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L'ARTISAN PARFUMEUR


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#21 EzioLove

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Posted 27 June 2017 - 10:53 AM

AL OUDH

Recensione/Impressioni di FedeRoseOud

 

Un altro bel pezzo, forse l'unico che ho imparato ad amare assime a Dzing. Ricordo vagamente di averlo sentito all'inizio della mia passione e subito accantonato; dopo qualche anno la splendida oltre che generosa Caterina Galli me ne manda un samplino che oltretutto io scambio per colonia all'oud 1f642.png:), ed è subito amore. Un profumo complesso, raffinato, spendido come il tempio di un maharaja, un oriente racchiuso in bottiglia tracotante di umori umani e frutta essiccata. Apertura cuminosa e fresca con toni chiaro scuri dove l'oud e il cumino sfidano la sferzata animale e incensata. Un profumo che non ha una profonda evoluzione però con il passare del tempo, malgrado le note di testa rimangano invariate, diventa più dolce e accogliente come il manto di un animale feroce che quanche minuto prima ti ringhiava e adesso ti accarezza con la sua coltre calda e profumata di natura. Il dattero è davvero una nota geniale che Duchafour ha saputo assemblare assieme all'asprezza delle note di testa. Il fondo diventa un abbraccio tra lo zafferano, la rosa e il patchouli che danno l'ultimo palpito di vita mentre tu rimani incluso nel suo fatato mondo perchè la cosa più importante che mi rimane come ogni profumo è il ricordo della vita e dei sentieri che ho vissuto quando lo sentii la prima volta. Il potere dell'evocare ricordi occulti come i materni atti. Commovente, grazie adjiumi!



#22 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 01:21 PM

Timbuktu

2004. Bertrand Duchaufour

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Strano che non siano riportate note citriche o agrumate perché sento un componente schiarente che non so bene da dove provenga, dal papiro ? Non mi sembra opera solo del vetiver che a sua volta sfuma sul frankincense, combinato a mirra e benzoino, acutizzandone l’aspetto fumoso/balsamico, ma più balsamico che smokey, sotto cui sento molto patchouli, il papiro non lo identifico bene ma è sicuramente lì, assieme al cardamomo fra il patch e le note balsamiche, non identifico nè trovo il pepe rosa, nè mango, nè karo karounde.
Come dicevo io sento il patch, che per me è la nota centrale, resinoso, balsamico ed aromatico, non dolce, la nota citrica che sentivo inizialmente confluisce poi in quella balsamica, non perviene nulla di fruttato o fiorito e nemmeno legnoso, o comunque il patch stesso ha dei toni legnoso talvolta ma non più di così. È unisex anche se lo vedo un po’ più maschile ma credo dipenda da come risulta su di me questo boschivo-balsamico patch. Su polso maschile, sento un poco di più il lato resinoso e balsamico e meno distintamente il patchouli, solo qualche nota verde generica; al dd avanzato il patch si appiana anche su di me è diventa un balsamico verde, non fumoso, con un po’ di vetiver a rinfrescare ulteriormente.



#23 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 02:45 PM

Havana  Vanille

Precedentemente: Vanille Absolument

Discontinuato - 2009. Bertrand Duchaufour

Impressioni/Recensione di bluebruja (2015)

 

Caldo, avvolgente. vaniglia, rum, frutta secca e un po' di fumo: una serata d'inverno davanti al camino con una luce soffusa. Tanto rum

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Rum e vaniglia sono evidenti dal primo spruzzo, è dolce, la tonka sottolinea le note boozy, non lo sento molto speziato, si sente il mix delle note fruttate con quelle fiorite del narciso. Non sento il tabacco nè le resine e nemmeno il cuoio, e nemmeno la liquirizia che qualcuno dice di avvertire, nessuna nota affumicata. Presumo che su di me di enfatizzino le note dolci perché non avevo letto che lo fosse in maniera particolare. Un altro profumo che si differenzia enormemente da quel che avevo letto, senza saperne nulla l’avrei descritto come un profumo nettamente femminile, rum, vaniglia, anzi io sento praticamente vanillina, e fiorito/fruttato, sciropposo, floreale, con un idea di frutta secca tipo uvetta ammollata nel rum. Su di me è persino persistente, oltre che un po’ stucchevole. Uno di quei profumi in cui avrei avuto bisogno del confronto con un diverso tipo di pelle per poter avere una visuale meno ristretta.



#24 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 03:09 PM

Seville a L'Aube

Recensione/Impressioni di Mary 70

Seville a me ha suscitato commozione
Probabilmente per motivi del tutto personali, che affondano le radici in chissà quale ricordo emotivo che mi ha evocato...oppure legati al momento particolare in cui l'ho annusato. Cmq il fatto che mi abbia emozionata, mi rende molto felice!
Ma, in effetti, non ho mai pensato di gridare al miracolo.
Nel senso che è un profumo al fior d'arancio e, per forza di cose, è "urlato" visto che la nota base è così di natura.
Personalmente, però, trovo che questa nota così invadente, di solito, nei profumi, qui riesce ad essere gestita in modo diverso, più soft, più intima (per quanto possa essere intimo il profumo di fiori d'arancio.. ).. e sulla mia pelle esce anche una lavanda molto bella, lieve ma presente al mio naso. Per cui lo trovo, nel complesso, originale.

 

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Recensione/Impressioni di Marzipan (2012)

...in un primo tempo ho sentito una punta di delusione, perchè le note di testa mi restituivano un verde piuttosto spigoloso, con una punta "sedanosa", se mi passi il termine. Dopo un po' la naturale evoluzione verso la piena fioritura di arancio, e pur se a livello epidermico la sensazione di asprezza rimane, tutto intorno si sviluppa un'aura morbida e luminosa. La lavanda Luiseri resta ben nascosta. La durata supera quella solita degli Artisan.

 

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Recensione/Impressioni di bluebruja (2012)

 

Apre con lavanda, ma poi si trasforma in un fiore d'arancia narcotico ed inebriante, su una base calda di cera che lo stempera. un leggero incenso di sottofondo



#25 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 03:11 PM

Bois Farine

 

Impressioni/Recensione di CRISTIAN (2008)

Mi piace questa pasta corposa, al suo interno ha dei pezzi grossi, una pasta lasciata volutamente densa, sembra della corteccia schiacciata e ridotta in poltiglia, Jean Claude Ellena è partita dal fiore di un albero selvatico dellisola della Riunione che odora di farina.

Un profumo dolce ma particolare, io riesco ad apprezzarlo.

Persistente, uno dei più persistenti di questa casa (almeno tra quelli che conosco).

Il colore è grigio/bianco.

 

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Impressioni/Recensione di bluebruja (2015)

 

Farina di nocciole. Peccato duri poco. Meraviglia assoluta!!



#26 EzioLove

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Posted 02 May 2018 - 08:38 AM

Glacialis Terra

2016. Daphné Bugey. Natura Fabularis 18
 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

L’impressione fredda glaciale c’è tutta, un profumo perfetto per la calura estiva, vetiver + assenzio, note verdi, Fragrantica dice anche note floreali sebbene non si sentano propriamente. Non è un verde arboreo/boschivo, non è un verde prato, è più un mentolato + erbe aromatiche, in primis quelle proprie dell’assenzio, un tono mentolato-eucaliptoso, ma io sento anche mirto, nettamente potrebbe anche esserci timo o coriandolo in foglie, ma su questi non sono sicura, sul mirto si.
Non mi viene da associarvi immagini boschive o comunque dove ci sia del verde ma proprio acqua/ghiacciaio, paesaggio artico o siberiano.
È un profumo del dude più che mio, la nota mentolata alla lunga mi affatica un po’, ma è una questione puramente personale, solo per consigliare di non acquistarlo al buio; non è dolce, nè particolarmente amaro o radicioso, fondamentalmente potremmo classificarlo fra i profumi al vetiver.
Non è molto intenso ma nemmeno molto close skin, diciamo una giusta via di mezzo. Assolutamente unisex.
Comunque nessuno fra i profumi che ho provato finora presenta una sensazione glaciale analoga, quindi direi che sia piuttosto originale, oltre che ben fatto (lo so che è una linea che avete un po’ snobbato, ma credo proprio che se fosse stato un marchio nuovo e non l’Artisan, con il bagaglio storico di confronto che comporta, secondo me l’avreste giudicata in maniera differente), la Bugey lo ha chiamato “ice accord”, credo sia riuscito benissimo probabilmente anche con qualche aldeide ad hoc.
Fra l’altro lo trovo perfetto per dei layering fornendo una nota glaciale, si può abbinare facilmente.



#27 EzioLove

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Posted 11 May 2018 - 01:55 PM

Dzing!

1999 - Olivia Giacobetti
 

Recensione/Impressioni di CRISTIAN (2009)

Quanto è buono, quanto è strano...
di questo profumo si può dire come quelle volte che ci si riferisce ad una persona, non troppo bella, esteticamente, ma speciale, simpatica, spiritosa, coinvolgente..."è bella dal brutto".
Questo profumo è buono dal brutto.
Nome azzeccato, come la maggior parte degli Artisan.
Colore caldo, un marrone fumante.
Dove mi riporta? all'odore del circo, naturalmente, alla segatura che si getta sul pavimento di plastica, per pulire la pipì degli animali enormi....quel pavimento che, nonostante sia pulito, appena ci passi sopra, lasci tutte le improntei e sembra che la scarpa, rimanga attaccata.
Mi fa pensare al pelo crespo e ruvido di qualche animale africano, un pelo pieno di nodi e dal forte odore.
Peccato per la persistenza, nonostante sia accettabile, rimane media, per me, forse perchè mi piacerebbe tenerlo addosso un po di più!!!

 

Recensione/Impressioni di bluebruja (2009)

 

Sa veramente di pelle animale e di circo. Importabile, ma interessante

 

Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

Legno morbido e note dolci compaiono subito, ma la fragranza non è marcatamente dolce come mi aspettavo leggendo le note, che sono in questo caso, quasi fuorvianti, sento una pelle morbida ma non artificialmente addolcita, solo più smooth e soft, non identifico caramello, toffee, cotton candy e candy apple, lo zenzero schiarisce al posto delle note citriche ma non perviene come sentore riconoscibile, muschio, ma su di me assolutamente pulito, tonka, morbida anch’essa, molto dietro.
Quindi, ricapitolando una pelle morbidissima non scamosciata con leggero muschio, e legno anch’esso morbido, uno di quei profumi che trovo molto sexy su un uomo anche se propriamente è unisex, come dicevo le note possono trarre in inganno, non è una fragranza definibile come marcatamente dolce. Su polso dude, lo sento stranamente meno intenso, in genere è il contrario.
Ho letto alcuni scritti passati e mi sono ritrovata a note che non risultavano assolutamente applicabili a quello che è sul mio polso: note animali, nessuna, nemmeno alla lontana, io sento un cuoio soft, totalmente ripulito, poi mi si sono inarcate le sopracciglia alla parola segatura, ma no assolutamente no, ma da dove tirano fuori la segatura adesso? Per me resta un bellissimo cuoiato ma niente fuori da questo. Poi continuando la lettura sono approdata al fatto che il nome precedente era Desir de Cirque, ok adesso capisco, ma da qualche parte qualcuno l’ha poi anche riformulato perché passi che l’animale scompaia sulla mia pelle e quella maschile, ma io non sento nè segatura nè nulla, assolutamente nulla che mi rimandi al circo, anzi, un elegante, silenzioso, morbido cuoio, pulitissimo, che non è fra le mie note del cuore, ma è uno di quei profumi che non senti tuoi ma ameresti avere intorno, peccato che al dude non dica molto perché lo trovo sexy e affascinante, indubbiamente autunnale/invernale, notevole persistenza e note smokey legnose verso fine drydown. Molto bello.

 

Recensione/Impressioni di Francesca B. (FB) (2018)

 

Devo ancora farmi un’idea definitiva....
Ha una evoluzione un po’ corta (benché il profumo sia longevo), un pizzico di ginger in apertura lascia quasi subito il campo al connubio ben bilanciato tra l’anima animale/cuoiata e quella dolce caramellosa/fava tonkosa.
L’accordo animale in particolare evoca quasi realisticamente il sentore delle fiere circensi, ma più che il circo l’immagine che affiora alla mente è un sontuoso guardaroba, un po’ barocco e sgarrupato, pieno di capi in pelle e pelliccia, e altri in tessuto ancora impregnati di profumi.
In definitiva un profumo di una eleganza un po’ eccentrica, sensuale in quanto ‘sporco’ ma (incredibilmente) non volgare

 



#28 EzioLove

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Posted 06 June 2018 - 08:53 AM

Voleur De Roses

1993. Michel Almairac

Impressione di ADJIUMI

Un profumo che muta nel giro di pochi secondi per poi stabilizzarsi, secondo me inizia in questo modo:
Pare di sentire una rosa selvatica, tipo quella che puoi trovare in qualche angolo sperduto di una montagna, una rosa con tante spine, non bellissima all'occhio ma molto resistente ai cambiamenti del tempo, si sente del verde di montagna, legni.
Il profumo cambia sulla mia pelle e diventa più dolce (dovrei sentire come evolve isu altre persone) pare di sentire dei chicchi di uva + il terroso del patchouli (leggero però).
Dopo un po' di minuti, torna a pungere la rosa che descrivevo nella parte iniziale!!

Recensione/Impressioni di Glifi

Mi era piaciuto così tanto che poi me lo sono comprato. E fra gli Artisan,ha il pregio di essere uno dei più duraturi.
Su Basenotes qualcuno la definisce come la fragranza alla rosa più terrosa e "sporca" che c'è.
Per me non è così:forse il patchouli che hanno aggiunto,in modo generoso,"sporcherà" anche,ma il terroso
non lo sento.
E',una volta tanto,una fragranza "onesta",che promette quel che mantiene e fà compagnia per ore.
E' anche "calda" ed è perfetta per quelle giornatacce fredde e piovose.
E' un profumo maschile, almeno secondo la presentazione.
Voleur de roses, ladro di rose.
Persistenza....discutibile, peccato!
 

Recensione/Impressioni di Imai

Fragranza unisex creata da Michel Almairac per L'Artisan Parfumeur. Presenta un'apertura secca ed alcolica basata sull'accordo rosa-patchouli. Dopo poco tempo, però, il patchouli sovrasta tutto e la rosa rimane appena accennata (tanto valeva rubare marmellata). Mi ricorda vagamente l'odore della cannabis. ohmy.gif
Nel drydown si avverte la presenza di ambra e legni.
A parer mio, VdR non può assolutamente competere con le altre rose presenti sul mercato (BA, 88, Rose31).
Voto: 2 stelle.

 

Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

Il patch entra in scena imperiosamente, è fresco, si dispiega al massimo della sua ecletticità espressiva, impossibile non riconoscerlo, quasi limonoso, talmente è schiarito, la rosa fa capolino a tratti, vi si nasconde in mezzo. Fr. riporta anche prugna che francamente non trovo.
È quasi un patch agrumato, come dicevo, anche se non è elencata nessuna nota citrica. Nella descrizione ufficiale dice: a rose garden after the storm, scent of humid earth, broken branches of petals; e come note  niente prugna ma mette anche geranio, che ha sicuramente più senso, anche se il patch lo copre quasi del tutto, non si trova se non si sa a priori. La parte fresca che sento, quindi, è quella che rappresenta l’aria rinfrescata dopo il temporale.
Il patch nella sua camaleonticità rinforza sia l’odore del terreno che quello degli arbusti spezzati. La rosa al centro, non troppo pungente, non troppo soft, sicuramente non è una rosa agghindata, decorativa e signorile, ma anzi è scarmigliata, affannata e pulsante, ansante e infreddolita, quasi scappasse dal temporale stesso nascondendosi fra il patch, una rosa rock, diventa essa stessa un po’ terrosa, nascosta ma comunque capace di graffiare se attaccata. Una rosa maschile anche se non è pienamente classificabile come profumo alla rosa, uno deve amare il combo con il patch, qui gli attori protagonisti sono due. Comunque questa è una rosa che non sento come invernale, è sicuramente diventata, a buona ragione, una fragranza cult.



#29 EzioLove

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Posted 13 July 2018 - 01:10 PM

Fleur de Narcisse

2006. Anne Flipo.

Discontinuato.
 

Recensione/Impressioni di ROBERTO 
 

Spruzzo frizzante e fruttato che avverte un verde aspro e graffiato.
Il vellutato del polline assieme ad un fieno animale si fa sentire con in periferia il fiato vegetale del tabacco.
L’immagine di un vecchio cassetto da dove sporge l’aura di fiori dimenticati l’estate scorsa.



#30 Laura C.

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Posted 16 January 2019 - 04:32 PM

Oeillet Sauvage

2000. Anne Flipo.

Discontinuato.

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

Garofano ovviamente e pepe rosa sul retro, poi l’erisimo (erysimum), o wallflower, che non avevo mai sentito. Non sento giglio, un poco di ylang, niente rosa. Il garofano è uno di quei sentori come il geranio con cui fatico un po’, non trovandolo particolarmente attraente nemmeno in natura, un po’ erbaceo, senza essere veramente verde, un po’ fiore di campo, ma non proprio, un fiore-non fiore, qui la nota fiorita della fragranza è data maggiormente dall’ylang, c’è anche il morning glory che ho scoperto che in italiano si traduce con bella di giorno, c’è un leggero tono saponoso di fondo ma non sento resine. In sostanza un fiorito leggero, non classico con un tocco di pepe rosa, non è comunque erboso o definibile come verde. Molto close skin.



#31 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 06:39 PM

Nuit de Tubereuse

2010. Bertrand Duchaufour

 

Recensione/Impressioni di Marco B.

 

Apertura molto frizzante, quasi pizzica il connubio tra il mandarino, pepe rosa e l’appena percettibile chiodo di garofano, un’entrata Molto speziata e orientale con un fondo già presente di tuberosa!
La cremosità bianca del fiore si sente meglio nel cuore, in cui sboccia con i suoi petali grassi, la frizzantezza iniziale si placa e si abborbidisce il tutto in una fragranza più cremosa ed elegante.
insieme alla tuberosa si sente l’esotico mango e le note legnose molto belle e sensuali, le due componenti (tuberosa e legni) non cercano di sovrastarsi, ma si amalgano creando un connubio davvero “notturno”!!
Nel drydown il legno si alleggerirà di molto lasciando spazio alla tuberosa e al muschio, per un finale morbido e leggermente dolce.
Questo profumo a me piace molto, essendo un amante della tuberosa sono sempre alla ricerca di un’interpretazione nuova di questo splendido fiore, e qui ho trovato una fraganza originale e unica, una tuberosa nuova, speziata, legnosa, sensuale senza essere troppo erotica o volgare !

Io me la immagino indossata in una notte a Parigi, mentre si fa una passeggiata tra le vie illuminate della romantica città, tenendo per mano la persona che si ama sotto un cielo stellato, e immersi nell’amore si lascia questa scia inconfondibile di tuberosa legnosa, così elegante... così notturna... così romantica... potrei definirlo il profumo dell’amore !
Durata e scia davvero ottime ! Voto: 8.5/10



#32 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 06:48 PM

Arcana Rosa

2016. Daphne Bugey. Natura Fabularis 9

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Una rosa sandalosissima, non pungente, c’è anche molto legno di cedro, il sandalo non è secco ed arso ma nemmeno lattonoso, labdanum, ginepro e vetiver.
Forse il primo profumo che mi ha riconciliato con la rosa, sul polso sento quasi più sandalo che rosa, è anche una bella rosa maschile, legnosa e racchiusa in uno scrigno di legno aromatico, il labdanum non è molto evidente, non sento toni balsamici ed il vetiver genera più che altro ariosità. Ammetto però che sta molto meglio al dude, su di lui diventa più armonico, non ha toni pungenti, come dicevo, ma non è nemmeno una fragranza dolce. Buona, non credo che la ricompreremo una volta finita, ma non è nemmeno un acquisto che rimpiango, dato che la presi ancora nel periodo pre-sample della mia vita.

 

Impressioni/Recensione di Rossella R.

 

È una rosa lineare, con una rinfrescante e classica sfumatura al cedro. Le note principali sono rosa/sandalo/cedro/legno di cedro/vetiver che in buona armonia vanno a creare una rosa verde legnosa fresca ma non limonosa, brillante e gradevole. Non troppo originale ma sorridente e confortevole. Una rosa mattiniera ed ottimista. In dd prevale la nota legnosa blandamente fiorita e il vetiver cedrato. Piacevole e di persistenza medio bassa, necessita di numerosissimi rinforzi.



#33 Laura C.

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Posted 27 January 2019 - 11:14 AM

Tenebrae
2016. Daphne Bugey. Natura Fabularis 26

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

L’abete si sente proprio bene con la sua parte resinoso-linfatica, e direi che è la nota principe della composizione, è un profumo semplice, poche note, lo trovo ben fatto, intanto è in wish list con un punto di domanda alla fine, ci rifletterò. Dietro l’abete arriva l’incenso/olibano, le note sul sito sono stringate: incenso, legno, linfa. C’è un sottile velo balsamico che sopraggiunge e si sentono anche le note legnose a completare l’idea dell’albero, terriccio incluso. Un boschetto primaverile, non possiede sfumature fredde nevose, il balsamico non è così massiccio, ma nemmeno calore. È proprio tutto riassumibile in queste poche parole, molto naturale, fornisce una precisa immagine di quello che richiama alla mente, diretto, una di quelle fragranze semplici di cui talvolta si sente il bisogno. Di tenebroso però io non ci trovo nulla, è molto arioso, non cupo, forse sento anche un po’ di pioggia o rugiada mattutina, sull’abete, un 70% più maschile che femminile. Un boschetto nordico comunque, piccolo (chissà da dove viene l’idea di piccole dimensioni, curioso) e senza un sottobosco rilevante, proprio solo abeti.
Per un mood giornaliero in cui vorrei restare isolata nella mia foresta personale, lo trovo proprio adatto.



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Posted 03 March 2019 - 12:12 PM

Verte Violette

2000. Anne Flipo.

Discontinuato.

 

Impressioni/Recensione di Stefano A.

 

La piramide, semplicissima, recita appena: “Violetta, Iris e Foglie di violetta”. Null’altro.
A metà tra il profumo dolce e ingenuo (forse) la violetta della nonnina, e i folletti del bosco che si rincorrono nella penombra tra foglie verdi e succulente, che spengono l’eccesso di dolce. Quel che resta è, al mio naso una piccola magia odorosa, quasi infantile.
Esaurito, purtroppo, sarò costretto a centellinarlo.
Il naso è Anne Flipo, creatrice di monumenti commerciali nonché di alcuni degli Artisan che apprezzo di più: Iris pallida, Mimosa pour moi, Ananas Fizz, Fleur d’oranger, Fleur de Narcisse, La Chasse aux Papillon, Oeillet Sauvage... tutti accomunati da un filo sottile di grazia e levità, e tutti bellissimi lavori!



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Posted 13 March 2019 - 07:31 PM

Mirabilis

2016. Daphne Bugey. Natura Fabularis 60

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Premetto già che è il Natura Fabularis che ho capito ed apprezzato meno. Molto close skin, proprio parecchio, olibano, che fra l’altro è una delle note che amo, un po’ di note terrose, muschio, poco legno. Mi è venuto persino il dubbio c’entrasse la mia anosmia, ma la sento, poco, ma c’è, forse sentendo meno il muschio, non riesco a percepirla totalmente, ma davvero non so se invece è solo molto basic. Su Fragrantica leggendo dei commenti parlano di muschio dolce vanigliato, non che prenda per oro colato quel che scrive la gente ma in questo caso mi serve da paragone, no non lo percepisco. A parte poco olibano non sento incenso, resta appunto una sorta di olibano cremoso, passatemi il termine, che si scalda un po’ nel proseguo della fragranza. Fine



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Posted 26 March 2019 - 09:58 PM

Violaceum
2016. Daphne Bugey. Natura Fabularis 2

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Fragrantica non mi tornava come note, sento una nota di pelle evidente, oltre alla violetta, la carota addolcisce e ammorbidisce, lo zafferano apporta una sfumatura orientale. Non mi risulta ci sia Iris, quanto appunto una nota cuoiata morbida, che è la prima nota e non la violetta, che risulta retrostante, sa di negozio di articoli di pelle, non solo una giacca o una poltrona come spesso mi viene da dire, no proprio il negozio intero, ingentilita comunque dalla violetta. Detto questo... è tutto qui, non ho molto altro da aggiungere, non è molto sfaccettato, diretto, quasi una bi-nota dopo il dd, in pratica un unico accordo. Sicuramente una bella nota di pelle, comunque, se uno ha voglia di qualcosa di semplice e lineare.



#37 Laura C.

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Posted 27 March 2019 - 08:45 AM

Bana Banana

Anno: 2019

 

Recensione/Impressioni di Stefano A.

 

Subito banana, iris e ambra. Nel giro di poco la banana sfuma (purtroppo, ma è la dannazione di tutti i profumi con questa nota, che poi è quella dell’albero, non del frutto), quindi si fa strada qualcosa di verde e lussureggiante (il chiaroscuro riportato in brochure).
Sul finire l’iris (strano ma qui si fissa), gelsomino e ancora l’ambra che direi essere le note principali di tutta la composizione. In ultimo, l’ho sentito al volo e solo per contrasto mentre annusavo altro, qualcosa di piccante, forse pepe.
È un profumo rassicurante e gioioso insieme. Per alcuni versi “tropicaleggiante” come potrebbe esserlo il relax su una spiaggia caraibica, ma all’ombra.
Forse gourmand a tratti, leggermente,ma si fatica a definirlo tale. Mi piace proprio molto, ma tanto!
Su di me non è affatto dolce, anzi, lo definirei più che altro “carnale”.
A sfavore (per alcuni), intensità non da oscar. Ma la bottiglia è un bel 100 ml ed ha un prezzo onesto!
Quindi docce estive assicurate!

 

Recensione/Impressioni di Marco B.

 

E' un profumo molto legnoso essenzialmente, reso molto esotico dalla banana (MOLTO PRESENTE) sembra di annusare appunto un casco di banane forse ancora non troppo mature, su un fondo più scuro e ruvido di legni di una qualche jungla africana !! Semplicissimo al mio naso, ma molto profondo, leggermente scuro, molto tropicale, ma non un tropicale da vacanza in un resort, tropicale nel senso di una giungla fitta, di liane, di legni ruvidi e frutti acerbi, di posti selvaggi...
Man mano che il profumo evolve la banana si perde e rimane solo il legno, che diventa più liscio e talcato sul finale !!!
Bello, evocativo, assolutamente nuovo... ci faró un pensiero !!

 

Recensione/Impressioni di Ornella P.

 

Ha una partenza piacevolmente speziata, quasi verde. Poco dopo arriva una dolcezza intensa, un po' polverosa, che rimane a lungo sulla mia pelle creando un forte intreccio con l'accordo ambrato del fondo. Il risultato è una dolcezza potenziata, ma non stucchevole e nemmeno sfacciata, che nasce dal percorso che il profumo fa sulla pelle.
Non è il genere di profumo che amo incondizionatamente, ma ha qualcosa che mi attira. Potrei indossarlo in alcune occasioni rilassanti, gioiose e anche un po' frivole. Penso alle chiacchiere tra amiche, a quel parlare fitto e continuo che attraversa con modalità diverse ogni età di una donna e che strappa sempre un sorriso e molto spesso anche una calda e fragorosa risata, che rende dolce la vita almeno in quei momenti.






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