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ORTO PARISI


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#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 29 April 2014 - 07:13 AM

STERCUS

Recensione/Impressioni di Marcopietro

Giudizio complessivo decisamente positivo, interessante il concept, belli i flaconi, come sempre per Gualtieri, belli anche i colori dei liquidi.
Le fragranze tutte molto più raffinate di quanto i nomi e le descrizioni lascino supporre e l'impronta nasomattesca si sente, ma non li definirei comunque prodotti per minorenni.
Sono uscito con cartine asperse degli aromi e devo dire che mantengono a lungo la loro potenza e prepotenza, mentre i due che ho provato su pelle, pur avendo una bella proiezione ed un'ottima persistenza hanno una evoluzione più complessa e modulata.
Giocando pericolosamente sul crinale tra evocazioni "rurali" ed animali e la memoria di una certa profumeria tradizionale Gualtieri è riuscito magistralmente a trovare l'equilibrio giusto, equilibrio fragile e proprio per questo credo che sia davvero importante per i suoi lavori più che per altri l'indosso di diverse ore per evitare sorprese sgradite nel connubio con la propria pelle.

Stercus è molto bello e su pelle si ammorbidisce e addolcisce più velocemente che su carta, la stalla evocata c'è, ma condita con una ricchezza di note complementari che lo rendono intrigante e seducente.

 

 

Recensione/Impressioni di Laura C. (FB 2019)

 

2014 Logicamente il nome non deve spaventare, ci sono nuances indoliche che però sono molto contenute. Non arrivano ai campioni di note sporche, quindi nessun disgusto e recede pian piano. Per dire che il nome è più provocatorio che il sentore del profumo stesso. Una nota di pelle si evince subito e credo ci sia dell’ambroxan ed anche sentori balsamici. Sono un po’ in dubbio sull’indosso femminile, inizialmente non credo “doni” ma d’altra parte, almeno su di me, passa presto e diventa un cuoiato potente e non amaro; quindi per come evolve la fragranza è assolutamente unisex, basta passare la fase iniziale di circa 10 minuti su di me, e quel che resta su pelle sono solo minime tracce, venendo poi fuori un simil-oud/cuoiato balsamico con quel fondo synth sandalo ambra ed anche legno di cedro che è quasi una firma, suppongo ci sia anche dell’Iso E.
Morbido, caldo, con un bel resinoso-balsamico che credo venga dal labdano, lo indosserei volentieri, c’è qualche composto che lo ammorbidisce molto progressivamente, tutto questo ovviamente in dipendenza da come reagisce la pelle, certo se la fase indolica (circo, stalla), dura di più, l’indosso diventa più difficile. Poi in generale io appartengo a chi trova intrigante un accenno, e sottolineo accenno, di indolico o animale in un profumo ma non la stalla pura, d’altro canto il naso tende ad abituarsi sentendo relativamente spesso questi profumi quindi temo che il mio accenno di oggi sia quantitativamente molto di più di quello di un anno fa, dipende da quanto uno annusa fuori dalla sua confort zone di note preferite, io sempre; comunque in questa fragranza alla stalla non si arriva, e ribadisco che il minimo iniziale sfuma quasi totalmente nell’evoluzione.



#2 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 29 April 2014 - 07:15 AM

BERGAMASK

Recensione/Impressioni di Marcopietro

Dopo la partenza col botto si scalda e vira verso un sentore che effettivamente, come recitano le note di accompagnamento, ricorda corpi accaldati per un ballo campestre e colonie tradizionali, sulla pelle forse quello che potrebbe insieme al Viride evolvere in pesantezze sgradite. Molto bello, ma lo trovo al limite dell'asfissiante, non vorrei che col caldo i corpi sudati che ballano sull'aia prendessero il sopravvento.

 

 

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

2014 Fragranza centrata sul bergamotto, ulteriormente sfumato sul mandarino, quel che risalta subito al mio naso è il contrasto di temperatura: caldo dal muschio e freddo degli agrumi, la fragranza oscilla fra i due e non si assesta su un tiepido intermedio. Le sfumature aspre sono contenute, non è dolce nè amaro. Non ha nulla della Colonia agrumata, comunque da provare su pelle, da mouillette un profumo simile, centrato molto sui muschi viene più penalizzato di altri a mio avviso. Lo trovo interessante per layering estivi. Credo sia il javanol il responsabile di quel sentore di sandalo ambrato, muschiato ed erbaceo. Percepisco anche delle note minerali nel muschio, vellutato ma anche minerale.



#3 CRISTIAN

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Posted 29 April 2014 - 07:15 AM

BOCCANERA

Recensione/Impressioni di Marcopietro

Quello che meno mi ha emozionato e colpito.

 

 

 

Recensione/impressioni di Laura C. (FB 2019)

 

2014 Peperoncino e sandalo sono immediati e intensi, poi arriva anche il cioccolato amaro insieme al pepe, lo zenzero resta dietro, il muschio tutto attorno. Il cioccolato è inizialmente evidente ma non è un gourmand dolce, in poco tempo diventa poco riconoscibile, molto terroso e fuso con il sandalo. In tutto ciò il peperoncino resta caldo e scottante, il pepe invece più retrostante. Dopo un po’ che mi annuso il polso mi viene da classificarlo come profumo al sandalo, in molti mettono cioccolato come prima nota, ma in soldoni è un’altra speziatura che va a variegare il sandalo. Mi piace. Un profumo materico e caldo, il peperoncino lo scalda tantissimo, avviluppante, è sicuramente un profumo sexy e da sera, non da giorno, credo che l’originalità di questo profumo sia non nella mescolanza delle note stesse che ma in questa tipologia di profumi è la costruzione della nota di sandalo stessa, le sue sfumature e la sua resa a far parte della creazione, un sentore legnoso di sandalo ambrato con sfumature leggermente ambragrigiose e vagamente patchoulose e tabaccose.



#4 CRISTIAN

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Posted 29 April 2014 - 07:16 AM

Viride

Recensione/Impressioni di Marcopietro

è di notevole presa e fascino, penso soprattutto sui maschietti, note vegetali a go-go, sentori aromatici e un pò pungenti, su carta uno dei più strong.

 

Recensione/Impressioni di Elisa M.

 

Viride significa verde ed è esattamente il colore che ti comunica al primo spruzzo
Ma non è il verde fresco dell'erba tagliata ma direi più un verde di vegetazione bagnata e terra umida: chiudo gli occhi e mi trovo a passeggiare in un sentiero in mezzo al prato appena dopo la pioggia, l'odore preciso dell'erba bagnata... Trasmette pace...
Man mano si scalda esce il sole l'erba si asciuga e la terra pure, emerge una nota che ricorda il fieno... Si scorge la lavanda anche a ristabilire equilibrio, armonia e ordine.
È un profumo che vedo bellissimo sia sulla pelle femminile che su quella maschile, mi ha fatto venire voglia di spingermi oltre e sentire anche tutti gli altri



#5 CRISTIAN

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Posted 29 April 2014 - 07:17 AM

BRUTUS

Recensione/Impressioni di Marcopietro

al contrario del nome, l'ho trovato il più misurato, ha effettivamente una personalità più scontrosa e umbratile rispetto ai fratelli, ma riannusandolo durante la giornata mi ha lentamente sedotto con le sue note legnose e incensate e per una seconda prova penso che opterei per questo.

 

 

 

Recensione/impressioni di Laura C.(FB 2020)

 

2014 Forse il meno diffuso del marchio, patch inequivocabile, poca luminosità, qualche sentore agrumato, senza asprezza, legni ambrati sottostanti, praticamente la firma di Gualtieri. Patch terroso e umido, ed un sentore simil sandalo che anche questo torna nella produzione del marchio, il bergamotto si sente come aroma e non come succo assieme ad una sfumatura di legno di cedro. Muschio sicuramente e forse ambroxan/iso E, comunque ci sono composti smussanti ma non percepisco nulla di floreale. L’effetto balsamico quasi mentolato credo in questo caso sia del patch. Non è dunque un patchouli ruvido ma caldo terroso e legnoso, ambrato. Non ha nulla di brutale.



#6 EzioLove

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Posted 25 June 2018 - 08:19 AM

Seminalis

 

Recensione/impressioni di Manuela F. (FB)

 

Seminalis è uno di quei Profumi che si vive e che non merita di essere rinchiuso in una gabbia di parole.
Un Profumo del genere lo limiti con un semplice testo scritto, ma non temo le sfide e quindi cercherò di raccontarlo.

È unto, burroso, oleoso e lubrificato.
È amore e umore.
Latteo, lattiginoso e cremoso.
Ha una sensualità sessuale ma senza identità.
È androgino, ermafrodito e bisessuale al contempo.
È primordiale e animale, istinto razionale del corpo, estremismo fisiologico di cui siamo semplici contenitori nonché spettatori paganti e impotenti.
È ciclo vitale, linfa che sgorga potente in lacrime opalescenti e dal gusto crudele.
Essudorazione che viene accolta e raccolta.

Ed è proprio l'androginia a caratterizzare olfattivamente Seminalis.
Combinazione ambigua di note maschili e femminili che coesistono fino a dare l'impronta definitiva ed insolita a questa Fragranza.
La parte femminea è floreale, accogliente e con sentori di biscotti inzuppati nel burro fuso.
Potrebbe essere Mughetto, il cui nome scientifico è Convallaria Majalis, nella sua nota più intensa e dolce.
Innocente quanto letale se ingerito, innocuo solo nella sua parte più nascosta, ovvero il rizoma.
Ed è proprio una nota che non riesco ad identificare, forse burro di Iris, che trasforma il delicato fiore in una radice tuberiforme, sotteranea e protetta da un luogo buio e umido. Si sviluppa una sfumatura penetrante, sensuale e calda. 
La parte virile è legnosa, vibrante ed eretta.
Bestiale nella sua parte muschiata, così simile all'odore del corpo umano e imponente nel suo inglobare senza pietà le altre essenze e per assurdo subendone le contaminazioni.
Sandalo, Muschio e Patchouli quindi e forse, ma Alessandro Gualtieri è un illusionista per quel che riguarda le note che compongono le sue creazioni, quindi non mi pongo troppe domande e proseguo il mio viaggio.
Un rimescolio fondente e amaro, una micro punta acre e metallica che invisibilmente stilla da Seminalis ad un certo punto, evocazione impercettibile dell'apice.
Devi cercarla morbosamente, forse più illusione che vera celebrazione seminale.
Ma c'è, innegabilmente c'è.
Un equilibrio pervade Seminalis dal suo esordio fino all'epilogo.
Un equilibrio che neanche Gualtieri ha voluto stravolgere troppo, nonostante la sua istrionica personalità. 

Perché forse non sapremo chi siamo e dove andremo, ma tutti sappiamo da dove veniamo.

L'affascinante mistero della vita.

 

 

Recensione/impressioni di Rossella R. (FB 2019)

 

In questo profumo non sento nulla di sensuale, nessun richiamo virile, nonostante il riferimento piuttosto esplicito del nome...L'apertura sulla mia pelle è un mix velato di fiori bianchi pungentini, forse mughetto e tiglio, su un letto di muschi...Sento anche una nota che richiama l'amido di riso, a dare una specie di trasparenza chiara dolcemente accesa...Sono fiori di vetro...Il profumo si apre molto, quando l'alcol si ritira, diventa delicatissimo e terso...Non è assolutamente nelle mie corde (non amo per niente la nota tiglio e zone limitrofe) però riconosco una particolare originalità e vigore.
Persistenza notevolissima.
Nome per me incomprensibile e fuorviante.



#7 Laura C.

Laura C.

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Posted 25 April 2019 - 10:17 AM

Megamare

Anno: 2009

 

Recensione/impressioni di Daniele T.

 

Tenuta e sillage eccellenti, in linea con gli altri della collezione. Il mare che esce dal profumo è completamente diverso dai classici "marini" ai quali siamo abituati. Niente passeggiate sulla spiaggia con vento salmastro che spettina i capelli. Questo è il profumo dell'abisso appena emerso. Come fosse un tesoro rimasto a lungo sul fondale, ed emerso finalmente, ancora bagnato, con le conchiglie attaccate e il metallo ossidato. Lo adoro!

 

Recensione/impressioni di Michela M.

 

La prima spruzzata di Megamare è stata una “delusione “ mi aspettavo un Marino abbastanza fresco invece ho incontrato un’intensità che non mi aspettavo . Poi ho iniziato a viaggiare e mi sono innamorata . È l’odore del mare , dell’oceano . Ma non di quelli sulla sdraiati sulla spiaggia ne di quelli sullo yacht. È l’odore di quando nuoti e ti immergi nelle profondità più profonde di quando vedi il mare che da celeste diventa nero e hai quasi paura ma resti lì fra pezzi di barca antichi ancore dimenticare seppie calamari pesci sirene marinai



#8 CRISTIAN

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Posted 05 November 2019 - 08:42 AM

Terroni

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

Caldo, note terrose, c’è del patch e note legnose, simil oud, è buio cupo, non c’è luce, la parte più intrigante è quella fumè, ma non è spinta in questo senso, non arriva a sentori da barbecue, assolutamente, io sento anche cenere, è un fumo quasi tabaccoso, potrebbe esser corteccia di betulla. Ci sono note speziate che si fondono con quelle terrose. Ottimo sillage e tenuta notevole. Unisex non è troppo fumoso per non essere bello anche in indosso femminile, il calore è dato da qualche composto ambrato, oppure dal peperoncino. Ha delle sfumature amarognole rilevanti, terroso ma non molto minerale, la parte più minerale al mio naso è quella della cenere. Labdano, c’è anche un balsamico leggero quasi pinoso o abetoso, l’impressione è quella di un cuoio fumoso. Personalmente non sento nessunissima nota animale.

 

 

Recensione/Impressioni di Sheila M. (FB 2020)

 

Interessantissimo. Mi sono trovata in una notte d'inverno davanti ad un caminetto acceso con un whisky in mano. Nel pomeriggio la nota fumosa si è alleggerita ed addolcita ed è comparsa una nota resinosa, come di legna fresca. Molto bello tutto, la suggestione, l'evoluzione, la persistenza. Non nelle mie corde, ma credo che su un uomo mi piacerebbe tantissimo. Che viaggio meraviglioso la profumeria artistica, sono sempre più felice di avervi incontrato.






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