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AMOUAGE


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34 replies to this topic

#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 04 November 2008 - 11:00 AM

Epic Man

Anno: 2009. Randa Hammami.

 

Recensione/Impressioni di Silkford

Inizialmente mi piace, anche parecchio, benché abbia qualcosa di già sentito su alcuni Tom Ford e anche su Clive. Il drydown, che su di me arriva velocemente, ha lo stesso odore -fastidioso- del dry di Chypre Rouge e Serge Noire. Un odore volatile-alcolico. Cosa potrebbe essere?

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Un incenso, non ecclesiastico e pepe rosa, si sentono subito, la parte legnosa (oud ma non in primo piano), ma anche quella cuoiata, le spezie carvi, cardamomo, noce moscata, nota animale leggerissima e dietro al tutto. C’è anche lo styrax, oltre alla mirra, accanto al cuoio e forse un po’ di sandalo, difficile separarli. Quindi abbiamo un incenso resinoso e speziato con il solito magistrale bilanciamento, in modo da non avere la netta prevalenza di nessuna delle note a contorno, davvero molto elegante, si crea una sorta di nebbia balsamica che soffonde il tutto. Suggerisce una personalità eclettica ed imprevedibile, per via della speziatura, ma affascinante ed intrigante, lo trovo indubbiamente più maschile che femminile, anche se non per forza, è molto sexy e seducente. In wish list, sicuramente.



#2 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 20 November 2012 - 04:21 PM

Epic Woman

Anno: 2009.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Il carvi con quel suo odore finochiettoso, è molto intenso appena spruzzato, assieme al pepe rosa, cannella invece, quasi per nulla avvertibile. La rosa si sente quasi subito ed anche l’abbinamento con il geranio, è più come si modifica l’odore della rosa in accoppiata con il geranio che lo fa risaltare, diventa più “carotoso”. Pochissimo, praticamente nullo l’oud, il mix incenso-olibano sopraggiunge infondendo la classica connotazione resinoso-balsamica. Indubbiamente la rosa è la prima nota e dunque si possa considerare fra i profumi alla rosa, una rosa geraniosa, resinosa, incensata, speziata ma al contempo si può leggere come un incenso alla rosa, speziato, le spezie non si disperdono e continuano a farsi sentire, dopo il dd. Come dicevo, pochissimo oud, non sento il patch, poco anche l’ambra, solo il sandalo dietro l’incenso. Sicuramente una fragranza invernale. Non è una rosa dark, è molto mitigata dalle resine, per nulla pungente.



#3 Nyneve

Nyneve

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Posted 15 February 2015 - 11:48 AM

Dia woman

Recensione/impressioni di Sabricat

All'inizio forse l'accordo di fico e foglie di violetta ricordano un pò il rossetto della mamma, poi si unisce al coro di un trionfo di fiori l'incenso che rende il tutto luminoso e frizzante, i vari legni di fondo lo rendono persistente e potente senza uscire dalle righe.
Lo definirei un profumo classico, molto femminile, il commesso me lo ha descritto come fatalmente romantico, quindi secondo me non innovativo, nè moderno, ma la sua forza sta nella qualità delle materie che gli conferiscono un'ottima persistenza e un notevole equilibrio nell'evoluzione.

 

Ciel woman

 

Recensione/impressioni di Viola C.

 

È un Amouage atipico.
Non sto a elencarti le note perché te le puoi leggere su fragrantica. Passo subito alle emozioni e sensazioni che mi suscita: è come aprire la finestra su un campo di fiori baciati dal sole primaverile.
È delicatissimo ma al cont
empo tenace sulla pelle. Mette allegria con quel tocco fruttato appena presente in mezzo a tutti quei fiori colorati.
Mi piace indossarlo in "gita", con jeans e tshirt e capelli legati...
Stupendo profumo di gusto squisitamente parigino (nel mio immaginario ovviamente).
È pulito, fresco, spensierato...
Non è assolutamente banale come potrebbe sembrare inizialmente. Col passare delle ore si assesta in maniera sublime diventando quasi cremoso.
Una sinfonia di corolle in perfetto equilibrio


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#4 CRISTIAN

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Posted 27 January 2016 - 01:32 PM

Sunshine (woman)

 

Impressioni/recensioni di Annakareninia

 

E finalmente lo sento anche io!  :icon1:

decisamente carino, un gran fruttato esotico, estivo, fa pensare a un cocktail con ombrellino nel bicchiere bevuto sotto l'ombrellone in spiaggia vicino a una palma. Molto zuccherata questa macedonia estiva dentro al cocktail

ma tutta questa spensieratezza non mi fa però venire voglia di spendere cosi tanto. In estate cerco spesso profumi poco impegnativi ma qui se il profumo in sè è di poco impegno non si può dire altrettanto della cifra...

 

Impressioni/recensioni di ScentOfMan

 

bisogna allontanasi un po' dallo stile Amouage, resettare  il naso, il marchio fondato dal sultano dell'Oman è riuscito a ricreare il sole e la sabbia calda, in un profumo, profumo estivo e nessuna nota esperidata, è una composta di frutta dal colore della papaya.

Sento abbastanza bene una vaniglia floreale nel cuore del profumo, la persistenza c'è, ma non è la solita a cui eravamo abituati.

 

Impressioni/recensioni di Federica C.

 

Appena spruzzato l'ho sentito dolce, a tratti talcato ma non stucchevole. Si sente chiaramente la mandorla senza retrogusti amari, ma ho percepito anche qualcosa che mi ricordava il profumo di "cipria della nonna". Ho trovato il gelsomino e anche le note di ribes nero dichiarate, che mi sono piaciute molto devo dire. Ho apprezzato tanto anche qualche nota più frizzante che non saprei meglio definire (un aiutino?) e che ha reso la vaniglia meno stucchevole. Come note di fondo ho sentito chiaramente sia il ginepro che il patchouli, e la cosa mi ha confuso un po' perché di solito associo note simili a profumi maschili, ma qui ci stavano bene e risultavano femminili! Temo di aver peccato di ingenuità, alla fine di tutto, dopo molte ore, ho ritrovato la vaniglia dell'inizio e non mi è dispiaciuta come chiusura. In generale non l'ho trovato né pesante né eccessivamente dolce, mi è piaciuto e l'ho apprezzato ma temo che se usato a lungo potrebbe nausearmi un po'. È un profumo che per me sa di nostalgia, di quei ricordi dolci del passato non corrotti da alcuna amarezza ma non per questo privi di carattere o intensità. E sa anche un po' della bellezza delle cose, di quella bellezza luminosa vicina e lontana allo stesso tempo, che meraviglia e attira ma tiene anche a distanza

 

Impressioni/recensioni di Laura B.

 

Ti mette di buon umore anche solo guardando la bottiglia. Un sole dorato, luminoso e felice, perfettamente equilibrato. Ti fa vibrare la pelle con la sua gioia, ti fa sentire il sole che delicatamente ti accarezza e ti scalda.
In testa una combinazione di fiori, mandorla e liquore di ribes, la vaniglia e la magnolia che fanno da collante per tutta l’evoluzione. La vaniglia la ritrovo anche nel fondo, insieme a un mix di patchouli e tabacco che insieme mi ricordano quel buon odore di alcune pipe che mi piace tanto



#5 CRISTIAN

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Posted 17 January 2018 - 09:10 AM

Beach Hut (donna)

 

Impressioni/Recensione di Ornella P. (2018)

 

Beach Hut Woman è una passeggiata lungo il mare, non a piedi nudi sulla bianca fine sabbia, ma lungo un sentiero dove le narici si riempiono del profumo di erbe aromatiche, legni, fiori un po' amari e pungenti (forse il geranio di cui parla Fragrantica) tutti pervasi dal profumo dell'acqua salata. Dopo un po' sulla mia pelle percepisco l'odore di pietra, di sassi calpestati che si frantumato sotto le scarpe. Una pietra calda e secca non polverosa. Definirlo un profumo marino è davvero riduttivo.

 

Impressioni/Recensione di Cristian (2018)

 

lo abbiamo sentito insieme e mi trovo in linea con le tue impressioni, il panorama che annusi tu lo vedo anche io....sulla mia pelle rimane molto più aromatico, durante il sentiero, con il mare sempre a fianco, si vede che ho raccolto un po' di natura tra i capelli ed i vestiti, aghetti di pino marittimo, foglie salate e cotte dal sole...bello annusare con te



#6 EzioLove

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Posted 14 May 2018 - 12:55 PM

Figment Man

Anno: 2017

 

Impressioni / recensione di Paola L. (FB) (2017)

 

Indossato ieri sera è ancora qui che pulsa vibrante sul polso con le sue note amarognole e fumose.

Lo indossi ed immagini una mano possente di uomo, un polso deciso che afferra un cespuglio e lo sradica, odore di terra umida, smossa, torba, muschi, radici che emergono dalla terra, frammenti che si strappano, linfa verde che esce e punge il naso, poi betulla fumosa...un qualcosa di mai sentito, primordiale e rude, ma delicato, con un eco ancestrale, un odore più che un profumo, ma cosi unico da catturare
 
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Impressioni / recensione di Laura C. (2018)

 

Uscito nel 2017. L’impianto maschile del profumo è immediatamente percepibile così come le note animali. È comunque un animale mansueto, non sgarbato o sudato. Le note iniziali di geranio e limone si sentono, assieme al vetiver e contribuiscono a schiarire la parte selvatica.
Alla base abbiamo guaiaco, labdanum e note terrose, mentre il sandalo è fra quelle centrali, oltre alle note animali, in effetti è parametrizzabile come una fragranza al sandalo, che risulta ben in risalto senza esser secco o sabbioso e nemmeno cremoso, anzi, le note terrose lo rendono più corposo, onestamente non lo vedo minimamente indossato da una donna, e nemmeno come indosso maschile, sotto i 40 anni, non riesco proprio a vederlo.
Le note speziate di pepe rosa ne rendono più incisivo il carattere.
È un profumo serio, non so se riesco bene ad esprimere quel che voglio dire, così come ci sono fragranze spensierate e giocose ce ne sono altre all’esatto opposto, questo è un profumo tutto di un pezzo, assolutamente serio senza ironia o spensieratezza, comunica serietà professionale, anche, forse più da giorno che sera ma non lo trovo connotato su una stagione preferenziale. Non è morbido pur non essendo aggressivo.
Infonde sicurezza e senso di protezione, stabilità, lo trovo rassicurante ma per nulla sexy anzi!, paterno, dà l’idea di una fragranza fuori da qualsiasi moda, le note animali si modificano in un indosso più intimo (ho letto da qualche parte parte che non è castoreum ma capra ? Vi risulta?).

 



#7 EzioLove

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Posted 06 June 2018 - 08:50 AM

Figment Woman

Anno: 2017

 

Impressioni/Recensione di CRISTIAN

 

E' l'ombra del deserto omanita che danza su una distesa sabbiosa piallata dal vento, ed è così liscia che pare la pista di pattinaggio di Helsinki 2017.

Un salto agli ostacoli a piedi scalzi, un po’ come quando vi alzate dal lettino e la spiaggia è prigioniera del sole a mezzogiorno, qui però siamo tra chicchi di pepe e granelli color zafferano appena gettati a terra dopo un passaggio nel forno alle temperature più alte.

Un movimento lento e perpetuo in sella di un dromedario, tra dune altissime dai cocùzzoli pieni di gigli, tuberose e carezze di vento salato che si fanno largo nella bocca, perché è impossibile chiuderla davanti al paradiso.

Ecco l’oasi, tra miraggi e realtà figment termina in una parola che si colloca tra la vita e la speranza come “terra”, pronunciato con l’ultimo filo di voce da un naufrago.

 

Impressioni/Recensione di Paola L. (FB)

 

E' una delizia bucolica ed onirica, un giardino non giardino.

Una tuberosa verdissima, uno stelo, un fiore non ancora schiuso, come in Bracken immerso in note verdi selvatiche e cristalline, onde schiumose, ma non i soliti paesaggi ozonati finti, anche qui un odore di natura  schietta, rigogliosa, indomata. Una sorta di giardino inglese, vorticosi fiori alla William Morris, una scogliera, il vento frizzante, l'oceano e poi tuberose schiuse e verdi e tanta vegetazione da prato spontaneo, un turbine di odori che si susseguono  con logiche astratte senza sosta, perchè la dolcezza diviene verde, le note frizzanti cristalline e poi presenti, tangibili, nessuna cosa sembra quel che appare, una ricostruzione reale e sognante della realtà.
 
Impressioni/Recensione di Francesca V.
 
Al primo spruzzo, ho percepito subito le spezie, il pepe e lo zafferano in particolare. Purtroppo, sulla mia pelle non si sentono molto e non in modo duraturo. Immediatamente dopo, un tripudio di fiori, su cui domina la tuberosa, fresca ma dolce non in modo eccessivo, ipnotica e "carnale".
La mia pelle, come sempre, ha praticamente fatto "sparire" tutte le note non floreali, lasciando spazio ad un giardino profumato, odoroso di fiori, dolci ma anche di foglie, verdi e fresche, un giardino conturbante, che rapisce, ammalia e avvolge.
Persistenza ottima!
Questo sarà mio di sicuro!
 

Impressioni/Recensione di Laura C. (FB) (2018)

 

Decisamente fiorito: gardenia in primis, poi piuttosto indistinguibili far loro, tuberosa, giglio, gelsomino e fiori d’Arancio, forse invece avverto separatamente l’ylang, cremoso. No zafferano. Il pepe di Sichuan nel profumi è una scoperta che ho fatto di recente, lo amo, come nel cibo, una vaga nota di cassia (il cabinet spezie è una mia altra passione), ma solo se sposto il polso in orizzontale allontanandolo dal naso, in altra direzione non la sento.
Conosco poco il papiro come nota, presumo sia quella nota verde quasi aniciosa, personalmente mi disturba un po’ ma ho un problema io con l’anice, in ogni sua forma. Orris non mi pare di trovarlo. Incenso arriva dopo, con i suoi toni balsamici ma leggero.
Non sento nessuna tuberosa verde, la parte canforata proviene secondo me dalla gardenia non dalla tube, ma potrei sbagliare.
Un fiorito intenso, abbastanza dolce, a meno di una pelle maschile che smorzi molto questi toni dolci, può essere anche unisex, in caso contrario resta un profumo femminile. Splendido l’effetto del pepe di Sichuan con i fiori, anzi secondo me è la chiave di volta che regge l’eleganza e la bellezza di tutta la fragranza, senza, non sarebbe più equilibrata.
La gardenia è bella intensa e sta sul podio, come dicevo un po’ canforata. Rientra fra le fragranze narcotiche ma ha uno svolgimento notevole: da intorpidente ossessivo diventa più elegante e maturo (molto merito dell’incenso), ne apprezzo la bellezza anche se un fiorito così intenso non lo potrei portare.
Non trovo qualcosa in comune con la versione Man, sinceramente, non li vedo collegati.

 



#8 EzioLove

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Posted 28 June 2018 - 08:41 AM

Lyric Man

Anno: 2008

Impressioni/Recensione di Silkford (2010)

Non è una Rosa per tutti. O meglio, va portata con rispetto e con un abbigliamento adeguato.
Lei è la protagonista di tutto, fin dal primo spruzzo e non ti lascia mai; a cambiare è ciò che le sta intorno mentre sboccia sulla tua pelle. Un bocciuolo di color bordeaux, impropriamente chiamata "rosa nera" forse più evocativa di "rosa bordeaux", rinfrescato da piccole goccie di rugiada (il bergamotto fa questo splendido effetto).
Nella piramide si possono leggere molte essenze fiorite (angelica, fiori d'arancio) e varie spezie (galbano, zenzero, noce moscata, zafferano), non bisogna però pensare che si tratti di una variazione sul tema "rosa speziata"; per me questi aromi servono a creare il contesto: un semplice giardino. Un giardino di quelli che abbiamo noi in Italia, un po' curato, un po' lasciato al naturale, con qualche pino e qualche pianticella spontanea i cui semi sono stati portati dal vento. Verde, tanto verde, un primo mattino con una leggera nebbiolina, la terra soffice e umida. Su di essa riposano delle potature, le foglie secche della siepe, gli aghi del pino. C'è del muschio fra le pietre del muretto.
Finita l'alba il Sole è pieno nel cielo, ancora al principio, ma la Terra inizia a scaldarsi; va via la nebbia e la rugiada scorre sul tutto fino ad evaporare. La rosa inizia a sbocciare e un accordo di legni (pino e sandalo), assieme a della vaniglia, dell'incenso e del muschio, ci raccontano quasi la sensazione tattile dei petali; vellutati data la loro leggera peluria, bordeaux come un vino prestigioso e pieni di sfumature come un tessuto pregiato.
Penso sia il più intenso e persistente fra gli Eau de Parfum da uomo di Amouage, in antitesi perfetta con Ciel che dura sulla mia pelle il tempo di un battito d'ali e poi se lo inghiotte lasciandone poche briciole. Da tempo cercavo una bella rosa, adatta ad un uomo, pura ed elegante senza che si tramuti irrimediabilmente in una saponetta o in un panetto di burro; speranza ripagata da questa fragranza. Certo sul fondo e nel drydown grazie ai legni e alla vaniglia un sentore cremoso c'è, ma è molto delicato e non infastidisce.
Secondo Amouage questo profumo (il nome è chiaro), rappresenta il cupo suono dell'eternità. Quella vibrazione che ha creato i sistemi solari, che dà la vita e che da sempre il Buddhismo insegna. Penso che un concetto così bello e così grande lo si possa ritrovare anche in un semplice sbocciare di un fiore.

 

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Impressioni / recensione di Laura C.

 

Spezie schiarite da note citriche (lime e bergamotto) sono la prima percezione, sostanzialmente noce moscata, poi inizia l’evoluzione e compare la rosa, quindi il coro di fiori d’arancio, angelica e galbano; di questi è l’angelica che si sente maggiormente e riesce a dare una nuance verde, più soft, alla rosa, alla lontana si percepisce anche forse lo zenzero, fra le note citriche, non trovo invece lo zafferano. Difficile dire cosa si senta delle note base prima di arrivare al dd, sandalo e pino inizialmente non pervenuti, l’incenso arriva dopo, il pino resta comunque una nota verde non molto delineata, mentre il sandalo assume più netta evidenza dopo il dd; l’incenso è molto molto sottile, quasi non identificabile. Considerandolo nella sua interezza è ovviamente un profumo alla rosa; su di me (non per tutti credo, quindi meglio sottolinearlo) la rosa ha qui quella sfumatura leggermente saponosa ma non pungente, che è poi quella che preferisco, la sento anche un po’ scalciare, sembra proprio che le altre note fungano da contenimento. Assolutamente unisex. Io non sento una rosa particolarmente dark ma è comunque imbrigliata e recintata, gli elementi a contorno ne contengono l’esuberanza, quindi in un momento uno sente di più la parte speziata, in un altro la nota verde/umida. Non ci sono note dolci ma non è nemmeno spigolosa. Ha una notevole eleganza, è comunque discreto e misurato, ma d’altronde non sarebbe elegante altrimenti. L’incenso in particolare non è molto evidente ma conferisce quell’aura, quella bruma, quell’allure magica al tutto, mettendo in risalto la rosa e sfuocando i contorni.

 


#9 Laura C.

Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:02 AM

Lyric Woman

Anno: 2008

Impressioni/Recensione di CLAUDIA

Lyric Woman è quello che tra gli Amouage più tocca le corde dellanima e del cuore.
Dalle oscurità profonde di una rosa scarlatta quasi nera emergono effluvi soavi e celestiali, e le spezie presenti come cardamomo, cannella e zenzero non soffocano e soprattutto non ingabbiano il fiore coprendolo, ma lo esaltano fino ad accentuarne la cremosità e rotondità insieme allincenso che qui è particolarmente morbido e non freddo ed ecclesiastico.
Siamo di fronte ad una vera e propria melodia olfattiva, classica e moderna al tempo stesso, ove le molteplici e innumerevoli note presenti in piramide non cedono mai ad una caduta di stile.
Sensuale, sexy ma nel contempo raffinatissimo e di gran classe dà come limpressione di percepire quellatmosfera e quel lusso barocco di cui amava circondarsi Re Ludwig di Baviera nel suo castello di Linderhof , sua dimora preferita ed in cui ha vissuto più a lungo, dove ogni stanza è un trionfo di stucchi doro, specchi, arazzi e dipinti.
Rosa damascena, incenso e vaniglia ti cullano fin quasi a traghettarti in questa dimensione da sogno, fiabesca e irreale. Ecco i profumi servono anche a questo, a catapultarti in un mondo antico a rivivere quelle atmosfere che anche Luchino Visconti rappresentava magnificamente attraverso le scenografie che hanno contraddistinto alcune delle sue opere cinematografiche, come per lappunto Re Ludwig interpretato da un giovane Helmut Berger ed una bellissima Romy Schneider interprete del fascino di una matura Imperatrice Sissi cui fa da sfondo il magico castello di Linderhof.
Lyric woman è espressione di un livello artistico talmente elevato al punto tale da operare in me una catarsi per volare leggera in una dimensione più consona al mio essere

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Si sente subito che è una fragranza corposa, in particolare la rosa arriva quasi subito con le note di testa (bergamotto, cardamomo, cannella, zenzero), che si evincono praticamente tutte, un bellissimo speziato, sarei già paga se si fermasse qui; la rosa progressivamente si manifesta in tutta la sua regalità, al contorno ci sono elementi che la confinano, limitandone le spigolosità ed esaltandone il cuore vibrante. Le spezie non spariscono del tutto ma restano ad incoronare la regina, le note di base fungono da trono, si evince maggiormente un poco di sandalo e poco patch, un filo di incenso, come per quasi tutti gli Amouage è un’armonia di insieme, una melodia di più strumenti, senza che si distinguino singolarmente tutti.
Se si ama la rosa si capisce come questo sia uno dei must.
Molto raffinato, è comunque un profumo importante e sicuramente invernale. Un profumo comunque senza tempo o comunque che trasporta in un altrove, dove siamo re e regine assoluti del nostro mondo interiore, uno spazio da reclamare e possedere su cui regnare e vigilare perché nulla lo turbi. Un profumo regale ed immaginifico.



#10 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:08 AM

Interlude Man

Anno: 2012

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Resinoso, legnoso, speziato. Un profumo all’origano ? Debbo dire che in effetti l’origano si sente, nonostante l’impianto resinoso, ed anche il pepe è ben definito. Sento anche la nota di pelle, mentre il legno resta inizialmente dietro alle resine; queste ultime formano una compagine unita, forse con una certa prevalenza di opoponax che richiama ulteriormente le note di pelle, una boiserie di lusso, senza note smokey, a parte quelle proprie del legno, poltrone in pelle, whisky, calore, neve e tormenta fuori. Non lo percepisco così connotato al maschile come altri Amouage Man, resta tutto molto aromatico, unisex, lo trovo affascinante, la parte resinosa ha sempre un cotè misterioso, la pelle ambrata conferisce il tocco elegante. Poco balsamico, quasi per nulla, è più una leggera nebbiolina a coprire il tutto; sicuramente invernale, è un profumo caldo, su polso maschile è un poco più morbido e viene fuori più l’oud, che su di me non arrivava nemmeno a doverne far menzione. Non è una fragranza sexy, ma esprime raffinatezza e sicurezza di sé, infonde un senso di tranquillità, bello.



#11 Laura C.

Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:09 AM

Interlude Woman

Anno: 2012. Karine Vinchon Spehner

 

Recensione/Impressioni di CLAUDIA

 

Le innumerevoli note olfattive si fondono a dar vita ad un caleidoscopio di colori o meglio ad un carnevale veneziano con le sue ricchissime maschere e feste sontuose:
è come un sogno il nuovo Amouage, Interlude.che ti stordisce non solo per la particolare modernità con cui è concepito, come un quadro di Kandiskij, ma anche per la straordinaria persistenza cui danno vita le singole note orchestrate in modo moderno, originale ed incomparabile!
Una esplosione impareggiabile di zenzero, mandarino e tagete ti depista completamente, come uno di quei numeri spettacolari che solo il Cirque du Soleil è in grado di rappresentare fino a condurti ad un "sogno nel sogno", ad una totale alienazione dalla realtà.
Rosa, incenso mirra e sandalo non si combinano tra di loro per dar vita a qualcosa di mistico, ma è esattamente il contrario, qui il poema olfattivo, si trasforma in un movimento di note che danno vita ad una intensa vibrazione che tocca le corde dell'interiorità, e che suscita in chi lo indossa, vibrazioni ed emozioni simili a quelle che solo uno spettacolo pieno di colore e suono può dare:
uno stordimento che porta a perdere la coscienza del proprio io! Sarà colpa forse di quelle note animali di fondo? Oppure dellinusuale accordo di Kiwi, caffè, miele e oud, che anche se non protagonista è comunque presente in questo capolavoro di astrattismo olfattivo?

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Lascia subito spiazzati, ma non perché sia strano, ma perché fin da subito non sai su che punto soffermarti, è una sarabanda multiforme, ogni volta che avvicini il naso senti qualcosa di diverso. Qualcosa comunque di allegro, coinvolgente, caotico e trascinante, vivo e scarmigliato, solare, spensierato e scanzonato ma niente affatto semplice e per questo davvero difficile da raccontare. Non analizzo le singole note, solo quelle che ho percepito più evidenti: in primis la noce, mentre mi annusavo il polso, mi aveva dato quell’impressione di quando vedi un attore che sai di conoscere ma in un ruolo talmente diverso da non riuscire sulle prime a dargli un nome o dire dov’è che l’hai visto prima, essendo il primo profumo che provo con una nota di noce, mai l’avevo vista sotto questa luce, ma è chiarissima ed evidente, poi il kiwi, davvero particolare. Il miele si sente, è una fragranza ben bilanciata ma dolce. Resine, più che altro olibano. Tonka molto evidente, caffè, con i grani tostati che si sentono nel mezzo del tutto, ma senza sovrastare nulla. Su di me sono noce, miele/c’era d’api, resine e tonka che si percepiscono maggiormente ma, come dicevo ad ogni respiro, si sentono note diversamente combinate, su polso maschile è meglio perché si stempera il dolce del miele che è l’unico tratto che temo potrebbe diventare stancante, se uno non usa profumi dolci. È un profumo.zip, un mondo, un festival intero dentro qualche goccia, affascinante come quella vecchia gag dove da una macchina piccola vedi uscire otto persone. A tratti senti la parte agrumata, i fiori, i legni, la vaniglia, ecc... proprio affascinante. È una sarabanda travolgente che finisce per conquistarti anche se propriamente non sono le tue note, di quelle compagnie che ti trovi trascinato a ballare anche se non ne avevi intenzione, ma abbandoni le armi e balli anche tu; ti fa sorridere, anche se non eri proprio dell’umore per farlo, ed un profumo che mette di buonumore non è cosa da poco.

 

Impressioni / recensione di Federica C.

 

Per me è il profumo che incarna il dubbio e l'incertezza, ma non in senso negativo. Rappresenta quelle fasi di intermezzo e dai contorni sfumati tra periodi definiti della vita, in cui si rimettono in discussione vecchie certezze e si ricercano nuovi equilibri. Interlude mi fa riflettere e interrogare sui miei gusti olfattivi e su quanto faccia bene sforzarsi di uscire dalle categorie solite e preferite che tendo a ricercare sempre, ma anche sui concetti di caos ed equilibrio che si confondono così tanto quando lo sento. È appunto un intermezzo, come un momento poco definito in cui non si sa bene che direzione prendere e sembra che nulla abbia senso, ma in realtà poi si ci accorge che un senso e un equilibrio ci sono. È uno di quei profumi che mi rendono totalmente disinteressata a note, piramidi o composizioni perché non ne ha bisogno per esprimere qualcosa. È un bellissimo lavoro e mi prenderò tutto il tempo necessario per apprezzarlo fino in fondo



#12 Laura C.

Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:15 AM

Jubilation XXV Man

Anno: 2008. Bertrand Duchaufour.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Anche questo è un profumo per cui è inutile fare un focus molto in dettaglio, uno di quelli difficili da descrivere date le molteplici note, è comunque il bilanciamento delle stesse il suo punto di forza: è resinoso, speziato (cannella, chiodi e coriandolo), ammorbidito da note dolci di mora e miele, oud e guaiaco con note legnose, non ha una rilevante componente citrica, non c’è una nota principe: in ogni momento dell’evoluzione risaltano note diverse. Non ci sono note fiorite né note verdi rilevanti. Nonostante le note ammorbidenti non è un profumo dolce e nemmeno tendenzialmente dolce, non è amaro. Unisex, la non dolcezza è l’unico tratto che lo fa classificare come maschile. Il balsamico è molto sottile ed elegantemente bilanciato, c’è, ma non copre nè prevarica le altre note. Sicuramente bello ed elegante. Nonostante l’accordo di frutta non è un profumo fruttato
Non è un profumo caldo, e su di me non è fumoso. Molto bello.

 

Impressioni / recensione di Gianfranco G.

 

L'oriente nella sua forma maschile piú bella.
Un vero e proprio tripudio di odori d'oriente che raccontano le rotte delle spezie e delle resine preziose. Un fondo da brivido con tutta quella mirra, opoponax, miele, patchouli, muschio animale, ambra grigia e ovviamente l'Oud nella sua variante del legno di Agar.
Il viaggio di un berbero sotto un cielo stellato, dopo la calura del giorno, il ristoro dell'aria notturna piú pungente.
L'odore del suo corpo oramai deterso e intriso di preziosi oli che si mescolano alle merci preziose che porta con se nelle sue bisacce.



#13 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:16 AM

Jubilation 25

Anno: 2008. Lucas Sieuzac. (Woman)

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

C’è qualcosa che inizialmente mi ricorda un profumo di mia mamma negli anni ‘80, ma non so che nota/accordo sia o se c’entrino solo delle aldeidi. Strano che Amouage la classifichi come femminile, in genere sono piu floreali e morbidi nei loro canoni. Mirra e vetiver si sentono in primo piano, la sfumatura verde del dragoncello che pian piano si smorza, l’ylang non lo sento, a meno che non sia verde anche lui. Non ha note dolci, anzi il sentore balsamico-mentolato erbaceo (ci sono anche patch ed artemisia come note verdi), enfatizzato dal vetiver ed anche agrumato, prevale, quasi medicinale talmente è affilato. La rosa acutizza questo lato. Un mist ambrato aleggia sul tutto. Fondamentalmente al dd io sento mirra, incenso e labdano e vetiver. Leggermente polveroso, l’incenso entra in gioco anche con note smokey, un fumo che si spande sopra le note erbacee e terrose. Pare comunque che su di me abbia una resa particolare, poichè la mia pelle in questo caso non ritiene la parte floreale, quindi l'equilibrio cambia moltissimo, ove questa è presente.



#14 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:19 AM

Journey Man

Anno: 2014

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Pepe di Sichuan, scorza di bergamotto, in effetti è più aromatico che agrumato, cardamomo, neroli come sfumatura ingentilente, la nota di ginepro apporta un po’ di freschezza, quasi verde, ed un po’ di speziatura, la prima si lega al Cypriol Oil e vengono entrambe rinforzate dal l’incenso con il suo balsamico, senza prevaricare le altre note, la tonka finisce per confluire nell’aromaticità e profondità del tabacco. La pelle non è in primo piano, è comunque morbida, non vira al cuoio; quindi tirando le fila un tabacco speziato, caldo e aromatico, con note di pelle morbida e leggermente balsamico, per nulla legnoso.
È un profumo di cui è facile innamorarsi, non lo vedo su di me, anche se prevedo ne ruberó qualche spruzzo, e prima o poi lo prenderò, nella mia immaginazione è in effetti un profumo da uomo, indubbiamente indossabile anche al femminile, ma l’immagine che mi proietta è comunque maschile.
È misuratissimo: balsamico quanto basta a sollevare il tutto a darvi leggerezza, tabacco e pelle non spigolose ed aspre, spezie equilibrate, tutto modulato alla perfezione.
Lo trovo molto sexy. Dritto in wish list.



#15 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:20 AM

Journey Woman

Anno: 2014

 

Recensione/impressioni di Sabricat

Sono rimasta incantata da questo profumo.
Avendo letto la piramide, immaginavo un profumo poderoso, carico di zuccheri della frutta, del miele e della vaniglia, pieno di sentori indolici di gelsomino, osmanto e mimosa, appesantito da una buona dose di tabacco nel fondo.
Invece tutto è reso leggero, fresco e armonioso.
Come trovarsi in auto o in treno, scegliete voi, in viaggio con amici.
Un'amica si imbelletta, mentre il marito si accende la pipa, c'è chi ha portato qualcosa da mangiare.
Tanti odori portati da casa, che si mescolano tra di loro e vengono stravolti dal vento fresco che entra dal finestrino, che scompiglia i capelli e attenua tutti i profumi.
Non è un pasticcio, anzi questa danza del vento è studiata a regola d'arte, segue una ritmica precisa, fa girare le note con movimenti circolari, come un valzer.
Mi sembra che le note del fondo ricordino quelle della testa, con un effetto evolutivo psichedelico.
Sono riusciti a cogliere l'odore della buccia dell'albicocca non ancora tagliata, hanno inserito un miele liquido e cristallino d'acacia, i fiori sono appena sbocciati e pieni di rugiada, l'osmanto è protagonista.
È un profumo che sento mio.
Promosso con lode!

Recensione/impressioni di Tristana

Mi sono presa un pochino di tempo per indossarlo e studiarlo ( studiarlo per quello che è nelle mie possibilità intendiamoci :D )
Come detto su adjiumi facebook, riconfermo la presenza del miele, di un aroma naturale e trasparente; prevale tantissimo anche una bella parte fruttata (osmanto??) che poi è quella che caratterizza tutto il profumo.
Nel complesso niente di dolce, anzi, inizialmente il miele lo sento un po' pungente e la frutta poco poco acerba. Sbocciano i fiori, in evidenza un bel gelsomino, la mimosa e la fresia francamente non li sento. Si riscalda con note legnose, in alcuni momenti mi rimandano all'oud anche se in piramide non c'è, il muschio e la vaniglia avvolgono le note di fondo in modo abbastanza convenzionale... purtroppo! Non sembra un Amouage, questo devo dirlo, potrebbe essere una cosa alla Keiko Mecheri??? Manca di certo l'opulenza e la complessità delle loro creazioni. Journey è una novità, è sobrio, è un profumo intimo dai richiami fanciulleschi e innocenti. Niente a che vedere, almeno per me, a quello che potrebbe essere un profumo ispirato al cinema cinese noir degli anni 20 ambientato poi in una Shanghai ricca, viziosa e piena di misteri. No tutt'altro, qui mi trovo di fronte alla tenerezza, al contegno e all'equilibrio che solo un asiatico, forse anche inconsapevolmente sa trasmettere. Chiaro che io e il signor Chong abbiamo due visioni opposte, non solo del cinema noir cinese soprattutto per quello che ci si aspetta da un marchio sfarzoso come Amouage. Chong non è il naso ma è sicuramente l'ideatore di questa creazione e si sente! Il profumo in sè è bello, semplice e raffinato, piacerà a chi predilige profumi fruttati e molto intimi

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Miele più aromatico che dolce, osmanto, ma non sento nettamente l’albicocca, mimosa, praticamente fusa con il miele, su di me fanno subito presa tabacco e zafferano, nei primi spruzzi la parte fiorita e fruttata ha il suo momento di gloria, mi sarei comunque aspettata, leggendo le note e considerando anche la vaniglia fra quelle di base, una dolcezza quasi sopra le righe, invece è ben bilanciato, la speziatura (noce moscata, cardamomo) si sente molto bene, miele, tabacco, poi i fiori (osmanto e gelsomino) che sono molto dietro, risaltano meglio dopo il dd; riesco persino a trovare il cypriol con la sua nota verde-balsamica a risollevare ed alleggerire le note dolci. Ha un primo impatto da profumo fiorito- dolce - fruttato, poi si trasforma, almeno su di me, in un tabacco - dolce - speziato, non così easy come si presenta sulle prime e molto bello, con una bella luminosità, a tratti una ventata fiorita, poi il tabacco torna a dominare la scena, arioso, quasi fresco nonostante il miele, le note non sono appesantite nè dalla dolcezza nè da una eccessiva aromaticità come a priori potrebbe far pensare la presenza del miele. Stagionalità trasversale: non da caldo estremo, miele e tabacco sono note che d’estate non riuscirei a portare.
Io su questo ci rifletto, mi sa proprio che comunque va anche lui in wish list.



#16 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:24 AM

Fate Man
Anno: 2013.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Cumino a profusione, si sente subito, appena spruzzato e, naturale, proprio come se l’avessi tirato fuori dal mio cabinet spezie. Si sente una parte verde che deve essere l’artemisia + elcrisio, sento anche un po’ di zenzero, zafferano leggerissimo, la rosa non la percepisco. Poi c’è l’impianto resinoso: olibano/labdano, copahu, ovviamente leggo dalle note, perché è impossibile dividerli o scinderli separatamente. Ulteriore profondità con tonka e liquirizia, che risulta più come spezia al contorno, non si avverte nettamente. Più che cedro si sente il sandalo di base. È un bel profumo, orientale e speziato, non legnoso, non caldo e “sudato”, aggettivo che spesso accompagna il cumino, fornendo toni quasi selvatici-animali e sensuali, qui no, è quasi fresco, per via dell’effetto balsamico delle resine. Non ho percepito differenze di indosso su polso maschile. Fondamentalmente è adatto a chi ama le spezie ma in particolare il cumino perché la fragranza è incentrata su esso, conferendogli una ambientazione mediorientale, è blendato molto elegantemente con le resine che lo stemperano, lo scompongono e ricompongono al contempo, nelle loro evoluzioni fumosette e balsamiche. Un ottimo speziato che trovo unisex e trasversale fra estate e inverno, per quanto forse venga più da associarvi temperature miti e calde. Wish list, le spezie e le resine mi conquistano invariabilmente.



#17 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:24 AM

Fate Woman
Anno: 2013.

 

Impressioni/Recensione di Sabricat

All'inizio brilla elegante di luce, il bergamotto in testa si sente bene, ma di un giallo dai toni caldi e cremosi, appena speziati.
La base ancora piú calda e sensuale contrasta con dei toni secchi e lievemente polverosi, mai gridati.
Tutto regge in un equilibrio fantastico sulla pelle, ogni nota ha il suo compito. E' un opera sinfonica che scuote gli animi.
Sicuramente c'é un riferimento ai grandi classici, un Mitsouko o un Heure Bleue rigorosamente vintage, anche se la firma Amouage é presente.
Questo significa che si possono ancora creare dei grandi chypré orientali, classici ma con uno sguardo al futuro.

Impressioni/Recensione di Claudia

Gli Amouage sono fragranze che anche ad una profana come la sottoscritta, richiedono grande studio e concentrazione, data non solo l'elevata qualità delle materie prime, ma soprattutto la modalità in cui si evolvono al calore della pelle creando qualcosa di unico e irripetibile, poichè sono convinta che la nostra pelle cambi continuamente a seconda dell'umore in cui si è, quindi a seconda del livello ormonale, del ph cutaneo e di tanti altri elementi di cui nemmeno abbiamo idea. Sono convinta di ciò perchè la prima volta che ebbi modo di sentirlo, la sensazione fu completamente diversa da quella di oggi, ovvero ebbi come l'impressione di percepire le note più acidule ed aspre, a discapito delle note di coda che caratterizzano realmente la fragranza.
Ad oggi invece la bellezza di "FATE" mi ha del tutto stordita, poichè nonostante l'apertura sia connotata da note decisamente piccanti e vigorose, queste ultime preparano la successiva e immediata esplosione di note fiorite, ammalianti e mutevoli che conferiscono carattere a questa fragranza che è frutto di una magia, dal momento che al calore della pelle tutto cambia, muta, si trasforma come in un sogno.......è come ritrovarsi nell'Universo Immaginario , così ben descritto da J.R.R. Tolkien nella trilogia del Signore degli Anelli, e FATE è il profumo di cui immagino sia letteralmente cosparsa , Galadriel, l'Elfa Reale, chiamata anche Dama della Luce o Dama dei Boschi, portatrice di accordi caldi e balsamici di incenso, benzoino, castoreum, labdano e vaniglia, e mi domando: è forse questo il profumo celestiale e misterioso delle Elfe Reali in un mondo di fantasia?
Io dico di sì, poichè tutte le note speziate si snodano in accordi delicatamente poudrè, e queste ultime sono le note di coda che connotano il dry-down finale della evoluzione fatata di questa pozione per Elfe Reali; la persistenza, si unisce alla delicatezza della fragranza, che con il passare di molte ore è sempre presente sulla pelle in modo diverso, tanto che alla fine quando proprio l'impressione è quella di non avere più nulla, ho avvertito sui polsi delle note molto poudrè che alla lontana mi riportavano ad Opium di YSL

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Nelle fasi iniziali le note di testa si sentono bene tutte: bergamotto, pepe, peperoncino e cannella, raro riuscire a percepirle tutte, riconoscibili e chiare. Su di me comincia a far presa maggiormente il peperoncino, assieme al bergamotto, poi arrivano i fiori. La rosa arriva prima e scalza la scena, veicolata dal labdano, poi il resto del bouquet (che leggo essere gelsomino e narciso), che non sento chiaramente e separatamente, ma si sente che la rosa, viene stemperata su toni più bianchi, freschi, incensati, più morbidi e meno cupi. Si scalda il benzoino e verso il dd è la parte ambrata a far da padrone. Nella parte iniziale il profumo ruota attorno all’acidità del bergamotto ed alle pungenze del peperone e poi della rosa, tutte queste note acuminate si sedano al dd, per qualche momento per poi tornar fuori mutate e rinvigorite, con una rosa pepata, affilata circondata da una nebbia ambrata e polverosa, è una rosa metallica, leggermente ammoniacale/canforata. Unisex, ma ho notato che piace più agli uomini che alle donne, stando ai post passati. Il poudrè credo cambi con la pelle, ho letto che c’era chi si lamentava che fosse troppo, ma su di me è abbastanza contenuto, l’effetto. Per gli amanti delle rose aggressive e pericolose.



#18 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:27 AM

Gold Man
Anno: 1998 Guy Robert.

 

Impressioni / recensione di FedeRoseOud

 

Eccolo, il migliore della linea man ( che tanto man non e' ).
L'unico amouage che preferisco rispetto alla versione femmine dove invece li amo quasi tutti. Il miglior capolavoro di Guy Robert: Invadente, pregnante, sensuale e impegnativo. La migliore qualita' di rosa e incenso omanita con una parte animale di zibetto che spirigiona eleganza tramite il mughetto fiorito e il gelsomino indolico. Il fondo resinoso, fumoso e caldo con mirra e muschio di quercia. Un lavoro vecchio stampo come non si trova quasi piu'. Capolavoro assoluto, e profonda ammirazione per il genio creatore che era un vero compositore, capace di immortalare bellezza e senso estetico ai massimi livelli.
Gold man versione non calamitata!
 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Immediatamente fiorito e leggermente talcato, un po’ vintage, mi ha ricordato subito qualcosa legato alla mia infanzia (anni ‘80), con poco sforzo ho trovato la risposta: i cofanetti di saponi profumati tipo Roger & Gallet o anche English Lavender, con le saponette chiuse avvolte nella carta velina; credo ci sia una parte iniziale aldeidata ma che in questo caso non ho trovato fastidiosa e oakmoss, almeno in parte suppongo che la polverosità dipenda dall’orris (correggetemi se ci sono errori, mi raccomando), non sono certissima di distinguere qui la rosa canina, che conosco più per infusi che non come profumo, forse è il primo vero talcato maschile in cui mi imbatto. Nel mezzo sento anche gelsomino e mughetto ma il sentore principale per me resta quello “saponettoso” da saponetta preziosa di un tempo, la stessa polverosità quando aprivi la scatola, per annusarle, richiudendola poco dopo gelosamente. Non avevo letto nulla in specifico su questa fragranza quindi questo cotè vintage ma piacevole mi ha veramente sorpreso, ho quindi trovato il corrispettivo maschile dei profumi femminili pigiamosi, ossia buono e confortante ma quanto di meno sexy uno possa immaginare, almeno per me. Non ho percepito incenso né mirra, l’oakmoss enfatizza il tono bagnoschiumoso-saponettoso, si sente bene il sandalo, più che legno e quasi niente patch, un’ombra di civet mi pare di averla identificata in brevi istanti, quasi a fine vita. Molto unisex comunque e parecchio poudrè, al contempo è comunque sparkling, non eccessivamente pungente ma fresco e fiorito, vivace, brioso, visto da questo lato non è affatto vintage, ossia nella effervescenza e naturalità delle note floreali, viene per me spontaneo associarlo non a qualcosa di dorato, in realtà, ma a colori pastello, una passeggiata in carrozza nella campagna inglese di fine ottocento in una giornata primaverile, accanto ad un giardino curato, fiorito, ha il sapore di eleganza del secolo scorso.



#19 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:28 AM

Gold Woman
Anno: 1993 Guy Robert.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Le aldeidi io le sento proprio chiaramente, sento il mughetto ma non è troppo ingenuo, è sobillato dalla rosa, anzi diciamo che è una rosa leggermente mughettosa, pian piano si affaccia il gelsomino, meno discernibile dei primi due, una componente legnosa (più cedro che sandalo), un poco di ambra. Lo percepisco molto old style, proprio anni ‘80, La rosa risulta leggermente saponosa ma potrebbe essere poi rosa canina, wild rose, da qualche parte invece ho letto che non è nemmeno lei ma eliantemo, non so se sia così, basenotes non mette altro oltre mughetto e galbano ma qualcosa di similare alla rosa c’è , il sito ufficiale mette solo rosa, lucky scent invece rock rose, comunque sia una sorta di rosa saponosa si sente. Leggere note legnose e ambra più presenti dopo dd, le aldeidi secondo me forniscono l’impressione di un profumo opulento, enfatizzando i fiori. Lo trovo unisex. Mirra e incenso su di me non pervenuti, risulta leggermente poudrè (ambra e orris, suppongo) e civet non avvertibile.



#20 Laura C.

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Posted 17 January 2019 - 08:32 AM

Myths Man

Anno: 2016.

 

Impressioni / recensione di Laura C.

 

Crisantemo, ho capito cosa stavo annusando, solo dopo aver letto le note, data la mia ignoranza totale botanica, a priori, non ricordavo nemmeno che odore avesse un crisantemo; poi la cenere, la radice di Iris e La Rosa che spinge sotto il crisantemo, il cuoio è ripulito e poco connotato, si sente sulla base, come se i fiori fossero disposti sul cuoio stesso. Il Vetiver invece si è disteso sul crisantemo e ne inasprisce alcuni tratti. Rum su di me non percepibile e purtroppo stranamente nemmeno labdano, mentre su polso maschile sento più resine, più cenere, mooolto meno crisantemo e vetiver e la fragranza non ha proprio la pungenza che ha su di me, c’è un po’ più di rosa, ma non acuminata, soffusa. È proprio nettamente diversa, ove si di me abbondano toni aspri è iper fioriti, e ne risulta un profumo al crisantemo e vetiver, quello su polso maschile è invece bello, cenere leggera, al dd c’è il balsamico fresco delle resine e labdano, vetiver solo un accenno, fiorito molto retrostante e proprio non ci sono le note acidule che si evidenziano su di me.






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