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SIMONE ANDREOLI


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#1 EzioLove

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Posted 08 January 2018 - 09:25 AM

Camouflage
Anno 2011

Recensione/Impressioni di Laura C.  (2018)

 

Dovrei fare quasi due racconti distinti perché trovo questa fragranza più adatta alla pelle maschile, o per lo meno, su di me è 90% frankincense e 10% oud, niente altro, finché la nuance balsamica non si attenua e viene fuori un po’ di muschio. Rosa, nemmeno in lontananza. 
Su pelle maschile è tutta un’altra storia, non è tagliato con l’accetta come risulta su di me: c’è il balsamico incensoso, non sgarbato ma ben presente, che sfuma pian piano in questa base muschiosa e oudosa soffusa di una distante rosa, comunque identificabile anche se non netta, un oud incensoso e muschiato. Un piacere da annusare con ottima intensità, non percepisco il sandalo in nessuno dei due indossi.
È un oud contenuto, mai protagonista, tenuto a bada dal cipressoso olibano e ammorbidito da un muschio soft. Lo definirei un balsamic woody musk. Non percepisco nessuna nota fumosa a parte quella intrinseca dell’oud. Intensità e persistenza notevoli



#2 EzioLove

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Posted 23 April 2018 - 01:03 PM

Sentosa

Anno 2011

Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

E finalmente provo anche il Sentosa classico, forse una delle fragranze più amate di Andreoli.
Le note sono: Ambragrigia, Vaniglia, Sandalo, legno di cedro, Labdanum. Non è da considerarsi una fragranza alla vaniglia, anzi su di me fornisce una finitura smooth, morbida alla fragranza stessa ma non la percepisco distintamente, immaginavo una vaniglia più presente da molte descrizioni, invece è una vaniglia secca, non opulenta che non si palesa interamente.
Sandalo ed ambra sono al cuore del tutto e spiraleggiano fra loro, intrecciandosi fin quasi alla fine, quando il sandalo si arrende e confluisce nel mare ambroso. Non ha tratti balsamici nè polverosi, è un sandalo ambrato e caldo, con il legno di cedro (presenza non altrimenti avvertibile) che, assieme alla vaniglia ne smussa le asperità.
Non è una fragranza dolce, sottolineo, nonostante la presenza della vaniglia. Probabilmente è l’ambragrigia, credo, diversamente correggetemi, la responsabile di quel sentore quasi di salsedine in background che si combina alla perfezione con il sandalo, esaltandolo, esattamente come il sale in un piatto



#3 EzioLove

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Posted 23 April 2018 - 01:04 PM

Sentosa The Night Escape

Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

Ho trovato pochissime informazioni in giro su questo nuovo profumo di Andreoli, ero persino in dubbio se scrivere qualcosa dato che Sentosa non l’ho ancora provato, d’altrocanto in questo modo posso valutarlo come profumo a sè stante e non come Sentosa 2.0, suppongo che le note siano quelle del base + patchouli, zenzero e cannella, uniche info trovate. Il patchouli è ben evidente anzi l’indiscusso protagonista, si avverte subito, fin dal primo spruzzo e resta come colonna portante della fragranza, una ventata immediata di cannella in apertura, un fugace passaggio che ti fa chiedere se l’hai davvero sentita o meno, su di me zenzero non pervenuto. Appena si scalda un po’ entrano sandalo ed ambragrigia, ignoro se fra le note ci sia effettivamente vaniglia, che so esser molto presente nella fragranza madre, su di me nessuna accenno, il labdano inizia in lontananza come un suono prima indistinto ma che progressivamente si avvicina sempre più, a inizio drydown si configura come un’elegante fragranza al patchouli ambrato, con aggiunta la cremosità legnosa del sandalo, un patch erbaceo-terroso senza nessun effetto vintage (fortunatamente per mio vedere), in un secondo tempo arriva anche l’effetto resinoso incensato che si ferma come comprimario affiancando il patchouli. Davvero piacevole come fragranza e con una evoluzione molto interessante sulle note del patchouli di base.



#4 EzioLove

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Posted 23 April 2018 - 01:04 PM

Business Man

Anno 2011

Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

Esperidatissima pompelmosa apertura, faccio molta fatica a descriverlo dato che contiene in primo piano una nota a me fastidiosa, la foglia di cassis, ergo già posso consigliarlo a chi, per converso, la ama, faccio anche fatica con il pompelmo, e qui è ben presente non solo come nota citrica ma proprio una spremuta di pompelmo in purezza, per come lo percepisco lo trovo molto più maschile che femminile. molto esperidato, ulteriormente esaltato ed estremizzato dal vetiver, verde, pungente, dovrebbe esserci una nota di erba che pe rme resta soverchiata dal cassis, su pelle maschile non trovo grosse differenze è forse solo più gradevole il melange globale, d'altronde non amando questa nota, faticherei anche a tollerarlo su di lui, comunque la trovo ben bilanciata prchè l'agrumato non è solo in una testa evanescente ma fa da contrappunto al fogliame centrale.



#5 EzioLove

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Posted 02 May 2018 - 08:36 AM

Pacific Park

Anno: 2018

Recensione/Impressioni di Manuela F. (FB)

 

Se avete più o meno la mia età, classe 1978, non potete non ricordare quelle bustine colorate che si chiamavano Frizzy Pazzy.
Consistevano in una polverina granulosa che una volta messa in bocca scoppiettava fino a farti lacrimare gli occhi.
Oppure, altro ricordo indelebile, quei succulenti spiedini di frutta caramellati che venivano venduti in spiaggia, in Riviera romagnola almeno, che quando li addentavi si sentiva il crac del caramello tre lettini più in là e poi bisognava correre a lavarsi le mani altrimenti si rimaneva appiccicati dappertutto.
Ecco, Pacific Park è gioiosa evocazione di momenti come quelli che ho appena descritto.
Perché al di là del dove e del quando, ricordare attimi della nostra giovinezza e infanzia crea un luna park immaginario dove possiamo entrare a nostro piacimento e fare giri sulle giostre illimitati.
In sottofondo c'è il dolce e candido Mughetto e intorno gli scoppiettano note di frutta, Caramello, Vaniglia e Muschio Bianco.
La parola scoppiettare mi lampeggia tipo neon da sala giochi nel naso e nella mente.
Scoppiettano rumorosi i pop corn nella padella,  scoppiettano le castagnole buttate a terra per Carnevale e ancora scoppietta la marmitta del primo sgangherato Ciao.
Vecchi ricordi simpatici che scoppiettano attorno alla vita presente.
Pacific Park si apre con uno start di zuccheroso Mandarino, Pera farinosa e fresco Ribes Nero, goloso come una caramella alla frutta gommosa, di quelle che da grande impari a farti sciogliere in bocca ma che da bambino mastichi tutta e subito.
Mughetto e Caramello nel cuore ma percepibili da subito, un sottofondo ho scritto prima, come se fossero colonna sonora di questi flashback che balenano alla mente.
Un fiore bianco che spande il suo innocente e dolce profumo fino ad avviluppare le altre note, rendendole ancora più nostalgiche ed evocative, costringendo ad un piacevole  viaggio a ritroso; una macchina del tempo Pacific Park.
Vaniglia e Muschio bianco chiudono la Fragranza che in realtà è visione olfattiva da subito, potente e immediata.
Comfort zone imbottigliata in cui estraniarsi per ritrovare le cose buone.
E belle.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Grazie ad una bella acidità e luminosità fruttata, è un gourmand estivo, fresco, dolce ma ben stemperato, equilibrato molto bene in modo che non risulti stucchevole in nessun modo, non si sente specificatamente la pera e nemmeno lo zucchero filato. Forse leggermente le note di caramello di base ma va a momenti, a tratti, principalmente si ha il sentore zuccherino, agrumato, fruttato, allegro, è un profumo giocoso e non affaticante, note dolci ma estivissime, non quelle che fanno sembrare caramelle ambulanti. Un gourmand dolce ben fatto, il suo limite è sempre l’esistenza dell’unico formato a 100ml purtroppo. Con il proseguo della fragranza, si sente anche il mughetto, un effluvio floreale che aggiunge un tocco sbarazzino, diventando più malizioso in un campo da flirt fanciullesco, divertito e felice. La vaniglia in specifico non si sente massivamente, è in base, assieme al caramello a sostenere il tutto. Un profumo che ci trasporta nella spensieratezza pre-adolescenziale, giocoso e veramente accattivante.

 

Impressioni/Recensione di Federica C

 

Un profumo fruttato, intenso, dona una bella e forte scia di pera e mandarino, poi vira verso un floreale con sentore di muschio bianco. La persistenza su di me non è esagerata, ma quelle tre ore piene c'è.
Dalla descrizione me lo aspettavo più gourmand, dolcioso, zuccherino. Invece è un profumo succoso e con un finale molto sensuale, nella mia concezione di quello che può essere sensuale, non è un profumo da fatalona, è un profumo giovane, sbarazzino, ma consapevole di piacere. Sicuramente non troppo complesso come evoluzione, però intrigante. Come sempre per me è stato amore alla prima snasata.



#6 EzioLove

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Posted 14 May 2018 - 12:48 PM

Moorea

Anno: 2016

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

Apre con note citriche di lime e bergamotto e marine, davvero notevoli, senti quasi le onde, vetiver per la componente ozonata, un fiorito pacato e sognante, di neroli da isola felice si insinua pian piano, foglie di violetta, nasturzio, un velo di ambra ad ammantare il tutto, trasparente, caldo, non invasivo. Il tiarè è fondamentale per attivare il teletrasporto su un isola hawaiana o polinesiana, e fino a metà dd ero molto rapita da questa fragranza, poi, almeno su di me, comincia a cambiare. Diventa una fragranza ylang + tiarè, ma soprattutto ylang, le note marine, ozonate e agrumate se ne vanno, il soggiorno sull’isola, diventa il soggiorno dentro una serra floreale dove il piacevolmente tropicale diventa narcotico, troppo floreale per me, almeno su di me. Su pelle maschile il dolce dei fiori diventa ulteriormente stucchevole, è come dicevo, su di me è quasi un soliflore all’ylang. Fatico persino a vederlo come fragranza estiva ma è un problema mio con le fragranze ad overdose floreale, dato che un tre quarti di adjumilandia le ama immensamente, vi consiglio proprio di provarlo, questo so già che vi piace.
 

Recensione/Impressioni di Marco C.

 

Che interessante il MOOREA!, e per due motivi: stilisticamente mi verrebbe quasi da consigliarla anche ai vintagisti perché la scelta della tavolozza richiama certa profumeria classica di mano francese (non a caso il naso si è formato a Grasse), e la seconda ragione riguarda la maestria d'assemblaggio: gli agrumi di testa sono legati al cuore fiorito da un "ponte" di neroli, azzeccatissimo in funzione e tono grazie alla sua ambivalenza verde e floreale. Il tema centrale, corolle di gusto esotico con tiarè e ylang, aggiunge un più europeo narciso, fiore complesso le cui sfaccettature animali agganciano bene il fondo di patchouli e ambra, a un passo dallo chypre. E in questa fragranza il fluire delle materie prime in sequenza l'una dopo l'altra è particolarmente apprezzabile, provare per credere.



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Posted 14 May 2018 - 12:53 PM

Don't Ask Me Permission

Anno: 2017

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

Fragranza che trasporta immediatamente in uno scenario tropicale esaltando la cremositá dell’ylang, ruota praticamente attorno ad un cuore di ylang, addolcendolo con lo zucchero, rinfrescandolo e illuminandolo con la parte agrumata e fornendogli le note giocose e spensierate della frutta, pesca e frutto della passione, quest’ultimo quasi un comprimario, fornisce proprio spessore al tutto.
Ambragrigia e sandalo come struttura base. Non sento distintamente l’eliotropio, nessuna nota liquorosa, e solo ambra ma non muschio. È dolce ma non fornisce l’impressione di una fragranza zuccherina, sembra più il dolce naturale del fruttato/fiorito, ma non dà l’impressione di una nota aggiunta di zucchero, il rapporto dolce/aspro lo trovo ben bilanciato. La cachaça credo che più che altro contribuisca come ulteriore suggerimento mentale, all’associazione caraibica del tutto, senza essere evidente di per se.
Una fragranza bivalente fra un estivo giocoso ma al contempo con un risvolto elegante, da serata estiva e cocktail party, abito da sera ma scalzi sulla spiaggia, ha qualcosa di sexy e intrigante. Lo trovo estremamente interessante, peccato solo non esistano in formato 30 o 50ml.

 

 

 

 

 



#8 Laura C.

Laura C.

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Posted 18 January 2019 - 11:37 AM

Or du Sillage

Anno: 2017

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

Credo sia l’Andreoli di cui si parla meno, anzi, praticamente non c’è nulla nei post passati, a dire il vero io lo vedo più come un esercizio di stile, se qualcuno mi avesse fatto sentire questa fragranza dicendo che è un Villoresi, non avrei battuto ciglio e non sarei stata sorpresa, questo per dire che è un lavoro classico molto classico ma ben fatto. È un acqua aromatica dove oltre a bergamotto e petitgrain, abbiamo oakmoss, cipresso, pino, legno di cedro, pepe rosa, patch, cuoio. Fresco e su note maschili ma non spinte, la parte pinosa non è estremizzata, nessun rimando ad un dopobarba (che per me resta il Male, un sentore che non sopporto e trovo intollerabile quindi diventa un po’ una pietra di paragone, perché il mio timore principale nelle fragranze maschili è proprio che rimandino al classico dopobarba).
È un profumo molto gradevole, un’acqua estremamente classica come dicevo, al dd si enfatizza il pepe rosa, il patch resta più in background, il cuoio, a sua volta, resta confinato come nota di fondo, non chiaramente distinguibile, ma come impressione di base, dai contorni sfumati. Luminosa ma non estremamente citrica o aspra. Molto versatile, non ha grosse particolarità, quindi una di quelle fragranze regalabili proprio per questo motivo.



#9 Laura C.

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Posted 18 January 2019 - 04:04 PM

Silenzio

Anno: 2015

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

In primo piano direi che sento il Guaiaco e vaniglia al contorno, ora non è che arrivo esattamente ad identificare il guaiaco, non avessi letto le note probabilmente avrei detto oud, dato che la varietà di oud sintetici è notevolissima, tuttora non credo che lo distinguerei, pare quasi un incrocio di oud e sandalo a dire il vero, più morbido di un oud normale. Non avverto la rosa, la noce moscata su sovrappone al legno fornendo una sorta di legno aromatico, c’è chi lo classifica come un profumo alla vaniglia ma non c’è da aspettarsi qualcosa di dolce o dove si senta la vaniglia in primo piano, direi più che è un legnoso vanigliato, elegante, morbido aromatico, si percepiscono le note cuoiate sullo sfondo legnoso, sono sfumature suadenti e calde, non animaliche nè preponderanti, il tutto è davvero molto equilibrato, d’altrocanto vaniglia e benzoino è sempre una accoppiata vincente, formano una morbida pashmina che possiede innata eleganza e calda brillantezza. Davvero una fragranza ottimamente calibrata, non sorprende sia uno degli Andreoli più amati



#10 Laura C.

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Posted 17 March 2019 - 09:13 AM

Malibù

Anno: 2018

 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

Il lime in apertura, assieme alle note verdi, è naturalissimo e conquista subito, fa già estate, con una dolcezza perfettamente misurata; pur essendo una nota di testa permane a lungo, quando comincia a placarsi la nota agrumata e luminosissima ci si para gli occhi per vedere il resto della fragranza che si comincia ad intravedere.
Il cuore di cocco e il sandalo spiaggioso sullo sfondo, su di me non risulta dolce come descritto da alcuni, comunque le note citriche durano oltre il dd, in questo senso ha una evoluzione lunga, non sembra una profumazione con evidenti note zuccherine aggiunte, ma con una sua dolcezza naturale, quella classica di un mojito per intenderci. Sebbene il tutto suggerisca l’immagine di un cocktail sulla spiaggia con un leggero venticello che scompiglia i capelli, non riesco bene ad afferrare la nota alcolica di rum, scindendola dal resto.
Spensierato, su di me il cocco non si sente con estrema chiarezza, se ne percepisce più che altro la suggestione.
Mi piace molto anche se il lime si fissa sulla mia pelle in maniera consistente, e finchè è bello strong non sento proprio niente altro.



#11 Laura C.

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Posted 06 May 2019 - 04:39 PM

Fico Nero di Sardegna

Anno: 2019

 

Recensione/Impressioni di Daniele T.

 

è un fico molto molto maturo, ma non eccessivamente zuccherino. Su di me escono bene anche le note verdi più aperte. Una calda estate, sdraiato all'ombra di un maestoso fico carico di frutti maturi, con il mare della Sardegna che spunta all'orizzonte a impreziosire questa cartolina



#12 Laura C.

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Posted 14 June 2019 - 03:41 PM

Mandorla di Noto

Anno: 2019

 

Recensione/Impressioni di Maria Grazia U.

 

É un profumo morbido, caldo, avvolgente. La mandorla é ben presente, ma non é un'esplosione di dolcezza, é quasi una farina di mandorle, se esistesse penserei ad una cipria a base di mandorla. Mi sono sentita per tutto il giorno avvolta in un abbraccio soffice scaldato dall'ambra, presenza importante, ma discreta. Mi pare tutto ben dosato e non eccessivo. Persistenza ottima

 

Recensione/Impressioni di Sabrina B.

 

lo sto testando da stamattina. Mi piace molto. È avvolgente.... Ho la sensazione di un cipriato, che però non è. Ma la sensazione mi viene dal fatto che qui non sento la mandorla intera, come ad esempio in Sulmona di coquilette. Qui sento la "polvere" di mandorla.... E la sensazione cambia. Il tutto poi avvolto da vaniglia dolce, non da picco glicemico. Un profumo caldo e accogliente. PROMOSSO.






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