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GABRIELLA CHIEFFO


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#1 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 07 April 2017 - 07:18 AM

Taersìa

Anno: 2016

 

Recensione/Impressioni di CRISTIAN

 

La tuberosa inzuppata dalle onde del mare, il fiore abbandonato sulla battigia dopo una notte turbolenta, sgualcito, sbattuto da una parte all'altra fino ad arrivare a toccare il profondo come la scatola nera di un aereo, per giungere a noi pregno di sale, sabbia e ricordi.

Una nuova ricetta in cucina dove si aggiunge all'acqua della pasta, precedentemente salata, dei fiori di tuberosa da scottare insiema a qualche foglioni di patchouli e zenzero.

La scia è calda e animale, è un mammifero che si chiude a riccio per proteggersi, una tuberosa sulla difensiva.

Il fondo è balsamico e anche un po' cremoso,  le basi solite che garantiscono a questo fiore di resistere alle tempeste, il marsupio di un canguro, o le braccia di una madre pronte a difendere il figlio.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

2016. Mi sono documentata un poco sul cabreuva oil, che non conoscevo, se non ho capito male, escludendo la tube, i sentori floreali-legnosi, sono da attribuire a lui, non son sicura se contribuisce anche, assieme alla mirra al leggero balsamico, sarebbe bello approfondire anche queste materie prime particolari. Il caffè è quasi irriconoscibile accanto alla tube, sembra quasi una nuance speziata. Fragranza difficile da descrivere: è intensa, una tube indomita e autoritaria, imperiosa, ma non volgare e scomposta, ci sono sfumature narcotiche più dolci, tenute a freno dalle altre note, il patch si sente leggero, molto dietro, inizialmente un sentore anicioso/liquirizioso aveva fatto la sua comparsa per poi sparire. Non percepisco l’incenso ma sento più la mirra, anzi direi proprio una tube mirrosa e balsamica, il caffè la rende anche terrosa, sebbene resti sontuosa. Non è una fragranza fresca, da una parte la trovo quasi invernale, con buona intensità e sillage; dall’altra parte invece, essendo presenti evidenti note saline, un’ambientazione marina viene subito richiamata alla mente, anche se non ci sono componenti marine nel profumo.
È sicuramente sensuale, quel sensuale innato, non costruito, quel sensuale che si ritrova in gesti quotidiani, un fascino senza trucco, genuino ed un po’ selvaggio, indomito, ecco. Una bella interpretazione della tube, è una fragranza pulsante che possiede vita propria.



#2 Laura C.

Laura C.

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Posted 18 January 2019 - 03:15 PM

Quasicielo

Anno: 2017

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Le note citriche (mandarino e limone) e lo zenzero illuminano il galbano a giorno, ma non sono troppo aspre, sotto questa luminosità intensa, il galbano viene fuori in tutta la sua verdosità, toni amarognoli compresi. È un galbano potenziato e sotto steroidi, regna potente e incontrastato. Sandalo, ambra e patch sono molto discreti, si sente un po’ di tonka, mirra e incenso tardano a partire, si scaldano nel proseguo della fragranza, restano comunque molto contenuti. Personalmente trovo il nome un poco fuorviante seppure bello: questa è terra, erba viva, non cielo, ha splendide e studiate spigolosità, che non mi viene di associare al cielo, ed in questo skippo volutamente le spiegazioni sul perché del nome e sulla storia che c’è alla base della realizzazione, interessanti da leggere ma a posteriori, come nota di colore, per me prima viene sempre la fragranza e quello che istintivamente suggerisce il nome. Le spezie (pepe, cannella, cardamomo), sono molto leggere, aggiungono profondità, non avverto il cardamomo nettamente ma restano un tutt’uno, non si riescono a scindere fra loro, dopo il dd, il sandalo si evidenzia maggiormente e la cannella si fonde con esso, il patch non lo percepisco.
Adatto per chi ama il galbano, i profumi verdi e non sia intimidito da sfumature leggermente amare



#3 Laura C.

Laura C.

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Posted 18 January 2019 - 03:18 PM

Variazione di Ragù

Anno: 2015

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Uno speziato fresco che conquista subito gli amanti di queste note, sento bene il cardamomo, le spezie le sento un po’ tutte, chiodi di garofano in primis, il mio amato cardamomo, noce moscata, i pepi, e un poco anche di zafferano, cumino ben bilanciato e ben presente, sono davvero magistralmente dosate, va detto che sono massicce qui le spezie, come percesione, quindi vanno amate per apprezzare questa fragranza. Le note di pelle sono molto leggere, avvolgenti e morbide come una vecchia poltrona o una vecchia giacca morbida, sia pelle che spezie porterebbero ad un indosso invernale, invece il profumo resta fresco già nella prima parte, ad opera sua del bergamotto che del cypriol, non sento nè patch, nè distintamente la vaniglia, si sente invece bene la parte legnosa del cedro, è solidamente proporzionata in modo da creare una perfetta spalla per le spezie. Me lo vedo già bene addosso quando sono in mood aggressivo. Al dd l’effetto resinoso balsamico si amplifica ancora (elemi), e i chiodi di garofano comandano il plotone speziato, pare proprio che le spezie abbiano nell'effetto resinoso un propulsore che le rende ben evidenti. Proprio bellino bellino, ottima tenuta e sillage non indifferente.



#4 Laura C.

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Posted 17 April 2019 - 05:18 PM

Camaheu

Anno: 2014. Maurizio Cerizza.

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Agrumato, molto luminoso, bergamotto e pompelmo con sentori naturali, non amaro, oakmoss ozonato ad enfatizzare questo vento esperidato, ma anche verde (edera), con fondo dolce, perché la vaniglia non è in primo piano, ma si sente, ambra soffusa sul tutto. Il vento ozonato, grazie all’ambra, suppongo, non è fresco ma tiepido, quasi caldo; sotto questo tepore luminoso ci sono i fiori: rosa e gelsomino, un po’ indistinguibili fra loro, la rosa non è pungente, lievemente saponosa, una rosa luminosa e tersa, non acidula nè citrata, una rosa estiva, energizzante, un pret à porter estivo, uno di quei profumi che funzionano da corroborante per giornate massicce in cui focus ed azione sono importanti. Al dd gli agrumi si calmano leggermente come afflato citrico, si rinforza ambra e vaniglia, che comunque restano molto luminose, la rosa arriva a fornire anche quasi una componente legnosa, ma mi è difficile spiegare meglio questa sfumatura, proseguendo il dd diventa leggermente più saponosa. Molto gradevole, adatto a chi cerca una rosa agrumata e luminosa da indossare in estate.

 

Impressioni/Recensione di Lara C.

 

Su di me parte fortissimo, liquoroso quasi, ma, immediatamente vira e diventa, nonostante sembri incredibile, un fougère. Sento le foglie d'edera, vedo il muro che ne era ricoperto nel giardino delle mie zie dove giocavo da bambina.
E poi spunta l'immagine della bottega da barbiere dove mio marito si taglia i capelli quando andiamo al mare in Salento. Il barbiere Antonio, il suo negozio uno scalino sotto il livello della strada e la Millecento parcheggiata lì davanti, nelle estati assolate e tranquille dei paesi un po' nell'entroterra.
È un fougère strano, dolce, quasi femminile direi, se queste distinzioni avessero senso. Lentamente si smorza, si impolvera, diventa morbido, carezzevole. La sensazione è quasi tattile, viene come voglia di accarezzarlo.
Tre ore dopo è ancora lì. Ancora più morbido e carezzevole, vaniglia ed ambra a farla da padrone.
Durata: spruzzato alle 18, la mattina dopo ne aleggia ancora un fantasma

 

Impressioni/Recensione di Anita D.B.

 

Un liquido altamente sensuale...costruito su quell'eleganza tipicamente " Chieffana", aromatizzato in testa da foglie d'edera...bergamotto e pompelmo le conferiscono un 'apertura luminosa... un fluido ambrato attraversa tutta la sua evoluzione prendendo un colore rosato mano a mano che ci immergiamo nel cuore della fragranza.
Pur non avendo una grandissima evoluzione su di me...non lo trovo affatto noioso...anzi! Quel che sento è proprio ciò che per ore voglio sentire! Voluttuoso..ricco..d'impatto e raffinato al tempo stesso! Dopo qualche ora il muschio di quercia ha la meglio sull'ambra...la fragranza diventa delicatissima...quasi tenera...fino a sfociare in una morbida vaniglia
Che altro aggiungere? Lo trovo un profumo splendido...ci sento immersa tanta passione per la vita...per l'amore...per le cose belle...materie prime eccellenti...che ti prendono per mano...cose che accomunano tutte le fragranze di questo marchio...tutto Italiano...da andarne fieri



#5 Laura C.

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Posted 06 May 2019 - 11:34 AM

Acquasala

Anno: 2015

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Non ha esplicite note marine o acquatiche ma è sicuramente classificabile fra i marini, d’altrocanto può essere amato anche da chi mediamente non li ama affatto, i marini. Qui faccio una premessa che talvolta sottointendo ma trovo che in particolare per questo profumo è meglio ribadire, io provo sempre e solo su pelle. Perché alla fine si arriva lì, alla resa, ovviamente un po’ di intelligenza ci vuole nel raccontare una fragranza a prescindere se ci stia o meno bene. Incidentalmente io questa l’ho sentita anche su mouillette, e, rispetto alla mia pelle, è totalmente differente (non solo parere mio), un’altro profumo, mentre su altre persone resta più fedele.

Le alghe su di me sono nettissime, si tatuano proprio e sono il sentore principale, c’è una parte speziata: carvi, pepe, noce moscata non aggressiva ma tale da sentire bene le varie note, della parte fiorita sento inizialmente più neroli e non Iris, poi sotto le resine, olibano ed elemi, mirra quasi nulla, e quasi nessun patch.
Molto originale questo mix speziato di alghe, fiorito d resine, un paesaggio marino ventoso, infatti c’è anche oakmoss per la parte ventosa, con l’evolversi della fragranza la suggestione acquatica su fa più presente, un’acqua ferma in una baia riparata, mare non mosso, pur essendo una fragranza piuttosto ozonata non si percepiscono onde, quando le alghe recedono un filo, si rinforza la nota ozonata, salina e speziata, che ti riporta a mari mediterranei ma non Italia direi più Grecia, anche se non ne so il motivo esatto di questa collocazione geografica, avanzato il dd si sentono meglio le spezie con la sottile balsamicità resinosa. Bella evoluzione.



#6 Laura C.

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Posted 15 May 2019 - 01:35 PM

Maisia
 

Impressioni/Recensione di Lara C.

 

Primi istanti dopo lo spruzzo ed è fresco, verde. C'è l'acidità degli agrumi, la nota croccante delle foglie di fico, che diventa predominante per tutta la fase centrale della evoluzione, sfumando e addolcendosi leggermente man mano.
Adesso, un'ora e mezzo dopo lo spruzzo, il fico è scomparso, non c'è più nulla di acido nè di croccante, ma il profumo è diventato caldo, avvolgente, scuro.
Ed eccolo qui, alla fine, il ricordo che non riuscivo a riagganciare (probabilmente è una eresia, ma la razionalità non vince contro il ricordo olfattivo): è Fahrenheit , sono i miei anni del liceo (diplomata nel 1990, al liceo usavo Fahrenheit - non lo so se Fahrenheit fosse davvero così, nel mio ricordo era così).
In mezzo a tutto questo la sensazione, soprattutto nella fase centrale della evoluzione, è carnale, reale, quasi veristica. E' l'immagine di una donna potente, pericolosa, ammaliatrice. Una maga, una sibilla: fascino scuro, irresistibile, immortale.

 

Impressioni/Recensione di Rossella R.

 

Il principe è il narciso.
Dolce, burroso, cremoso. Accompagnato dal fico e dal suo latte, anch'esso dolce, burroso, cremoso. Ha una leggera sfumatura verde (le foglie della pianta), legnosa (un sandalo delicato) ed agrumata (bergamotto e limone). Si sente la presenza anche dell'ylang-ylang, accompagna il narciso senza rubare la scena, anzi lo sostiene. Il profumo evoca l'immagine di una sposa giovanissima e fiduciosa, romantica e coerente. È proprio un profumo coerente e lineare, voleva esaltare la naturale bellezza del narciso ed è riuscito nell'intento.
Raffinato. Consigliato a chi ama i bouquet di fiori candidi...



#7 Laura C.

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Posted 15 May 2019 - 06:43 PM

Ragù

 

Impressioni/Recensione di Lara C.

 

Ho cominciato da Gabriella Chieffo perchè amo, adoro, sono perdutamente innamorata di "Variazioni di ragù"
Lo spruzzo è in volo, e ci sento l'incenso. Poi atterra sulla pelle e nel giro di istanti (è davvero un istante, un secondo, forse due) scompare.Compare, fortissimo il chiodo di garofano. E poi il pepe, la noce moscata e legni. Legni aromatici ma secchi, a mucchi, accatastati.
Nel drydown ricompare l'incenso, non un incenso ecclesiastico, sacro. E' più terreno, domestico. Alleggerito e addomesticato da tutte le spezie (su tutte chiodi di garofano e noce moscata) che da quando sono comparse non se ne sono mai andate. E che restano, potenti, profonde.
La proiezione è pazzesca. Ne ho uno spruzzo su un solo braccio (siamo in tante nel gruppo, il sample deve bastare per tutte) e me ne sento circondata - soprattutto dalle spezie, dalla parte legnosa un po' meno - non appena muovo il braccio.
Durata: sei ore dopo ed è ancora qui. Il chiodo di garofano è un po' meno evidente, adesso ci sono soprattutto i legni e il muschio, ma l'atmosfera si è come alleggerita, schiarita ed è comparsa una vaga, vaghissima sensazione di fresco.
E' il profumo di un palazzo antico, ben tenuto, elegante. Niente broccati o velluti. Ci sono finestre aperte, e vita. Quel Sud regale e accogliente e opulento di certe fotografie in bianco e nero degli anni Sessanta. Donne magnifiche ma non altere, di quelle che non hanno bisogno di essere sfacciate per far fermare il traffico (la prima immagine è stata la fotografia di De Biasi, "Gli italiani si voltano", poi sostituita dalla Marpessa di Scianna).
Mi piace? Sì,nonostante io non sia una donna così, (e nonostante per i miei gusti escano un po' troppo i chiodi di garofano, soprattutto nelle ore centrali dell'indosso - dall' ora e mezzo a fin dopo la quarta). Lo amo? Va in wishlist? No, rimango ostinatamente fedele a "Variazioni". Più sommesso, più timido,meno da far voltare gli italiani
Mario De Biasi - Gli italiani si voltano - 1954



#8 Laura C.

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Posted 28 May 2019 - 07:56 AM

1,2,3, Stella!

Anno: 2019

 

Impressioni/Recensione di Anita D.B.

 

Affascinata dalla piramide e dai vari video visti l'ho acquistato al buio...che crea sempre adrenalina...almeno per me è così...e devo dire che il mio fiuto non mi ha tradita!!! Al di là delle note davvero interessanti...la cosa che più mi ha sorpreso di questa fragranza e' che ha fatto della mia pelle ciò che ha voluto...A volte sento le note tutte insieme a creare aria di mare con folate di gelsomino (che credo sia stato usato in dosi massicce)...a volte affiora lo zenzero assieme al mandarino verde a creare una sensazione di frescezza leggermente speziata...a tratti avverto un leggero sentore zuccherino...e quando dici ora si è assestata ecco che sopraggiunge quel sentore di cacao insieme alle note iniziali...questa fragranza si prende gioco di me! Molto bella davvero...non il solito gelsomino...innovativa...luminosa...coinvolgente...sensuale! Questo divenire di note dura a lungo su di me...ho potuto sentire le note di fondo solo dopo 8/9 ore...quando stanche ormai di rincorrersi si sono attenuate in un confortevole abbraccio di sandalo e muschi
Ci sono fragranze belle...altre meno...e poi ci sono quelle fragranze che ti fanno chiudere gli occhi quando le senti...per respirarle meglio nella quiete...in silenzio

 

Impressioni/Recensione di Lara C.

 

Incipit (semi) serio – ma è molto più serio di quanto pensiate.
La verità è che Gabriella Chieffo è una superoina. Ve lo ricordate il Superman di Christopher Reeve che non ci sta che Lois Lane sia morta, quindi vola velocissimo intorno alla terra, inverte in senso di rotazione (sic!) e porta indietro il tempo?
Ecco. Con me i suoi profumi compiono esattamente lo stesso miracolo: portano indietro il tempo.

Gabriella Chieffo: 1…2…3… Stella!
Lo spruzzo è ancora in aria e già ho una immagine netta in testa, che si fa ancora più potente quando il profumo arriva su pelle e man mano evolve: mia zia Lucia.
Mia zia Lucia faceva la sarta. Anni nell’alta moda, poi la sarta a casa, come molte negli anni Settanta e Ottanta. E fumava, “come una turca”, diciamo a Milano.
Ogni volta che “confezionava” un abito da sposa andavo a trovarla, a vedere l’abito e sfogliare i figurini.
Intorno a lei aleggiava sempre lo stesso profumo: il suo profumo (non so quale fosse, non glielo chiesi mai) stoffe preziose, spilli, bottoni e il sentore vago di fumo di sigaretta.
Ecco, 1…2…3…Stella! per me è esattamente questo. E’ esattamente lei. Tanto che ho l’impressione, ancora adesso che sono passate quattro ore dall’indosso, di averla qui accanto a me. Con tutto questo è davvero difficilissimo per me tirare fuori qualcosa di “tecnico”, scindere l’oggettività olfattiva (quali note, quanto, per quanto) dalla soggettività del ricordo. Posso dirvi che mentre all’inizio percepivo il fumo adesso sento la parte floreale (il gelsomino e la tuberosa). La sento addolcita, senza acidità, morbida, avvolgente. So che dovrei togliermi il profumo di dosso e passare al prossimo (la tabella di marcia dei kit di sniffo è spietata, feroce), ma me ne manca il coraggio. Aspetterò, magari tra qualche ora sparisce da solo (non credo, visto la proiezione infinita di tutti i Chieffo che ho provato)
[se per oggi non leggete più ninete da me, sapete il perché] Mi piace? Sì, mi piace moltissimo
Va in wishlist? No, perché è talmente lei (mia zia) che non potrei mai sentirlo mio
Chiosa: era l’ultimo Gabriella Chieffo. L’ho lasciato per ultimo come faccio sempre con le cose che voglio godermi (no, non sono di quelli “eat dessert first”).
Poteva deludermi. E’ andato molto oltre le aspettative.

 

Impressioni/Recensione di Ambra2019

 

Ho avuto modo di sentire finalmente 1,2,3 stella di G.Chieffo.Premetto che da poco mi sono appassionata ai profumi di nicchia, anche se ho sempre ricercato qualcosa di nuovo tra i commerciali.Quindi non posso parlare da intenditrice né esprimere giudizi altisonanti anche perché non penso di avere ancora sviluppato una sensibilità' tale da cogliere le varie sfumature e 'strutturazione' (scusatemi il termine) della fragranza. Posso limitarmi a dire se mi è piaciuto. Quindi la conclusione è 'sì ,mi è piaciuto':non è un profumo di impatto,che ti stordisce appena lo spruzzi.E' delicatissimo, un sentore lieve agrumato in cui io personalmente riconosco lo zenzero e una nota marina(ma leggera, leggera).Poi si ammorbidisce sulla pelle lasciando una profumazione di pulito, mai invadente ma molto piacevole.Su di me purtroppo la persistenza è un po' scarsa(o forse il mio naso si abitua???). Lo trovo molto adatto alla stagione estiva perché permane quella nota salata che ti fa immaginare di essere proprio al mare,sulla spiaggia.Mi ha evocato tantissimo il periodo di giochi da bambini sulla spiaggia e il ritorno poi a casa con l'odore del mare sulla pelle, proprio come viene descritto nella presentazione del profumo.

 

Impressioni/Recensione di Elisa M.

 

Io non so come Gabriella ci riesca ma ha davvero centrato uno dei ricordi più belli della mia infanzia: il momento in cui dopo una giornata a correre e rotolarsi nei campi la nonna mi preparava la vasca piena di schiuma nella vecchia casa di montagna... Il profumo del sapone si mescola con tanti odori diversi... Qualche aroma dalla cucina, forse spezie, che fanno presagire la cena imminente, l'odore dell'erba sui capelli... Mi ha scatenato un ricordo olfattivo bellissimo e potente. Quando un profumo riesce a fare tutto ciò diventa poesia

 

 

Impressioni/Recensione di Ornella P.

 

La briosita' e la freschezza delle note agrumate saltano sulla pelle accompagnate da un piacevole "sapore di sale". E poi sento tanti fiori, la cui dolcezza è sostenuta da legni e muschi che rendono la composizione profonda ed equilibrata.
Il percorso del profumo sulla pelle rispecchia il gioco fatto tante volte da bambina, un gioco che richiede velocità e scatto, ma anche la capacità di trovare un equilibrio che sa diventare immobilità. Saper governare questi due opposti momenti per tante volte significa vincere...



#9 Laura C.

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Posted 10 June 2019 - 08:49 AM

Lattedoro

Anno: 2018

 

Impressioni/Recensione di Sabrina B.

 

mi stai affascinando.
Già voto super x la persistenza.
Poi questo modificarsi a seconda dei movimenti e delle folate d'aria.
Da Gourmand - dipendente, dico che questo non è il Gourmand "dolcioso" da pasticceria, ma un qualcosa di diverso. Sono colpita.....
Ho sentito subito zafferano e cannella e a seguire la noce moscata.... Che continuano a persistere se me ne sto ferma, ma appena mi muovo, arriva subito al naso il latte caldo, dolce e avvolgente.
Ed entro nella mia comfort-zone..... Una coccola unica.
Poi rallento e fa capolino una nota "mascolina", che da ignorante in materia, sarà data dal cuoio....
E in questo variare di emozioni, mi sento a casa e il mio cervello ringrazia x la pace dei sensi evocata da queste continue capriole olfattive.



#10 Laura C.

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Posted 28 June 2019 - 07:55 AM

Hystera

Anno: 2014. Luca Maffei

 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Salvia che viene fuori per prima, il patch qualche secondo dopo. Si sente molto bene il labdano cashmerato ad imbrigliare il tutto, avvolgendolo come carta per bouquet, nel quale emerge l’iris. Bella evoluzione, sembra di vederlo in slow motion, prima non c’è poi spunta pian piano in mezzo al mazzo, legato da un laccio di vaniglia. È la prima volta che sento una nota di salvia così visibile senza che sia prettamente maschile. L’iris si sente a tratti, certi momenti è molto evidente, poi il bouquet ruota e per qualche momento non lo vedi. Una fragranza giocata su equilibri sottili. È comunque una fragranza da sentire anche per gli amanti del patchouli, ben evidente, assieme a vaniglia, cashmeran e labdano pare proprio una stoffa morbida che avvolge tutto, quella sensazione quasi lanosa, di conforto e abbraccio. Unisex e non per forza invernale. Tra la salvia e il labdano, sembra un profumo speziato, ma c’è anche un sentore ambrato e dorato, c’è anche un leggero tono legnoso, un legno leggero, protettivo, forse anch’esso una sfumatura del patch. Non è fumè e nemmeno balsamico, non talcato, su di me nessun tono dolce, nemmeno leggero.

 

Impressioni/Recensione di Federica A. A

 

Detto ciò, è un periodo che lavoro tanto, vedo e parlo con tantissima gente, cosa assolutamente insolita per una solitaria come me, ma ho scelto un lavoro a contatto con le persone, quindi...
Sono carica di storie e problemi altrui, ed ho bisogno di solitudine, dei miei momenti in cui mi immergo in pensieri, letture, sensazioni e musica.
Hystera mi ha portata sul terrazzino di mia nonna, che veniva chiamata “nonna micini” perché durante la guerra la sua gatta avvertiva dell’arrivo degli aerei, che si era separata negli anni 40 quando ancora non si poteva divorziare, che ha tirato su due bambini in piena guerra da sola, che non ti dava un bacio neanche a morire, non cucinava, ma ti spiegava che l’indipendenza era la cosa più importante del mondo.
Aveva questo terrazzino cieco, ricavato nel tetto, pieno di piante. Ma non c’era luce, c’era umidità, il tavolo con la tovaglia di plastica sempre bagnato.
E c’ero io bambina che pettinavo la sua gatta.
E i mille odori delle sue piante, dell’umidità, di una Milano che, da lì, poteva essere qualsiasi città.
Uno dei miei primi ricordi di vita.
Cupo, come me e come lei.
Sento qualcosa di gorgogliante, come un infuso in preparazione.
Sento muschio, cuoio, tabacco, fumo.
Ma sento anche un fondo dolce e gentile, generoso. Sento mia nonna che mi dava 50.000 lire e mi diceva “esci e vai a comprarti un gelato”. Senza baci o sorrisi. Solo la sua essenza coraggiosa.

Grazie per questo meraviglioso ricordo, ho le lacrime mentre scrivo e non me ne sono neanche accorta.






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