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#159017 Cuir de Russie

Posted by adri76 on 03 February 2012 - 01:22 AM in adjiumi forum

Ah, sospettavo che il problema fosse questo... In effetti l'Italia, a differenza di altri paesi, è ancora molto indietro con i servizi postali e doganali, e siccome il boom del commercio on-line è un fenomeno relativamente recente, come al solito i servizi italiani si sono fatti trovare impreparati ad affrontare lo smistamento e il reindirizzamento di questa grandissima quantità improvvisa di pacchi provenienti dall'estero. Se poi si parla di paesi Extraeuropei la cosa si complica ancora di più: basti pensare che a tutt'oggi esistono ancora doganieri che non conoscono minimamente la lingua inglese, e nonotante ciò vengono loro affidate mansioni di una certa importanza...

Però è assurdo lo stesso: in fondo le spese di spedizione, come le eventuali rogne, se le accolla l'acquirente italiano che paga tutto in anticipo... perchè mai si rifiutano di spedire da noi, visto che tutto sommato i venditori spediscono il prodotto solo dopo esser stati pagati?

Scusate l'OT.

Tornando a Tabac Blond, ho visto su Ebay anche dei campioni da 3ml a 11,99 sterline (circa 14,41 euro), ma sulla bottiglia della foto c'è scritto "eau de cologne Tabac Blond", e secondo l'annuncio pare si tratti proprio della versione del 1919. Sono confusa unsure.gif ... Tabac Blond è stato commercializzato a suo tempo anche come acqua di cologna? Io pensavo fosse un eau de parfum...

Per quanto riguarda il sito Les Senteurs, nella pagina di Tabac Blond non si capisce se le quantità indicate (0,5 e 1,5ml) si riferiscano alla misura della fialetta o alla quantità di profumo. Ho paura che la misura della fiala sia 1,5 e che il profumo contenuto sia solo 0,5ml.
È così o sono io che ho frainteso?



#158785 Cuir de Russie

Posted by adri76 on 01 February 2012 - 11:22 PM in adjiumi forum

Wow, ho appena visitato il sito Les Senteurs e in effetti è molto più economico, senza contare che il servizio postale in Gran Bretagna è piuttosto veloce e non hai scocciature con la dogana come quando ordini qualcosa dagli US! Grazie mille Ele!

Strano invece che The Perfumed Court spedisca in tutta Europa (e quasi in tutto il mondo, ho guardato adesso la lista di paesi) tranne che in Italia. Avete un'idea del perchè?

@Platone: se Tabac Blond mi piacerà, senza dubbio la tappa a Bologna potrebbe rientrare nei miei progetti al più presto!

Grazie ancora per avermi consigliata!




#158579 Cuir de Russie

Posted by adri76 on 31 January 2012 - 10:49 PM in adjiumi forum

Grazie Cristian, Mary e Platone per le vostre osservazioni. Mi sono utili perchè mi aspettavo un profumo più caldo e... "dorato".
Il tiglio in genere ha un profumo che mi piace molto: anche se un po' dolce-amaro (come il miele verace, del resto), lo trovo molto ricco e avvincente. E se la nota amara è del genere "tiglio in fiore" non credo mi possa dar fastidio, anzi...
Però dalle vostre descrizioni pare che ci siano altre note pungenti, quindi è senz'altro meglio provarlo prima di ordinare.

Adesso che ci penso ci sono negozi Caron ad Arona e a Borgomanero, vicinissimo a dove abito (Fontaneto d'Agogna, Novara), ma mi pare che in entrambe i posti vendano solo abbigliamento...
Potrei anche organizzare una spedizione a Brescia qualche giorno. E se provarlo una volta non dovesse essere sufficiente, posso sempre farmi spedire un campione da "The perfume court", insieme a qualcos'altro che sono curiosa di provare.

Grazie per le dritte!



#158113 In profumeria vi sentite a vostro agio?

Posted by adri76 on 30 January 2012 - 05:58 AM in adjiumi forum

laugh.gif
Ciao Scialeggera! È The Iceberg Fragrance.
Mi spiace di avervi fatto una testa così con un profumo che c'entra poco con la tematica principale del forum, e per giunta in ben due discussioni... ma l'intento iniziale era quello di fare degli esempi... non tanto per spezzare una lancia in favore dei commerciali, ma perchè secondo me anche in mezzo a quella baraonda di nomi famosi ogni tanto si trova qualche perla ignorata dai più, che va oltre i gusti stereotipati di cui si parlava prima (in effetti non è che questo Iceberg sia stato venduto molto, mi diceva una commessa, pare che per molti sia troppo strano e contrastante). Poi come al solito mi lascio trasportare e non riesco a non parlare delle sue caratteristiche!
Magari chi è abituato ai profumi di nicchia lo trova insignificante, ma per me è stata una vera scoperta, davvero speciale... lo preferisco di gran lunga a tanti altri profumi pubblicizzati ovunque e indossati da tutti.
Prometto, da ora in poi cercherò di controllarmi e di non tirarla più così lunga con 'sto benedetto The Iceberg Fragrance! rolleyes.gif



#158111 In profumeria vi sentite a vostro agio?

Posted by adri76 on 30 January 2012 - 12:46 AM in adjiumi forum

CITAZIONE (black silk @ Jan 29 2012, 13:09 ) <{POST_SNAPBACK}>
[...]vengono "costruiti" in modo da rendere l'idea di come sono strutturati e cosa hanno da "raccontare" nel più breve tempo possibile, perchè il fine ultimo è l'acquisto.
[...] se ti capita di andare per negozi e annusare profumi mainstream ti accorgerai che l'evoluzione per molte fragranze è abbastanza lineare....mentre se spruzzi un Lutens (su pelle o su mouillette) è molto probabile che inizi con una sequenza di sentori per poi evolversi in maniera inaspettata...in ogni caso il mio parere è olto personale ;-)

Adesso ho capito meglio quello che intendi con profumo commerciale e con la tua affermazione: un genere di profumo che, in linea di massima, rivela la sua personalità con note ed accordi che, pur essendo variegati, non sono mai troppo contrastanti nella costruzione complessiva, e che attirano un certo tipo di persone piuttosto che altre. Per esempio un Samsara (l'ho provato stasera per la prima volta), pur essendo interessante e pregiato nella la sua varietà di note, è un profumo che nel giro di poco tempo rivela il suo carattere di profumo classico, di una bellezza sontuosa ma posata, un po' "vecchia scuola", e che si rivolge per lo più a un tipo di donna dal fascino maturo, tranquillo e un po' sornione (almeno, questa è l'impressione che ho avuto).
Ah, grazie per la dritta del libro :)

CITAZIONE (Sabricat @ Jan 29 2012, 15:14 ) <{POST_SNAPBACK}>
Vedi che certe volte basta farsi un giro! laugh.gif
Poi se in macchina o a piedi ognuno sceglie il posto che più gli è congeniale...e chi ha detto che si debba necessariamente tornare a comprare dopo poche ore o il giorno dopo?
A volte è amore a prima vista, a volte ci si aiuta con un sample, io personalmente ho in wish list dei capolavori da anni e spero che prima o poi saranno miei.
Sono però d'accordo con Black Silk quando dice che i commerciali sono un pò troppo lineari nell'evoluzione. Ma sono gusti, molti non amano le sorprese e vogliono che il profumo sia identico dall'inizio alla fine.


Ma certo che ognuno sceglie il posto più congeniale, ci mancherebbe: io ho solo raccontato la mia esperienza, che in questo caso è affine a quella di Roby. L'abitacolo della macchina è un posto raccolto, il profumo tende a diffondersi senza però disperdersi come farebbe all'aperto. Poi mentre si guida si muovono le mani, o talvolta si gira la testa agli stop, e in quei momenti le note arrivano al naso anche più intensamente. Per questo la macchina è uno dei posti in cui, in genere, mi godo il profumo in particolar modo.
Nessuno ha detto che si debba necessariamente tornare a comprare dopo poche ore o il giorno dopo. Come mai questa domanda? :)

Parlando di gusti personali, anch'io amo le sorprese, e non mi piacciono i profumi che sono identici dall'inizio alla fine: ma finora ho conosciuto ben poco, e per vari motivi non ho ancora avuto l'occasione di annusare e degustare profumi come Serge Lutens, Tom Ford, Caron o altri di nicchia. Mi sto organizzando, comunque.
Per ora gran parte di ciò che conosco è limitato alla realtà dei profumi che si trovano nelle profumerie generiche della zona in cui vivo (ma ogni volta che entro in quei negozi, anche se non compro, cerco di annusare tutto quello che posso).
Ma le sorprese piacciono anche a me, tanto che fra i pochi profumi che ho, il mio preferito è tutt'altro che prevedibile e lineare... forse è un raro caso di profumo commerciale non studiato a tavolino? Non so... la prima volta che l'ho spruzzato sul braccio ero davanti a una commessa e sul subito non mi era piaciuto per niente, perchè mi sembrava troppo freddo e tagliente. Poi ha cominciato a intrigarmi sempre di più, diventando più morbido e caldo e sviluppando note insolite che non avevo mai sentito, fra le quali il cuoio scamosciato per cui ora ho una vera predilezione. Ma prima di decidermi a prenderlo sono passata ancora due volte in profumeria, tanto era fuori dagli schemi tradizionali che avevo conosciuto fino ad allora. Ora quando lo spruzzo, quelle stesse note che prima mi erano tanto sgradite si sono trasformate in un preludio pungente e grintoso irrinunciabile, per poi evolvere verso la morbidezza della mandorla e la profondità del tabacco, della cera d'api, del cuoio e anche della legna che brucia (tabacco, cera d'api e legna bruciata sono note che sento io, non figurano nella piramide olfattiva). Questo è stato proprio uno di quei casi in cui ci ho messo giorni interi per scoprire tutto quel che c'era di sorprendente in una fragranza.
Adesso è il profumo che amo di più.



#158000 In profumeria vi sentite a vostro agio?

Posted by adri76 on 29 January 2012 - 02:33 AM in adjiumi forum

In genere prima di entrare in una profumeria mi sono già letta un bel po' di recensioni dei profumi che mi interessano di più, con le relative piramidi olfattive... un po' perchè la cosa mi piace e mi diverte (anche quando non ho in programma di comprare niente), e poi per avere un minimo di orientamento fra le tante confezioni, per poter dirigermi verso il genere che mi interessa.
Poi entro in negozio e so già che non acquisterò niente, quel giorno.
Ho letto che per qualcuno è sufficiente fare un giro per decidere se un profumo fa al proprio caso e se tornare in negozio. Io invece torno (oppure non torno affatto) il giorno seguente. Perchè la maggior parte dei profumi che ho sentito ha un'evoluzione che dura moltissime ore: il giorno dopo, anche se debolmente, si sentono ancora sulla pelle.
Provo qualche profumo, non più di due o tre, sui dorsi delle mani, e al massimo sulla parte superiore dei polsi se la parte inferiore è già occupata dal mio. Poi dico alle commesse che probabilmente ci rivedremo il giorno dopo.

Non sono d'accordo con Black Silk quando scrive che il profumo commerciale è studiato per dire tutto e subito, mi sembra un'affermazione un po' troppo estrema: anche i profumi commerciali sono composti da tante note olfattive, anche molto diverse fra di loro, e non avrebbe senso entrare in una profumeria qualsiasi illudendosi che i profumi "non di nicchia" si possano conoscere con una sniffata e via. Sicuramente un Tom Ford sarà più pregevole, raffinato e fuori dal comune di un Versace, di un Cacharel o di un Jean Paul Gaultier, ma qualsiasi fragranza che sia composta da più note ha un'evoluzione, spesso anche molto complessa e che dura ore e ore... questo è innegabile.

Mi ritrovo molto invece con quanto scritto da Roby1248: in macchina il profumo inonda l'abitacolo, avvolgendoti con le sue note, ed è da lì che per me, in genere, inizia il vero approccio con le fragranze che in profumeria mi sembravano ancora estranee... un po' per la confusione, un po' per le energie contrastanti che regnano in un luogo pubblico. In macchina inizia il vero viaggio con il profumo, che poi pian piano rivela le sue sfaccettature, prende forma e si fonde con il mio odore, per poi rivelare la sua personalità nelle ore a venire.



#157999 Cuir de Russie

Posted by adri76 on 28 January 2012 - 11:44 PM in adjiumi forum

Mi infilo anch'io nella discussione dei cuoiati e approfitto per chiedere se qualcuno di voi conosce Tabac Blond di Caron.

M'interesserebbe molto perchè la nota di cuoio mi piace tantissimo, sto cercando un cuoiato speciale, e Tabac Blond fra le sue note, oltre al cuoio, ha anche il tiglio, il garofano, lo ylang ylang, la vaniglia, il patchouli, l'iris, il vetiver, l'ambra grigia... praticamente gran parte dei miei aromi preferiti concentrati in un solo profumo!
Inoltre viene descritto anche come "secco" e con un'intensa nota di fumo.
L'ho visto su Ebay e costa parecchio, perciò prima di buttarmi alla cieca m'interesserebbe la descrizione dell'evoluzione di questo profumo una volta che viene spruzzato: come si apre, le note che spiccano di più, come si conclude, se lascia una scia prepotente o se è abbastanza intimo.
L'avete mai provato?
In alternativa, che voi sappiate, esiste qualche boutique in Italia che venda anche i profumi Caron? Magari per una sorta di degustazione olfattiva...

Inoltre avrei una seconda domanda, un po' più generica: nella famiglia dei cuoiati sono compresi anche quei profumi con la nota di cuoio scamosciato? Io ne conosco uno molto buono, fra le note ha anche "suede". Può essere definito anch'esso un profumo cuoiato?



#157625 Profumo BELLO Profumo BUONO

Posted by adri76 on 25 January 2012 - 11:57 PM in adjiumi forum

Per me ha poco senso fare la distinzione fra un profumo bello, se con ciò s'intende gradevole per il mio naso e per i miei sensi, e un profumo buono, cioè oggettivamente ben costruito. Anzi, per me ha poco senso la definizione "oggettivamente ben costruito".

Se il profumo in questione mi fa impazzire, se mi ritrovo il naso attaccato al polso ogni due minuti per poterlo inalare più profondamente che posso, se ogni volta che aspiro si materializzano davanti a me paradisi perduti, insomma, se questo è il risultato finale, evidentemente questo profumo è stato anche ben costruito... oggettivamente o meno, ha poca importanza, anche perchè la parola "oggettivamente" presume che la struttura del profumo debba necessariamente corrispondere a determinati canoni, e i canoni cambiano a seconda dei tempi, dei climi, delle culture... persino a seconda dei gusti delle persone.

Riprendo l'esempio di Angel perchè rende in modo perfetto: per me Angel è disgustoso. Mi sembra un deodorante per ambienti di cattiva qualità.
Se vado a leggere la piramide olfattiva e le note che lo compongono, trovo che ognuna di esse sia magnifica, se presa singolarmente.
E se chi l'ha composto è riuscito a fare di quelle singole note meravigliose una melodia che a mio parere è così malriuscita, per me non ha fatto un gran lavoro.
Il fatto poi che Angel sia stato un apripista, e che grazie ad esso abbiano cominciato a prendere piede i profumi di un certo tipo, è tutto un altro discorso: non è certo questo a renderlo un capolavoro. È stato originale, è stato un precursore, forse costituisce anche uno dei metri di misura dei profumi "gourmand" (anche di quelli che sono di gran lunga migliori di lui)... ma questo non lo renderà mai, per me, un buon profumo. Tantomeno un capolavoro.

C'è poi un profumo semisconosciuto della Iceberg, che non è certo una casa di nicchia, ma nemmeno una delle più famose e blasonate: un paio di volte la Iceberg ha sfoderato dei profumi degni della P maiuscola, il cui destino era già segnato nel momento in cui venivano relegati nello scaffale più basso dei negozi... The Iceberg Fragrance (da poco uscito di produzione) è un profumo che mi ha colpito come pochi altri per la sua armonia e per la sua completezza, per la sua modernità e per il suo carattere androgino, raffinato e animalesco nello stesso tempo: una fragranza sensuale, ma in modo completamente diverso da quelle che ero abituata ad apprezzare... ma anche diverso da ciò che ultimamente sta andando di moda.
Il mio naso inesperto lo considera un vero capolavoro, nonostante non sia mai stato pubblicizzato da nessuna diva del cinema e nonostante sia sempre stato nel limbo dei poco conosciuti, sia dagli appassionati della "nicchia" che dal grande pubblico... per me The Iceberg Fragrance è un profumo bello, bellissimo... una vera goduria per i sensi.
Non so se qualche esperto lo considera anche un buon profumo, nel senso di "ben costruito oggettivamente", ma per me la sua composizione è quanto di meglio in questo momento io abbia mai conosciuto. Insomma, un profumo che per me è bello e, di conseguenza, non può che essere anche buono.

PS: ovviamente questo discorso vale se ho ben interpretato ciò che s'intendeva con "profumo bello", "profumo buono". Se invece ho frainteso la questione e con queste due espressioni s'intendeva qualcos'altro... chiedo scusa per tutta la pappardella che ho scritto sopra!



#157607 Domande banali (o forse no?)

Posted by adri76 on 25 January 2012 - 09:35 PM in adjiumi forum

Vi ringrazio per i chiarimenti... il fatto che la definizione "di nicchia" sia molto più poliedrica di quanto non pensassi mi fa avvicinare più volentieri a un mondo che inizialmente credevo, a torto, un po' troppo elitario.

@ Scentofman: grazie per avermi segnalato il blog di Marika Vecchiattini!

@ Cristian: mi trovo perfettamente d'accordo con te sul fatto che sia un bene e una fortuna che la chimica abbia guadagnato un ruolo importante anche nei profumi artigianali: non solo per il fatto che con gli olii essenziali si riesce ad ottenere un profumo meno intenso come scia e meno duraturo, non solo perchè grazie a certe molecole sintetizzate in laboratorio si sono potuti riempire i vuoti lasciati da sostanze rare e troppo costose, ma anche perchè in questo modo possono essere create delle piramidi olfattive che con i soli olii essenziali sarebbe forse stato impossibile.
Se pensiamo per esempio a quanto gli olii derivati dagli agrumi siano molto più volatili delle essenze legnose, o delle resine come la mirra o lo storace, non potremmo mai apprezzare dei profumi che abbiano come base delle note agrumate. Avremmo sempre una certa tipologia di odori in cui le note agrumate sono le prime a sparire, avremmo sempre le stesse note di cuore e sempre le stesse note di base. Anche così ci sarebbero combinazioni numerosissime, ma sarebbe comunque un limite a chi vuole creare dei profumi che vanno al di là delle proprietà fisiche e chimiche degli olii essenziali.
Inoltre, se pensiamo a materie prime pregiate di origine animale, grazie agli aromi di sintesi anche animali come gli zibetti, i capodogli e i buoi muschiati possono tirare un po' il fiato!

@ Stefano: sì, comprendo il tuo rammarico e lo condivido... specialmente quando a farne le spese sono gli addetti ai lavori veramente seri (di nicchia e non) che indipendentemente dal marketing, dalla notorietà e dai prezzi, continuano a creare profumi di valore... e nonostante ciò il loro lavoro viene offuscato dal meccanismo per cui vale tutto, purchè si venda.
In molti altri campi purtroppo avviene la stessa cosa: il primo esempio che mi viene in mente è l'editoria... persino case editrici che hanno alle spalle una solida tradizione di serietà, spesso si abbassano a questo tipo di compromesso.
Come tu stesso hai osservato, ci sono ancora consumatori appassionati che sostengono il lavoro dei profumieri e dei marchi che lavorano per creare fragranze di valore, e non solo per seguire la moda del momento.
Ma a volte le case serie chiudono, oppure per evitare il fallimento fanno uscire di produzione certi profumi meravigliosi perchè, purtroppo, secondo i gusti del grande pubblico hanno fatto il loro tempo... a questo proposito mi viene subito in mente la Escada, che non produce più Margaretha Ley (un profumo stupendo a mio parere, anche se non fa parte della "nicchia": è stato il mio primo amore) per lasciare il posto alle innumerevoli edizioni estive tutte fruttate e uguali fra di loro, che bene o male continuano a vendere, ad avere il loro effimero successo e a tenere in piedi la baracca.
Sì, in questi casi condivido in pieno il tuo sconforto.



#157255 Domande banali (o forse no?)

Posted by adri76 on 24 January 2012 - 02:30 AM in adjiumi forum

Ciao a tutti!

Mi sono iscritta da pochissimo, non possiedo praticamente nessun profumo di nicchia e sto leggendo con interesse le vostre discussioni, anche per evitare di saltar fuori con domande scontate, magari fatte mille altre volte da altri utenti come me.

Però certi dubbi proprio non riesco a chiarirmeli, quindi scrivo questo topic con l'intenzione di capire meglio.

Su qualche sito ho letto che i profumi di nicchia sono fatti di ingredienti naturali, veri e propri olii essenziali, ed è per questo che costano di più... in altri siti ho letto invece che nel profumo di nicchia non conta tanto la naturalità degli ingredienti, ma la qualità del bouquet, che sebbene sia poi sottoposta sempre a un giudizio soggettivo da parte dei singoli nasi degli utilizzatori finali, è comunque caratterizzata da una finezza particolare che non si riscontra nei commerciali.
Una definizione che mi ha convinta l'ho trovata su un sito di cui ora non ricordo il nome, ma faceva più o meno così:

"La differenza è la stessa che c'è tra un quadro d'autore e un poster.
Il profumo commerciale è studiato per piacere a tutti, per inondare il mercato, per attrarre chi vuole la "firma".
Il profumo di nicchia è un'opera artistica, su cui talvolta si lavora anche per anni, che esprime una ricerca culturale o la sensibilità artistica del suo autore."

In seguito ho appreso che anche certi profumi di nicchia possono essere fatti con sostanze sintetizzate in laboratorio, il che non mi ha sconvolto per niente, anzi... sicuramente ci vuole una grande arte anche per abbinare certe molecole sintetiche, le quali se accostate a certi componenti prendono un certo odore, se accostate ad altri ne prendono uno completamente diverso... ho sentito che certe sostanze, se inalate da sole, addirittura non hanno un profumo proprio.

Prima domanda: anche fra le molecole di sintesi esiste una maggiore o una minore qualità? Una maggiore o una minor purezza?

Seconda domanda: la differenza fra profumo di nicchia e profumo commerciale sta solo ed esclusivamente nella qualità del bouquet, come nell'affermazione che ho citato prima? Oppure anche nella qualità degli ingredienti impiegati, siano essi naturali o sintetici?

Terza domanda: la definizione "di nicchia" potrebbe riferirsi anche solo al fatto che il marchio in questione è poco conosciuto e ha un target particolare? Chiedo questo perchè ho visto che in questo forum si è parlato anche di Erbolario, che di certo non produce fragranze artistiche o di pregio, ma che comunque si rivolge a una fetta di mercato particolare, più di quanto non facciano marche più famose. Ma a questo punto la definizione "profumo di nicchia" non equivarrebbe più necessariamente a "ricerca culturale o artistica".

Magari "profumo di nicchia" ha molteplici significati, a seconda del contesto...

Insomma, ho le idee un po' confuse, mi aiutereste a diradare un po' la nebbia?



#157254 Erbolario

Posted by adri76 on 24 January 2012 - 12:48 AM in adjiumi forum

Io ho un paio di fragranze dell'Erbolario: Mandorla e Ambraliquida.
La prima mi piace, sulla mia pelle prende un odore e una scia dolce-amara molto gradevole (anche se un po' artificiale, specialmente all'inizio), a patto che non ne metta troppa e che non la spruzzi sui maglioni (altrimenta diventa fortissima e nauseabonda); Ambraliquida è davvero troppo monotona, non ha nessuna evoluzione sulla pelle, sembra quasi un talco o un dopobarba... non mi piace.

In quanto al prezzo contenuto, credo che costino così poco non solo per la qualità degli ingredienti, che non è certo fra le più eccelse e sono tutt'altro che naturali, ma anche perchè i loro bouquet sono spesso molto semplici e monocordi, insomma, nessun colpo di genio e nessuna particolare originalità.
Questo non vuol dire che qualcuno dei loro profumi non sia gradevole, anzi... a me non dispiacciono "Papavero Soave", "Legni fruttati" e "Dolcelisir", e mi sono ripromessa di provarne qualcun altro.
Quelli che ho appena menzionato hanno una piramide olfattiva un pochino più elaborata di altri, e forse è proprio per questo che li trovo piacevoli e indossabili... intendo provarli ancora, e forse potrei farci un pensierino.

Credo che L'Erbolario punti soprattutto, come diceva Bupolecat, sulla qualità di creme, shampoo, oli da massaggio e altri prodotti di bellezza, mentre i profumi sono soltanto una cornice in più alle loro linee (in effetti è solo dal 2009 che fanno anche profumi).
Il fatto che per i profumi non usino ingredienti naturali non mi stupisce più di tanto: almeno li vendono per quello che valgono, e finchè sulle scatole vedo un Inci chiaro e leggibile e un prezzo contenuto, penso che L'Erbolario sia un marchio più onesto e affidabile di tante case molto più famose e modaiole che fanno pagare a peso d'oro delle autentiche porcherie (sia dal punto di vista dell'Inci sia, a mio parere, per quanto riguarda il bouquet).
Per esempio, se devo paragonare Mandorla a un "gourmand" come Candy di Prada (di cui ho un campioncino), preferisco mille volte la prima... almeno ha una buona durata e un gradevole profumo di gelateria (sì, proprio lo stesso profumo che si sente quando si entra nelle gelaterie-yogurterie), mentre Candy, oltre a svanire nel giro di un paio d'ore, sulla mia pelle prende un odore di caramello bruciato e plastica (la stessa plastica di cui son fatte le barbie)...

Una nota sul discorso dell'acqua profumata, che qualcuno menzionava prima: i profumi di L'Erbolario non sono "acque profumate", bensì "acque di profumo", che sono l'esatta traduzione italiana di "Eau de Parfum". La traduzione italiana può trarre in inganno perchè la nostra attenzione si sofferma sulla parola "acqua", ma i profumi di questo marchio sono tutt'altro che evanescenti e poco durevoli come supponeva qualcuno: se avete l'occasione di provarli o se malauguratamente li spruzzate su qualche vestito, noterete che alcuni di essi (forse non tutti) si aggrappano ai tessuti con le unghie e con i denti, e che anche sulla pelle dopo diverse ore faranno a gomitate per emergere sotto le note di altri profumi che eventualmente vorrete usare in seguito... la scia, poi, è mostruosa.
Quindi il prezzo contenuto non dipende certo dalla loro leggerezza... se vi piacciono i profumi L'Erbolario tenete conto anche di questo.