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CHANEL


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#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 21 October 2008 - 10:29 PM

Bois des Îles

Anno: 2016 su fragranza del 1926, Ernest Beaux.

Recensione/Impressioni di CRISTIAN

Sento classe, stile, sento un tailleur di tweed o di lana bouclé, ci vedo i classici orli sfrangiati, forse grazie alle spezie e allo zenzero.

Recensione/Impressioni di Nyneve

Ho sempre pensato che Chanel avesse creato il N° 5 per una donna giovane, allegra, moderna.
Peccato che adesso sia visto dalle nuove leve fans di Angel come un profumo da vecchia damazza noiosa.
Se appunto il N° 5 è giovane, Bois des Iles ne è la versione più adulta, profonda, matura.
Sono sicuramente i legni che danno al profumo quello spessore vellutato e incomparabile.
Posso definirlo un profumo di proporzioni perfette, come una creazione HC perfettamente riuscita senza una piega o un particolare di troppo.
La frazione di rosa e aldeidi è comune a entrambi, ma il drydown è completamente diverso.
Non prendetemi in giro, ma per un istante ho pensato a quei grossi amaretti secchi così profumati che si sbriciolano nei dolci.
E senza la minima nota gourmande.
I legni di fondo non hanno nulla dei sandali e delle resine dei profumi *moderni*, sono nuovi e classici insieme.
Da provare assolutamente, tanto per uscire dalla massa.
 

Impressioni/Recensione di Silkford

Nella nuova versione EdT. Sempre un gran profumo, non c'è che dire, peccato che la concentrazione non sia minimamente adatta. Non è diventato certamente piacone, mantiene la sua bella base mielosa-animale che riproduce lo zibetto (e anche in grande quantità), ma il profumo non ha proiezione, poco volume, un buon sillage solo delle note di muschio animale che sento tutt'ora, ma bisogna avvicinare il naso alla pelle. Oltretutto ho avuto un flash. Il fondo e il drydown sono identici alla base boisé che usa Lutens, mi è sembrato di sentire il Bois de Violette senza le violette.



#2 Diakranis

Diakranis

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Posted 24 January 2009 - 05:00 PM

Chanel N°5
1921, Ernest Beaux

 

Come non recensire il classico dei profumi di nicchia quando ancora la nicchia non esisteva, quando il "commerciale" non esisteva, quando esistevano solo i GRANDI profumieri che creavano grandi, immensi profumi...quindi eccomi a recensire uno dei miei profumi preferiti
Oggi mi sono ritrovata a provare 3 versioni diverse di questo profumo incredibile...
Un estratto vintage, una colonia vintage ed un EDP odierno...
Questo profumo lo vedo di una femminlità che non ha bisogno di vestiti particolari o atteggiamenti particolari, la femminilità in questo profumo (su una donna ovviamente) è un componente a se, come lo sono le aldeidi e la rosa lo è la femminilità, che non può fare a meno di esplodere, in tutte le versioni.
L'estratto vintage... bhe, è buono, intenso, morbido come un balsamo; ma a dirla tutta, se devo scegliere una versione, tra quelle che ho provato io scelgo la colonia vintage..
Certo, è un filo troppo leggera per i miei gusti.. anche se è come un EDT odierno rimane pur sempre appena sussurrata... ma nella colonia ho sentito subito qualcosa di più animale, di più carnale, che c'è anche nell'estratto, ma in quest'ultimo è smorzato dalla rosa, che nella colonia si sente meno.. Quel "carnale", sempre appena sussurrato ovviamente, che fa pensare a notti di amore e passione, dove l'odore della pelle di due amanti si fonde in un sinuoso e morbido balsamo... ecco, la colonia potrebbe essere il concentrato di un incontro amoroso, e dico bene "amoroso", non di passione pura, nuda e cruda, ma di Amore puro, nudo e crudo..
La versione odierna oltre ad avere un pelo meno grinta, senza però perdere in femminilità, è più luminosa, più cristallina, più rosa ecco, inteso proprio come colore, mi fa pensare di più al rosa di una rosa appunto! mentre i vintage sono più rosa carne, più rosa sporcato!
Su un uomo lo vedo bene,assai! ma personalmente, ad un uomo farei mettere un edt odierno però... trovo che l'edp sia forse troppo rosa appunto... Sicuramente una colonia vintage sarebbe l'ideale, con la sua nota più carnale...


Se uno è stronzo non je poi dì che è uno stupidino, je devi dì che è stronzo!
G.Funari

#3 Diakranis

Diakranis

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Posted 27 February 2009 - 02:29 PM

Coromandel

2007 EDT. 2016 EDP

Impressioni/Recensione di Nyneve

Parte con una nota di tabacco freddo e continua con un accordo orientale che per me assomiglia molto, troppo a shalimar...
 

Impressioni/Recensione di lavinia

Charmant, modulato come un notturno di Chopin, un capolavoro, a tratti cupo ma vivo al tempo stesso. Nelle note di testa apre con una conifera e la sua resina poi ginepro (intenso!) patchouly, c'è una nota dolce, misteriosa, suadente, la vuoi identificare e la segui...pensi ad un'arancia candita liquorosa, ma sai che non è...e cerchi ancora.
Lei, superba, dopo qualche minuto si amplifica, ormai sei nelle sue spire, dispettosa e capricciosa si assottiglia nuovamente e non si lascia penetrare...cosa sarà mai?
Semplicemente FANTASTICO, molto longevo.
Coromandel da il meglio di se nei mesi freddi

Impressioni/Recensione di Silkford

Madame Coco, quando creò la casa di moda che porta il suo nome, pensò bene di darle una sua personalità, dei simboli riccorrenti, dei leitmotiv attorno ai quali muovere il resto. Il bizantinismo dei bijoux, il tailleur, il tweed, la camelia, il contrasto fra il nero e il bianco e un colore che è meno ricordato: il beige. Beige è la tonalità che attribuisco a questo profumo, mi è subito saltato agli occhi come un flash, morbido come la pelle matelassé di una 2.55.
Coromandel è il nome che viene dato ai paraventi cinesi, intarsiati e laccati con la misteriosa lacca cinese (anche se è una pratica più Koreana, ma non puntualizziamo), davanti ai quali Chanel rimase affascinata. Un esotismo del genere non poteva che essere affidato al naso dei Lutens, Sheldrake, collaboratore di Polge; anche se, beninteso, questa fragranza non ha niente a che vedere con i barocchismi di maniera di Serge, pur essendo in qualche modo direttamente collegabile a Borneo 1834.
Un patchouli mostrato in tutte le sue sfaccettature. Inizialmente liscio con un bouquet di spezie, dry e polveroso, ci riconosco la cannella e i chiodi di garofano, forse del pepe; lentamente sul fondo si apre una nota liquorosa accompagnata da note fiorite e dell'arancia. Un cuore di vaniglia addolcisce la fragranza e la rende quasi gormand, prima dell'arrivo di una spolverata di cacao amaro, che penso essere un accordo di incenso e benzoino. Non è il cacao bruciante di Borneo, è raffinato e si trasforma in una sensazione umida, un po' animale, con un accordo di cuoio che non è presente in piramide, ma che io sento molto bene. Il finale esprime la parte legnosa del patchuli, con uno sfondo di ambra e muschio, accompagnati dall'incenso. Nel drydown si perdono le note secche e ritornano quelle fiorite, pur restando una fragranza essenziale, senza sconfinamenti di troppo.


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#4 Diakranis

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Posted 11 March 2009 - 12:36 AM

Chanel n°22

1922. Ernest Beaux

 

EDT. 2007

Recensione/impressioni di Nyneve

Non sento le note di testa, solo alcool.
Poi si sviluppa un mazzolino di delicatissimi fiori bianchi che sanno di pulito, ma non è muschio, direi più un incenso in basso dosaggio, tutt'altro che aggressivo.
Mi sembra di sentirci la corteccia di arancio amaro, e non riesco ad identificare i fiori.
Non conosco la piramide ma mi piacerebbe tanto provare l'extrait.
Diciamo che è un N° 5 più giovanile e delicato, ma chissa' quante note si sono perse negli anni.
Diventa un vero parfum de peau, con qualche rassomiglianza con Quelques fleurs vintage che mi è appena arrivato (quest'ultimo fa scintille, d'ora in poi comprerò solo parfums e chiudo con le eaux)

 

EDP. 2016


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#5 Diakranis

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Posted 24 July 2009 - 06:44 PM

Sycomore

Original 1930. EDT 2008. EDP. 2016

Recensione/impressioni di Glifi

ci sono anche delle note floreali che emergono,
ma il vetiver verde,fumoso,e sotterraneo si sente molto.
Per me è unisex e non lo dico solo perché mi piacerebbe portarlo.
Lo dico perché ci sono altre fragranze al vetiver classificate come maschili o unisex che non si avvicinano
proprio a questa carica dirompente della mia nota preferita..
In Sycomore riconosco la stessa nota di Athunis dei Sigilli o di Vetiver Extraordinaire Malle,senza quella connotazione (per me) aggressiva tipica dell'Athunis,per l'abuso,e dell' "amarezza" del Malle per l'unione con la nota di gomma.
Sempre per me,è uno dei migliori profumi al Vetiver esistenti.
Peccato che se vuoi averlo,devi spendere per forza duecento Euro.
Ipnotico,suadente e dispendioso.

 

Recensione/impressioni di Elmifra

Lo ricordo molto verde, pungente, forse mi sono espressa male dicendo femminile, è più corretto dire unisex, proprio perchè lo ricordo più sfaccettato, contrariamente ai vetiver asciutti, cristallini, decisamente più aspri, e maschili in questa accezione, di Malle, di Guerlain, Lalique.....


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#6 Diakranis

Diakranis

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Posted 02 November 2009 - 09:24 PM

Chanel 18

EDT 2007. EDP. 2016

Recensioni/impressioni di Lavinia

Lo acquistai in una torrida giornata estativa e spruzzandolo ebbi la fresca voluttà che avrei provato gettandomi sotto una cascata, sapete...quelle un po' esotiche di "Paradise". E' una fragranza così particolare che mi ricorda soltanto vagamente Quel'amour di Goutal per via dei frutti rossi.
L'ho indossato ieri e devo dire che non è male anche col freddo, ci sento dell'iris, molto gin e una magnifica rosa.
Ora devo tornare a sentire quelli che ancora mi mancano, eh sì perchè non ero mica riuscita a sentirli tutti quel giorno.


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#7 Nyneve

Nyneve

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Posted 19 October 2014 - 12:19 PM

N°5 Eau Première

Anno: 2015

 

Recensione/impressioni di NyNeve

che dire, buona, fresca, elegante, frizzante, la cuginetta giovane del 5 edt classico ma il drydown su pelle, e anche in mouillette, è terribile al mio naso acre, sintetico, pungente saponoso e cheap...
ditemi che non ho capito nulla, suvvia...

 

recensione/impressioni di meli80

Rubando lessico al cinema, l'Eau Première sarebbe un prequel, un capitolo successivo di un film di successo che però spiega l'antefatto.
In genere i prequel non sono granchè: nulla tolgono, nulla aggiungono.
Spesso sono pure "dimenticabili"e hanno di buono solo l'invogliarti a riguardare l'originale.
Ma Chanel, seppur commettendo non pochi errori negli ultimi tempi (profumi insignificanti, cattive riformulazioni, inutili flankers), resta comunque un pilastro, una Maison capace di risorgere dai proprio sbagli e di superare se stessa migliorando il "profumo dei profumi".
Sì, perchè a mio parere Eau Première surclassa l'illustre, blasonato predecessore in modernità, costruzione, versatilità ed evoluzione.
Rispetto al N°5 classico, E.P. è come la notte che precede l'alba: aldeidi brillanti come stelle si accendono veloci davanti al naso (per ricordarti che è pur sempre un N°5), ma lasciano immediatamente spazio a note legnoso /ambrate che baciano la pelle con un blu vellutato e soffuso.
Il rosa scioccante dell'alba qui non ha ancora motivo d'essere, c'è tutta un'allure di buona vaniglia fiorita che spande raggi lunari sulla base che si fa mano a mano talcata, scura, ma soffice ed elegante.
L'effetto finale del drydown-ahimè molto veloce-non ha niente a che vedere con il frizzantino giocoso e molto pulito-saponato che si addice alle ore mattutine del classico N°5; ricorda l'aspetto meditativo e misterioso delle ore che precedono l'aurora con la serieta' di un finale talcato ma signorile.
Purtroppo gli riconosco qualche difettuccio: mi piace tanto e dunque l'avrei voluto più persistente, più corposo, con un filo di proiezione perchè è un vero peccato che gli altri non lo possano sentire se non avvicinandosi al braccio.
In conclusione: meglio molte gocce di questo che poche dell'altro per andare a letto...e non me ne voglia Marilyn.


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#8 Nyneve

Nyneve

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Posted 15 March 2015 - 05:56 PM

Cuir de Russie

Original 1924. EDT 1983. EDP 2016

 

Recensione/impressioni di Mary70

 

L'apertura è decisamente cuoiata, seppure sempre morbida ed elegante..e non mi esalta ( io non sono un'amante di questa nota).
Ma è nell'evoluzione che questo aroma dà il meglio di sè, a mio parere.
Si trasforma in qualcosa di estremamente sensuale, rimanendo però carezzevole come velluto, mai strillato o acuto in qualche nota.
Ci sento dei fiori delicati a renderlo femminile ma, soprattutto, sento un fondo sofisticatissimo e languido di ambra e vaniglia che lo rendono splendido..senza perdere mai del tutto quel vago sentore di pelle costosissima....
Gran profumo !!!


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#9 Nyneve

Nyneve

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Posted 07 April 2015 - 08:35 PM

MISIA

EDT 2015. EDP 2016

Si pronuncia *MISHA*

 

Recensione/impressioni di Nyneve

 

Quello che non ti aspetti, mi ha spiazzata
Nonostante abbia ricevuto l'eau mi immaginavo una cosa densa e appiccicosa come i rossetti Molyneux delle prozie

Invece un'apertura aerea ed aldeidata lo rende molto diverso, sottile come un abito di organza a vita bassa disegnato per le bellezze esili degli anni '20, non certo per Misia che era un donnone carnale.

Sulla mia pelle esce più l'iris che il benzoino e la fava tonka segnalate nella piramide

Il cuoio è in sottofondo, quasi impercettibile, ma più vicino ad Antilope di Weil che a Cuir de Russie

Il tutto plana dopo qualche ora su un fondo di violetta un po' troppo zuccherosa per i miei gusti

Anche se lo preferisco allo Jovoy e al Malle, sulle note rossetto di rose e viole ha saputo far meglio la Sophie Grojsman della primissima versione di Paris che Olivier Polge

Da riprovare nella versione Parfum


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#10 Laura C.

Laura C.

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Posted 18 January 2019 - 03:22 PM

Coco Mademoiselle

2001. Jacques Polge.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Agrumato e fresco, fruttato, è anche abbastanza dolce, ma a parte gli agrumi (arancio, mandarancio, bergamotto secondo Fragrantica, mentre basenotes dice pompelmo, ma non è amarognolo) su Fragrantica non ci sono altre note di frutta in piramide, quindi, non capivo da dove venisse questo effetto fruttato e facevo stiracchiate ipotesi sul mix ylang e mimosa oltre ai fiori di arancio, anche se la mimosa in particolare non si sente distintamente, invece è Fragrantica a non esser esaustiva, manca il litchi, fra le note, infatti il profumo viene catalogato come un fruitchouli. La rosa c’è e non è pungente o medicinale, anzi, una bella rosa, il patch sopravanza e diventa un profumo agrumato, fruttato, rosa-chouli, il fruttato si sposta un poco in background. Non sento opoponax e nemmeno tonka, ma anche il vetiver è molto lontano, contribuisce solo al fresco della fragranza. Anche al dd resta non poco agrume per definirla una rosa dark, è più una rosa rock, boschiva e terrosa, ma anche luminosa. Questa mademoiselle non è tanto delicata, anzi, non dico sia borchiata ma si sa ampiamente difendere. Su di me, tende però a diventare un po’ bagnoschiumoso nel dd avanzato.

 

Impressioni/Recensione di Silvia R.

 

Coco mademoiselle eau de parfum nasce nel 2001 dall' estro creativo di jacques polge.......si tratta di un profumo orientale boschivo-ambrato che si apre con la freschezza rigenerante delle note agrumate per poi rivelare un cuore ultra femminile di rosa e gelsomino...è un bel floreale con note dolci e legnose che lo rendono passe partout e adatto ad ogni stagione...ho notato che i profumi che hanno questa dualità caldo fresco sono quelli che colpiscono maggiormente il gusto e l' immaginario delle persone forse proprio per questa versatilità... la composizione pur essendo elegante e chic ha un carattere deciso e grintoso..perfetto indossato da una ragazza ma gradevole anche sulla pelle di una donna...romantico pulito......il finale di patchouli sottolinea il calore di un jus ambrato accompagnato da un tocco di assoluta di vaniglia e di fava tonka muschi e un tocco di vetiver che crea un mood quasi androgino sulla chiusura del bouquet ...impossibile non apprezzarlo... come ogni composizione di Chanel è estremamente equilibrato...Non invadente suadente...il perfetto 'salva situazione' proprio come il classico tubino nero alla Audrey Hepburn.. con lui non si sbaglia mai



#11 Laura C.

Laura C.

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Posted 25 February 2019 - 10:40 AM

N°19

 

Impressioni/Recensione di Marco B.

 

Stamattina mi sono recato in profumeria e sono riuscito a testarli tutti e tre i n19, l’edt e edp sono essenzialmente lo stesso profumo, anche se l’edt mi ha colpito di meno, più piatto, più soffice, meno protagonista, più grigio che verde....
mentre l’edp ha un’apertura verdissima, fredda e molto malinconica che mi ha emozionato... per non parlare della sue evoluzione tra muschi puliti e saponosi e fiori talcati e retró, un fascino di altri tempi, un capolavoro, ripeto molto malinconico!
Il 19 poudre mi è piaciuto ma non regge il confronto con l’edp, è un pó più dolce, meno verde, più floreale e più femminile, meno malinconico...
In conclusione sono super soddisfatto della mia ricerca e studio che ho fatto in questi giorni sul 19, diversissimo dal più famoso n’5 ma secondo me uno scalino sopra, molto più all’avanguardia e meno “sentito” !
Consiglio a tutti quelli a cui piacciono i profumi verdi-floreali-talcati con stile vintage di annusarlo, oltretutto la durata è alta e si fa sentire bene...
Esattamente quello che cercavo !

 

N°19 Poudré

 

Recensione/impressioni di Sabricat

Appena spruzzato sul polso una nuvola talcata molto dolce (la vaniglia? di già?!) mi ha investito come un Tir, devo dire che all'inizio sembra un altro profumo, anzi un profumo che sta agli antipodi del primo n.19.
Poi affiorano le note verdi a me care e conosciute, ma rimangono sempre tenute basse dalla nota poudrè e da muschi bianchi che su di me virano all'acido.
Un profumo davvero piacione, che a me stufa in un nanosecondo.
Tuttavia alla commessa stava molto meglio che a me, quindi vale sempre la regola del provare, provare, provare!

 

Impressioni/Recensione di Marco B.

 

La versione polverosa di chanel 19..
Sono due profumi diversissimi ma allo stesso tempo simili, il poudrè in apertura ha una forte note di galbano, ma non è un verde tagliente come il classico, è estremamente morbido ed etereo con sfumature più amare di buccia di mandarino, una combo davvero splendida e avvolgente..
Nel cuore la polverosità dell’iris si incontra con il muschio bianco, non animale come il 19, questo è più pulito, è meno incisivo, è una nebbiolina grigia e soffice...
Nel drydown invece la tonka, leggermente dolce e aldeidata (riprende toni simili al premier) molto elegante stile chanel!
Questo profumo più che verde ,come detto prima, lo vedo più grigio, se il 19 classico era l’odore di un campo in primavera, questo è più di un boschetto in autunno, con una leggera foschia grigia, dopo una pioggia... un profumo molto introspettivo!
L’avrei visto bene su nicole kidman nel film “the others”, una donna vedova con sempre un’aria malinconica ma severa, carnagione chiara e occhi ghiaccio... che vive in un maniero vicino a un bosco sempre sommerso dalla nebbia!
Introspettivo, polveroso, grigio, sentimentale, floreale...un viaggio per i sensi!
Riconosco a Chanel il merito di creare, anche in questi tempi moderni, bouquet di fiori estremamente eleganti e con uno stile inconfondibilmente retró!
Durata 3-4 ore, scia non troppo potente anzi molto timida. Voto:8



#12 Laura C.

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Posted 05 May 2019 - 12:24 PM

No. 5 L’Eau

Anno. 2016

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

È un’acqua agrumata con poche aldeidi piacevoli e guizzanti (e già questo samplino negletto ha avuto il pregio di ricordarmi che alcune aldeidi che trovo piacevoli, esistono), gli agrumi non sono eccessivi ma molto aromatici. Neroli, rosa, gelsomino molto dietro, ylang più evidente, vaniglia per fondo arrotondato. Non si sentono legni, un po’ di muschio pulito. Piacevole, ha un che di giovanile, poco complesso ma ben equilibrato, i sentori agrumari sono ben sfaccettati ed hanno una nuance naturale, diretto, secondo me non è incisiva e non resta impressa, persistenza bassissima su di me.



#13 Laura C.

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Posted 05 May 2019 - 12:30 PM

Pour Monsieur

Original 1955 Henry Robert

Concentrèe 1989 - EDP 2016

 

EDT

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Non so la data del campioncino ma pareva si fosse ben tenuto e non evaporato o modificato. D’altronde è poi sempre una scusa per metter su il naso su qualcosa di diverso e raccontarvelo e nel mentre farmi un po’ di cultura passata. Parrebbe nascere nel 1955, by Henry Robert, la prima cosa che noto è che attualmente in commercio è verde, mentre le versioni precedenti trasparenti. Sentiremo l’attuale quando capita, magari ritirerò su il post, ho letto che è stato pesantemente riformulato. Questo non è la versione concentrèe che ho letto essere invece dell’89.
Messo su polso posso subito dire che è bello, petit grain, agrumi e neroli bello grassoccio, cardamomo si sente e oakmoss + vetiver, poi pochissimo legno o forse un po’ di coriandolo che si fonde con il legno perché in base sento una nota arsa e polverosa che però non è sandalo. È classico ed attualissimo, a dd avanzato emerge una nota canforata che non so da dove arriva, che sia sempre l’oakmoss? Resta fino a dd avanzato e copre a tratti anche il neroli, facendo diventare la fragranza un po’ più “maschile”, qualcuno accennava ad un dd talcato che su di me assolutamente non c’è ma forse si riferiva a qualche altra formulazione. Forse al mio naso manca appunto qualcosa che lo renda più unisex perché appunto diventa un po’ affilato e canforato dopo il dd. Comunque il campioncino l’ho finito indossato prima di un giro all’agenzia delle entrate, non sono mai giri estremamente piacevoli, ma ho ricevuto inaspettati complimenti.



#14 Laura C.

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Posted 19 July 2019 - 04:39 PM

Egoiste Platinum
1993. EDT. Jacques Polge. Vintage.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Non c’è tonka ma muschio vegetale sì, quindi credo che i parametri per l’accordo fougère ci siano, c’è una lavanda iniziale con sentore di pulito, schiarita dal petitgrain e dal vetiver, poi c’è anche l’aromaticità della salvia e del rosmarino, tutto estremamente naturale, sento anche il galbano, il geranio resta proprio centrale. Si sentono praticamente tutte le note, prima del dd. È classico, maschile, la quintessenza del classico e adesso aggiungo anche, cosa che dico veramente di rado, assieme a classico: davvero bello, non credevo nemmeno che mi sarebbe mai venuto da definire così un fougère. Le note hanno una limpidezza cristallina, calibrate alla perfezione, è fresco, luminoso, aromatico, non sa di dopobarba, leggermente ozonato, come dicevo ogni nota si sente bene e scandita non sovrapposta ad altre, e questo ho imparato a notarlo come calibrazione olfattiva di precisione. Bello. Ha una buona intensità e non sembra una edt, non so la versione attualmente in vendita quanto disti da questo. Fragrantica aggiunge neroli che in effetti pare anche a me di sentire e sandalo che invece non percepisco così come il gelsomino.



#15 Laura C.

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Posted 22 July 2019 - 11:17 AM

Chanel 1957

2019. Olivier Polge

 

Impressioni/Recensione di Marco C.

 

Ieri avevo spruzzato due volte il 1957 di Chanel, nel tardo pomeriggio e poi ieri sera, prima di uscire, un altro psshhtt. Questa mattina sul polso ancora resistevano leggeri i muschi bianchi, pulitini e saponosini. Sono andato (ebbene sì) a leggere un po' di opinioni sui vari Fragrantica e Base Notes, e anche Ermano Picco si era espresso su Adjiumi in proposito. Cosa posso dire? Porta il marchio di fabbrica di casa, si riconoscerebbe tra mille formule, con tutte le sue aldeidi al posto giusto. Un fiorito condito di muschi e nel cuore una goccia di miele scuro, forse cera d'api, con un finale soft e poudré. Un po' metallico, minerale nel cuore, alcuni dicono l'odore delle perle di M.me Chanel, e perché no, come evocazione ci sta bene in una fragranza ispirata ai sogni di allure parigina allargata nel quotidiano di qualsiasi signora americana dei 50's e 60's, quando le scopiazzature stile n.5 invadevano le toiletries dell'epoca: saponi, lozioni, detersivi, ecc. 1957 celebra quei tempi importanti per Chanel negli USA, ma non sa esattamente di profumo di allora, perché dev'essere portato da noi oggi. Concordo con chi sostiene che i profumi famosi di quelle epoche fossero generalmente assai più pesanti, e ne mancava prima che arrivassero i 90's con il loro effetto di candeggina Zen. Ha un po' del profumo classico del secolo scorso, bellino e generico, ripassato in lavatrice e stirato con l'appretto.






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