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AMOUAGE


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26 replies to this topic

#21 Laura C.

Laura C.

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Posted Yesterday, 08:24 AM

Fate Woman
Anno: 2013.

 

Impressioni/Recensione di Sabricat

All'inizio brilla elegante di luce, il bergamotto in testa si sente bene, ma di un giallo dai toni caldi e cremosi, appena speziati.
La base ancora piú calda e sensuale contrasta con dei toni secchi e lievemente polverosi, mai gridati.
Tutto regge in un equilibrio fantastico sulla pelle, ogni nota ha il suo compito. E' un opera sinfonica che scuote gli animi.
Sicuramente c'é un riferimento ai grandi classici, un Mitsouko o un Heure Bleue rigorosamente vintage, anche se la firma Amouage é presente.
Questo significa che si possono ancora creare dei grandi chypré orientali, classici ma con uno sguardo al futuro.

Impressioni/Recensione di Claudia

Gli Amouage sono fragranze che anche ad una profana come la sottoscritta, richiedono grande studio e concentrazione, data non solo l'elevata qualità delle materie prime, ma soprattutto la modalità in cui si evolvono al calore della pelle creando qualcosa di unico e irripetibile, poichè sono convinta che la nostra pelle cambi continuamente a seconda dell'umore in cui si è, quindi a seconda del livello ormonale, del ph cutaneo e di tanti altri elementi di cui nemmeno abbiamo idea. Sono convinta di ciò perchè la prima volta che ebbi modo di sentirlo, la sensazione fu completamente diversa da quella di oggi, ovvero ebbi come l'impressione di percepire le note più acidule ed aspre, a discapito delle note di coda che caratterizzano realmente la fragranza.
Ad oggi invece la bellezza di "FATE" mi ha del tutto stordita, poichè nonostante l'apertura sia connotata da note decisamente piccanti e vigorose, queste ultime preparano la successiva e immediata esplosione di note fiorite, ammalianti e mutevoli che conferiscono carattere a questa fragranza che è frutto di una magia, dal momento che al calore della pelle tutto cambia, muta, si trasforma come in un sogno.......è come ritrovarsi nell'Universo Immaginario , così ben descritto da J.R.R. Tolkien nella trilogia del Signore degli Anelli, e FATE è il profumo di cui immagino sia letteralmente cosparsa , Galadriel, l'Elfa Reale, chiamata anche Dama della Luce o Dama dei Boschi, portatrice di accordi caldi e balsamici di incenso, benzoino, castoreum, labdano e vaniglia, e mi domando: è forse questo il profumo celestiale e misterioso delle Elfe Reali in un mondo di fantasia?
Io dico di sì, poichè tutte le note speziate si snodano in accordi delicatamente poudrè, e queste ultime sono le note di coda che connotano il dry-down finale della evoluzione fatata di questa pozione per Elfe Reali; la persistenza, si unisce alla delicatezza della fragranza, che con il passare di molte ore è sempre presente sulla pelle in modo diverso, tanto che alla fine quando proprio l'impressione è quella di non avere più nulla, ho avvertito sui polsi delle note molto poudrè che alla lontana mi riportavano ad Opium di YSL

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Nelle fasi iniziali le note di testa si sentono bene tutte: bergamotto, pepe, peperoncino e cannella, raro riuscire a percepirle tutte, riconoscibili e chiare. Su di me comincia a far presa maggiormente il peperoncino, assieme al bergamotto, poi arrivano i fiori. La rosa arriva prima e scalza la scena, veicolata dal labdano, poi il resto del bouquet (che leggo essere gelsomino e narciso), che non sento chiaramente e separatamente, ma si sente che la rosa, viene stemperata su toni più bianchi, freschi, incensati, più morbidi e meno cupi. Si scalda il benzoino e verso il dd è la parte ambrata a far da padrone. Nella parte iniziale il profumo ruota attorno all’acidità del bergamotto ed alle pungenze del peperone e poi della rosa, tutte queste note acuminate si sedano al dd, per qualche momento per poi tornar fuori mutate e rinvigorite, con una rosa pepata, affilata circondata da una nebbia ambrata e polverosa, è una rosa metallica, leggermente ammoniacale/canforata. Unisex, ma ho notato che piace più agli uomini che alle donne, stando ai post passati. Il poudrè credo cambi con la pelle, ho letto che c’era chi si lamentava che fosse troppo, ma su di me è abbastanza contenuto, l’effetto. Per gli amanti delle rose aggressive e pericolose.



#22 Laura C.

Laura C.

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Posted Yesterday, 08:27 AM

Gold Man
Anno: 1998 Guy Robert.

 

Impressioni / recensione di FedeRoseOud

 

Eccolo, il migliore della linea man ( che tanto man non e' ).
L'unico amouage che preferisco rispetto alla versione femmine dove invece li amo quasi tutti. Il miglior capolavoro di Guy Robert: Invadente, pregnante, sensuale e impegnativo. La migliore qualita' di rosa e incenso omanita con una parte animale di zibetto che spirigiona eleganza tramite il mughetto fiorito e il gelsomino indolico. Il fondo resinoso, fumoso e caldo con mirra e muschio di quercia. Un lavoro vecchio stampo come non si trova quasi piu'. Capolavoro assoluto, e profonda ammirazione per il genio creatore che era un vero compositore, capace di immortalare bellezza e senso estetico ai massimi livelli.
Gold man versione non calamitata!
 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Immediatamente fiorito e leggermente talcato, un po’ vintage, mi ha ricordato subito qualcosa legato alla mia infanzia (anni ‘80), con poco sforzo ho trovato la risposta: i cofanetti di saponi profumati tipo Roger & Gallet o anche English Lavender, con le saponette chiuse avvolte nella carta velina; credo ci sia una parte iniziale aldeidata ma che in questo caso non ho trovato fastidiosa e oakmoss, almeno in parte suppongo che la polverosità dipenda dall’orris (correggetemi se ci sono errori, mi raccomando), non sono certissima di distinguere qui la rosa canina, che conosco più per infusi che non come profumo, forse è il primo vero talcato maschile in cui mi imbatto. Nel mezzo sento anche gelsomino e mughetto ma il sentore principale per me resta quello “saponettoso” da saponetta preziosa di un tempo, la stessa polverosità quando aprivi la scatola, per annusarle, richiudendola poco dopo gelosamente. Non avevo letto nulla in specifico su questa fragranza quindi questo cotè vintage ma piacevole mi ha veramente sorpreso, ho quindi trovato il corrispettivo maschile dei profumi femminili pigiamosi, ossia buono e confortante ma quanto di meno sexy uno possa immaginare, almeno per me. Non ho percepito incenso né mirra, l’oakmoss enfatizza il tono bagnoschiumoso-saponettoso, si sente bene il sandalo, più che legno e quasi niente patch, un’ombra di civet mi pare di averla identificata in brevi istanti, quasi a fine vita. Molto unisex comunque e parecchio poudrè, al contempo è comunque sparkling, non eccessivamente pungente ma fresco e fiorito, vivace, brioso, visto da questo lato non è affatto vintage, ossia nella effervescenza e naturalità delle note floreali, viene per me spontaneo associarlo non a qualcosa di dorato, in realtà, ma a colori pastello, una passeggiata in carrozza nella campagna inglese di fine ottocento in una giornata primaverile, accanto ad un giardino curato, fiorito, ha il sapore di eleganza del secolo scorso.



#23 Laura C.

Laura C.

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Posted Yesterday, 08:28 AM

Gold Woman
Anno: 1993 Guy Robert.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Le aldeidi io le sento proprio chiaramente, sento il mughetto ma non è troppo ingenuo, è sobillato dalla rosa, anzi diciamo che è una rosa leggermente mughettosa, pian piano si affaccia il gelsomino, meno discernibile dei primi due, una componente legnosa (più cedro che sandalo), un poco di ambra. Lo percepisco molto old style, proprio anni ‘80, La rosa risulta leggermente saponosa ma potrebbe essere poi rosa canina, wild rose, da qualche parte invece ho letto che non è nemmeno lei ma eliantemo, non so se sia così, basenotes non mette altro oltre mughetto e galbano ma qualcosa di similare alla rosa c’è , il sito ufficiale mette solo rosa, lucky scent invece rock rose, comunque sia una sorta di rosa saponosa si sente. Leggere note legnose e ambra più presenti dopo dd, le aldeidi secondo me forniscono l’impressione di un profumo opulento, enfatizzando i fiori. Lo trovo unisex. Mirra e incenso su di me non pervenuti, risulta leggermente poudrè (ambra e orris, suppongo) e civet non avvertibile.



#24 Laura C.

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Posted Yesterday, 08:32 AM

Myths Man

Anno: 2016.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Crisantemo, ho capito cosa stavo annusando, solo dopo aver letto le note, data la mia ignoranza totale botanica, a priori, non ricordavo nemmeno che odore avesse un crisantemo; poi la cenere, la radice di Iris e La Rosa che spinge sotto il crisantemo, il cuoio è ripulito e poco connotato, si sente sulla base, come se i fiori fossero disposti sul cuoio stesso. Il Vetiver invece si è disteso sul crisantemo e ne inasprisce alcuni tratti. Rum su di me non percepibile e purtroppo stranamente nemmeno labdano, mentre su polso maschile sento più resine, più cenere, mooolto meno crisantemo e vetiver e la fragranza non ha proprio la pungenza che ha su di me, c’è un po’ più di rosa, ma non acuminata, soffusa. È proprio nettamente diversa, ove si di me abbondano toni aspri è iper fioriti, e ne risulta un profumo al crisantemo e vetiver, quello su polso maschile è invece bello, cenere leggera, al dd c’è il balsamico fresco delle resine e labdano, vetiver solo un accenno, fiorito molto retrostante e proprio non ci sono le note acidule che si evidenziano su di me.



#25 Laura C.

Laura C.

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Myths Woman

Anno: 2016.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Sento il narciso più che il crisantemo, l’oakmoss sdrammatizza fornendo ariosità, si sente una parte verde, forse le foglie di violetta ma è di difficile lettura, le note di pelle sono molto in lontananza. È decisamente un fiorito non classico, leggermente pungente, aspro, un po’ verde. Fra la versione uomo e la versione donna ci sono svariati punti in comune; è comunque una fragranza che non ruota attorno ad una nota centrale, quindi più difficile da descrivere, in molti dicono che fra i due il Woman è più originale, in effetti è sicuramente più complesso, più sinfonico, altra nota che viene spesso scritta a riguardo, è che ha una atmosfera cimiteriale, fra crisantemi e garofani ed il verde, poi le associazioni sono individuali, comunque non ha toni terrosi o di chiuso, anzi è molto ozonato. Nel dd si sporca un po’: come l’acqua dei fiori che non viene cambiata da qualche giorno, ma è un sentore molto lieve, leggermente decadente, credo sia dovuto alle note muschiate più evidenti passato il dd. Un profumo particolare, sicuramente da risentire, perché non è immediato e con un unico sample resta la sensazione di non averlo pienamente capito.



#26 Laura C.

Laura C.

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Bracken Man

Anno: 2016.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Chiodi di garofano, immediati, pare infatti che la fragranza ruoti attorno ad essi, interessante, è la prima volta che li trovo così evidenti, seguiti a ruota dalla noce moscata, c’è anche la cannella ma resta molto più dietro. È comunque un fougère maschile, la lavanda risulta rinverdita dal cipresso, patch e geranio, sotto questo aspetto è un maschile old-style, a cui si sovrappone la speziatura intensa. Molto elegante, le spezie si sentono bene ma è pur sempre un Amouage e non diventa certo una bombazza. Sandalo ed un poco di cedro vengono maggiormente fuori al dd, assieme ad un po’ di balsamico che alleggerisce il tutto. Assolutamente da provare su pelle bell’equilibrio, ha una buona evoluzione evolvendosi da classico ad un sandalo speziato ed un patchouli terroso/boschivo, quindi con un guizzo in più, come se su una prima impressione si seria professionalità e compostezza, fosse incorporata una suggestione di imprevedibilità, della presenza di un mondo interiore e di interessi caleidoscopici e disparati e questo lo trovo molto intrigante. È un profumo assertivo come gli speziati, in particolare, riescono ad essere.



#27 Laura C.

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Bracken Woman

Anno: 2016.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Verde erbaceo, molto particolare, una felce quasi aggressiva ulteriormente enfatizzata dal vetiver, nelle note iniziali sembra esserci una componente agrumata, invece è l’asprezza dei wild berries che sfuma via via nella felce sottolineando le sue sfumature erbose e amarognole. La camomilla si sente, aggiunge una lieve dolcezza e morbidezza, invece pelle, nasturzio e giglio su di me non risaltano, così come le note legnose. Un patch terroso e verde anch’esso forma l’appoggio di base, la fragranza altalena molto i toni dolci e toni amari, terra ed acqua, con il sentore acquoso-ruscelloso della felce, come se vi fosse incorporata una piccola cascatella di acqua o sorgente in mezzo al bosco. Più avanza il dd e più le note pungenti e amare si ammansiscono, diventando un verde erbaceo più smussato. Ha un notevole realismo ambientale, riesce a ricreare brume boschive ed un paesaggio bucolico acquatico, molto evocativa come fragranza. Lo trovo assolutamente unisex, non lo vedo connotato al femminile. Notevole intensità e persistenza. Da provare su pelle perché ho letto che alcuni sentono nettamente la parte cuoiata che su di me non esiste e nemmeno su polso maschile in prestito. Un verde boschivo molto originale.






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