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Le VOSTRE recensioni!


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160 replies to this topic

#41 Laura C.

Laura C.

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Posted 22 July 2018 - 03:53 PM

Ippi Patchouli  - Carrement Belle

 

Versione: EDP. Esiste in due versioni "EDP" ed “EDP Claire”, le due versioni sono totalmente differenti fra loro, hanno proprio note differenti. L’EDP, non è dolce e fruttata come la Claire, resta più seria, un Patch più classico, anche un po’ ruvido, ambra e labdano dietro. Solo annusando con un po’ più di concentrazione trovo la cremosità della tube+gelsomino, secondo le note ci dovrebbe esser del cocco che non sento affatto, solo questa sorta di tube lattea, ma non vanigliata. Non sento fiori d’arancio, non sento la parte fruttata di albicocca e pesca che avrebbe dovuto esserci secondo le note, e nemmeno la rosa, se c’è è talmente dark che non si vede nè si sente.

Versione EDP Claire. Un patch curioso questo, dolce, quasi si stenta a dire che sia patchouli, sulle prime. Le note oltre al patch sono ambra, albicocca, bacche selvatiche, tiarè, foglie di mandarino, muschio, praline, tonka. Debbo dire che secondo me, il cocco si percepisce anche in questa versione, sicuramente il tiarè, un profumo allegro, un patch scanzonato, è completamente sdrammatizzato. Si sente un po’ anche la frutta ed una parte fiorita, intensità media. Non arriva ad essere un gourmand, non è così dolce, ma tendenzialmente è comunque una fragranza dolce. Se fossi una patch fan vorrei comunque metterci il naso sopra, tenendo presente che comunque qui risulta poco riconoscibile, piacevole, non avrei problemi ad indossarlo, anzi volentieri per la primavera/estate. Non è minimamente legnoso, ma resta fiorito/fruttato, mi sembra di percepire un poco di labdanum sul fondo.

Sinceramente io per originalità consiglierei il patch dolce dell’EDP Claire, almeno da sentire per gli amanti del patch, è un gioco molto divertente secondo me, ma questo, mah, è un patch ambrato, latteo leggermente tuberosato (ma per gli amanti della tube qui c’è comunque tanto tanto patch), tira fuori un po’ di legno verso fine vita, ma non mi pare che la versione EDP resti molto impressa.



#42 Laura C.

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Posted 22 July 2018 - 03:53 PM

Hippie Rose - Heeley

2011. Uno dei profumi maggiormente conosciuti ed amati di Heeley, freschezza verde del bergamotto, note verdi che si sommano all’oakmoss e al vetiver, il patch al centro del tutto. Incenso che pian piano si scalda. La rosa non si nota inizialmente, l’incenso è più un frankincense, non ha massivo effetto balsamico ma contribuisce a fornire al tutto un effetto fresco che con il verde e il patch diventa quasi mentoso, ed è praticamente l’incenso che si trascina dietro la rosa a modulare tutto l’impianto verdeggiante. È unisex ma ha un’impronta maschile connessa al patch/vetiver/oakmoss.
Erbaceo che resta soggiogato dalla rosa, che su di me non è nemmeno una rosa dark ma proprio più gitana, non risulta essere accentratrice e sotto i riflettori, anzi, diventa quasi più un sentore modulante, c’è ma non si vede chiaramente.
Essendo fresco è un profumo che viene da associare alla bella stagione ma non necessariamente. L’incenso non diventa smokey, ha proprio l’effetto di un vento fresco. È una rosa erbacea e la sua presenza ed intensità varia con la pelle, sul dude, è presentissima e si cappotta un po’ tutto il concetto che ho descritto prima, perché il patch finisce per essere un elemento a rinfrescare e verdeggiare la rosa, esaltandola ulteriormente, dovrei ricominciare daccapo e raccontarvi un profumo piuttosto differente. Anche questa è una bella rosa maschile. In stadio avanzato l’incenso si fa ovviamente più avvertibile. Nessuna nota legnosa. Probabilmente prima o poi lo prenderò, e lo dico da non fan del patch e nemmeno della rosa, qui sta il quibus. Il patch non ha note vintage è proprio più verde e boschivo ma al contempo ha una sua eleganza non è solo scarmigliato e a piedi scalzi, forse perché trasfigurato dall’incenso, ma ha la bellezza e la leggerezza stessa della libertà.



#43 Laura C.

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Posted 22 July 2018 - 03:53 PM

Eau Duelle (EDP/EDT) - Diptyque

 

2013 la versione EDP, 2010 quella EDT, (Fabrice Pellegrin). Ero certa, anticamente, che l’EDP fosse una EDT potenziata, quindi guardavo questa fragranza non in top alla mia lista dicendo, vabbè prima o poi la prendo. I sample e ulteriore cognizione di causa hanno mutato le cose e adesso tendo a risentire cose che prima ero sicura di volere. Intanto le note fra EDP ed EDT sono proprio diverse, vaniglia a parte, ma non sul sito, infatti il sito per entrambe cita: pepe rosa, cypriol e calamus, Fragrantica sulla EDP mette spezie, rockrose, ambroxan; sulla EDT Elemi, bergamotto, cardamomo, olibano, ginepro, pepe rosa, zafferano, Tè nero, muschio, ambragrigia.
Sebbene Fragrantica ogni tanto inserisce note a muzzo, stavolta il tutto ha senso. Infatti l’EDP è un profumo più semplice diretto è molto meno complesso dell’EDT che da parte sua è quasi evanescente, quindi va bene per nasi molto sensibili. EDP è una vaniglia pepata, nettamente più pepe che vaniglia, cioè la vaniglia non si sente nettamente, è più uno smusso morbido della nota di pepe...e, ecco tutto qui, non sento niente altro, invernalotto, non dolce, nel dd viene fuori una parte più legnosa-resinosa/smokey ma molto leggera, deve essere il rockrose, a metà dd si riequilibra un poco quindi il pepe vanigliato. L’intensità è maggiore ma la persistenza non è delle migliori. Lo trovo molto poco complesso, praticamente un unico accordo.
L’EDT è indubbiamente più aromatica e sfaccettata, speziata e resinosa, ovviamente anche questa non dolce e non gourmand, bergamotto in apertura, si sente bene il cardamomo ed è riscaldata da elemi e olibano, quest’ultimo molto contenuto c’è un accenno di sentore balsamico, anzi quasi pinoso perché rinforzato dal ginepro, non smokey; quel che sento meno, a parte, al solito il muschio, è lo zafferano, non è legnosa. Fondamentalmente di quelle fragranze piacevoli da ritrovare su una sciarpa o sui vestiti, confortevole come un maglione morbido, si potrebbe mettere anche per dormire credo, non ho ancora preso una decisione definitiva se la prenderò prima o poi come profumo-pigiama, si vedrà.



#44 Laura C.

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Posted 22 July 2018 - 03:54 PM

Succus - Les Liquides Immaginaires

 

2015, Shyamala Masondieu. Il motivo del nome risulta presto chiaro: la parte citrica e zenzerosa è naturalissima, quasi proprio una spremuta, il pompelmo è molto evidente e dopo poco arrivano anche alloro, rosmarino, salvia, ginepro e vetiver. C’è una leggerissima nota canforosa che non so a che componente ascrivere se al pompelmo stesso o all’orchidea. Non lo sento speziato, nel senso che il pepe non si sente granché, poco legno, poca ambra, pochetto di muschio.
Bisogna amare gli esperidati per apprezzarlo, è fondamentalmente un pompelmo aromatico e fresco, amarognolo, molto naturale, è bello intenso ma la persistenza su di me non è stata delle migliori (2 ore, ma è poi un problema di tutti gli esperidati). A metà dd si comincia a percepire l’incenso, leggero, la parte floreale non recepita. È una fragranza particolare e mi sembra diversa dalla media degli agrumati, meno lineare, si arrotonda quindi su toni un po’ più morbidi e meno aspri, mantenendo però un tono amarognolo. Non conoscendo molto le orchidee quindi fatico a capire se si senta anche solo in minima parte, di sicuro non ho percepito un netto sentore floreale



#45 Laura C.

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Posted 22 July 2018 - 03:54 PM

Iris Fauve - Atelier des Ors

 

2017, Marie Salamagne. Appena spruzzato si capisce che è una fragranza discreta, la cannella è inizialmente il sentore principale, molto netta, ma anche l’orris ha una componente che al mio naso ricorda in parte la cannella (ed in parte un’erba selvatica di campo), quindi la parte polverosa che sento è più facile sia rizoma che non cannella. Non è agrumato, bergamotto non pervenuto. Iris fiore davvero poco percettibile, patch ma non vintage, mirra; c’è anche il liatus che viene chiamato anche vaniglia selvatica, quindi con grosso sforzo deduttivo direi che il leggero sentore dolce si lega ad essa. L’impressione dell’accordo dolciastro/terroso/radicioso è quello di liquirizia, impressione, beninteso, non un sentore netto, ma a me da proprio quell’idea. È speziato, terroso/resinoso, leggermente legnoso. Verso il dd si sente un filo meglio l’iris, e muschio, ma il nome è fuorviante perché uno si aspetta un profumo all’iris-fiore ben evidente e non è così per quanto sia un profumo incentrato sul rizoma iris che appunto non odora affatto come il fiore. La polverosità rizoma si somma con la cannella, tanto da non sapere dove finisce una e inizia l’altra, un leggero balsamico della mirra/labdano si aggiunge al tutto.
Esco stavolta dal mood cercare di esser obiettiva senza esprimere pareri, perché altrimenti sento di non riuscire a descrivere questa fragranza.
Un profumo molto concettuale secondo me, poco diretto, per cultori, parere personalissimo, è perfettamente costruito, ma forse troppo costruito a tavolino, non ha una componente “di pancia”, quindi direi che è davvero un profumo ben fatto ma la mia personalissima sensazione è che sia uno di quei casi dove la concettualità prende un po’ la mano, ruota attorno a delicatissimi bilanciamenti del rizoma e altre declinazioni di Iris che finisce per non avere affatto l’odore di Iris-fiore, poi se qualcuno è un orris fan potrebbe amarlo molto.
Se uno lo annusasse a prescindere da sapere cosa ci sta dietro, percepirebbe un resinoso alla cannella, una mirra cannellosa ed un po’ patchoulosa, come sentore. Diciamo che la bellezza di questo profumo è più per addetti ai lavori, difficile da vedere e capire, non ha quindi una piacevolezza immediata (non è che si cerchino profumi piacioni, ma qui siamo all’idea opposta). Resta uno splendido virtuosismo.



#46 Laura C.

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Posted 22 July 2018 - 03:55 PM

Tubereuse Imperiale - BDK

 

2016 - David Benedek. Inizio con questo nuovo marchio che ho trovato in una delle profumerie in città, ho visto che per ora è poco diffuso e se n’è parlato pochissimo, ma al momento mi sembra assolutamente degno di attenzione. Si parte subito con una ventata fiorita bianca, nelle note di testa abbiamo geranio ed il rosebay willowherb da noi traducibile come camenerio o garofanino di montagna. Sento poi la vaniglia, ylang e benzoino a scaldare; l’ylang è molto cremoso, il tutto è estremamente luminoso anche se non leggo note citriche, l’impressione, enfatizzata dal benzoino è proprio quella di sole estivo, questo comporta anche che il fiorito sia più arioso e leggero, la tube arriva e diventa immediatamente protagonista, vicino come damigelle di corte ci sono ylang e gelsomino a reggere lo strascico. Quanto di più lontano da note indoliche ci possa essere. Non è una bombazza ma si fa sentire bene. Che dire mi sta piacendo davvero molto, ha una bella cremosità che è comunque stemperata, non è denso e vischioso, lo trovo infatti proprio estivo, le note di testa non son sicura di averle percepite, la vaniglia si smorza, mentre il benzoino fiorito continua a lussureggiare, non sento Iris, no sandalo o legno, comunque nulla che tolga il podio ai fiori, no patch nemmeno alla lontana, sono invece indubbio sul cipresso perché è come se oltre alla luminosità soleggiata benzoinica i fiori fossero smossi da un vento fresco ma non balsamico, non mi pare di percepire incenso. Non è talcata come fragranza.
È una tuberosa virginea in veste da lolita, con toni quasi fruttato di ylang, bello, sensuale senza coscienza piena di esserlo, un sensuale naturale e non aggressivo, spensierato e non narcotico. Io mi sa che lo prenderò. Metteteci su il naso se vi capita.



#47 Laura C.

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Posted 29 July 2018 - 01:03 PM

Nuvole - Zeromolecole

2010. Come si può immaginare, sostanzialmente sa di pulito, mi riporta molto al mio mondo candeloso dato che le fragranze laundry e cleaning vanno sempre per la maggiore e sono molto diffuse come profumazioni per la casa. Ha indubbiamente e volutamente note saponose, la nota principale oltre al limone ed al muschio, bianco pure lui, è quella del lino. Il limone non è particolarmente naturale come sentore ma richiama un ammorbidente al profumo di limone, è poi la nota più acuta della fragranza che per il resto è veramente clean e purificante, sa di bucato bianco steso al sole, e pulizia, non è una fragranza morbida nè tonda, ma spiked ed in questo è molto realistica in quello che rappresenta, un po’ meno nel nome, le nuvole non mi forniscono l’idea di bucato, ma comunque resta l’immagine di un bianco candido. Notevole intensità come il resto del marchio.



#48 Laura C.

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Posted 29 July 2018 - 01:03 PM

No_name - Brera 6

Pepe rosa, un campo intero, una distesa, note agrumate e sandalo come prime note percepite. I semi di ambretta enfatizzano il sentore di pepe, mi forniscono sempre questa impressione, ho letto da qualche parte che dovrebbero avere un odore talcato ma francamente non mi è capitato con le fragranze all’ambretta sentite finora e questa non fa differenza. Oltre a quanto detto io percepisco un sentore di erba da tisana, ma non menta, più tipo malva, angelica non pervenuta, niente verde fresco, niente Iris, e nemmeno rizoma, forse il muschio non lo percepisco per i miei soliti anosmici problemi, percepisco solo ambroxan e questo sentore secco erbaceo, oltre al pepe rosa. Temo che ci sia qualcosa che non funziona su di me con questa fragranza, talvolta succede quando l’anosmia mi blocca qualcosa, il resto che perviene, perde di equilibrio, la tisana al pepe rosa non ha molto senso, quindi deduco che ci sia altro che non percepisco e che fa reggere il tutto.



#49 Laura C.

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Posted 29 July 2018 - 01:04 PM

Ennui Noir - Unum

2016. Apertura che ti fa dire “classico accordo maschile” (magari c’è un termine più tecnico per indicare ciò, ancora non l’ho capito), patch, vetiver e lavanda, creano immediatamente questa impressione. Successivamente mentre eliotropio e mirto, non li ho percepiti, entra massivamente in gioco la vaniglia ad ammorbidire e addolcire dando una nuova identità alla fragranza (per qualche momento mi sono detta, oddio, tutto qui?).
Sicuramente una buona fragranza per patch lovers, tonda, ma non propriamente vintage, al contempo non eccessivamente smussata, alcune asperità del legno e del vetiver non vengono appianate.
È un patch vanigliato ma secondo me, non da considerarsi un profumo alla vaniglia, per quanto l’indosso cambi con la pelle, credo sia impossibile che la vaniglia diventi la prima nota, la lavanda resta anche lei dietro al patch. Decisamente un patch elegante, morbido ma anche caldo, invernale. Sebbene unisex le immagini che mi suggerisce restano di indosso prevalentemente maschile. Abbastanza terroso come patch, possiede ancora qualche sfumatura vintage non viene del tutto spersonalizzato.



#50 Laura C.

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Posted 29 July 2018 - 01:04 PM

Variazione di Ragù - Gabriella Chieffo

2015. Uno speziato fresco che conquista subito gli amanti di queste note, sento bene il cardamomo (che è una prima trappola perché, amando questa nota, me lo fa piacere subito), le spezie le sento un po’ tutte, chiodi di garofano in primis, il mio amato cardamomo, noce moscata, i pepi, e un poco anche di zafferano, cumino molto molto leggero, sono davvero magistralmente dosate, va detto che sono massicce qui le spezie quindi vanno amate per apprezzare questa fragranza. Le note di pelle sono molto leggere, avvolgenti e morbide come una vecchia poltrona o una vecchia giacca morbida, sia pelle che spezie porterebbero ad un indosso invernale, invece il profumo resta fresco già nella prima parte, ad opera sua del bergamotto che del cypriol, non sento nè patch, nè distintamente la vaniglia, si sente invece bene la parte legnosa del cedro, è solidamente proporzionata in modo da creare una perfetta spalla per le spezie. Me lo vedo già bene addosso quando sono in mood aggressivo. Al dd l’effetto resinoso balsamico si amplifica ancora (elemi), e i chiodi di garofano comandano il plotone speziato. Proprio bellino bellino, ottima tenuta e sillage non indifferente.



#51 Laura C.

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Posted 29 July 2018 - 01:05 PM

Ivre de Vie - Homoelegans

2018. Rosa immediata in apertura assieme ad una parte dolce e fruttata, la nota di cassis scompare quasi subito, mentre la nota liquorosa dolce (il sito specifica liquore di rosa), uva e mora, circondano la rosa, che vi galleggia al centro. Nell’evoluzione successiva la rosa resta sempre protagonista mentre la frutta diventa progressivamente meno evidente ed il sentore dolce si attenua. Non distinguo separatamente tiglio e geranio, per quanto però si sentono aromi che intessono trame attorno alla rosa stessa, non sono ben distinguibili. Poco legnoso inizialmente (un poco di betulla, leggo), è un tratto che aumenta di rilevanza, pare ci sia una nota di vinile che francamente non identifico, ma forse perchè debbo capire meglio questa nota, che per ora mi è capitata di rado, al solito non rilevo granché di muschio nè di ambra.
Uno di quei profumi difficili da analizzare in singole note, forse è pure inutile farlo ma talvolta serve a dare sicurezza a chi odia o ama una determinata nota, si cerca di fornire l’idea di quali sono le note rilevanti, almeno su di me, e quali meno.
È un profumo dolce, parere mio personale troppo dolce per essere totalmente unisex, almeno fino al dd avanzato.
Pur essendo fruttato non mi fornisce l’idea di un profumo leggero e spensierato e la rosa, pur protagonista, non è su un piedistallo, non ha tutta la scena per se, non ha monologhi, è sempre circondata da altri attori.
Il patch non manca, come se cercasse di riprendersi la rosa per riportarla su binari più seri e conosciuti, spalleggiato dal legno, ma senza riuscire totalmente in questo intento, per quanto ad avanzato dd comincia ad avere la meglio.
È un profumo pulsante, non necessariamente estivo, elegante, non semplice, lo vedo sia da giorno che da sera, mantiene una sorta di speziatura nel dd che lo rende interessante anche come evoluzione, il dd è proprio bello, una rosa che mantiene un cotè misterioso, sembra diretta e allegra ma non lo è completamente ha una parte legnosa inamovibile, una parte di forza pulsante e impositiva ed una quasi più aromatica, speziata, meno accessibile e riassumibile, non riesci mai a definirlo e classificarlo compiutamente. Interessante



#52 Laura C.

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Posted 29 July 2018 - 01:05 PM

Akowa - M. Micallef

2015. Geoffrey Nejiman & Jean-Claude Astier.

Capisco che venga definito come maschile, sulle prime presenta note spigolose e harsh ma al contempo anche una notevole originalità, suppongo sia data da questo rizoma africano tchourai o wusulan che pare sia una resina, infatti è anche denominato incenso africano, ma più aromatico di quello classico. Un po’ rimanda a quell’odore che si trova nei negozi africani equo-solidali per capirci, è molto simile, un po’ incensoso, un po’ dolce, un po’ terroso, un po’ da cassetto di legno chiuso, un po’ tutte queste cose insieme. Ne discende un profumo che secondo me è molto hipster più che hippy, ha qualcosa di hippy ma potrebbe essere anche elegante in qualche modo, bello in un contrasto da portare con giacca o completo. Il cacao non si manifesta di per se ma come odore terroso dolcino che si mescola al tutto, il patch ovviamente non poteva mancare.
Gli spigoli si smussano nell’evoluzione successiva della fragranza, molto ad opera della vaniglia; non sento bene i fiori d’arancio, è una fragranza più resinosa che floreale, per la parte verde sicuramente più patch che foglia di fico che non risalta. Come dicevo lo vedo molto bene se indossato in contrasto, abbinato ad un look ineccepibile, poi lo segnalerei particolarmente ai patch lovers. Ha un suo perché, come fragranza.



#53 Laura C.

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Posted 29 July 2018 - 03:20 PM

Mukhallat - Montale

2008. Io provo tutto, anche quando so, come in questo caso, che per dolcezza, non potrebbe mai esser nelle mie corde, ma amo analizzare e chiedermi i perché delle varie sensazioni.
Al momento è il profumo più dolce in assoluto che io abbia mai sentito, penso che prima o poi dovremmo fare una lista dei profumi con il più alto indice glicemico che conosciamo, sarebbe interessante vedere come anche questa percezione, son sicura, differisce fra le persone. Al momento, dicevo, questo è il mio benchmark, quando dico dolce ma non dolcissimo, con il dolcissimo mi riferisco a questo.
Sa di aroma alla fragola, no correggo, fragolina di bosco, non me ne vogliano gli amanti del suddetto profumo ma credo sia oggettivamente poco naturale, più un “aroma di” piuttosto che vera fragolina, anche nel mondo delle candele io ho amato alcune fragranze fruttate che erano palesemente sintetiche, artificiale come aroma, questo non me le ha fatte amare di meno, pur onestamente ammettendo che non era un odore naturale al massimo, non vuol dire sia da scartare, semplicemente può piacere anche questo lato artificiale, una caramella alla fragola non sa di fragola ma di aroma alla fragola e non per questo è cattiva.
Quindi si ama anche la sfumatura stessa che lo rende tale, talvolta è persino voluta. Vaniglia indubbiamente c’è, mentre fatico a trovare la mandorla ma forse ci sono, non è immediato percepirla, almeno su di me.
Ora che ho imparato a riconoscere il Tolu lo identifico immediatamente, con molta soddisfazione, trovo che aggiungere del Tolu ad un profumo del genere sia un colpo da maestro, diciamolo, normalmente va in abbinamento all’oud, tanto che tempo fa credevo ci fossero oud con sfaccettature diverse, finché non ho capito che una di queste, quella più gasolinica, era invece opera del Tolu, con quel sentore da gasolio-olio motore che appunto si sposa bene con la legnosità dell’oud.
Qui l’effetto con il dolce è incredibile e particolare, quasi irriconoscibile ma parecchio parecchio interessante. Ecco che la mia personale follia di provare profumi che so a priori che non mi piacciono, proprio qui, assume un senso, non si finisce mai di imparare e stupirsi e questo profumo al di là della stucchevole dolcezza non è banale come sembra e se ne può ammirare la scelta stilistico olfattiva, a mio avviso di tutto rispetto, fornisce carattere al profumo e lo orientalizza, donando anche un quasi impercettibile effetto balsamico.
Al dd avanzato non è più così dolce, sempre molto dolce ma un po’ meno. Alla fine si è rivelata una prova istruttiva. Va rimarcato che questo profumo ha parecchi estimatori, non solo femminili, se il dolce non vi spaventa, provatelo, sa praticamente di big babol, se fosse esistita, alla fragolina di bosco. Buona intensità ma persistenza molto inferiore alla media dei Montale.



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Posted 01 August 2018 - 06:13 AM

Rocabar - Hermès

1998. Gilles Romey. Un pinoso maschile (Oakmoss e Canada balsam) molto molto classico ma indubbiamente ben fatto, non ha spigoli vivi, si sente la nota cipressosa/abetosa, tanto benzoino a scaldare ed ammorbidire. È maschile ma non vira verso il dopobarba. Si sente molto bene il ginepro, la speziatura c’è (coriandolo, cardamomo) ma è un po’ in background; il patch si sente bene ma diventa anch’esso un po’ pinosetto-balsamico. Il legno si percepisce bene anch’esso, ma leggendolo sia fra le note di testa che di corpo mi aspettavo una fragranza più legnosa, in generale invece è più boschivo che legnoso. Il pinoso mi da sempre un po’ l’impressione di essere leggermente bagnoschiumoso. Non percepisco nè garofano nè violetta, e nemmeno vaniglia. Sicuramente adatto per amanti del vintage.



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Posted 01 August 2018 - 06:14 AM

Macramè - Gritti

2018. Il bergamotto si sente bene anche come scorza, è più verde che aspro, su Fragrantica mette foglia di cassis, invece è ribes nero, frutto, secondo il sito, comunque non sento il verde amarognolo del cassis in foglia. Il ribes infatti trovo che fornisca un aroma più profondo alla parte citrica ma senza modificare il tutto in dolcezza, infatti al naso non risulta fruttata come fragranza. Non è una fragranza che definirei dolce. C’è una classica dark rose con un patch davvero soft, quasi impercettibile se non nella cupezza della rosa. Ormai vista la mia anosmia non commento nemmeno sul muschio, lo menziono le rare volte che lo sento. La rosa non è particolarmente saponosa e nemmeno medicinale/pungente direi ascrivibile al genere “rosa che sa di pulito”.



#56 Laura C.

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Posted 01 August 2018 - 08:51 AM

Liberty - Brera 6

Fresco, carino e accattivante, la frutta si sente immediatamente ma non arrivo ad identificare esplicitamente il litchi, fra l’altro non mi era ancora capitato di trovarla come nota, è ben bilanciato da mandarino e bergamotto, non risulta troppo dolce e nemmeno molto citrico, infatti le note agrumate acide sono molto contenute. Decisamente ylang più che giglio, che comunque segue a ruota assieme al gelsomino. Patch non pervenuto, cedro ed ambroxan non rilevanti, la base funziona da supporto invisibile.
Un fruttato/fiorito davvero piacevole, non troppo dolce, non pungente ma cremoso, spensierato, allegro. Potrei decisamente portarlo. Non ha grossa intensità, e per questa tipologia di fragranza forse un po’ più di potenza avrebbe giovato, il giocoso close skin è un po’ una contraddizione in termini. Comunque molto carino.



#57 Laura C.

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Posted 01 August 2018 - 12:51 PM

Coeur de Jardin - Miller Harris

 

2015. Ah, non credevo di sentire bene la pera, invece è evidente e netta, liquorosa, appena spruzzata, non è però molto dolce, nonostante la frutta e la vaniglia, ma più fresco e primaverile, ha una bella luminosità senza esser troppo agrumato, mentre la pesca non la trovo, però c’è un gelsomino limpido, molto pulito. Si sta affacciando la rosa, che appesantisce un poco la fragranza (mi fornisce sempre questa sensazione di pesantezza, la rosa). Anche sforzandomi il patch non lo trovo, un po’ di muschio di quercia, niente orris, la tube è dietro al gelsomino, non la percepisco chiaramente, ah ecco il patch, era solo lento a venire fuori, si è già combinato con la rosa.
Non resta veramente impresso, la pera è la nota più particolare ma svanisce anche presto. Secondo me non è un fruttato, nella mia classificazione va come fiorito misto (c’è la rosa, non è solo bianco) primaverile/estivo o forse un rosa/patch fresco estivo. Comunque piacevole, ma su di me non dura più di 1h.



#58 Laura C.

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Posted 22 August 2018 - 02:53 PM

Coco Mademoiselle - Chanel

2001. Jacques Polge. Agrumato e fresco, fruttato, è anche abbastanza dolce, ma a parte gli agrumi (arancio, mandarancio, bergamotto secondo Fragrantica, mentre basenotes dice pompelmo, ma non è amarognolo) su Fragrantica non ci sono altre note di frutta in piramide, quindi, non capivo da dove venisse questo effetto fruttato e facevo stiracchiate ipotesi sul mix ylang e mimosa oltre ai fiori di arancio, anche se la mimosa in particolare non si sente distintamente, invece è Fragrantica a non esser esaustiva, manca il litchi, fra le note, infatti il profumo viene catalogato come un fruitchouli. La rosa c’è e non è pungente o medicinale, anzi, una bella rosa, il patch sopravanza e diventa un profumo agrumato, fruttato, rosa-chouli, il fruttato si sposta un poco in background. Non sento opoponax e nemmeno tonka, ma anche il vetiver è molto lontano, contribuisce solo al fresco della fragranza. Anche al dd resta non poco agrume per definirla una rosa dark, è più una rosa rock, boschiva e terrosa, ma anche luminosa. Questa mademoiselle non è tanto delicata, anzi, non dico sia borchiata ma si sa ampiamente difendere. Su di me, tende però a diventare un po’ bagnoschiumoso nel dd avanzato.



#59 Laura C.

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Posted 22 August 2018 - 02:53 PM

Eau de Pamplemousse Rose - Hermès

2009. Jean-Claude Ellena. Come note Fr. mette pompelmo, arancio, rosa. Appena messo è l’arancia a prendere il podio, il pompelmo e le sue note amare si percepiscono subito dopo ma non è un pompelmo aspro e amaro, anzi, quasi per nulla, ha un sottofondo dolce che sposta il tutto lontano da eccessi in questo senso. Pur non essendo il pompelmo una nota che amo lo trovo davvero ben fatto e gradevole, appena gli agrumi si smorzano leggermente, spunta la rosa, non pungente, non aggressiva, nè invasiva, non è nemmeno saponosa, anzi a dirla tutta senza saperlo a priori, non l’avrei nemmeno riconosciuta, ha una sfumatura verdacea insolita, vegetale, quasi salina, che mi è difficile da inquadrare e spiegare bene, irriconoscibile comunque in mezzo al dolce agrumato. Una fragranza molto naturale, non è acida nè troppo amara (ecco un esempio di fragranza che non avrei nemmeno provato, se non avessi deciso di provare tutto a prescindere da quelle che ritengo le note che amo). Mi pare di capire che di questa, ne esiste anche una versione concentrata, una EDT concentrè. Deve essere il mix con gli agrumi che fa uscire questa rosa geraniosa molto particolare e interessante.



#60 Laura C.

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Posted 22 August 2018 - 02:54 PM

Equipage Geranium - Hermès

2015. Jean-Claude Ellena. Questo per me è una di quelle fragranze difficile da riassumere, e sono la persona meno indicata per scriverne a riguardo, proprio perché la nota di geranio non la capisco (anche i gerani, a parte il colore, che da lontano, è gradevole), faccio persino fatica a riconoscerlo, ci riesco bene quando sa di anti zanzare ma talvolta assume sfumature fra il verde e la carota ed in questo caso non lo becco mai. Ci dovrebbe essere della rosa, che Fr. non riporta, ma non la sento, anche la menta quasi per nulla, sandalo pochissimo, poi c’è il geranio, cioè, vi confesso che vado per esclusione, tolte le note che conosco e sento poco o niente, quello che resta deve esser geranio, non sa di anti zanzare qui, questo posso dirlo, ma quanto a descriverne il profumo sorvolo mi limito a dire che per me è un mix di sedano, carota, un po’ verde, un poco poco fiorito, io lo sento come mix, ecco perché non riesco mai a riconoscerlo. Non riesco a produrre niente di più positivo di così (mi sono sforzata, a dire il vero), ma come detto è un limite mio con questa nota che probabilmente il profumo riproduce doverosamente senza modificarla.






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