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L'ARTISAN PARFUMEUR


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#21 EzioLove

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Posted 27 June 2017 - 10:53 AM

AL OUDH

Recensione/Impressioni di FedeRoseOud

 

Un altro bel pezzo, forse l'unico che ho imparato ad amare assime a Dzing. Ricordo vagamente di averlo sentito all'inizio della mia passione e subito accantonato; dopo qualche anno la splendida oltre che generosa Caterina Galli me ne manda un samplino che oltretutto io scambio per colonia all'oud 1f642.png:), ed è subito amore. Un profumo complesso, raffinato, spendido come il tempio di un maharaja, un oriente racchiuso in bottiglia tracotante di umori umani e frutta essiccata. Apertura cuminosa e fresca con toni chiaro scuri dove l'oud e il cumino sfidano la sferzata animale e incensata. Un profumo che non ha una profonda evoluzione però con il passare del tempo, malgrado le note di testa rimangano invariate, diventa più dolce e accogliente come il manto di un animale feroce che quanche minuto prima ti ringhiava e adesso ti accarezza con la sua coltre calda e profumata di natura. Il dattero è davvero una nota geniale che Duchafour ha saputo assemblare assieme all'asprezza delle note di testa. Il fondo diventa un abbraccio tra lo zafferano, la rosa e il patchouli che danno l'ultimo palpito di vita mentre tu rimani incluso nel suo fatato mondo perchè la cosa più importante che mi rimane come ogni profumo è il ricordo della vita e dei sentieri che ho vissuto quando lo sentii la prima volta. Il potere dell'evocare ricordi occulti come i materni atti. Commovente, grazie adjiumi!



#22 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 01:21 PM

Timbuktu (Bertrand Duchaufour 2004)

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Strano che non siano riportate note citriche o agrumate perché sento un componente schiarente che non so bene da dove provenga, dal papiro ? Non mi sembra opera solo del vetiver che a sua volta sfuma sul frankincense, combinato a mirra e benzoino, acutizzandone l’aspetto fumoso/balsamico, ma più balsamico che smokey, sotto cui sento molto patchouli, il papiro non lo identifico bene ma è sicuramente lì, assieme al cardamomo fra il patch e le note balsamiche, non identifico nè trovo il pepe rosa, nè mango, nè karo karounde.
Come dicevo io sento il patch, che per me è la nota centrale, resinoso, balsamico ed aromatico, non dolce, la nota citrica che sentivo inizialmente confluisce poi in quella balsamica, non perviene nulla di fruttato o fiorito e nemmeno legnoso, o comunque il patch stesso ha dei toni legnoso talvolta ma non più di così. È unisex anche se lo vedo un po’ più maschile ma credo dipenda da come risulta su di me questo boschivo-balsamico patch. Su polso maschile, sento un poco di più il lato resinoso e balsamico e meno distintamente il patchouli, solo qualche nota verde generica; al dd avanzato il patch si appiana anche su di me è diventa un balsamico verde, non fumoso, con un po’ di vetiver a rinfrescare ulteriormente.



#23 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 02:45 PM

Havana  Vanille (Vanille Absolument)

Impressioni/Recensione di bluebruja (2015)

 

Caldo, avvolgente. vaniglia, rum, frutta secca e un po' di fumo: una serata d'inverno davanti al camino con una luce soffusa. Tanto rum



#24 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 03:09 PM

Seville a L'Aube

Recensione/Impressioni di Mary 70

Seville a me ha suscitato commozione
Probabilmente per motivi del tutto personali, che affondano le radici in chissà quale ricordo emotivo che mi ha evocato...oppure legati al momento particolare in cui l'ho annusato. Cmq il fatto che mi abbia emozionata, mi rende molto felice!
Ma, in effetti, non ho mai pensato di gridare al miracolo.
Nel senso che è un profumo al fior d'arancio e, per forza di cose, è "urlato" visto che la nota base è così di natura.
Personalmente, però, trovo che questa nota così invadente, di solito, nei profumi, qui riesce ad essere gestita in modo diverso, più soft, più intima (per quanto possa essere intimo il profumo di fiori d'arancio.. ).. e sulla mia pelle esce anche una lavanda molto bella, lieve ma presente al mio naso. Per cui lo trovo, nel complesso, originale.

 

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Recensione/Impressioni di Marzipan (2012)

...in un primo tempo ho sentito una punta di delusione, perchè le note di testa mi restituivano un verde piuttosto spigoloso, con una punta "sedanosa", se mi passi il termine. Dopo un po' la naturale evoluzione verso la piena fioritura di arancio, e pur se a livello epidermico la sensazione di asprezza rimane, tutto intorno si sviluppa un'aura morbida e luminosa. La lavanda Luiseri resta ben nascosta. La durata supera quella solita degli Artisan.

 

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Recensione/Impressioni di bluebruja (2012)

 

Apre con lavanda, ma poi si trasforma in un fiore d'arancia narcotico ed inebriante, su una base calda di cera che lo stempera. un leggero incenso di sottofondo



#25 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 03:11 PM

Bois Farine

 

Impressioni/Recensione di CRISTIAN (2008)

Mi piace questa pasta corposa, al suo interno ha dei pezzi grossi, una pasta lasciata volutamente densa, sembra della corteccia schiacciata e ridotta in poltiglia, Jean Claude Ellena è partita dal fiore di un albero selvatico dellisola della Riunione che odora di farina.

Un profumo dolce ma particolare, io riesco ad apprezzarlo.

Persistente, uno dei più persistenti di questa casa (almeno tra quelli che conosco).

Il colore è grigio/bianco.

 

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Impressioni/Recensione di bluebruja (2015)

 

Farina di nocciole. Peccato duri poco. Meraviglia assoluta!!



#26 EzioLove

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Posted 02 May 2018 - 08:38 AM

Natura fabularis - 18 Glacialis terra (Daphné Bugey 2016)
 

Recensione/Impressioni di Laura C.

 

L’impressione fredda glaciale c’è tutta, un profumo perfetto per la calura estiva, vetiver + assenzio, note verdi, Fragrantica dice anche note floreali sebbene non si sentano propriamente. Non è un verde arboreo/boschivo, non è un verde prato, è più un mentolato + erbe aromatiche, in primis quelle proprie dell’assenzio, un tono mentolato-eucaliptoso, ma io sento anche mirto, nettamente potrebbe anche esserci timo o coriandolo in foglie, ma su questi non sono sicura, sul mirto si.
Non mi viene da associarvi immagini boschive o comunque dove ci sia del verde ma proprio acqua/ghiacciaio, paesaggio artico o siberiano.
È un profumo del dude più che mio, la nota mentolata alla lunga mi affatica un po’, ma è una questione puramente personale, solo per consigliare di non acquistarlo al buio; non è dolce, nè particolarmente amaro o radicioso, fondamentalmente potremmo classificarlo fra i profumi al vetiver.
Non è molto intenso ma nemmeno molto close skin, diciamo una giusta via di mezzo. Assolutamente unisex.
Comunque nessuno fra i profumi che ho provato finora presenta una sensazione glaciale analoga, quindi direi che sia piuttosto originale, oltre che ben fatto (lo so che è una linea che avete un po’ snobbato, ma credo proprio che se fosse stato un marchio nuovo e non l’Artisan, con il bagaglio storico di confronto che comporta, secondo me l’avreste giudicata in maniera differente), la Bugey lo ha chiamato “ice accord”, credo sia riuscito benissimo probabilmente anche con qualche aldeide ad hoc.
Fra l’altro lo trovo perfetto per dei layering fornendo una nota glaciale, si può abbinare facilmente.



#27 EzioLove

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Posted 11 May 2018 - 01:55 PM

Dzing! (Olivia Giacobetti 1999)
 

Recensione/Impressioni di CRISTIAN (2009)

Quanto è buono, quanto è strano...
di questo profumo si può dire come quelle volte che ci si riferisce ad una persona, non troppo bella, esteticamente, ma speciale, simpatica, spiritosa, coinvolgente..."è bella dal brutto".

Questo profumo è buono dal brutto.
Nome azzeccato, come la maggior parte degli Artisan.
Colore caldo, un marrone fumante.
Dove mi riporta? all'odore del circo, naturalmente, alla segatura che si getta sul pavimento di plastica, per pulire la pipì degli animali enormi....quel pavimento che, nonostante sia pulito, appena ci passi sopra, lasci tutte le improntei e sembra che la scarpa, rimanga attaccata.

Mi fa pensare al pelo crespo e ruvido di qualche animale africano, un pelo pieno di nodi e dal forte odore.

Peccato per la persistenza, nonostante sia accettabile, rimane media, per me, forse perchè mi piacerebbe tenerlo addosso un po di più!!!

 

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Recensione/Impressioni di bluebruja (2009)

 

Sa veramente di pelle animale e di circo. Importabile, ma interessante

 

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Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

Legno morbido e note dolci compaiono subito, ma la fragranza non è marcatamente dolce come mi aspettavo leggendo le note, che sono in questo caso, quasi fuorvianti, sento una pelle morbida ma non artificialmente addolcita, solo più smooth e soft, non identifico caramello, toffee, cotton candy e candy apple, lo zenzero schiarisce al posto delle note citriche ma non perviene come sentore riconoscibile, muschio, ma su di me assolutamente pulito, tonka, morbida anch’essa, molto dietro.
Quindi, ricapitolando una pelle morbidissima non scamosciata con leggero muschio, e legno anch’esso morbido, uno di quei profumi che trovo molto sexy su un uomo anche se propriamente è unisex, come dicevo le note possono trarre in inganno, non è una fragranza definibile come marcatamente dolce. Su polso dude, lo sento stranamente meno intenso, in genere è il contrario.
Ho letto alcuni scritti passati e mi sono ritrovata a note che non risultavano assolutamente applicabili a quello che è sul mio polso: note animali, nessuna, nemmeno alla lontana, io sento un cuoio soft, totalmente ripulito, poi mi si sono inarcate le sopracciglia alla parola segatura, ma no assolutamente no, ma da dove tirano fuori la segatura adesso? Per me resta un bellissimo cuoiato ma niente fuori da questo. Poi continuando la lettura sono approdata al fatto che il nome precedente era Desir de Cirque, ok adesso capisco, ma da qualche parte qualcuno l’ha poi anche riformulato perché passi che l’animale scompaia sulla mia pelle e quella maschile, ma io non sento nè segatura nè nulla, assolutamente nulla che mi rimandi al circo, anzi, un elegante, silenzioso, morbido cuoio, pulitissimo, che non è fra le mie note del cuore, ma è uno di quei profumi che non senti tuoi ma ameresti avere intorno, peccato che al dude non dica molto perché lo trovo sexy e affascinante, indubbiamente autunnale/invernale, notevole persistenza e note smokey legnose verso fine drydown. Molto bello.

 

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Recensione/Impressioni di Francesca B. (FB) (2018)

 

Devo ancora farmi un’idea definitiva....
Ha una evoluzione un po’ corta (benché il profumo sia longevo), un pizzico di ginger in apertura lascia quasi subito il campo al connubio ben bilanciato tra l’anima animale/cuoiata e quella dolce caramellosa/fava tonkosa.
L’accordo animale in particolare evoca quasi realisticamente il sentore delle fiere circensi, ma più che il circo l’immagine che affiora alla mente è un sontuoso guardaroba, un po’ barocco e sgarrupato, pieno di capi in pelle e pelliccia, e altri in tessuto ancora impregnati di profumi.
In definitiva un profumo di una eleganza un po’ eccentrica, sensuale in quanto ‘sporco’ ma (incredibilmente) non volgare

 

 



#28 EzioLove

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Posted 06 June 2018 - 08:53 AM

Voleur de roses (Michel Almairac1993)

impressione di ADJIUMI

Un profumo che muta nel giro di pochi secondi per poi stabilizzarsi, secondo me inizia in questo modo:
Pare di sentire una rosa selvatica, tipo quella che puoi trovare in qualche angolo sperduto di una montagna, una rosa con tante spine, non bellissima all'occhio ma molto resistente ai cambiamenti del tempo, si sente del verde di montagna, legni.

300px-Ringrose.jpg

Il profumo cambia sulla mia pelle e diventa più dolce (dovrei sentire come evolve isu altre persone) pare di sentire dei chicchi di uva + il terroso del patchouli (leggero però).

300px-Wine_grapes07.jpg

Dopo un po' di minuti, torna a pungere la rosa che descrivevo nella parte iniziale!!

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Recensione/Impressioni di Glifi

mi era piaciuto così tanto che poi me lo sono comprato. E fra gli Artisan,ha il pregio di essere uno dei più duraturi.
Su Basenotes qualcuno la definisce come la fragranza alla rosa più terrosa e "sporca" che c'è.
Per me non è così:forse il patchouli che hanno aggiunto,in modo generoso,"sporcherà" anche,ma il terroso
non lo sento.
E',una volta tanto,una fragranza "onesta",che promette quel che mantiene e fà compagnia per ore.
E' anche "calda" ed è perfetta per quelle giornatacce fredde e piovose.

E' un profumo maschile, almeno secondo la presentazione.
Voleur de roses, ladro di rose.

Persistenza....discutibile, peccato!-

 

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Recensione/Impressioni di Imai

Fragranza unisex creata da Michel Almairac per L'Artisan Parfumeur. Presenta un'apertura secca ed alcolica basata sull'accordo rosa-patchouli. Dopo poco tempo, però, il patchouli sovrasta tutto e la rosa rimane appena accennata (tanto valeva rubare marmellata). Mi ricorda vagamente l'odore della cannabis. ohmy.gif
Nel drydown si avverte la presenza di ambra e legni.
A parer mio, VdR non può assolutamente competere con le altre rose presenti sul mercato (BA, 88, Rose31).
Voto: 2 stelle.

 

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Recensione/Impressioni di Laura C. (2018)

 

Il patch entra in scena imperiosamente, è fresco, si dispiega al massimo della sua ecletticità espressiva, impossibile non riconoscerlo, quasi limonoso, talmente è schiarito, la rosa fa capolino a tratti, vi si nasconde in mezzo. Fr. riporta anche prugna che francamente non trovo.
È quasi un patch agrumato, come dicevo, anche se non è elencata nessuna nota citrica. Nella descrizione ufficiale dice: a rose garden after the storm, scent of humid earth, broken branches of petals; e come note  niente prugna ma mette anche geranio, che ha sicuramente più senso, anche se il patch lo copre quasi del tutto, non si trova se non si sa a priori. La parte fresca che sento, quindi, è quella che rappresenta l’aria rinfrescata dopo il temporale.
Il patch nella sua camaleonticità rinforza sia l’odore del terreno che quello degli arbusti spezzati. La rosa al centro, non troppo pungente, non troppo soft, sicuramente non è una rosa agghindata, decorativa e signorile, ma anzi è scarmigliata, affannata e pulsante, ansante e infreddolita, quasi scappasse dal temporale stesso nascondendosi fra il patch, una rosa rock, diventa essa stessa un po’ terrosa, nascosta ma comunque capace di graffiare se attaccata. Una rosa maschile anche se non è pienamente classificabile come profumo alla rosa, uno deve amare il combo con il patch, qui gli attori protagonisti sono due. Comunque questa è una rosa che non sento come invernale, è sicuramente diventata, a buona ragione, una fragranza cult.



#29 EzioLove

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Posted 13 July 2018 - 01:10 PM

Fleur de narcisse (Anne Flipo)
 

Recensione/Impressioni di ROBERTO 
 

Spruzzo frizzante e fruttato che avverte un verde aspro e graffiato.
Il vellutato del polline assieme ad un fieno animale si fa sentire con in periferia il fiato vegetale del tabacco.

L’immagine di un vecchio cassetto da dove sporge l’aura di fiori dimenticati l’estate scorsa.






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