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CARTIER


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7 replies to this topic

#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 05:42 PM

XIII La Treizième Heure

Recensione/Impressioni di Silkford

Sì, ci sento il narciso! Ma dopo un bel po' perché il mate la fa da padrone, ed è un mate reso alla perfezione. Grande apertura fumé e cuoiata, con le note verdi di cui parlavo prima; nel fondo un soffio di vaniglia addolcisce tutto e lo fa diventare un vellutino ben depositato sulla pelle.


#2 CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 05:43 PM

XII L'Heure Mystérieuse

Recensione/Impressioni di Silkford

C'è qualcosa di balsamico e resinoso allo stesso tempo, mi ricorda la resina del pino (deve essere la combinazione patchouli-ginepro-incensi). Un elegantissimo gelsomino che, stavolta, non sovrasta tutto. Grande eleganza ma con un gran carattere.


#3 CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 05:43 PM

X L'Heure Folle

Recensine/Impressioni di Silkford

E' folle sul serio. Apertura viola di frutti di bosco, fondo verde e legnoso. Direte, dov'è la particolarità? Una quintalata di aldeidi. Sembra che lo stia criticando, in realtà è un gran bel profumo, da provare ma non per me

#4 CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 05:49 PM

VI L'Heure Brillante

Recensione/Impressioni di Silkford

Originale interpretazione del tema "profumo fresco e agrumato". Apertura amara, sorretta e tenuta alta dalle aldeidi; subito arrivano le note tonificanti e liquorose dell'accordo di Gin; infine il tutto si scalda in un fondo muschiato-legnoso, con qualche accenno floreale non meglio definito. Da sentire, niente a che vedere con i vari Creed & co.

#5 CRISTIAN

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Posted 12 January 2012 - 05:51 PM

VIII L'Heure Diaphane

Recensione/Impressioni di Silkford

Se dovessi trovare un riferimento potrebbe essere "En Passant", anche se sono completamente diversi, rientra nella categoria dei profumi brinosi, con atmosfere acquatiche e grigie, nebbiose. Delicati fiori tra i quali spicca la Rosa (in apertura la Peonia), con un tocco di dolcezza polposa data dal litichi, immersi nel contesto di cui prima. Come in tutta la linea Heures de Parfum, tutto si scalda in un fondo legnoso-ambrato, senza che quest'ultimo sia troppo invadente.

#6 CRISTIAN

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Posted 23 January 2012 - 08:44 AM

IV L'Heure Fougueuse

Recensione/Impressioni di Silkford

Cavallo oh oh, cavallo, cavallo ohoh, cavallo oh oh. Scherzo, la nota c'è, ma è un profumo raffinato, non certamente accostabile ai lavori di Montale, in questo senso. La "Criniera di Cavallo" è più assimilabile a Dzing!. Un profumo verde, amaro e fruttato in apertura; più fiorito e dolce (mate, la nota moccicosa ) nel cuore; caldo, muschiato e cuoiato il fondo. Anche qui nel drydown si evidenziano gli indoli.

Originalissima e di classe. Molto femminile. Una partenza verde di erba essiccata, fieno e crine di cavallo, senza nessun sentore troppo stallatico; sento ben presente la balsamicità dell'elemi. Viene poi rivelato un cuore fiorito, sensuale, tenuto in basso dai muschi e da note animali di cuoio. Il sillage è ottimo come tutte Les Hures de Parfum, la fragranza si fonde finemente con la pelle e riesco a sentirla tutt'ora da ieri sera.




Recensione/Impressioni di CRISTIAN

Lo chiamerò il profumo "che peccato".
Su tutto prevale un colore verde pastello, nel complesso tutto è color pastello, un profumo da giorno, non invadente, un profumo "artisan" prima maniera.
Poche volte si incontrano profumi così eleganti, è caratteristica di molti o di quasi tutti i Cartier della linea esclusiva.
Peccato che, oltre all'eleganza, ci sia anche troppo timidezza, il profumo rimane troppo sulla pelle, stenta a spiccare il volo e dopo un paio di giorni, cerca di riprovare il salto, rimane lì, con la stessa intensità dell'applicazione, dopo qualche secondo se ne torna a cuccia, con la coda tra le gambe.
E' un peccato, profumi di questo livello e di questa costruzione, sono un bene per i nasi della comunità.
Verde, quasi te verde, ma credo sia un gioco di ruoli tra le note verdi e il mate.

#7 CRISTIAN

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Posted 01 February 2012 - 08:36 AM

II L’Heure Convoitee

Recensione/Impressioni di CRISTIAN

Pur riconoscendo la raffinatezza di questa linea, ammetto di fare un po' fatica ad apprezzarla nel suo compresso.
Trovare profumi eleganti come questi, non è facile, ma sono decisamente odori troppo timidi e quando hanno un certo prezzo, delle domande te le poni.

Ne ho sentiti diversi, per alcuni ho pensato di trovarmi davanti alla stessa cosa, stessi toni, stesse gradazioni di colore, stessa intensità, quindi variazioni dello stesso motivetto.

Questa, tra quelle sentite, non è neppure tra le mie preferite.

Al mio naso apre con e soprattutto pera, iris, forse dovrei dire il contrario, sensazione che rimane un po' per tutta la vita del profumo.

Alla fine rientra nalle categoria "rossettosi", di buona marca, di buona fattura, non volgare e niente riga di conforno, io però tutto questo color rosso passione non lo sento.

Ma ad un certo punto, la combinazione iris perato + frutti rossi e violacei, lo trasformano in qualcosa di diverso, un garofano, un LV garofano, senza quel tappo acidulo che probabilmente è il geranio nel Villoresi.

E' vero, ne ho messo poco, ma è un EDT decisamente scarso, sotto la media.

#8 Nyneve

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Posted 26 October 2014 - 06:06 PM

VII L'Heure Défendue

Recensione/Impressioni di Silkford

Riferimento lampante a Borneo 1834. Un accordo di cacao amarissimo e assolutamente non gourmand, immerso nell'umido patchouli e con un inizio liquoroso e penetrante. Quando l'aspetto liquoroso si schiarisce, il profumo si scalda in mezzo a note legnose e cuoiate; riconoscibili il sandalo e la vaniglia (giusto un soffio, niente di dolciastro). Persistenza ottima, come tutti i Cartier di questa linea. Francamente? Lo trovo più raffinato di Borneo e più portabile; benché consideri il Lutens un capolavoro, è un profumo quasi da godersi lentamente da soli, mentre VII lo si può sfoggiare tranquillamente.

recensione/impressioni di elmifra
Molto simile a Borneo perchè centrato sul binomio patchouli- cacao
In apertura è proprio come se ti spolverassero sotto il naso una nube di cacao nero, quasi istantaneamente subentra un patchouli terroso, successivamente questo connubio si scioglie in una crema vellutata dolce, vagamente saponosa, che si adagia calma sulla pelle, perdurando a lungo e strizzando l'occhio, a momenti, ad un'altra ora molto particolare, la XIII, di cui ne condivide una vaga e flebile nota amara medicinale.
Con le dovute differenze è un Borneo più cremoso, più morbido e per certi versi più sfaccettato
Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau




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