. La pelle si unisce al vento, l'erba si riscalda con il legno. Pelle irlandese galoppa verso l'orizzonte

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

Il ginepro è immediato, incisivo ma si smorza quasi subito, il verde si percepisce immediatamente, pepe rosa che Fragrantica non mette ma si sente proprio bene. La salvia enfatizza quella sfumatura amarognola che amo meno ma non rende la fragranza una colonia maschile, il mate è verde-terroso, una componente quasi torbata. Pelle, meno in primo piano di quanto uno si aspetti dal nome, una pelle da poltrona-divano un po’ consunto, il legno è leggero, non degno nemmeno di menzione, non è una fragranza maschile, molto elegante, non invernalissimo. L’idea di vento terroso proveniente dalla brughiera c’è tutta, sento anche una sfumatura salmastra, una collina ventosa, fissando l’orizzonte è l’alba, avvolti in un cappotto di montone caldo. Meditativo, bello. Il mate è il fulcro incontrastato di questa composizione, ma lungi da sembrare una fragranza al tè, dispiega il suo lato fienoso, erbaceo, e di terriccio umido. La nota di pelle è proprio una fine suggestione più che una nota rilevante, e da qui la sua bellezza ed eleganza, un magistrale equilibrio.
Verdastro o verdaceo più che un profumo verde, assume sfumature più torbate e fumose dopo il dd. Davvero bello.



#6 Laura C.

Laura C.

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Posted 05 June 2019 - 08:41 AM

Moroccan Leather

2018.

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

Il galbano arriva per primo, tirandosi dietro un po’ di vetiver, zenzero e giusto un soffio di cipresso, ma non proprio percepibile, è più una nota verde boschiva; styrax e tonka sono fusi fra loro, forniscono un’unica impressione minerale, quasi torbata, nessuna nota ambrata, la pelle non è in primo piano, ha intensità comparabile alle altre note. Anche se in genere non amo citare altri profumi durante le descrizioni, qui debbo proprio dire che siamo poco distanti dall’irish leather, note di contorno a parte, ci sono molte similitudini, dalla nota di pelle, al verde amarognolo che la circonda. Qui si sente bene l’iris, dopo il dd, non metallico, nè polveroso dietro un po’ di fiorito ma retrostante e non scindibile. È un bel profumo centrato su Iris e pelle, un Iris cuoiato a dd avanzato, che è sempre un connubio magistrale. Il Marocco però forse ha la sua spiegazione sulla carta ma non viene fuori in nessun modo come immaginario, ho vetiver e cipresso mi sento più a nord del Marocco, Iris incluso.
È una nota di Iris comunque diversa dal solito, difficile dire in che senso, meno freddo, meno metallico ma sia burroso che un po’ floreale, un burro d’Iris in cui si evince anche la parte fiorita. Il galbano non sparisce del tutto anzi fa sentire la sua presenza anche a dd inoltrato, è l’unico tratto che temo, a lungo possa stancarmi, fda non pervenuti così come non sento l’ylang, poi magari il sentire la parte floreale è solo una mia impressione data da questa parte fiorita un po’ indistinta che riverbera sul burro d’Iris. Non originale ma bello, caldo, burroso, non selvaggio come l’irish, una splendida fragranza al burro d’Iris, raffinata, soft e non urlata.



#7 Laura C.

Laura C.

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Posted 01 July 2019 - 08:45 AM

French Leather

2014. Alienor Massenet.

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

Rosa, luminosa, immediata, calda, non molto pungente, si configura subito come indiscussa protagonista, subito dietro l’aromaticità solo leggermente speziata del pepe rosa, una buona luminosità, comunque, senza avere un sole a picco, ci sono note verdi aromatiche, che poi siano ginepro e salvia, lo leggo dalle note; vetiver: una leggera ozonatura sopra alle note agrumate. Note legnose, poco cedro, non è un profumo legnoso. Le note dicono resina di styrax, cercandola, sento un po’ di resina alla base del tutto, sotto la salvia. E l’accordo suède ? Non lo so, io non lo sento.
È un profumo alla rosa, leggermente speziato e aromatico, meno particolare secondo me degli altri leather. Le note dicono essenza di rosa, e questa non aggressività della rosa mi piace, anche dopo il dd resta molto aromatica e speziata, la salvia ha spesso questa nota speziata fresca, quasi pepata. Al dd molto avanzato è un profumo fresco, agrumato con sfumature verdi. Peccato per l’assenza di una nota di pelle o suède.



#8 RobbyRouge

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Posted 21 October 2019 - 12:56 PM

Lalibela

 

Anno 2007

 

Recensione/Impressioni di Alessandra S. (FB 2019)

 

E' meglio di quanto lo ricordassi. Provato all’epoca su mouillette percepivo la nota di patchouly che mi infastidiva e invece su pelle è proprio un’altra cosa...come mi hai scritto tu è una principessa delicata ma sento anche il magico battito di ali di una fatina, è un momento di dolce serenità. Avverto un po’ i fiori iniziali ma direi che tutto gira intorno al combo cocco/ vaniglia....e attenzione perché sono assolutamente fuori dalla mia comfort zone,non amo indossare i gourmand, sono una super golosa ma non mi piace odorare di muffin.

È, quindi, assolutamente un profumo dolce ma direi che è più una dolcezza di carattere: il cocco non dà l’effetto crema abbronzante e la vaniglia non dà quello di torta della nonna. Ottima persistenza ( indossato ieri sera lo sento ancora adesso).



#9 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 05 November 2019 - 08:27 AM

Kedu

 

Recensione/Impressioni di Alessandra S.

 

Parte verde ed arioso, subito reso più succoso dagli agrumi. Si fa avanti poi il sesamo, che ho percepito benissimo, delicatamente tostato. Non è dominante e non oscura le note fresche, ma dà più corpo al tutto. Il muschio l’ho percepito dopo molto ed è comunque un leggero sottobosco. Non ci sono note prevaricanti o con forte personalità, si fondono tutte tra loro armoniosamente. È un profumo che trovo adatto a questa stagione o comunque nei momenti di relax. Ha comunque una buona persistenza, nonostante la sua leggerezza.

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

2014 Alienor Massenet. Open Sesame. Agrumato, anche se non sento l’amaro del pompelmo e non avrei identificato il mandarino. Mi è paso di sentire la fresia molto netta per qualche momento, poi è venuto fuori il mate, appoggiato su una nota leggermente dolciastra che non so identificare. Sento bene il sesamo, nel senso che sapendolo capisco cos’è ma al buio delle note non lo avrei mai capito, non lo sento particolarmente tostato; la peonia non mi pare proprio e non son certa il neroli. La nota principale diventa sesamo/mate è davvero particolare, ha il lato teoso, fienoso secco del mate ed un lato più oleoso da frutta secca, poi c’è sempre il dolce che non so da dove viene. Non semplice da descrivere: è fresco, agrumato, aromatico, leggermente floreale, erbaceo, campestre. Il mate tende a sovrastare, dopo il dd, non sento rosa ma il muschio di quercia, arioso, che spinge sulla parte agrumata. Unisex, piacevole, estivo, da giorno, per chi cerca un agrumato un po’ diverso. Un 4h sul polso.






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