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Le VOSTRE recensioni!


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95 replies to this topic

#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 22 October 2008 - 03:49 PM

Lasciate qui dentro le vostre recensioni !!!!!


Anche se sono di profumi giÓ recensiti! ci piace il confronto tra sensazioni diverse!

Provvederemo noi a smistarle nei vari topic specifici delle varie marche..

dai su fatevi avanti!!

Non Ŕ' necessario essere dei poeti per fare una recensione, io per prima non sono brava..

Qua siamo tutti amatori, e non professionisti! (anche se alcuni sono davvero esperti!)

Basta chiudere gli occhi e lasciare per qualche secondo che la mente si concentri sul quel profumo.. e poi lascaire che le dita scrivano quello che viene in mente, di getto, senza tanti giri di parole, qua non si deve impressionare nessuno con la scrittura!!

Qua si vuole solo scambiarsi opinioni sui profumi acquistati, ma se siamo solo io ed adjumi a recensire che scambio Ŕ??

;-P

#2 Laura C.

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Posted 23 June 2018 - 02:06 PM

L’Eau - Tauer

Del 2017. Definito come un albero di limoni in una mattinata di aria fresca. Non è un agrumato qualsiasi, la parte citrica solleva e dona freschezza alla fragranza ma non la definisce, o perlomeno solo in parte. Il fiore di limone a quanto pare sa di fiorito leggero primaverile poi c'e' dell'iris, che non si sente nettamente e non è nemmeno metallico, anzi, ma la parte principale secondo me è data da muschio + ambragrigia, il muschio è ben presente, non è affatto un muschio bianco, ma nemmeno selvatico.
Il sandalo non si evince quasi, la fragranza ha un tono cremoso, fresco, vira leggermente sul dolce. Un ottimo bilanciamento fra un muschio con una notevole personalità, sebbene contenuto in note dark, ambragrigia e fiori. Un nome più appropriato secondo me sarebbe stato Musk-qualcosa o Lemon tree musk, chiamarlo acqua secondo me lo generalizza troppo, non è un acqua di colonia, è quasi fuorviante anche perchè uno si aspetto un agrumato e questo non lo è. L’iris viene maggiormente fuori a fine vita, rispetto ad altri Tauer non ha grossa proiezione ma buona longevità. Non ho percepito note legnose. Ha un che di confortante questo muschiato aromatico, mi piace molto.



#3 Laura C.

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Posted 23 June 2018 - 02:07 PM

Times Square - Masque Milano

2017 Bruno Jovanovic. Ogni volta che avvicino il polso al naso sento una nota diversa, ohi, e questo come faccio a descriverlo ? Vediamo un po’ passo passo: primo sniffo, violetta, poi lo styrax, altri fiori, sì un insieme di altri fiori e la più pungente direi essere la rosa, la tube io francamente non riesco ad isolarla dal resto, l’osmanto, mi sembra irriconoscibile, riverberando alcuni lati della rosa, è imperioso e graffiante, mai visto sotto questa luce; sandalo nulla, legno leggero, molto molto leggero, credo sia il guaiaco, ah la nocciola, non so dove sia, potrebbe essere quell’odore leggermente dolce, che non è l’osmanto e che non capisco da dove provenga e nemmeno bene cosa c’entri ? Forse.
Complesso, per me non è legnoso ma un floreale, quasi sparkling, vivace, con questo cotè leggermente dolce, al mio naso, lo trovo molto originale, difficilmente riassumibile, quasi fosse un fruttato floreale ma senza frutta. Non è legnoso su di me, ma è caleidoscopico, ecco, l’annusi e ti pare di sentire benissimo l’osmanto, poi riannusi e trovi la rosa, insomma un carosello vorticoso, la violetta, probabilmente la tube non la percepisco perché irriconoscibile, credo sia il bello delle strutture non piramidali, questo alternarsi e coesistere di più note. Io la nota di rossetto non l’ho percepita proprio per nulla, ho letto che qualcuno vi accennava ma a meno che non si intenda un lucida labbra fruttato non riesco a sentirla, d’altronde su questo profumo ho letto impressioni disparatissime, chi dice ciliegia chi tanta nocciola e chi molto legno, incredibile la camaleonticità di questa fragranza.
Davvero in-riassumibile, un profumo quantistico, mi viene da dire.



#4 Laura C.

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Posted 29 June 2018 - 04:25 PM

Gocce di Resina - Erbario Toscano

Opoponax che si sente immediatamente come fosse fra le note di testa, assieme a un sentore di chiodi di garofano e prugna subito dietro. Il palissandro viene fuori leggermente appena si appiana un attimo l’opoponax, un leggerissimo sentore di frutta (melagrana e lampone secondo le note) si percepisce appena spruzzato, ma svanisce subito. Il patch sposta leggermente su toni maschili il tutto, ma non è molto evidente di per se; un leggero balsamico si comincia a sentire al dd, ma non trovo il muschio. Di difficile descrizione generale, è, come dicevo un po’ maschile e di base è una fragranza all’opoponax, che pur amando immensamente le resine, è quella che amo meno, da qui il mio basso entusiasmo, ma questo è soggettivo, trovo che complessivamente abbia un leggero tono medicinale che comunque si alleggerisce quando si mette in moto l’incenso con le note sia un poco balsamiche che un poco smokey.



#5 Laura C.

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Posted 29 June 2018 - 04:26 PM

Rosamunda - Laboratorio Olfattivo

2012- Marie Duchene. Si tratta di un combo rosa + patch, oud che viene fuori qualche istante dopo, arricchito dallo zafferano. È sicuramente particolare, anche la rosa stessa: non è bagnoschiumosa, nè pungente, è una rosa dark e qui di patch ce n’è in abbondanza ma riesce a non esser molto cupa, pur senza la presenza di note citriche. Ha un fondo leggermente dolce, sicuramente una fragranza invernale, sa di broccati e drappi di velluto. Il patch, come dicevo, è ben presente ma è limitato nelle sue sfumature vintage, non sa di antico o di soffitta, per intenderci, comunque la rosa resta al centro, ammantata da una sciarpa di patch, una primadonna senza dubbio. Sicuramente da sentire per chi ama le rose dark, riesce ad essere qualcosa di diverso dal classico accostamento, ha una resa differente che mi è difficile mettere in parole. Non è una rosa delicata, pur non essendo graffiante, direi majestic, ha un che di regale nel suo incedere, è cristallizzata come se fosse stata spolverata da un velo di zucchero diventato cristallino, non tanto da renderla nettamente dolce ma quel poco che basta ad intrappolarla in una struttura rigida e rilucente.
L’oud prende sempre più campo, coprendo in parte lo zafferano e riducendolo ad una sorta di aureola sulla rosa, poi si dispone in buon ordine a far da piedistallo a questo fiore cristallizzato, accompagnato da una sottilissima nota smokey che ne aumenta il lato dark. Bello.



#6 Laura C.

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Posted 12 July 2018 - 03:54 PM

Marrakech Intense - Aesop

 

2014. Barbabè Fillion. Come si può arguire dal nome una fragranza speziata calda, saldalosa ma con un sandalo cremoso aggiunto a neroli e gelsomino, fra le note c’è anche la rosa, ma la sento lontanissima, cosa positiva, avrebbe appesantito il tutto. Cardamomo in primo piano e chiodi di garofano a seguire, tutto con sfumature estremamente naturali potrebbe quasi sembrare un mix Masala chai.
Legno di cedro c’è, ma si sente maggiormente il sandalo morbido, bergamotto a schiarire il tutto. Unisex.
Spezie e fiori sono davvero molto ben equilibrati senza eccessi nè in dolcezza nè in asperità secca. Speziato e leggermente gelsominoso. Per me è in wish list.



#7 Laura C.

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Posted 12 July 2018 - 03:55 PM

Fiore di Riso - Farmacia SS Annunziata

 

2011. C’è una parte agrumata aromatica di bergamotto, arancia e mandarino, che associata allo zenzero forma la prima percezione della fragranza. Gelsomino e benzoino sono le note principali, una volta che la parte agrumata si appiana leggermente. Vaniglia che arrotonda senza addolcire. È un profumo caldo, fiorito, diretto, piacevole, immediato e piuttosto semplice, nel dd abbiamo un gelsomino leggero sempre scaldato dal benzoino; non è una fragranza dalla personalità molto spiccata, uno spicchio di sole fiorito anche in pieno inverno. Le note sul sito sono mandarino e pesca che io non sento nemmeno lontanamente, mentre l’arancia si sente bene ed oltre ai fiori bianchi, neroli. Non menziona la tonka, che invece mette Fragrantica ma che io non sento. Non ho capito il perché del nome. Piacevole ma non rimane impresso.



#8 Laura C.

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Posted 12 July 2018 - 03:56 PM

Via Verri - Etro

 

Parte come un’acqua aromatica, c’è un inizio agrumato (bergamotto), accanto a cui si evince anche un pepe leggero (pepe bianco stando alle note, ma non è che si distingua il fatto che sia bianco francamente), poco gelsomino, poi ci sono dei fiori misti, indistinguibili (Iris e rosa, nessuno dei due distinguibile, per un tratto ho sentito una rosa leggera, ma non particolarmente morbida o vellutata, quasi leggermente erbacea, poi torna il fiorito misto), non sento il cardamomo, forse un vago cipresso, nel senso che ci sono delle note verdi arboree. Non ci sono su di me, nè note muschiate nè note ambrate di qualche rilevanza. Nel dd il pepe diventa più presente assieme al sandalo infatti verso metà-fine dd diventa una fragranza pepe-sandalo non troppo secca. Non è saponoso ma nemmeno fresh, i fiori sono molto soft, abbastanza close skin ma non evanescente. Temo lo dimenticherò presto, non rimane impresso in alcun modo, non ha nessuna particolarità.



#9 Laura C.

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Posted 12 July 2018 - 03:56 PM

Almond - The Library of Fragrance

 

Oggi scrivo qualcosa su questo che ho finito da poco, l’ho preso per layering vari ed eventuali, trovo che la mandorla si sposi con molti profumi in particolare rosa ed oud. Valido, l’ho finito in fretta ed una o due volte l’ho messo anche da solo perché è abbastanza sfaccettato e non piatto, ovviamente parliamo di quasi un solinota, ma è piuttosto naturale al mio naso con una consistente percentuale di mandorla amara, quindi non è molto dolce e non fa virare sul gourmand, aggiunge solo una leggera nuance dolce/amara. È stata un’ancora di salvezza per alcuni profumi (Black Aoud Intense di Montale, per esempio) perché stempera l’eccessiva rosa al mio naso. È una mandorla tostata, come dicevo con buona parte di mandorla amara, forse un po’ polverosa ma ho notato anche altri della linea hanno questa caratteristica al momento dello spruzzo, ma non poi sulla pelle. Non escludo di riprenderlo in futuro, non pensavo lo avrei indossato mai da solo ma poi l’ho trovato gradevole e qualche volta l’ho usato anche così.



#10 Laura C.

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Posted 12 July 2018 - 03:56 PM

Gattopardo - Antonio Alessandria

 

2017. Bello, complesso, affascinante, la nota di whisky si sente immediatamente, nocciole e tonka, sotto c’è anche il fico che sdrammatizza e rinfresca, la mandorla diventa pian piano forse la nota più evidente inizialmente, l’iris con la sua innata eleganza conferisce signorilità e la nobiltà di casata, si sente il patch, l’unica nota che rimanda al maschile ed il tocco retrò, comunque stemperato dalle cera d’api che beninteso non apporta dolcezza; benzoino bello evidente forse le note legnose sono quelle che compattano il tutto, unendo la base.
Un magistrale equilibrio e per chi ha dei ricordi del libro una piena rappresentazione meglio di un quadro. Al dd su di me, il patch surclassa un po’ le altre note, diventando un patch aromatico, per poi evolversi in un patch ceroso, si rende più evidente anche la nota di cera, mentre su polso maschile è adorabile, più dolce, sento ancora l’iris, anche lì viene poi fuori il patch ma più lentamente. Non sento tabacco. Molto raffinato ed elegante, di classe.
È davvero difficilissimo da descrivere perché gli elementi in gioco sono parecchi. Non lo vedo legato ad una stagione preferenziale



#11 Laura C.

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Posted 15 July 2018 - 03:52 PM

Palo Santo - Carner Barcelona

2015, Shyamala Masondieu. Inizialmente arriva una immediata ventata di rum, e francamente è la nota di rum più naturale che mi sia capitato di sentire fra quel che ho annusato finora. Tonka, subito dietro al rum. Artemisia non si percepisce quasi, non ho sentito distintamente vaniglia ma sicuramente la nota di latte caldo. Un po’ di legno, non sandalo, cedro più che altro, mi pare ci sia anche amyris oltre al guaiaco e vetiver, ma io non sento altro. Sulle prime ero perplessa perché tutti lo descrivono come una colla e a me pareva molto close skin, da una parte è vero che prende più intensità nel dd, ma che è la persistenza più che l’intensità ad esser notevole.
È un gourmand- non gourmand. Al dd si ha un legno aromatico, un po’ barricato, morbido. Le note dolci si fondono con quelle legnose, potrebbe piacere anche a chi non ama i gourmand, il tono dolce su di me è molto stemperato, quasi nullo. È confortevole, rilassante, su di me non ho trovato nessuna nota fumosa, il non essere completamente un gourmand è proprio il suo bello.
Aggiungo come nota, per chi non lo conoscesse, che non c’è palo santo nella composizione.



#12 Laura C.

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Posted 15 July 2018 - 03:52 PM

The Enchanted Forest - The Vagabond Prince

 

2012 - Bertrand Duchaufour. Le note sono davvero molteplici, uno di quei casi in cui non ha senso mettersi ad elencarle o analizzarle singolarmente. Ne ho letto davvero bene nei post passati ed ero molto curiosa, anche perché a leggere le note, quando sono così tante, uno non riesce a dedurre nulla.
C’è del verde, ovviamente, frutta, vino, resine, qualche spezia, qualche fiore, poco legno. La frutta è immediata al mio naso, ribes nero inequivocabile, inizialmente, molto intenso, ma si sente che accanto ad esso c’è un bosco intero che preme di esser scoperto ed a cui si accede solo attraverso questo cespuglio di ribes, schiacciandolo anche un poco nel passaggio. La parte vinosa alcolica l’ho sentita subito, poi va progressivamente a scemare, al dd sento tanta arancia e diventa un poco predominante sfortunatamente su di me, anche sul ribes, quindi note coniferose, no legno, molto verde ma non amaro e a tratti molto altro, sono immagini istantanee e fresche, ruotano, non sento nulla di fermo, chiuso o antico, non percepisco il patch ma il resto, quando si calma la nota fruttata, prende più vita, e la foresta di schiude, oltre all’arancia sento più l’oakmoss, caprifoglio e abete, sempre niente legno, il castoreum lo rilevo solo a fine vita. Un bel profumo senza ombra di dubbio, non si può riassumere nè come profumo fruttato tout court e nemmeno come profumo verde. Fresco, primaverile/estivo, totalmente unisex, ha un che di gioioso che risolleva lo spirito, davvero notevole



#13 Laura C.

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Posted 15 July 2018 - 03:53 PM

Les Amoreux de Peynet - Molinard

2017 - Mathieu Nardin. Il packaging, mi riferisco alla bottiglia, è proprio ben fatta e degna di menzione. Davvero bellina con la raffigurazione sopra, credo che alcuni l’abbiano presa anche solo per l’estetica.
È un’acqua agrumata, con anche verbena e petitgrain, molto piacevole, gli agrumi non eccedono in note aspre e sono molto naturali come resa. Molto classica, ci dovrebbe esser del gelsomino che non avverto, forse l’arrotonda solo un poco, non percepisco lo zenzero nè note legnose o muschiate, nemmeno ambra, non ha note verdi e non sento neanche il vetiver. Sento giusto che le note agrumate sono diversificate fra loro, non una unica, detto questo fatico un po’ a trovare altro da dire, appena si abbassano gli agrumi viene più fuori il petitgrain, anzi è proprio un acqua di petitgrain in sostanza, muschio leggerissimo, quasi nulla, forse in lontananza un filo di noce moscata che fornisce un poco, anzi l’unico spessore.
Molto semplice, per me un filo troppo semplice (ma protrebbe essere che la mia anosmia ne blocchi completamente la parte muschiata), comunque molto gradevole.



#14 Laura C.

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Posted 15 July 2018 - 03:54 PM

Magnetic Blend 8 - Initio

2015. Altro nome di profumo con numero che non rimane impresso, abbiamo oakmoss, incenso e olibano. Sento più olibano che incenso, l’oakmoss fornisce quella sua classica sfumatura ozonata-metallica al tutto. Ha l’odore che mi immagino avesse il monolite di 2001 odissea nello spazio, qualcosa di mistico e futuristico allo stesso tempo, ma in acciaio, anzi, l’odore che avrebbe potuto esserci dentro Rama, c’è qualcosa che mi piace, d’altronde sono le mie note, ma al contempo porta una sorta di malinconia, qualcosa di sacro ma privo di vita, ecco che torno a Rama: un mondo artificiale autosufficiente ma senza esseri viventi, resta vivibile ma al contempo impenetrabile e distante. Potrei indubbiamente portarlo quando sono di un analogo umore, credo sia difficile amare questo profumo è certamente possibile indossarlo. È una fragranza a cui credo manchi volutamente qualcosa, a partire dal nome, che le dia vita. È all’antipodo esatto dei profumi descritti come vibranti, pulsanti, pieni di vita, è più facile definirlo per opposti che descriverlo. Metallico, sottilmente balsamico, non smokey, per nulla ecclesiastico seppure un’aria di sacro l’incenso la porta con se sempre, sacro sì, liturgico no. Come il monolite però diventa alla lunga forse un po’ monocorde. Interessante.



#15 Laura C.

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Posted 15 July 2018 - 03:54 PM

Eva Kant - O’ Driù

2013 - Angelo Orazio Pregoni. L’ho provato per primo, dai post passati si capiva come fosse uno dei più particolari della linea.
La lavanda è qui quasi un’erba aromatica, tinge di lavandosità il vapore balsamico della mirra, comunque si sente. Mirra: tanta, assieme alla lavanda, con subito accanto il benzoino, quindi cardamomo, ma più zenzero che pompelmo, molto sandalo; ylang molto lontano, anche la magnolia non la identifico bene. Resinosa e speziata, leggermente dolce come base (caramello e vaniglia ma non pensate ad un gourmand), credo che anche la camomilla contribuisca ad arrotondare se non ad addolcire il tutto. Davvero originale, davvero se stessa, un profumo riconoscibile, firmato praticamente. Sicuramente da riscoprire questa fragranza, in passato molto discussa e nota, adesso meno, forse complice la più scarsa distribuzione. Bella scoperta. Avvolgente e misteriosa, ottima intensità, impossibile passi inosservata. Bisogna amare sia spezie che resine. Per me un profumo da sera, che ne amplifica il lato dark e misterioso, affascinante e oscuro, secondo me rende bene sia d’inverno che d’estate, non sento note che rimandino a cuoio o tabacco e nemmeno note animali, resine in primo piano: mistica mirra e un avvolgente e spiraleggiante benzoino.



#16 Laura C.

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Posted 15 July 2018 - 03:54 PM

Fundamental - Rubini

2015. Altra pietra miliare, un lavoro estremamente interessante, raffinato, forse avrei anche dovuto provarlo su mouillette oltre che sulla pelle direttamente come al solito, ma ci sarà tempo perché sicuramente lo prenderò più avanti. Non sentivo l’uva su di me, almeno sulle prime, poi ho ragionato che non è che la nota d’uva debba per forza esser dolce e fruttata, se è acerba risulta totalmente differente, quindi, forse, dato che una componente un po’ aspra la sento, fusa con il vetiver, potrebbe essere lei; iris senza dubbio, e ancor di più il vetiver, secondariamente la cera d’api (che non è dolce nemmeno lei), su di me in prima battuta comanda il vetiver assieme alle note di pelle, anzi più cuoio che pelle, non recepisco altre note fiorite oltre all’iris, agrumi presenti ma non spinti, sandalo come base, non diventa importante; la lavanda forse è la nota che sulle prime lo fa virare un po’ al maschile, ma non si sente a lungo (come al solito la tollero poco). Su di me resta più amaro che su polso maschile: vetiver/cuoio/Iris e dietro legno e cera. Sul dude la nota di cuoio è più blendata e meno spigolosa. Davvero un ottima fragranza, nel dd un leggero tono smokey compare anche su di me, mi pare quasi di avvertire una leggera sfumatura di tabacco. Al dd evolve ancora, il vetiver si appiana diventando finalmente piacevole anche su di me, cuoiosamente e legnosamente piacevole, non è polveroso ma il cuoio ha una bella nuance affumicata, quasi cenere. Note animali non pervenute durante la durata del profumo, un cuoio presente e vivo ma non note di animale scorrazzante, vengono invece leggermente fuori a fine dd.
Una fragranza assolutamente da provare, sono comunque contenta di aver aspettato perché troppo presto non l’avrei molto capita, non che ora io l’abbia perfettamente inquadrata ma ne posso apprezzare la bellezza al di là degli spigoli. È quasi un quadro di Escher la composizione di questo profumo, la sua evoluzione, le note non si evolvono come e dove ti aspetti e prima senti un qualcosa che poi cambia e poi ti ritrovi nuovamente al punto di partenza, ha nettamente un impatto 3D, per apprezzarlo al meglio io debbo attendere la morte della lavanda, ciononostante è proprio bello.



#17 Laura C.

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Posted 15 July 2018 - 03:55 PM

Wave Musk - Mancera

2011. Forse il mio Mancera preferito, sentore di mare: check; sale: check; muschio bianco check. Abbiamo anche fiori d’arancio, erba, alghe e driftwood, nota su ribes nero e pompelmo sulla carta ci sono, io non le sento, a parte la leggera e necessaria nota citrica. Come marino è uno dei miei preferiti, intensità di cui non lamentarsi senza essere una bombazza, non ho problemi di persistenza su di me fa 3-4 ore classiche, è fresco, salato, erbosetto, ozonato, marino.
Talvolta con il caldo non desidero nulla di più complesso di così , lo trovo anche piuttosto realistico come marino, sento sia sale che note acquose, si percepiscono proprio le onde. Non saprei dire se è più marino o più verde, su di me è entrambe le cose, ma non so se è un bilanciamento che si mantiene su ogni pelle.
La leggerezza delle note citriche è uno dei motivi per cui mi piace molto, gli sgrumati spesso me stancano in estate. Talvolta comunque sento anche molto bene il fiore d’arancio... ah mi piace proprio.



#18 Laura C.

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Posted 22 July 2018 - 03:54 PM

Succus - Les Liquides Immaginaires

 

2015, Shyamala Masondieu. Il motivo del nome risulta presto chiaro: la parte citrica e zenzerosa è naturalissima, quasi proprio una spremuta, il pompelmo è molto evidente e dopo poco arrivano anche alloro, rosmarino, salvia, ginepro e vetiver. C’è una leggerissima nota canforosa che non so a che componente ascrivere se al pompelmo stesso o all’orchidea. Non lo sento speziato, nel senso che il pepe non si sente granché, poco legno, poca ambra, pochetto di muschio.
Bisogna amare gli esperidati per apprezzarlo, è fondamentalmente un pompelmo aromatico e fresco, amarognolo, molto naturale, è bello intenso ma la persistenza su di me non è stata delle migliori (2 ore, ma è poi un problema di tutti gli esperidati). A metà dd si comincia a percepire l’incenso, leggero, la parte floreale non recepita. È una fragranza particolare e mi sembra diversa dalla media degli agrumati, meno lineare, si arrotonda quindi su toni un po’ più morbidi e meno aspri, mantenendo però un tono amarognolo. Non conoscendo molto le orchidee quindi fatico a capire se si senta anche solo in minima parte, di sicuro non ho percepito un netto sentore floreale



#19 Laura C.

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Posted 22 July 2018 - 03:54 PM

Iris Fauve - Atelier des Ors

 

2017, Marie Salamagne. Appena spruzzato si capisce che è una fragranza discreta, la cannella è inizialmente il sentore principale, molto netta, ma anche l’orris ha una componente che al mio naso ricorda in parte la cannella (ed in parte un’erba selvatica di campo), quindi la parte polverosa che sento è più facile sia rizoma che non cannella. Non è agrumato, bergamotto non pervenuto. Iris fiore davvero poco percettibile, patch ma non vintage, mirra; c’è anche il liatus che viene chiamato anche vaniglia selvatica, quindi con grosso sforzo deduttivo direi che il leggero sentore dolce si lega ad essa. L’impressione dell’accordo dolciastro/terroso/radicioso è quello di liquirizia, impressione, beninteso, non un sentore netto, ma a me da proprio quell’idea. È speziato, terroso/resinoso, leggermente legnoso. Verso il dd si sente un filo meglio l’iris, e muschio, ma il nome è fuorviante perché uno si aspetta un profumo all’iris-fiore ben evidente e non è così per quanto sia un profumo incentrato sul rizoma iris che appunto non odora affatto come il fiore. La polverosità rizoma si somma con la cannella, tanto da non sapere dove finisce una e inizia l’altra, un leggero balsamico della mirra/labdano si aggiunge al tutto.
Esco stavolta dal mood cercare di esser obiettiva senza esprimere pareri, perché altrimenti sento di non riuscire a descrivere questa fragranza.
Un profumo molto concettuale secondo me, poco diretto, per cultori, parere personalissimo, è perfettamente costruito, ma forse troppo costruito a tavolino, non ha una componente “di pancia”, quindi direi che è davvero un profumo ben fatto ma la mia personalissima sensazione è che sia uno di quei casi dove la concettualità prende un po’ la mano, ruota attorno a delicatissimi bilanciamenti del rizoma e altre declinazioni di Iris che finisce per non avere affatto l’odore di Iris-fiore, poi se qualcuno è un orris fan potrebbe amarlo molto.
Se uno lo annusasse a prescindere da sapere cosa ci sta dietro, percepirebbe un resinoso alla cannella, una mirra cannellosa ed un po’ patchoulosa, come sentore. Diciamo che la bellezza di questo profumo è più per addetti ai lavori, difficile da vedere e capire, non ha quindi una piacevolezza immediata (non è che si cerchino profumi piacioni, ma qui siamo all’idea opposta). Resta uno splendido virtuosismo.



#20 Laura C.

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Posted 22 July 2018 - 03:55 PM

Tubereuse Imperiale - BDK

 

2016 - David Benedek. Inizio con questo nuovo marchio che ho trovato in una delle profumerie in città, ho visto che per ora è poco diffuso e se n’è parlato pochissimo, ma al momento mi sembra assolutamente degno di attenzione. Si parte subito con una ventata fiorita bianca, nelle note di testa abbiamo geranio ed il rosebay willowherb da noi traducibile come camenerio o garofanino di montagna. Sento poi la vaniglia, ylang e benzoino a scaldare; l’ylang è molto cremoso, il tutto è estremamente luminoso anche se non leggo note citriche, l’impressione, enfatizzata dal benzoino è proprio quella di sole estivo, questo comporta anche che il fiorito sia più arioso e leggero, la tube arriva e diventa immediatamente protagonista, vicino come damigelle di corte ci sono ylang e gelsomino a reggere lo strascico. Quanto di più lontano da note indoliche ci possa essere. Non è una bombazza ma si fa sentire bene. Che dire mi sta piacendo davvero molto, ha una bella cremosità che è comunque stemperata, non è denso e vischioso, lo trovo infatti proprio estivo, le note di testa non son sicura di averle percepite, la vaniglia si smorza, mentre il benzoino fiorito continua a lussureggiare, non sento Iris, no sandalo o legno, comunque nulla che tolga il podio ai fiori, no patch nemmeno alla lontana, sono invece indubbio sul cipresso perché è come se oltre alla luminosità soleggiata benzoinica i fiori fossero smossi da un vento fresco ma non balsamico, non mi pare di percepire incenso. Non è talcata come fragranza.
È una tuberosa virginea in veste da lolita, con toni quasi fruttato di ylang, bello, sensuale senza coscienza piena di esserlo, un sensuale naturale e non aggressivo, spensierato e non narcotico. Io mi sa che lo prenderò. Metteteci su il naso se vi capita.






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