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Le VOSTRE recensioni!


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95 replies to this topic

#81 Laura C.

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Posted 30 November 2018 - 09:45 AM

Superstitious - Malle

2016. Dominique Ropion. Le aldeidi fuoriescono come l’apertura di un balletto, corrono con abiti morbidi e svolazzanti da una parte all’altra, con salti e balzi ed anche qualche capriola. Non si frenano e non si stancano, la rosa arriva subito dietro, in un primo tempo si sente anche la pesca. Il patch viene fuori successivamente, mentre il vetiver è come un velo sottile che copre la scena, molto impalpabile e quasi sfuocato, ma presente, una bruma che si appoggia su ogni nota. È un mix fra vintage e modernità con rosa, patch e aldeidi, il classico destrutturato. Non sento gelsomino inizialmente, non sento chiaramente ambra, la rosa risulta appuntita, su di me, come sempre quando ci sono in mezzo le aldeidi, e intensa, molto intensa, quasi sfacciata, aggressiva, abbaiante un poco stordente, ecco su di me non è un profumo gentile o aggraziato, ma proprio l’esatto contrario. L’incenso è molto modulato, spinge da sotto per sollevare la nebbia di vetiver fornendole quel cotè freddo e balsamico.
Un poco di gelsomino pian piano comincia a venire fuori, inizialmente resta schiacciato dalla rosa, ma evolve diventando più presente senza mai diventare indolico. Nessuna, nessunissima somiglianza con Portrait sebbene incida quasi sulle stesse note. Su di me le aldeidi hanno l’effetto bruciante di uno spray antistaminico, deve esser per questo che non riesco ad apprezzarle, ma chi ci riesce ne ama proprio la colorazione vintage che apportano alla fragranza.



#82 Laura C.

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Posted 02 December 2018 - 12:11 PM

Nerotic - Laboratorio Olfattivo

2016. Cecile Zarokian. Anche se non esplicitata fra le note l’ambra, più dei frutti rossi e della parte citrica, è il primo tratto percepito della fragranza; legno e pelle arrivano successivamente. I frutti rossi probabilmente rinfrescano e alleggeriscono il tutto senza rendersi evidenti. La nota di pelle è un cuoio ma non animale, un pellame dark e affumicata, il sandalo si fa più strada verso il dd, zafferano non pervenuto. La nota centrale diventa proprio quella di cuoio + legno/sandalo con una leggera affumicatura, ribadisco il leggera, va bene anche per chi non ama particolarmente i sentori fumé, inoltre il legno ha indubbiamente una nuance balsamica, la speziatura ne aumenta l’aromaticità. Fragrantica cita l’ambra, sul sito parla di accordo legnoso secco, ambrato, è questo a renderlo meno spigoloso e più caldo.
Francamente la parte “-erotic” io non la trovo, il lato fumoso lo posso associare alla parte “nero”, ma questo cuoio non ha proprio nulla di sensuale secondo me, è persino ben ripulito.
Un cuoiato legnoso, su di me più cuoiato che legnoso, senza grosse sfaccettature.



#83 Laura C.

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Posted 04 December 2018 - 01:49 PM

Angel’s Dust - Francesca Bianchi

 

2016. Io ho un rapporto che non è definibile nemmeno come amore/odio, verso la nota di rosa, talvolta su di me non si fissa, e quando lo fa, finisco spesso per trovarla acuminata, claustrofobica e accupante, in realtà passo da indifferenza talvolta persino fastidio, fino a poche ed uniche folgorazioni, come questa.
Questa per me è una rosa interplanetaria, non accupa in nessun modo, impossibile, viaggia fra gli anelli di Saturno, ha luminosità, suadenza, dolcezza misurata, che confluisce in questa fragranza rasserenante, positiva, dorata e scintillante, ma anche romantica e voluttuosa.
La rosa non prevarica sulle altre note, l’abbinamento con la mimosa non me lo sarei immaginato come un successo, avrei supposto che la inglobasse completamente, invece è un matrimonio riuscitissimo e tampona i difetti caratteriali di entrambe i fiori, la rosa perde le spine e la mimosa acquista voce e sicurezza, perde di timidezza, ed esprime al pieno quel suo profumo leggermente mielato. L’iris riesce a costruirsi una sua nicchia indisturbata, facendo sentire la sua voce argentina, senza collidere quindi, ma esaltando il matrimonio mimo-rosa anzi, ne fornisce proprio il motore propulsivo. Il Sandalo fa quasi la stessa vece del pepe, apportando profondità e carattere, bilanciando e modulando il tutto, restano dietro, si fa comunque più evidente a dd inoltrato, mentre il pepe praticamente non lo sento, quelle presenze che svolgono la loro funzione invisibili, dietro le quinte. Benzoino, Tolu e Vaniglia formano il fondo caldo, una base che veicola la fragranza fuori dalle normali orbite planetarie, al contempo esalta ed innalza la fragranza stessa. Nell’evoluzione nessuna nota ti abbandona, coesistono tutte, sempre, contemporaneamente, ecco perché mi vengono in mente orbite circolari.
Unisex con sillage direi discreto: non lo vorrei maggiore di così, ottima persistenza. Abbastanza trasversale fra estate e inverno, credo sia molto soggettivo, il benzoino scalda, l’iris raffredda, quindi diventa personale quello che uno sente come temperatura del tutto, io ad esempio non lo metterei con caldo umido intenso.
Comunica sicuramente romanticismo ma non solo, quella sensualità innata e naturale, non costruita, struccata, a piedi scalzi, con una camicia buttata su a caso, e luci sullo sfondo e glitter qua e là, sparpagliati in giro,come in una casa reduce da un party la sera prima, in periodo di feste.



#84 Laura C.

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Posted 05 December 2018 - 11:51 AM

Cologne - ELDO

 

2014. Il più classico degli Eldo, probabilmente, tanto che spesso non si ricorda nemmeno fra le loro fragranze. Parte proprio come una colonia classica, agrumi, ove si sente molto bene l’arancia, proprio intensa ma non eccessiva come asprezza comunque più intensa di una colonia normale, ed anche la scorza del bergamotto, il gelsomino e fiori d’arancio sono ben calibrati e non sento indolicità di sorta. Appena la parte agrumata scende un filo, sono i fiori d’arancio che si evidenziano nettamente, anzi diventano proprio protagonisti. Come intensità ovviamente non è una EDC, ma una EDP, anche se come succede spesso con questa tipologia, non hanno persistenze rimarchevoli. È una buona fragranza agrumata, estiva e gradevole. Ci dovrebbe essere una nota di pelle che non sento, note verdi non rilevanti, ma stavolta almeno sento il muschio che forse mi aspettavo un po’ meno ripulito. Bisogna amare gli esperidati per apprezzarla, rientra più in questa categoria che nelle normali acque aromatiche, ma diciamolo il fatto che sia un Eldo che fa un po’ esclamare, e quindi ? È comunque un buon agrumato, che secondo me finisce per esser penalizzato dall’appartenenza ad un marchio che ha fatto dell’originalità non solo bandiera ma anche aspettativa.



#85 Laura C.

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Posted 08 December 2018 - 06:42 PM

Sotto La Luna Gardenia - Tauer

2014. Appena spruzzato arriva un sentore liquoroso-dolce, non è indolico ma denso, ipnotico e narcotico, e sottolineo dolce. Si sente anche un po’ di gelsomino e una rosa retrostante, sandalo molto lattonoso, la tonka sembra quasi uno sbruffo di terra sopra al tutto. Note verdi non pervenute. Non sembra, rispetto alla Tuberosa, schiarito dalla Luna ma un bouquet chiuso in una stanza, in cui filtra la luce della luna, non c’è l’idea dell’aria aperta. Il fondo speziato taueriano è presente, accanto al sandalo. Al dd la tonka si fa strada maggiormente e crea un bilanciamento del dolce che rende bene anche l’indosso maschile, anzi forse è migliore perché la pelle maschile già di suo ritiene meno i toni dolci. Non lo sento talcato anche se l’odore può ricordare un talco molto dolce, se si esclude la tonka. Nel dd è in effetti più sensuale ma in apertura è quasi stucchevole e melenso; anche la nota di rosa viene poi fuori più evidente. Ho letto che alcuni sentono più gelsomino che gardenia, per me invece il gelsomino resta molto dietro. È una fragranza calda, non ariosa, anzi l’esatto contrario, è invernale più che da mezza stagione, non è delicata, è una gardenia impositiva al culmine della fioritura.



#86 Laura C.

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Posted 11 December 2018 - 11:41 AM

Hyle - Farmacia SS Annunziata

Sentori di oceano, aria ozonata, limone, bergamotto, zenzero per la parte luminosa e ariosa, leggere note balsamiche in base, date dalla mirra, la lavanda è molto fiorita e mi distoglie un po’ dall’immagine dell’oceano, non riesco a farla formare del tutto, è un marino ma anche se Fragrantica non lo riporta e nemmeno il sito, c’è tanto mirto, anche ginepro ma soprattutto mirto. Dovrebbe esserci la sotto-categoria dei profumi al mirto, sottoinsieme di quella più generica dei marini, così come quella dei salini. L’impressione ozonata e leggermente balsamica, iodata, riesce comunque a crearsi, anche se le erbe aromatiche sono un po’ prevaricanti. Ha una connotazione un po’ dolce e cremosa, quasi fosse una crema idratante. L’effetto di lavanda, mirto e ginepro, spinge anche su una connotazione un po’ dopobarbina. Non c’è parte salina, è anche per questo, oltre che per la parte ozonata che viene in mente l’oceano, per la minore salsedine. In sostanza secondo me non è una fragranza marina ma più un fougère ozonato al mirto e ginepro con un po’ di patch e mirra balsamica. Ne esiste anche la versione concentrata.



#87 Laura C.

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Posted 11 December 2018 - 11:41 AM

Rebrodè - Gritti

2018. Fa parte della Bra Series. È un fruttato- floreale. L’arancio si sente subito e va a sfumare in un tono aromatico, ci sono note fruttate su cui spicca il frutto della passione, fresche e non troppo dolci, si avvicenda quindi il bouquet fiorito in cui mi sembra di trovare dell’ylang e comunque un’impressione tropicale. Piacevole, ha il frizzantino tipico delle note agrumate e fruttate. Lo trovo sicuramente femminile, spensierato, ben bilanciato, molto adatto per esser regalato a chi si conosce non troppo o non ha gusti particolari. C’è un po’ di ambra alla base ma non è un profumo caldo, è più da serata estiva. Patch e note legnose non avvertibili distintamente. Nel dd la dolcezza si appiana, la vaniglia c’è ma resta più aromatica che dolce.



#88 Laura C.

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Posted 11 December 2018 - 11:41 AM

Bollicine - Zeromolecole

2011. Il profumo per Capodanno? In realtà non è un profumo al vino ma al pepe rosa, con una nota incensata, leggermente smokey, niente note citriche e niente champagne. Certo che un po’ di acidità viene da aspettarsela con il nome bollicine invece sono leggerissime, poco avvertibili. È praticamente un solinota al pepe rosa, lo vedo adatto quindi per vari layering, non è eccessivamente pepato e molto aromatico nel senso che si sente che è pepe rosa e non pepe nero; è meno intenso di altri provati dello stesso marchio.

Di tutto il marchio, questa è una delle fragranze che ho capito meno.



#89 Laura C.

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Posted 13 December 2018 - 04:50 PM

Romanza, Victorian Narcissus - Masque

2015. Cristiano Canali. Su di me i fiori si sono sentiti immediatamente senza il passaggio fra note verdi nessuna nuance nè erbacea nè amara. Fragranza intensa, forte, dolce, capisco subito perché l’aggettivo più spesso usato per descriverla sia decadente, l’impatto floreale quasi stordisce, anzi, al momento è la fragranza più narcotica che abbia mai provato, è quasi fungina a tratti, resta spiccatamente dolce anche su polso maschile, ma su di me pare sia stato aggiunto del miele. Non ho avvertito anice o qualcuno riporta assenzio, le note fiorite non si riescono a separare bene fra loro, almeno inizialmente, nessuna nota indolica, il vetiver schiarisce leggermente ma non lo avrei mai identificato senza leggere le note, non sento nessun legno. Ci sono in effetti delle note verdi ma su di me risultano affogate nella dolcezza floreale, forniscono alcune sfumature amare che contrastano l’overdose floreale. Assolutamente una fragranza, più di altre, imprendibile a scatola chiusa. La prevalenza di narciso credo comunque di sentirla ma mi si confonde molto con il giacinto, quasi un tutt’uno, viene in mente una stanza piena di vasi di fiori per un matrimonio, chiusa al sole per alcune ore. Pian piano vengono fuori anche delle note più animali, non prevaricanti ma tali da aumentare la dolcezza del tutto, l’indolico leggerissimo arriva in un secondo tempo, percettibile ma non intenso. Una fragranza ben orchestrata per gli amanti del genere retrò’, originale, audace, dalla personalità decisa, non facile da capire ed anche complessa da descrivere, sono affascinata da qualcosa di così anni luce distante da me, quasi come se incontrassi un alieno. L’evoluzione della parte zibettosa è la parte che mi è piaciuta di più, quando i fiori si “spengono”, ma non arrivo mai a sentire la mirra o nessun lato resinoso nè balsamico così come assolutamente nessun tratto legnoso, strano perché in molti descrivono queste componenti che avrebbero sicuramente modificato le mie sensazioni. Secondo me non è un profumo primaverile, non ha nulla di fresco, forse invernalissimo o estivissimo per via degli opposti e della resa delle note animaliche in estate piena, quando si dice osare.



#90 Laura C.

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Posted 13 December 2018 - 04:50 PM

Jasmine in Tangerine - Atkinsons

2014. EDP. Il pepe rosa si sente subito, mi aspettavo, dal nome, che fosse più spinto sul lato agrumato mandarinoso, comunque sicuramente aromatico, è un acqua aromatica fiorita primaverile, molto ripulito, non narcotico nè indolico, i fiori (dal sito è citato anche ylang e osmanto) formano un bouquet semplice, sembra più un aromatico dopo doccia che non una edp. È gradevole, nonostante ci sia riportato fra le note, assoluta di gelsomino, non lo sento così netto, ma anche ylang e osmanto non riesco a trovarli singolarmente, all’appello mi mancano anche le note legnose. Fragranza immediata e semplice, piacevole, ipoteticamente lo vedo adatto per una ragazzina.



#91 Laura C.

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Posted 13 December 2018 - 04:51 PM

Monsieur. - Malle

2015. Bruno Jovanovic. Come fa Fragrantica a descriverlo come oriental vanilla fragrance, non ne ho idea, è una fragranza da patchouli addicted, c’è tanto tanto patch, un po’ maschile come taglio, legnosetto, leggermente boozy, liquoroso, ma proprio leggermente, è un po’ ambrato, molto invernale, pian piano viene fuori l’incenso con una buona intensità balsamica e la fragranza ne risulta sollevata, meno greve. Il patch ha un sentore vintage, old school. Un lavoro molto classico, avrei detto che chi non ama il patch non possa riuscire ad apprezzare questa fragranza invece ho letto che qualcuno c’è, strano, anzi parecchio strano, potrebbe dipendere da quanta presa fa l’incenso, infatti su di me, lo sento proprio poco, un filo balsamico e basta, sento quasi totalmente patch in purezza, fa molto anni ‘60, già su polso dude l’equilibrio è diverso e l’incenso più evidente. Unisex, volendo, ma non certo una fragranza morbida, la vaniglia non arriva a smussarne gli spigoli, meglio dire che non si sente affatto, su di me, resta spigoloso e austero, note citriche non rilevanti e note legnose un po’ più presenti nel dd. Confesso che stavolta il provarlo solo su pelle, come mia abitudine, comporta che la resa sul mio polso. non me lo faccia apprezzare molto in generale, dato che diventa praticamente un monolite al patch con sfaccettature molto limitate, ma leggo che è apprezzato quindi avrà sicuramente rese differenti.



#92 Laura C.

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Posted 16 December 2018 - 04:43 PM

Santo Incienso, Sillage Sacré - TDC, The Diffrent Company

 

2017 Alexandra Monet. È bene rimarcare che è una fragranza al palo santo e non propriamente all’incenso, detto questo, io qui faccio molto presto perché su di me parte come un’acqua aromatica e poi sparisce di colpo, anosmia ritardata, un po’ come se steste per mangiare e di colpo vi sparisce il piatto, stranissima sensazione, forse è il muschio che blocca tutto il resto, non so. Ci avevo già provato mesi fa e mi ero appuntata che era legnoso e sottilmente incensato, stavolta non sono arrivata a sentire nemmeno il legno. Peccato



#93 Laura C.

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Posted 18 December 2018 - 10:08 AM

Nacre Blanche - Antonio Alessandria

2014. Folgorazione immediata, per quanto mi concerne e lo dice una che arrivando qui diceva no, i fioriti no. Mai chiudere le porte, in questo mondo, ti ritrovi facilmente innamorato di un profumo che in teoria non ti sarebbe dovuto minimamente piacere. Capisco il perché di tanto successo: è luminoso, apre con una schiaritura di agrumi e petitgrain, una tube quasi diafana in tutto questo lucore, sembra quasi volare sulla fragranza stessa, la doratura del benzoino emette ulteriore luce, l’osmanto fruttato albicoccoso assieme all’ylang che si diverte anch’esso talvolta a travestirsi da fruttato, gelsomino qua e là a riempire i vuoti, vaniglia ben presente. La nota di pelle sottostante è morbida, elegante, c’è un po’ di sandalo a bilanciare il dolce. Proprio bello, solare, luminoso, cremoso, tutto in maniera bilanciata, senza eccessi; il coriandolo sembra quasi una nota di base, si capisce come ne aumenti profondità e sfaccettature. Sicuramente un profumo che resta impresso per il suo perfetto equilibrio, la cremosità non è eccessiva, perché le note di pelle e sandalo la confinano con discrezione, le note agrumate e petitgrain restano, non abbandonano la scena dopo il dd, mentre l’osmanto perde progressivamente le nuance più fruttate, come se cambiasse la sciarpa di seta alla tube, da un colore brillante fruttato ad uno verde azzurro delle note più limpide e cristalline, fra il verde e l’ozonato, l’ylang resta sempre accanto alla tube in un vortice di balli, salti e rincorse, indissolubilmente legati. Il combo osmanto-nota di pelle è sempre meraviglioso.



#94 Laura C.

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Posted 08 January 2019 - 01:47 PM

Vetiver Extraordinaire - Malle

2002. Dominique Ropion. Davvero una notevolissima costruzione, non è addolcito in nessun modo, ma non è nemmeno ancorato su note amare erbacee-radiciose del vetiver, su di me non è nemmeno molto ozonato ma resta più terroso, si sente bene e si fonde con le note legnose del cedro e sandalo, quest’ultimo non è cremoso tantomeno polveroso o arso, una nota di sandalo molto bella. Le note citriche non sono rilevanti, le spezie nemmeno, confluiscono nell’aromaticità del legno. L’oakmoss imprime una leggera impronta maschile ma non è molto intensa, in ogni caso anche per l’assenza di toni smussanti o addolcenti resta comunque una fragranza leggermente più maschile, non arriva ad essere comunque secco e amaro come il Veritas di Heeley, è più legnoso ed un filo balsamico per via della mirra. Un vetiver legnoso e resinoso. Molto elegante, non necessariamente estivo, molto close skin, forse un filo più intenso sarebbe stato, in questo caso un plus. Un vetiver da giacca e cravatta.



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Posted 08 January 2019 - 01:51 PM

Sex and the Sea - Francesca Bianchi

2016. Non era mia intenzione prenderlo. Eppure si è inserito subdolamente fra le mie necessità.
Dopo una folata di ananas c’è un animaletto che sta ballando attorno ad un totem di ambragrigia innevata di cocco, scena piuttosto surreale ma chiarissima per me. Sono sempre più intrigata dalla nota di ambragrigia: dalle prime descrizioni ricevute di mare, frutta, cocco, mi aspettavo un profumo spensierato ed estivo, non un woosh di ambra grigia così potente da destabilizzarmi, e se sulle prime ne sono stata respinta, pian piano ha cominciato ad attrarmi. Sul retro si sente anche un po’ di mimosa, è un profumo inizialmente un po’ dolce, ma pian piano nell’evoluzione il dolce scompare e resta il salino. A dd avanzato senti l’iris, la spiaggia il sole, è una fragranza particolare: non ti aspetti complessità in un profumo estivo, l’ho trovato davvero inaspettato ed ho capito anche perché ho inizialmente faticato: io ho un rapporto conflittuale con il sole, no correggo non è per nulla conflittuale, dopo un infanzia difficile a riguardo (genitori che amavano sole, mare spartano, gommone, figlia con pelle bianca che passava da un eritema all’altro), lo rifuggo totalmente, al mare ci vado, non esco dal mio riquadro di ombra, protezione 50, non faccio il bagno dalle 11 alle 16.30-17, ecco il mio rapporto con il sole. Però c’erano lati che mi piacevano, quando finalmente riuscivo ad abbronzarmi, e quell’odore che io prosaicamente ho sempre definito dicendo: so di carne cotta al sole, è una definizione che non ha risvolti romantici nè aulici, ma è quell’odore salino, sudato e solare che ti resta addosso quando vivi il mare totalmente, quindi per me, attualmente figlia dell’ombra è molto raro si riesca a ricreare... finora. Pur essendo uno spicchio di estate in bottiglia è un profumo caldo, senti proprio la tua pelle che emana calore più che lasciare una scia, ecco perché lo trovo adatto anche o forse soprattutto come profumo invernale. È magnetico, non potevo non prenderlo, finivo sempre per riannusarlo, ora non lo sento per nulla più così animalico e sensualmente selvaggio come al primo spruzzo, ma ricordo bene lo stupore che provai. La nota salata dell’ambragrigia è ben enfatizzata e basta quella a richiamare il mare, oltre alle note fruttate, cocco e al sandalo sabbioso, non sa crema solare è molto fuorviante chi lo descrive così, ha proprio l’odore della pelle dopo la giornata piena di sole e mare, non lo sento nemmeno più dolce o dolciastro come all’inizio, anzi è il sale che si evidenzia, è quasi incredibile che qualcuno possa definirlo metallico o tagliente, nulla di tutto questo al mio naso, è proprio un flacone di estate spensierata e scatenata da portarsi dietro al bisogno.



#96 Laura C.

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Posted 08 January 2019 - 01:51 PM

Boronia - Grandiflora

2017. Bertrand Duchaufour. Non è un profumo immediato, ma molto particolare, sebbene non inusuale nè strano, uno di quei profumi su cui rimetterò su il naso, di quando in quando. Ci sono delle note verdi, con un sottile accenno canforato più che balsamico, il tutto è scaldato dal tabacco, dal suède e dalle resine, assieme al cognac. Ho difficoltà a trovare il centro gravitazionale del tutto, riflettendoci un po’, su di me, trovo che sia la nota di cognac più che il tabacco. Ovviamente non ho la più pallida idea del profumo del fiore boronia, ed è praticamente impossibile scorporarlo e capirlo per sottrazione, da questa fragranza. Non lo sento propriamente dolce ma solo morbido. Le note iniziali che avevo definito canforate si uniscono poi con il balsamo delle resine. Sa di libreria in legno, è molto invernale, di poltrona in pelle e coperta di lana, relax da serata di inverno. È legnoso ma molto morbido, il tabacco e il suede quasi spariscono come identità individuale e riconoscibile, fondendosi insieme in un profumo caldo, che genera conforto, mantenendo questa nuance verde, simil-canforata, da fiore selvatico, molto interessante. Non sento minimamente la nota di caramello, servirà da ammorbidente e nemmeno l’albicocca, la leggera punta di amaro che tira fuori la parte canforata credo sia il tè nero. Legnoso, con uno spicchio boschivo come una finestra aperta da cui arriva una ventata fredda del bosco che circonda la casa; non è dolce, su di me, per nulla terroso o tabaccoso. A dd inoltrato diventa più classico resinoso balsamico con una leggera punta di tabacco che torna fuori. Bello e complesso.






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