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L'ARTISAN PARFUMEUR


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28 replies to this topic

#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 22 October 2008 - 09:05 PM

Premier figuier extreme

Recensione/Impressioni di Diakranis

Faccio la recensione senz andare a leggere la piramide per non famri influenzare..

All'inizio è odore di pulito e di bucato, forte.
Poi comincia a sentirsi del dolce e dell'amaro, si si, io ci sento dell'amaro, ma non so dire cosa..
Ovviamente si parla di amaro leggero, non come Il fico di miller harris...!!

Il dolce del fico io lo sento verso la fine, o meglio quando il profumo ha iniziato ad aprirsi per bene... il dolce è sempre accompagnato da questo odore di pulito.. alla fine del profumo, quando comincia a sentirsi di meno ecco che rimane solo il dolce del fico...

lo ammetto, non è come il fico che volevo io, ma è un fico piacevole, con una persistenza media, diciamo mezza giornata (l'ho spruzzato alle due e per sentirlo ora devo annusarmi i polsi anche se ogni tanto mi arriva l'odore dall'incavo tra i seni.. si metto sempre una spruzzatina lì, mi piace di più che metterlo sul collo, non so perchè, forse perchè mi arriva meglio al naso!)


Vale la pena comprarlo? dipende..
se il fico di dyptique fosse più persistente avrei preso quello, quindi se vi piacciono gli edt prendete il dyptique... almeno... per me è il migliore...ma come ho detto è poco persistente..



#2 CRISTIAN

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Posted 22 October 2008 - 09:12 PM

Thé pour un Eté

2215.jpg

Ottimo profumo per la stagione estiva, un profumo fresco, verde pastello, agrumi leggeri che si sposano con del te' verde.

Matcha.jpg

Erbetta fresca, bagnata dalla rugiada del mattino.

Non è persistente, non è intenso ne' da scia, quello che c'è di buono rimane per qualche tempo sulla pelle tutto per te.
 

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Recensione/Impressioni di Elmifra

"Un the pour un ete" sempre Artisan, è un the frizzante, fresco, molto limonato......è la bevanda da bere d'estate....."Tea for two" sono proprio le foglie del the, è affondare il naso in sacco dove c'è il the da mettere in infusione...neanche a me piace inodssarlo



#3 CRISTIAN

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Posted 22 October 2008 - 09:13 PM

Passage d'Enfer

15205.jpg

Un piacevole incenso, piacevole perchè è oggettivamente buono ma anche perchè è leggero, educato, timido.

Un viaggio dall'alto, da molto in alto, guardi dal finestrino e trovi un paesaggio infuocato, fuoco e legno, si percepisce solo la cenera e dell' incenso che sale in alto, mescolato al profumo dell'aria.

Non è un profumo persistente.

Il colore, è un piccolo puntino rosso.



#4 CRISTIAN

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Posted 22 October 2008 - 09:14 PM

Piment Brulant


Altro profumo educato, ottenerlo con un profumo "piccante" è un ottimo risultato, ovviamente per chi cerca una cosa soft ma piccante, per me però è troppo poco.

Sono dei piccoli semi piccanti, leggermenti secchi dal sole caldo, dei semi di diversi colori.

Dopo un po' si apre, fieno + una leggera vaniglia.



#5 CRISTIAN

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Posted 22 October 2008 - 09:17 PM

Orchidee blanche

Mi piace, profumo di rossetto rosso, avete presente quelli che trovate negli armadietti da bagno delle nonne? quelli rossi rossi, economici....e abbastanza grassi? forse questa sensazione mi arriva dal miele!


Molto persistente, ottima per la donna ma interessante sull'uomo.

Il colore è rosso ma un rosso denso e corposo, una pasta rossa.

Purtroppo è uno degli Artisan fuori produzione, ma per risentire il "blanche" di questo profumo, devo annusarlo dentro blanche violette di histoires de parfums.

 

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Recensione/impressioni di Lavinia

Ne parlano bene anche in altri siti ma sapete che io ho l'abitudine di dire esattamente quello che penso.
Le primissime note sono gradevoli, di iris, ma nel complesso ho trovato questo profumo decisamente burino. Mi ha riportato alla mente quel simpaticissimo film di Peppino De Filippo: lui e la serva si vestono coi vestiti dei padroni di lei, vanno al concerto ne fanno di cotte e di crude, si appisolano ecc..ecc..
Insomma qualcosa di non-genuino, una forzatura all'aroma di violetta.
Il nome è azzeccato, conoscete un fiore più pretenzioso, arrogante, presuntuoso, borioso ed antipatico dell'orchidea?



#6 CRISTIAN

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Posted 22 October 2008 - 09:18 PM

NAVEGAR

Recensione/impressionoi di 1904_lele

 

L'intenzione delle creatrice (Olivia Giacobetti) era di richiamare i viaggi per mare con navi cariche di spezie preziose.

Le note di testa partono con una ventata di lime (per nulla LAst al limone) e rum virando piano piano verso note di bosco "fresco" (anice stellato e Ginepro) e salsedine.
In chiusura Navegar assume i contorni di un boisè speziato con note di pepe ed incenso, ma molto delicato e fine.

La costruzione della fragranza è superba, ma devo dire che sono assolutamente di parte. La persistenza, come per ogni creazione della Giacobetti è buona, ma non ottima, rimanendo molto "vicina" alla Pelle. Per intenderci non è (per fortuna) un profumo da scìa.

Come ho detto, la fragranza intende descrivere un viaggio.
Le note (Lime, ginger, Pepe nero, Rum, Incenso e anice stellato) tenderebbero a richiamare tutto ciò, ma nel mio immaginario (olfattivo e mnemonico) falliscono l'intento senza ombra di dubbio (ma in senso buono).

Non appena provato (anni fa) il profumo mi ha riportato indietro nel tempo, alle estati in Liguria quando ero bambino. Mia nonna, nei caldi pomeriggi di agosto, usava portarmi in pineta a fare una passeggiata quando il sole era troppo caldo.
E' quel ricordo che mi fa amare Navegar e me ne ricorda i profumi.

Perciò dimenticate la mia recensione e, se aveta voglia di provare navegar fatelo, chiudete gli occhi (aprite il naso) e immaginatevi quanto segue:

Una pineta.
Il caldo torrido di agosto mitigato dall'ombra dei pini marittimi che ondeggiano alla brezza del mare. Profumo di resina, aghi di pino gialli bruciati del sole nel sottobosco. Il profumo del sale portato dal mare che reca la promessa di terre e avventure lontane.



#7 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 22 October 2008 - 09:21 PM

Riviera Palace
 

Recensione/impressioni di Lavinia

 

Deja vu

Ho un ricordo vivissimo di quella antica saletta da tè, sui pavimenti lapidei giallo moresco erano adagiati sontuosi tappeti savonnerie,
i tavolini finemente istoriati reggevano delle magnifiche cope in cristallo di Lalique: erano colme di fiori mimose, gelsomini,fresie e rose, un gran tepore mi avvolgeva, i petali convessi scivolavano mollemente accanto alla mia tazza da tea e cadendo accarezzavano i corpi sinuosi delle ninfe rincorse dai fauni glacè , il loro effluvio si fondeva con l’aroma del legno di ginepro che ardeva nell’ ampio camino impero. Poi ogni fiore canto’ la sua melodia in un asolo e io ascoltai rapita, gli acuti raggiunsero la volta altissima sfiorando gli affreschi del 700’ Entrò una giovane che vendeva gardenie, io ne presi una ed uscii dal Riviera Palace per non ritornarvi mai piu’.

edit di maggio 2009
Questo profumo nato nel 1990 e non è più in produzione da tempo.
E' una fragranza nostalgica che ricorda Madame Rochas ma con una punta di Baghari e Caleche messi insieme.
Difficile intuire quali siano i molteplici componenti...certi: rosa, gardenia, ambra e fiori bianchi.
Per descriverlo meglio Vi chiederò di immaginare di entrare in una qualsiasi lussuosa profumeria, annusando l'aria avrete la percezione di un miscuglio gradevole di profumi ma se chiederete alla profumiera di farvi sentire esattamente quello non riuscirete a ritrovarlo, la sfuggente miscellanea di fragranze sentite non è replicabile.
Jean Laporte è il naso che ha creato quest'aroma incredibilemte persistente, caldo, un tantino saponoso, pensate che per fare questa recensione mi è bastato togliere il tappo alla bottiglia (senza spruzzarlo) in pochissimo tempo la stanza da letto era satura di profumo, ho dovuto chiuderlo, riporlo ed aprire le finestre perchè temevo un capogiro.



#8 CRISTIAN

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Posted 15 December 2008 - 08:31 AM

Jour de Fête

Sono in difficoltà, non riesco a sentirlo bene per riuscirne a parlare.
Riesco a sentirci l'allegria del giorno di festa, forse sono le prime ore del giorno, il sole sta spuntando, le strade sono quasi vuote, si sentono gli uccelli cantare e i cani abbaiare da qualche baita di montagna.
E' un battesimo?
Ci sento una nota erbacea, tipo il gambo verde, un po' amaro, di un fiore, se non ricordo male c'è dell'orchidea.
Ho letto alcuni pareri, si parla di confetto, io non ci sento il profumo o la dolcezza del confetto, io ci sento della mandorla, non sono un intenditore, quindi non so se si possa parlare di diverse qualità, o se sia semplicemente sbucciata e privata di quella buccia marroncina, comunque io ci vedo solo della mandorla bianca e liscia, tipo la parte più interna di una pesca.

Persistenza....pochissima da subito.



#9 CRISTIAN

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Posted 06 January 2009 - 12:02 PM

L'Eau d'Ambre

Inizio con il dire che è davvero un suffio, troppo basso, sinceramente mi pare esageratamente basso.
Piacevole, durante i primi momenti ha quel qualcosa di vintage, non capisci se c'è qualcosa che si è modificato nel tempo, immagino sia il patchouli che sporca e annebbia un po' il profumo.
Con il passare del tempo, l'ambra si pulisce e viene fuori di più, è dolce, grazie alla vaniglia, chiara e giovane, ma piacevolmente calda..scotta un po'.

Io non potrei mai portarlo, sono quei profumi che dovrei sentire su altri o entrare in una stanza, dopo che c'è stato qualcuno con questo profumo, per diverso tempo.

Color cammello.



#10 Diakranis

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Posted 01 March 2009 - 07:18 PM

Mimosa pour Moi

Recensione/impressioni di Lavinia

Immaginate l'aroma tipico del fiore di mimosa addolcito dal sole ligure racchiuso in un dolce confetto, preludio di un'amore infinito.
Piu' delicato e soave di Farnesiana, ricorda la ridente Pieve dove nella prima settimana di febbraio si svolge una sagra con carri allegorici, maschere carnascialesche e dolci al miele, l'evento piu' profumato che ci sia, la festa della mimosa.
Il clima è mite come se fosse primavera e se ci si inerpica su per le stradine tortuose arrivati alla somità della collina si ha la possibilità di godere di un panorama mozzafiato: lo sguardo segue l'insenatura naturale sino al promontorio per perdersi nel blu del mare...vedete...
Unico neo la durata, come la maggior parte degli Artisan scompare presto.


Se uno stronzo non je poi d che uno stupidino, je devi d che stronzo!
G.Funari

#11 Diakranis

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Posted 07 March 2009 - 03:40 PM

Tea for Two:

Recensione/impressioni di Lavinia

Per avere un'idea di questa fragranza se ancora non la conoscete immaginate un salotto tipicamente inglese con attorno della boiserie dell'800' in solido legno di quercia, le finestre sono ornate da obsoleti tendaggi vittoriani, al centro della stanza dei gentiluomini prendono il té ma in questo caso è té verde, fumano sigarette di ottimo tabacco biondo e leggendo il Times parlano di alta finanza.
Una colonia in stile retrò per un uomo molto conservatore

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Recensione/impressioni di Lady Agnew

 

sinceramente pensavo al classico aroma
che si sprigiona da una tazza di te limonoso,zuccherato e profumato ,invece ho avuto la sensazione di foglie affumicate.
Particolare, non riesco a classificarlo come un profumo da indossare
ma piuttosto come odore da annusare

 

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Recensione/impressioni di Elmifra

"Un the pour un ete" sempre Artisan, è un the frizzante, fresco, molto limonato......è la bevanda da bere d'estate....."Tea for two" sono proprio le foglie del the, è affondare il naso in sacco dove c'è il the da mettere in infusione...neanche a me piace inodssarlo


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#12 Diakranis

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Posted 24 June 2009 - 11:59 AM

Iris Pallida

Recensione/impressioni di NyNeve

terribili note di testa

uno sberlone di alcool che fa pensare che si parta subito con l'iris
errore
invece arrivauna nota bulbosa aspra acre di bulbi putrefatti, di gas, insomma odore di fiori d'aglio, il lato sbagliato del narciso che dura almeno 20'

in fondo alla caverna sta nascosto un iris tanto sintetico quanto banalotto ed etereo assolutamente identico a quello dell'iris de nuit altro orribile bidone in retrospettiva in realtà sono entrambi fotocopia del bagno di schiuma perlier all'iris - costa una dozzina di euro e il risultato è lo stesso

la famosa persistenza Artisan=less than zero
In questo caso, per fortuna!

grazie alla parigina Annabelle per lo scambio di décant che mi ha fatto risparmiare un sacco di soldi


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#13 Diakranis

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Posted 09 July 2009 - 10:55 AM

Safran troublant

Recensione/impressioni di Prisca

non riesco a darne un giudizio imparziale perchè ha ESATTAMENTE lo stesso odore di numerosi dolci che si mangiano in Iran, dove io vado spesso.
il suo odore tipico di mangereccio persiano mi catapulta direttamente a Qom dove in ogni strada ci sono numerosi negozi di 'sohan', un dolce fatto di zucchero, zafferano, acqua di rose e cardamomo, che impregnano l'aria.
quando metto Safran troublant insomma mi sento un po' troppo gourmand.
comunque in S. troublant l'aroma dello zafferano non è lasciato all'immaginazione, anzi è molto intenso


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#14 Diakranis

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Posted 25 July 2009 - 09:53 PM

Fleur de liane

Recensione/impressioni di Lady Agnew

molto verde,sa di erba tagliata,dopo un po' emerge per un breve istante
un leggero fondo fioritino,e' come facesse capolino timidamente solo per un attimo.


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#15 CRISTIAN

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Posted 03 September 2009 - 09:38 AM

Dzongkha

Recensione/impressioni di Don José

Riprendendo il proposito di ieri, oggi ho indossato Dzongkha da un campione. Durante i primi minuti, se non consideriamo il ritardo con cui le note di testa si sostituiscono all'alcol che pare rallentare ad arte la sua volatilità, le impressioni sono state buone.
Dopo meno di un quarto d'ora invece mi sono sorpreso nel rintracciare sul mio polso la stessa nota di iris contenuta in Sienne l'Hiver. Allora mi sono chiesto quale dei due fosse nato prima. Mi è venuta in aiuto la Guida di Turin/Sanchez raccontandomi che, in realtà, sono nati lo stesso anno: 2006.
Ancora una volta condivido le premesse di Turin e Sanchez, che individuano nell'iris la nota perno di entrambi i lavori di Duchaufour, salvo poi cascarmi i calzini nel leggere, come sempre nel momento delle conclusioni, le strambe considerazioni della signora Sanchez la quale ritiene che Sienne l'Hiver sia una "spicy iris". Io di spezie, lì dentro, non ce ne sento nemmeno una. Ma tant'è.
Confesso di preferire Sienne l'hiver, confesso anche di aver pensato che Dzongkha fosse il primo tentativo riuscito male per giungere a Sienne, che è un convitato mica tanto di pietra che non si può non tenere in conto, a mio avviso, nel recensire il primo.
Diametralmente opposte le note iniziali (non sono sicuro che nell'Artisan ci siano note di testa vere e proprie): incensate, speziate e secche, molto secche e molto legnose quelle Dzongkha; violetta e indefinibili note verdi in Sienne. Dopo la prima fase evolutiva, emerge invece e solidamente la stessa nota di iris: verde, vegetale e cinerea.
E' su questa nota che si giocano le mi preferenze, che proprio per il modo in cui i due profumi me la porgono, si esprimono in favore di Sienne l'Hiver.
Spiego le mie ragioni avanzando una terza confessione: quella nota di iris verde, vegetale e cinerea non mi piace più come mi piaceva i primi tempi che sentivo e possedevo Sienne l'Hiver; ciò nonostante io lo definissi come uno dei migliori profumi a base di rizoma di iris. Cosa che continuo a pensare, se il paradosso non vi sconvolge.
La mia pelle, però, reagisce amplificando troppo quella nota di iris, fino a stufarmi; tuttavia se in Sienne l'hiver, subentrano l'accordo di tartufo, ma soprattutto quel tocco di originalità rappresentato dalle olive nere, che spingono più in là il protagonismo dell'iris cenerina, in Dzongkha quest'ultima, sfiorite le primissime note, queste sì speziate oltre che incensate, viene abbandonata sulla pelle in tutta la sua nudità resa anzi più legnosa dai residui delle note che l'hanno preceduta. L'iris in questo modo si presenta coriacea al mio naso e troppo simile a sé stessa per non farmi preferire Sienne, ma, soprattutto, per non farmi bocciare Dzongkha.

 

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Recensione/impressioni di Marcopietro

Davvero notevole, fortemente evocativo, personalmente lo trovo poco mistico, mi sconvolge i visceri, escono note sensuali, anzi, proprio sessuali.
Visualizzo una eroina di inizio '900, una esploratrice protofemminista che giunta alla base di un accampamento, in compagnia di yak e sherpa si accinge a una rinfescante doccia, al centro di attenzioni e tempeste ormonali di un folto gruppo tutto al maschile.

Ci sento la furia di un sesso poco romantico, un luminoso corpo femminile in una stalla.
è Lady Chatterly con il suo focoso stalliere.
Col tempo esce anche la nota più soporifera dell'incenso, ma non spegne i fuochi.
Mi prende ma non lo indosserei, preferirei sentirlo su una intrigante sconosciuta incrociata nell'ascensore di un gran Hotel viennese, una breve immersione nell'affluvio conturbante, o forse promesse di ben altre immersioni.



#16 Diakranis

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Posted 20 March 2010 - 03:41 PM

ANANAS FIZZ

Recensione/impressioni di Rina2101

non è esattamente come me l'aspettavo, poco fresco poco frizz troppo liquoroso, il rum con il vetiver e il cedro qui non ci azzeccano proprio tant'è vero che il risultato finale è troppo aspro e mi ha riportato alla mente un vecchio profumo anni 80 che usavo, ma che ora non riuscirei nemmeno a sentire, enrico coveri..


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#17 CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 04:45 PM

L'Eau du Navigateur

Impressioni/Recensione di Marcopietro

Liquore al caffé, legno di cedro, mirra, cuoio
strano , singolare, per fortuna non sento molto il liquoroso e il mix è seducente, maschile e stimolante,
una traversata su un mercantile,più lo sento e più mi cattura, medito l'acquisto



#18 CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 06:19 PM

Mon Numéro 10

Recensione/Impressioni di CRISTIAN

Uno dei primi Artisan strampalati e piacevolmente insoliti
ho letto su now smell this che ricorda la coca cola, forse a me ricorda più il chinotto
un bicchiere di coca cola/chinotto ripieno di talco neutro roberts
come sono diversi tra loro questi Mon Numéro il peggiore è "l'italiano" il N°6
a me ricorda quel gusto di campari/aperitivo/spritz che sento anche nel Baghari di Piguet
questo in qualche ml me lo farei volentieri, mi esce una stupenda pelle nera molto agggressiva, che da un artisan non ti aspetteresti mai!!!



#19 Nyneve

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Posted 15 February 2015 - 11:37 AM

Coeur de vétiver sacré

Recensione/Impressioni di Aventus69

Non ho sicuramente il talento di molti di voi nel riconoscere i sentori di una fragranza ne tantomeno pretendo di recensire un profumo...non sarei all'altezza...Le mie sono semplici ed istintive sensazioni olfattive dettate dall'animo. La componente del nome potrebbe trarre in inganno: Vetiver. E' vero il vetiver c'è ma non è quello classico, pungente che sono abituato a sentire. La Vinchon ha ammorbidito il tutto smussando gli angoli e scoprendo tutte le sfaccettaure di questa stupenda pianta. Gli accenni iniziali molto agrumati e freschi di bergamotto e arancia lasciano subito spazio alla dolcezza del dattero che ne arrotonda i sentori...sarò visionario ma a tratti mi ricorda Chergui di Lutens...la stessa sensazione di calore. Lo zenzero si fonde con l'Iris e la Rosa nelle note di cuore rendendo la fragranza vibrante e sensuale nello stesso tempo. Dopo circa 1 ora le note di vetiver sapientemente amalgamate con incenso e (forse) un pò di vaniglia le donano una dolcezza languida. Chiudere gli occhi e ritrovarsi in una notte misteriosa, nel vento caldo del deserto...il passo è breve. Magari non avrà la forza espressiva di un Lutens o di un Tauer ma l'ho trovato caldo, rotondo, sensuale. Preferisco "mi parli" nelle ore notturne...fresche sere di primavera inizio estate...quando ancora il calore che sprigiona sulla pelle riesce ad accarezzare anima e pensieri...per amanti del "Vetiver ammorbidito"...
 

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Recensione/impressioni di Marcopietro

Giorni fa, al primo sniffo veloce, tra altre fragranze gustate, non mi disse alcunchè, mi parve del tutto irrilevante.
Ieri sera l'ho riprovato con calma con una bella aspersione abbondante da fialetta.
Beh, non ho gridato al miracolo, ma mi ha colpito favorevolmente.
E' indubbiamente vetiver, non ha una spiccata personalità, ma non deve essere facile con una materia prima simile trovare nuove originali declinazioni che si distacchino dai classici aromi della profumeria maschile dagli echi vagamente retrò o da barber shop.
Sento nettissima la colonna portante di vetiver a cui si avvolgono come gracili rampicanti note che, non avendo letto la composizione, azzarderei essere composte dall'alternanza di accordi freschi ed erbosi e aromi più morbidi e rotondi quali vanilla o fave tonka.
Rimane un profumo discreto e la persistenza non è male, nessun retrogusto amaro e graffi in gola. Lo trovo un buon lavoro, forse formulato con troppa attenzione alle presunte aspettative del mercato attuale, ma sempre una spanna sopra a parecchi commerciali . .


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour tre port, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une tagre. Un beau parfum, a doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir dlaiss, abandonn: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#20 CRISTIAN

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Posted 27 January 2016 - 01:24 PM

Batucada

Recensione/Impressioni di Silkford

Non capisco perché farlo uscire ad Ottobre/Novembre, forse per il mercato Sud Americano essendo Primavera sotto l'equatore, però avrei visto meglio un'uscita del genere per i primi caldi come Maggio o Giugno, almeno per il mercato Europeo. Si può ricondurre nel filone di Ananas Fizz, ovvero un cocktail che diventa profumo, in questo caso un incontro fra la Caipirinha e la Piña Colada, con qualche punta Polinesiana data dal Tiaré. I due cocktail sono ben riusciti, l'accordo di Cachaça è reale e la partenza dà proprio l'idea di odorare una Caipirinha, mentre nello scaldarsi diventa più presente il cocco. Non mi convince il cuore, un fruttato senza sapore. Non mi convince neppure la commistione delle due bevande, un po' troppo incasinata, una così trasparente secca e alcolica, l'altra più dolce, densa e fruttata; bella l'idea di usare le due diverse anime per fare note di testa e note di fondo con un cuore fiorito-fruttato, ma il risultato è poco riuscito.
Spezzando una lancia a favore, direi una delle migliori interpretazioni dello stile di vita allegro e colorato della zona SudAmerica-Tropici-Caraibi-Polinesia, uscite ultimamente. Molto meglio Batucada di un Azure Lime di Tom Ford, se non altro per colori e volumi. Però siamo lontani da un'interpretazione di cocktail raffinatissima come VI L'Heure Brillante di Cartier.
Ottima tenuta (qualche ora), bel sillage, poca proiezione se non all'inizio.

 

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Recensione/Impressioni di Mary70

 

Sarà che il clima è pochissimo natalizio, vista la quantità di gradi che ci sono.. dry.gif ...sarà che ho caldo anche in casa.. ma non mi dispiace per nulla questa fragranza !! laugh.gif
La trovo molto godibile, non eccessivamente estiva (temevo una sberlazza di lime).. e, anzi, piuttosto morbida e non squillante nelle note di testa.
Elegante e armoniosa, mi dà un senso di pace che io, in effetti, provo solo al mare.. ma non mi ricorda per nulla un bar sulla spiaggia.. con l'afa e il rumore di contorno..

Per cui direi che mi piace parecchio !






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