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Domande banali (o forse no?)


4 replies to this topic

#1 adri76

adri76

    Nuovo utente AdJ N.P

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Posted 24 January 2012 - 02:30 AM

Ciao a tutti!

Mi sono iscritta da pochissimo, non possiedo praticamente nessun profumo di nicchia e sto leggendo con interesse le vostre discussioni, anche per evitare di saltar fuori con domande scontate, magari fatte mille altre volte da altri utenti come me.

Però certi dubbi proprio non riesco a chiarirmeli, quindi scrivo questo topic con l'intenzione di capire meglio.

Su qualche sito ho letto che i profumi di nicchia sono fatti di ingredienti naturali, veri e propri olii essenziali, ed è per questo che costano di più... in altri siti ho letto invece che nel profumo di nicchia non conta tanto la naturalità degli ingredienti, ma la qualità del bouquet, che sebbene sia poi sottoposta sempre a un giudizio soggettivo da parte dei singoli nasi degli utilizzatori finali, è comunque caratterizzata da una finezza particolare che non si riscontra nei commerciali.
Una definizione che mi ha convinta l'ho trovata su un sito di cui ora non ricordo il nome, ma faceva più o meno così:

"La differenza è la stessa che c'è tra un quadro d'autore e un poster.
Il profumo commerciale è studiato per piacere a tutti, per inondare il mercato, per attrarre chi vuole la "firma".
Il profumo di nicchia è un'opera artistica, su cui talvolta si lavora anche per anni, che esprime una ricerca culturale o la sensibilità artistica del suo autore."

In seguito ho appreso che anche certi profumi di nicchia possono essere fatti con sostanze sintetizzate in laboratorio, il che non mi ha sconvolto per niente, anzi... sicuramente ci vuole una grande arte anche per abbinare certe molecole sintetiche, le quali se accostate a certi componenti prendono un certo odore, se accostate ad altri ne prendono uno completamente diverso... ho sentito che certe sostanze, se inalate da sole, addirittura non hanno un profumo proprio.

Prima domanda: anche fra le molecole di sintesi esiste una maggiore o una minore qualità? Una maggiore o una minor purezza?

Seconda domanda: la differenza fra profumo di nicchia e profumo commerciale sta solo ed esclusivamente nella qualità del bouquet, come nell'affermazione che ho citato prima? Oppure anche nella qualità degli ingredienti impiegati, siano essi naturali o sintetici?

Terza domanda: la definizione "di nicchia" potrebbe riferirsi anche solo al fatto che il marchio in questione è poco conosciuto e ha un target particolare? Chiedo questo perchè ho visto che in questo forum si è parlato anche di Erbolario, che di certo non produce fragranze artistiche o di pregio, ma che comunque si rivolge a una fetta di mercato particolare, più di quanto non facciano marche più famose. Ma a questo punto la definizione "profumo di nicchia" non equivarrebbe più necessariamente a "ricerca culturale o artistica".

Magari "profumo di nicchia" ha molteplici significati, a seconda del contesto...

Insomma, ho le idee un po' confuse, mi aiutereste a diradare un po' la nebbia?

#2 ScentOfMan

ScentOfMan

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Posted 24 January 2012 - 08:02 AM

Interessanti le tue questioni, come prima cosa e per quanto mi riguarda, ti possono dire che ad ogni domanda che poni non c'è una risposta universale, certo è, che darle come uniche e possibili, è sicuramente la cosa più sbagliata.
A tale riguardo io ti consiglio il libro di Marika Vecchiattini un libro che parla di nicchia e non solo in modo non troppo tenico, questo è il suo blog e sul lato destro trovi indicazioni http://bergamottoebe...o.blogspot.com/ Marika qui è Skand@ ed è un'amica di molti qui.
Come per qualsiasi prodotto ristretto, dai fumetti, ai sigari e a tutto il resto, c'è un mondo che riuta attorno, fatto di piccole fiere, scambi, collezionisti, blog dedicati, piccoli negozietti nascosti, per me si, tutto questo fa anche nicchia, la distribuzione, la diversa tipologia di interessati alla cosa, che spazia dal giovane ragazzo, al padre di famiglia, alla donna in carriera, senza grossi stereotipi.

#3 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 24 January 2012 - 08:38 AM

CITAZIONE (adri76 @ Jan 24 2012, 02:30 ) <{POST_SNAPBACK}>
Ciao a tutti!

Su qualche sito ho letto che i profumi di nicchia sono fatti di ingredienti naturali, veri e propri olii essenziali, ed è per questo che costano di più... in altri siti ho letto invece che nel profumo di nicchia non conta tanto la naturalità degli ingredienti, ma la qualità del bouquet, che sebbene sia poi sottoposta sempre a un giudizio soggettivo da parte dei singoli nasi degli utilizzatori finali, è comunque caratterizzata da una finezza particolare che non si riscontra nei commerciali.


Ciao amica,
io mi sento di non essere d'accordo ne' con una cosa ne' con l'altra, per quanto riguarda la composizione dei nicchia, fatta solo di ingredienti naturali, hai potuto appurare che oggi, la chimica, ha un ruolo da protagonista nella profumeria artigianale/artistica/di nicchia e non, mio modesto parere e gusto, i profumi dichiaratamente naturali, hanno la tendenza ad essere troppo annacquati e meno emozionanti.

CITAZIONE (adri76 @ Jan 24 2012, 02:30 ) <{POST_SNAPBACK}>
"La differenza è la stessa che c'è tra un quadro d'autore e un poster.
Il profumo commerciale è studiato per piacere a tutti, per inondare il mercato, per attrarre chi vuole la "firma".
Il profumo di nicchia è un'opera artistica, su cui talvolta si lavora anche per anni, che esprime una ricerca culturale o la sensibilità artistica del suo autore."


Sono opinioni dell'autore dello scritto, mi trovano più o meno d'accordo, il profumo commerciale ha un target diverso e una funziona diversa, la forte presa del marchio è fondamentale, per questo, in Italia, si è discusso fino all'ultimo minuto prima di far uscire sugli scaffali nomi come Martin Margiela, Elie Saab, profumi, se pur buoni, ma marchi poco conosciuti alla massa poco interessata alla vera moda, avere un pezzo di Chanel sulla mensola del bagno, non dico che sia come avere una borsa dalla doppia C, ma la soddisfazione è comunque tanta e si sogna.
Il budget di spesa è diverso e sempre più ridotto, sul fattore tempo, legato alla nicchia, inizio ad avere forti dubbi, l'ultima moda è quella di far uscire, in contemporanea serie di profumi composti da 4,5....8 fragranze, mi chiedo spesso come sia possibile, anche con due vite a disposizione.



CITAZIONE (adri76 @ Jan 24 2012, 02:30 ) <{POST_SNAPBACK}>
In seguito ho appreso che anche certi profumi di nicchia possono essere fatti con sostanze sintetizzate in laboratorio, il che non mi ha sconvolto per niente, anzi... sicuramente ci vuole una grande arte anche per abbinare certe molecole sintetiche, le quali se accostate a certi componenti prendono un certo odore, se accostate ad altri ne prendono uno completamente diverso... ho sentito che certe sostanze, se inalate da sole, addirittura non hanno un profumo proprio.

Prima domanda: anche fra le molecole di sintesi esiste una maggiore o una minore qualità? Una maggiore o una minor purezza?


Interessante....comunque è così, oggi la chimica è fondamentale nella profumeria, ha ampliato la "paletta colori" e ha rimpiazzato i "buchi" mancanti, dopo restrizioni sull'utilizzo di una specifica materie prima o la scarsa reperibilità.

Hai ragione quando dici che alcune molecole chimiche ci parlano "sottovoce" il meglio lo danno in un coro di voci.

Non sono chimico e sono la persona meno tecnica del forum, ma credo che per ogni cosa prodotta ci sia una qualità di composizione variabile, che dipende da tanti fattori, dai componenti utilizzati, dai materiali utilizzati, dai chimici utilizzati, quindi, deduco, che esita una molecola chimica fatta in un certo modo e una meno "perfetta", i grandi produttori di tali molecole, secondo me, puntano più sul successo del profumo, piuttosto che altro, grandi vendite significa grandi approvvigionamenti di prodotto.


CITAZIONE (adri76 @ Jan 24 2012, 02:30 ) <{POST_SNAPBACK}>
Seconda domanda: la differenza fra profumo di nicchia e profumo commerciale sta solo ed esclusivamente nella qualità del bouquet, come nell'affermazione che ho citato prima? Oppure anche nella qualità degli ingredienti impiegati, siano essi naturali o sintetici?


Io non darei una classificazione netta, nel complesso non mi trovo con nessuna delle opinioni espresse, la "nicchia", che spesso mi piace mettere tra virgolette è un ramo della profumeria, ed è dedicata....dedicata a chi ha voglia e il bisogno di cercare altro, senza particolari condizionamenti e preconcetti, la "nicchia" è un prodotto che non ha una rete di distribuzione capillare, è una scelta distributiva diversa, inoltre, la "nicchia", DOVREBBE (è sempre meno) avere una attenzione al contenuto e meno alla bocetta. Una distribuzione controllata, da la possibilità al "naso" di utilizzare materie prime che, la maggior parte della profumeria commerciale non può permettersi e non utilizza, la "nicchia" è svincolata dalle mode del momento.

CITAZIONE (adri76 @ Jan 24 2012, 02:30 ) <{POST_SNAPBACK}>
Terza domanda: la definizione "di nicchia" potrebbe riferirsi anche solo al fatto che il marchio in questione è poco conosciuto e ha un target particolare? Chiedo questo perchè ho visto che in questo forum si è parlato anche di Erbolario, che di certo non produce fragranze artistiche o di pregio, ma che comunque si rivolge a una fetta di mercato particolare, più di quanto non facciano marche più famose. Ma a questo punto la definizione "profumo di nicchia" non equivarrebbe più necessariamente a "ricerca culturale o artistica".


Sta un po' nel riassunto che ho fatto sopra di quello che penso sulla definizione "nicchia".


CITAZIONE (adri76 @ Jan 24 2012, 02:30 ) <{POST_SNAPBACK}>
Insomma, ho le idee un po' confuse, mi aiutereste a diradare un po' la nebbia?


Grazie per aver fatto queste domande!!

#4 Stefano

Stefano

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Posted 24 January 2012 - 09:50 PM

CITAZIONE (adri76 @ Jan 24 2012, 02:30 ) <{POST_SNAPBACK}>
Ciao a tutti!

Mi sono iscritta da pochissimo, non possiedo praticamente nessun profumo di nicchia e sto leggendo con interesse le vostre discussioni, anche per evitare di saltar fuori con domande scontate, magari fatte mille altre volte da altri utenti come me.

Però certi dubbi proprio non riesco a chiarirmeli, quindi scrivo questo topic con l'intenzione di capire meglio.

Su qualche sito ho letto che i profumi di nicchia sono fatti di ingredienti naturali, veri e propri olii essenziali, ed è per questo che costano di più... in altri siti ho letto invece che nel profumo di nicchia non conta tanto la naturalità degli ingredienti, ma la qualità del bouquet, che sebbene sia poi sottoposta sempre a un giudizio soggettivo da parte dei singoli nasi degli utilizzatori finali, è comunque caratterizzata da una finezza particolare che non si riscontra nei commerciali.
Una definizione che mi ha convinta l'ho trovata su un sito di cui ora non ricordo il nome, ma faceva più o meno così:

"La differenza è la stessa che c'è tra un quadro d'autore e un poster.
Il profumo commerciale è studiato per piacere a tutti, per inondare il mercato, per attrarre chi vuole la "firma".
Il profumo di nicchia è un'opera artistica, su cui talvolta si lavora anche per anni, che esprime una ricerca culturale o la sensibilità artistica del suo autore."

In seguito ho appreso che anche certi profumi di nicchia possono essere fatti con sostanze sintetizzate in laboratorio, il che non mi ha sconvolto per niente, anzi... sicuramente ci vuole una grande arte anche per abbinare certe molecole sintetiche, le quali se accostate a certi componenti prendono un certo odore, se accostate ad altri ne prendono uno completamente diverso... ho sentito che certe sostanze, se inalate da sole, addirittura non hanno un profumo proprio.

Prima domanda: anche fra le molecole di sintesi esiste una maggiore o una minore qualità? Una maggiore o una minor purezza?

Seconda domanda: la differenza fra profumo di nicchia e profumo commerciale sta solo ed esclusivamente nella qualità del bouquet, come nell'affermazione che ho citato prima? Oppure anche nella qualità degli ingredienti impiegati, siano essi naturali o sintetici?

Terza domanda: la definizione "di nicchia" potrebbe riferirsi anche solo al fatto che il marchio in questione è poco conosciuto e ha un target particolare? Chiedo questo perchè ho visto che in questo forum si è parlato anche di Erbolario, che di certo non produce fragranze artistiche o di pregio, ma che comunque si rivolge a una fetta di mercato particolare, più di quanto non facciano marche più famose. Ma a questo punto la definizione "profumo di nicchia" non equivarrebbe più necessariamente a "ricerca culturale o artistica".

Magari "profumo di nicchia" ha molteplici significati, a seconda del contesto...

Insomma, ho le idee un po' confuse, mi aiutereste a diradare un po' la nebbia?

Ciao Adri'76, anch'io sono un nuovo iscritto di Adjiumi. Mi interesso di Profumeria Artistica da qualche tempo e ti confesso, con profondo rammarico, che oggi, non saprei come aiutarti a capire il significato del termine ...che nel corso di questi ultimi anni ha assunto connotati completamente diversi rispetto alla filosofia a cui si ispirava. Quella che fino a qualche tempo fa si poteva definire Arte della Profumeria, oggi ha assunto il mero connotato di "Arte del guadagno". Basta dare un'occhiata alle liste dei Brands ospiti delle importanti mostre del settore (Fragranze, Esxence) per capire quante aziende nuove, ogni anno, chiedano di essere assunte tra le liste dei marchi che vantano una tradizione centenaria nell'arte della profumeria. Nascono come funghi grazie ad abili strategie di marketing e comunicazione, inventandosi (chi più, chi meno) leggendarie origini...Non è difficile immaginare come mai i marchi commerciali, che meritano comunque tutto il rispetto anche per il fatto che alcuni capolavori della Profumeria sono attribuibili a loro, si stiano dando un gran da fare per posizionare ,nelle loro boutiqes monomarca, quelli che se la vogliono "tirare" di più, oppure nelle profumerie, un gran numero di fragranze che definiscono "Collezioni Private". Purtroppo anche alcuni marchi storici della Profumeria, lusingati dai grandi numeri che movimentano il mercato di nicchia divenuto così di moda, almeno nel nostro Paese, si prodigano a sfornare un gran numero di Profumi ad ogni stagione o meglio in concomitanza con i grandi eventi dedicati al settore. Non credo, sebbene sia convinto che vi siano alcuni creatori di fragranze che si meriterebbero di fregiarsi del titolo di "Geniali", che sia possibile sfornare Masterpieces a tutto spiano..... Riesci ad avvertire tutto il mio rammarico e tutto la mia delusione? SI, a volte mi prende lo sconforto....vedo un sacco di cose storte...ma la mia passione per i Profumi non si esaurisce solo perrchè qualcuno ci vuole marciare sopra...I profumi di qualità ed i marchi che lavorano nel rispetto della trdizione, saranno pochi ma ci sono ancora.

#5 adri76

adri76

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Posted 25 January 2012 - 09:35 PM

Vi ringrazio per i chiarimenti... il fatto che la definizione "di nicchia" sia molto più poliedrica di quanto non pensassi mi fa avvicinare più volentieri a un mondo che inizialmente credevo, a torto, un po' troppo elitario.

@ Scentofman: grazie per avermi segnalato il blog di Marika Vecchiattini!

@ Cristian: mi trovo perfettamente d'accordo con te sul fatto che sia un bene e una fortuna che la chimica abbia guadagnato un ruolo importante anche nei profumi artigianali: non solo per il fatto che con gli olii essenziali si riesce ad ottenere un profumo meno intenso come scia e meno duraturo, non solo perchè grazie a certe molecole sintetizzate in laboratorio si sono potuti riempire i vuoti lasciati da sostanze rare e troppo costose, ma anche perchè in questo modo possono essere create delle piramidi olfattive che con i soli olii essenziali sarebbe forse stato impossibile.
Se pensiamo per esempio a quanto gli olii derivati dagli agrumi siano molto più volatili delle essenze legnose, o delle resine come la mirra o lo storace, non potremmo mai apprezzare dei profumi che abbiano come base delle note agrumate. Avremmo sempre una certa tipologia di odori in cui le note agrumate sono le prime a sparire, avremmo sempre le stesse note di cuore e sempre le stesse note di base. Anche così ci sarebbero combinazioni numerosissime, ma sarebbe comunque un limite a chi vuole creare dei profumi che vanno al di là delle proprietà fisiche e chimiche degli olii essenziali.
Inoltre, se pensiamo a materie prime pregiate di origine animale, grazie agli aromi di sintesi anche animali come gli zibetti, i capodogli e i buoi muschiati possono tirare un po' il fiato!

@ Stefano: sì, comprendo il tuo rammarico e lo condivido... specialmente quando a farne le spese sono gli addetti ai lavori veramente seri (di nicchia e non) che indipendentemente dal marketing, dalla notorietà e dai prezzi, continuano a creare profumi di valore... e nonostante ciò il loro lavoro viene offuscato dal meccanismo per cui vale tutto, purchè si venda.
In molti altri campi purtroppo avviene la stessa cosa: il primo esempio che mi viene in mente è l'editoria... persino case editrici che hanno alle spalle una solida tradizione di serietà, spesso si abbassano a questo tipo di compromesso.
Come tu stesso hai osservato, ci sono ancora consumatori appassionati che sostengono il lavoro dei profumieri e dei marchi che lavorano per creare fragranze di valore, e non solo per seguire la moda del momento.
Ma a volte le case serie chiudono, oppure per evitare il fallimento fanno uscire di produzione certi profumi meravigliosi perchè, purtroppo, secondo i gusti del grande pubblico hanno fatto il loro tempo... a questo proposito mi viene subito in mente la Escada, che non produce più Margaretha Ley (un profumo stupendo a mio parere, anche se non fa parte della "nicchia": è stato il mio primo amore) per lasciare il posto alle innumerevoli edizioni estive tutte fruttate e uguali fra di loro, che bene o male continuano a vendere, ad avere il loro effimero successo e a tenere in piedi la baracca.
Sì, in questi casi condivido in pieno il tuo sconforto.



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