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SERGE LUTENS


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48 replies to this topic

#21 Nyneve

Nyneve

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Posted 03 March 2015 - 10:54 AM

Vitriol d'oeillet

Recensioni/impressioni di Saraparfums

Questo nuovo Lutens farà felici coloro che amano i profumi molto profumati, intensi e canforati, per me lapproccio è stato deludente per vari motivi, sicuramente non è stata una interpretazione del garofano come mi aspettavo: purtroppo mi ricorda il profumo di uno spray per le formiche che la mia collega spesso usa a volontà nel suo ufficio e che io aborro.Pensare di mettere anche sulla pelle un simile aromagiammai!
Il concetto di partenza poteva essere interessante ( lidea di una garofano serio e ombroso mescolato con il cedro, i chiodi di garofano per acuire il tutto), riesco però a sentire vagamente sulla pelle qualcosa di simile solo dopo unoretta.
Persistenza finalmente come si deve (ma guarda), sopra la media anche per le creazioni della casa; sotto la nube quasi tossica del profumo emergono chiaramente nel fondo le note che contraddistinguono la mano Lutens e fanno identificare la fragranza come sua.


Pourtant, un parfum, un beau parfum, est fait pour vivre, pour être porté, pour s'exprimer sur la peau. Pas pour tourner au vinaigre sur une étagère. Un beau parfum, ça doit se porter, un beau parfum que je ne porte pas, personnellement, je le donne, je l'offre, je ne peux pas supporter de le voir délaissé, abandonné: si quelqu'un d'autre peut lui donner vie, j'en suis ravi.

Dominique Archambeau

#22 CRISTIAN

CRISTIAN

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Posted 10 June 2015 - 06:56 AM

Gris Clair

Impressioni/Recensione di CRISTIAN

Devo dire che i nomi dei profumi di Lutens sono sempre in linea con la fragranza, la sensazione è proprio quella di vederti davanti un pannello color grigio chiaro o del marmo grigio.

GRIGIO_CARNICO_marmo_grigio_Italia_1010.

Questo possiamo definirlo il profumo "alla lavanda" di Lutens?
Sarebbe troppo poco, perchè questo è un equilibrio tra ambra, iris e due tipi di lavanda.
Il risultato è ottimo, un profumo elegante (forse un po' troppo dolce), ed è la prima volta che mi capita di sentire un profumo dove la lavanda non prevarica su tutti gli altri componenti.
Tutto sale allo stesso modo e mai in maniera troppo spiccata, ammetto però che mi diverte poco nell'indossarlo.
Il colore, manco a dirlo, è il grigio chiaro.
Ottima persistenza.

 

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Impressioni/Recensione di Don Jose

Io parto dal presupposto che Lutens faccia tutti profumi per donna, checché non scriva nulla sui suoi flaconi. Lo induco dal fatto che caratteristica delle sue composizioni è che sono tutti tutti tutti profumi molto dolci. Pure la lavanda di Gris claire laddove credo sia l'ambra la struttura portante su cui Sheldrake dipinge il viola blu della lavanda, stemprandola con una nota più "bianca" come credo sia l'iris, rendendo una solida e compatta fragranza azzurrognola, dove la lavanda è al tempo stesso una delle più simili ai sacchettini antitarme della nonna eppure spuntata delle sue caratteristiche essenziali e balsamiche. Insomma: dolce; e per me continua ad essere un profumo opulento. Scimmiottando Turìn direi: Sweet Lavender...

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Impressioni/Recensione di annakarenina


Bello. Partito male e finito benissimo!
So che i suoi profumi non vanno sentiti prima del quarto d'ora ma chi ce la fa a resistere? rolleyes.gif
Parte legnoso, con una forte lavanda e con note a mio avviso molto maschili ma che presto prendono una piega morbida e mandorlata data dalla fava tonka che gli conferisce un gran tocco di femminilità.
Elegante ed avvolgente, bello davvero!

 

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Impressioni/Recensioni di Calipso

 

Spruzzando questo profumo del <<poeta>> Serge Lutens ho avuto reazioni diverse…
È un profumo di una raffinatezza unica, un profumo di passato, di remoto, di antico , di biancheria lavata ,stirata riposta in un armadio di legno con le ante retrò , con i cassetti foderati di carta con i fiorellini , e profumati con i sacchetti di cotone, od organza, o di lino bianchi con dentro la lavanda raccolta con amore da nostra nonna …Ricordi di ieri ,di scatole vecchie di biscotti con dentro le foto dei nostri genitori quand’erano bambini e custodite gelosamente nella casa che rappresenta la nostra infanzia …
Gris Claire è tutto ciò ma in parte , ovvero in questo contesto ci metterei dei paesaggi indiani …
È un profumo che mi parla di un gentiluomo anglosassone , tradizionale ma non prettamente British style ovvero del colonialismo aglo indiano , dove per forza di cose si mescolava la freddezza inglese agli odori, ai sapori, al clima, ai paesaggi indiani …
Vi spiego, non possiamo definirlo un profumo "alla lavanda" stile sacchetto della nonna ( che personalmente non mi fa impazzire) , ovvero c’è ma non solo …sarebbe troppo poco, perchè questo è un equilibrio tra ambra, iris , fava tonka e due tipi di lavanda.Per la prima volta sento un profumo dove la lavanda non prevarica su tutti gli altri componenti, ma si mescola e diventa calda! La lavanda di per sé è estiva, sa di pulito , ma rischia la banalità…
Questo è un profumo alla Robert Redford nella mia Africa, (anche se più di Africa mi parla di India, non capisco il motivo ma ci sento un soffio di tea).
Mi riecheggia un uomo “British Style”che sorteggia in suo tea aromatizzato alle spezie , in un giardino in India , dove sta per piovere , aspettando di gustarsi beatamente lo scrosciare della pioggia e l’odore del terriccio bagnato che pian piano si diffonde nell’aria … Un uomo Inglese, tradizionale,elegante, ben educato, non sfacciato, dalla mascolinità non prevaricante , ma intimamente maschile, che si è ammorbidito a nuovi odori, sapori , culture ed ha mixato un approccio più morbito al suo essere tradizionale.
Non è il mio genere , ma ne riconosco oltre la buona persistenza, la sua poesia, la sua classe , la sua finezza! Straconsigliato, ma non per tutti, su alcuni rischia di essere un pochino banalotto ...



#23 CRISTIAN

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Posted 10 June 2015 - 06:59 AM

L`incendiaire

 

Impressioni/Recensione di Calipso

 

Che dire l'ho sentito oggi, DELUSIONE MASSIMA .

PREZZO 450 EURO

PERSISTENZA  Scarsa

QUALITà ottima sicuramente

ORIGINALITà minima , incenso , cuoio e zafferano NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE .

L'oud di Piguet è 10 mila volte meglio ed è più corposo e persistente, idem per i nuovi Floris .

Per me Bocciato



#24 CRISTIAN

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Posted 04 April 2017 - 07:28 AM

Vetiver Oriental

 

Recensione/Impressioni di FedeRoseOud

 

La parvenza, il terrore poi e il coraggio di essere diversi da tutti, unico presupposto per farsi amare per l'eterno.

Un ascesa di sensazioni inequivocabili e invincibili quelle che mi emana questo quasi sconosciuto capolavoro del genio Sheldrake.
Mi fa specie recensire un vetiver visto che amo pochissimo la nota ma qui c'è una matriosca strutturale di note e variegature camaleontiche che me lo fanno amare.
Avete capito che il vetiver è solo un punto inesplicabile di questo lavoro perché la rivoluzione e il genio vero è stato quello di scardinare la nota associata quasi sempre agli agrumi in testa o altre note verdi\terrose. Qui l' irruzione del vetiver è morbida, gourmand, “GOMMOSA”. Diventa un vetiver orientale ( si contano pochissime creazioni di vetiver in questo modo) carico di note oscure, dolci e calde su un fondo fortemente ambrato. 
L'apertura verde, scura e terrosa lievemente alcolica del vetiver che fin da subito diventa terroso caldo e burroso, cacao amaro e muschio di quercia accompagnano questa processione di sensazioni nostalgiche ed evocative. Si riscalda sempre di più e si smussano tutte le note pungenti del vetiver e viene sommerso da una talcatura balsamica di iris e guaiaco che lo rende fortemente gommoso ed è proprio questa gommosità che me lo fa amare, perché opere originali di questo calibro ne ho sentite pochissime. Il fondo mantiene l'effetto gommoso del guaiaco e la calura dell'ambra dorata sotto un manto di sandalo che non si sente ma che concede l'effetto “ rotondo”. Tratti fumosi e lievemente coriacei ( cisto labdano e muschio) si distaccano dopo qualche ora preannunciando la fine di questa opera segreta e misteriosa di Lutens. 
Una perla rara e diversa che mi salva da questo grigiore urbano!



#25 EzioLove

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Posted 04 July 2017 - 09:10 AM

Fleur d'oranger

 

Impressioni/Recensione di FedeRoseOud

 
E' l'unico floreale bianco che  assieme ad a la nuit adoro e indosso con molto piacere.
Uno scoppio iridescente di neroli, gelsomini indolici e tuberosa indiana con un retrogusto "saponoso" vecchio stile. Un fondo indolico, speziato con cumino e noce moscata e sul finire c'è anche una nota algida e asciutta di ibisco e rosa. Bellissima questa vecchia versione, che si differenzia dalla nuova per amplificazione delle note di fondo, e soprattutto per l'aspetto saponoso e indolico che nella nuova non rilevo molto bene.
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#26 EzioLove

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Posted 15 January 2018 - 11:55 AM

Une Voix Noire

Recensione/Impressioni di Tristana

Un gardenia diversa, l'interpretazione è forte, passionale, a tratti anche un pò sporca.
L'inizio non l'ho capito, è forte e confuso( almeno per il mio naso poco esperto) c'è effettivamente un qualcosa della tuberosa criminale che si fa riconoscere durante i primi minuti, quella sensazione fresca, mentolata, anche un pò sciropposa, si c'è anche qui secondo me, ma la gardenia di Lutens non è bianca, direi grigia, ferma nel tempo tra la luce e buio. Nel drydown diventa vellutata, delicatamente dolce e misteriosa.
Ad accompagnarla sul fondo sempre quella sensazione balsamica. Per una volta una gardenia che si distingue, la trovo MISTERIOSA e PASSIONALE.

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Recensione/Impressioni di Claudia

Grazie ad una carissima amica, ho avuto modo di sentire la fragranza che Monsier Lutens ha voluto dedicare alla grande Billie Holiday, e anche se,
a causa del mio raffreddore, non riesco a percepire le mille e più sfaccettature, ovvero l'evoluzione che caratterizza "Une Voixe Noire", ho come l'impressione che questa gardenia che Billie Holiday era solita indossare durante le sue esibizioni, in oscuri e fumosi locali notturni dove echeggiava la Sua voce così sofferta e particolare, sia diversa da tutte quelle mai sentite, è come se riuscisse ad assorbire tutto il pathos, la tristezza e l'atmosfera di quei luoghi in cui la "Signora del Blues" si mostrava nel Suo lato più emotivo.
Trovo che sia una fragranza davvero intima e struggente. Ho riscontrato nel poema olfattivo una magnifica evoluzione, ovvero se all'inizio nelle note di testa e di cuore la gardenia sembra essere sofferente quasi appassita, strozzata dal fumo e dal rum, con il calore che sprigiona il corpo, dopo diverse, e svariate ore riprende vigore e forza e si libera da quella pastosità che la connota durante le prime ore diventando calda ed esprimendo una classicità notevole:
è come se tornasse a nuova vita!
A mio parere l'evoluzione e la persistenza di una fragranza sono delle peculiarità che danno valore e pregio ad una creazione e qui ne abbiamo una palese dimostrazione.

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Recensione/Impressioni di black silk

È passato quasi un anno da che ho ricevuto in regalo la bell bottle Une Voix Noire, e da tempo pensavo di scrivere le mie impressioni su questo profumo.
Devo dire che mi ha catturata subito, ho avuto la fortuna di ricevere un sample da una gentilissima forumina e dopo poco tempo ho avuto modo di sentirlo sulla mini cialda che mi era stata inviata dalla boutique di Parigi (quanto ho rosicato mentre leggevo le altrui impressioni, l'attesa del mio sample parigino mi rendeva sempre più curiosa).
Amante della Gardenia, ed innamorata follemente della versione di Isabey, mi sono accostata al Voix con titubanza.
La gardenia di Lutens, in questo caso, è molto, molto seducente, è un fiore all'apice della fioritura, rigoglioso e meraviglioso, profumatissimo. Avvicinandosi però ci si accorge che i petali stanno perdendo freschezza, che da li a poco l'inevitabile decadimento della struttura inizierà ad essere evidente...non è una gardenia da spiaggia, accompagnata da sole, mare, cocco e frangipani. Rimane intatto il tocco esotico del fiore, accompagnato sommessamente da un altro fiore dal potere altrettanto narcotico, una tuberosa che si accompagna perfettamente al protagonista della composizione, che non rende sguaiato ne troppo intenso il profumo. I primi minuti in apertura mettono in luce i fiori, belli e profumati, estremamente femminili, a poco a poco viene a galla l'atmosfera cupa e malinconica del profumo, quasi come se si stesse spiando il beauty nel camerino di un'attrice affascinante ma che si avvia verso la fine della carriera.
Il fondo del profumo è caratterizzato da un bouquet fruttato e dolciastro,estremamente decadente, che ricorda molto la frutta matura e i fiori prossimi alla sfioritura.
Il colore del profumo è un viola/Borgogna, se fosse un tessuto sarebbe del velluto e broccato, pesante, avvolgente.
Non sempre riesco a percepire la nota alcoolica nella composizione, la mia pelle fa saltare fuori aspetti imprevisti a seconda del momento della giornata o della stagione. Ho letto anche di note fumose, che non ho avvertito affatto.
Nel complesso trovo Une Voix Noire un profumo estremamente sensuale e voluttuoso, che appartiene alla notte e ai segreti che cela. La persistenza è ottima, anche se non è un profumo da scia, rimane a pochi centimetri dalla pelle.
Vale la pena avere una Bell Bottle? Io lo adoro, quindi la mia risposta è si.
Vale la pena averne un decant da accostare alle altre interpretazioni della gardenia in commercio.

 

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Recensione/Impressioni di ROBERTO

 

Un gardenia diverso, realistico e triste.

Urli ed urli. Tra alcool, frutta e fiori. Qualcuno canta. Si balla, brindisi qua e la. Liquore di frutta ..Speriamo che questo ballo non mi porti in un paesaggio di zuccheri e dolci.
Troppo chaos, vado in "backstage".
C'è gente ma per fortuna qualcuno ha chiuso la porta, gli urli si sentono ancora e sono sordi, monotoni, come un soffio più in la.
I posacenere sono pieni, le sigarette si buttano nei cadaveri di bicchieri e bottiglie di vino. 
Nonostante il fumo, l'atmosfera è umida. I corpi svaniti e sudati, la pelle irritata sulle poltrone di cuoio graffiato.

Poi c' è questo gardenia che dall'inizio ci violenta il naso per ricordarci che non siamo nient'altro che carne

 



#27 EzioLove

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Posted 15 January 2018 - 12:08 PM

La Myrrhe

 

Impressioni/Recensione di Lele1904

Devo dire che rimango abbastanza indifferente alla Mirra in generale.
Quella di Lutens si apprezza per la fattura e l'eleganza. L'effetto "pulito" di bucato appenna fatto è mitigato del profumo di mandarino che si sente in sottofondo. Non ho trovato molta evoluzione. Rimane fedele a se stesso. Esce un pò l'agrume con l'andare del tempo. Lo trovo decisamente meglio di quella di Keiko Mecheri che invece mi disturba ogni volta che la risento. Troppo pungente. Sarà la frutta secca (mandorle?) a renderla un pò irrtante al mio naso? Boh!

 

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Recensione/Impressioni di ROBERTO

 

Vecchio VS attuale

Attenzione, non urlo alla riformulazione perchè la vecchia versione che ho l'ho acquistata così, cioè non so in quale condizioni si trovava prima.
Riformulazione o no, la differenza c'è.

Con la prima, si entra subito in una liquirizia salata ed affumicata dopo un legger soffio di aldeide e di scorze amare di mandarino. La mirra è ultra realistica, ovviamente resinosa ma non solo. Relativamente aspra, verde e con il suo tocco "medicinale". La resina affumicata si calma, ma rimane un fumo vellutato, morbido e sempre aperto.

Con l'attuale, l'inizio è carico di aldeide, il frizzante del mandarino amaro è più pronunciato mentre la mirra si sente bene e si vuole metallica, un po' più fredda e seria : un classicismo à la française. Meno evolutiva della prima versione, ma una scia più importante, rimane un capo lavoro per me!

 

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Recensione/Impressioni di ROBERTO

 

Odio per certi, amore infinito per altri.

L'inizio mi spaventa, con un'overdose di aldeide saponose che sinceramente non capivo quando scopri questo profumo.. Ma sentendo arrivare la buccia amara di un mandarino frizzante indovino meglio quale era l'intenzione. Infatti, le note aspre del mandarino e la verticalità delle aldeide aprono perfettamente la via ad un mirra sconvolgente, realistica, medicinale, salata, resinosa, affumicata e balsamica. Mi fa pensare a della liquirizia sciogliente. Ogni volta che lo indosso non riesco fare a meno di ammettere il genio di questa lavoro. Profondo, mistico, positivamente austero e serio. La mirra nel suo stato puro e misterioso e per una volta senza benzoino o altre resine che la rendono troppo dolce per me



#28 EzioLove

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Posted 15 January 2018 - 12:10 PM

Datura Noir

 

Recensione/impressioni di black silk

 

Beware Faint of Heart (attenzione, deboli di cuore) dovrebbe essere l'etichetta attaccata alla boccetta contenente Datura Noir...e tale boccetta dovrebbe essere di un color rosso rubino cupo, con decorazioni dorate, come la pozione di una strega che si rispetti...
Perchè di pozione si tratta...Dolce come l'amore, ammaliante come gli occhi di una fattucchiera che si è travestita da vecchina buona, col suo profumo dolce e candito, il cocco e le albicocche disidratate il mezzo per far avvicinare l'incauto alla bella strega....L'eliotropio e il frangipani (che sento in un meraviglioso connubio) sono il vortice di petali bianchi che portano all'incontro con l'ipnotica datura, che qui si sposa con il fiore femminile per eccellenza, la tuberosa, invece che sottolineare la bellezza dolce e femminile sono le potenti armi della strega ammaliatrice....I fiori bianchi continuano ad essere il contorno delle meravigliose protagoniste, che si alternano anche alla dolcezza del cocco, che a metà strada si accompagna con la vaniglia. La datura da il meglio di se verso la fine, quando ormai la preda è già ammaliata e soccombe al suo potere onirico. Qui la strega rivela la sua vera natura, conquistatrice senza pietà...
Su di me è molto dolce e sensuale, e molto, molto potente...
Le trasparenze di pizzo e la lucidità del satin accompagnerebbero questa fragranza, che sa sposare perfettamente innocenza e sensualità...opera meravigliosa del maestro!
La vedrei bene per festeggiare Halloween (non è una festività italiana, lo so, ma mi piace moltissimo!)      

 

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Recensione/Impressioni di bambicit

 

Premessa d'obbligo: negli ultimi mesi ho sviluppato una sorta di dipendenza ai profumi di Lutens. Io, così amante dei profumi lievi, ozonati e non troppo "bombazze", sto rivalutando le mie preferenze proprio grazie a Lutens che mi sta aprendo un mondo. Ma veniamo alla recensione di Datura Noir. Ne avevo sempre sentito parlare come di un profumo quasi gotico, noir per l'appunto. Invece in me evoca altri scenari. La mia pelle esalta la tuberosa, ma una tuberosa che rimane in sottofondo senza mai predominare e che lascia spazio al gelsomino ed i fiori bianchi. Nel finale una nota di cocco abbraccia un sentore di ambra caldo ed avvolgente. E' un profumo che sento perfetto per questa stagione invernale, una stagione di cieli mutevoli e grandiosi che lasciano gia' pregustare la primavera nei loro spiragli di sole. Ecco, e' un profumo solare, che mi mette gioia e in questi giorni mi accompagna come una carezza. Buoni profumi a Voi tutti, Valeria



#29 EzioLove

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Posted 15 January 2018 - 12:23 PM

Santal de Mysore (Christopher Sheldrake)

 

Recensione/impressioni di Bradamante

 

Sono poco obbiettiva perchè il sandalo é qualcosa che mi fa andare letteralmente in sollucchero.

Qui, zio Serge lo rende molto gourmand, latteo, quella nota distintiva del sandalo che mi coccola e rassicura.

Semplice, raffinato, non è un Lutens tipico stile barocco.

A metà c'è una virata sul secco, ricorda un po'Arabie, ma poi si rialza.

Drydown che arriva presto ma che bel viaggio.      

 

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Recensione/Impressioni di ROBERTO

 

Arrivo a Parigi, scopro la boutique du Palais Royal. Esito tra Chêne e Fumerie Turque, la commessa mi da delle concrète ed esco bere un caffè per provarle con calma.

Sono confuso, eccitato, affascinato. Chiedo consiglio alla mia vicina di tavolo pensando di farla sorridere ma si spaventa e non risponde (siamo a Parigi!). Mi decido e riparto col primo. La storia Lutens inizia, ma su un fazzoletto ho qualche goccia di Santal de Mysore e l'ossessione inizia qui. 
Non mollo, lo voglio e settimane dopo tornerò a prenderlo. Amore, solo amore.

Un sandalo cremoso e speziato, sudato da un cumino che sa quasi di piatto indiano al curry, qualcosa di sciropposo, caramello salato come può essere il sapore della liquirizia (o sarà un combo di mirra e benzoino?) sento un tocco di cocco, quello che ci vuole per far sbavare uno che fa lo sciopero della fame.



#30 EzioLove

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Posted 15 January 2018 - 01:30 PM

Mandarine Mandarin (Christopher Sheldrake)

 

Recensione/impressioni di ROBERTO

 

Un profumo di contrasti. 
Il mandarino gioca le parti amare e metalliche che sanno di tè nero affumicato, con un lato morbido grazie alla noce moscata molto dominante e al fiore d'arancio. La parte aspra e frizzante diventa salata, con un tocco molto speciale di verdura. Sì, sì, di verdura (o si dice legume?) beh, ci sento la carota, il sedano, sopratutto sedano e forse elicriso con il suo lato curry. Spaventoso? Per niente, come spesso con i due signori tutto è ben orchestrato. 
Dopo questo schiaffo culinario la ricetta si calma per farsi "affumicatamente" morbida e legnosa, un po' come l'amaretto col caffè.

Per gli amanti di fiore d'arancio scuri e saporiti, tra schiaffi e carezze



#31 EzioLove

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Posted 15 January 2018 - 01:58 PM

Bapteme du feu (Christopher Sheldrake)

 

Recensione/impressioni di ROBERTO

 

Rimango sulla mia prima impressione di un ritorno Lutensiano. Infatti, si riconosce il suo stile (e quello di Sheldracke).

Un'apertura frizzante di scorza di mandarino, amaro, acerbo, succoso. Il pan di zenzero si fa sentire dall'inizio giocando di dolcezza vellutata e "mielata" ma senza andare nel gourmand zuccherato. La polvere da sparo è abbastanza presente, pizzica il naso ma non mi disturba, anzi aggiunge quello che ci vuole di carattere.

Quindi potrò scegliere due punti di vista : morbido e dolce, o metallica/ruggine.

Si ammorbidisce, si riscalda e ci sento vari legni come cedro o/e sandalo. Un po' grasso, un po' polveroso. Dopo qualche ore si indovina un fondo leggermente "odore di pelle", relativamente animale.

Ben tornato nonno Serge (eh sì, non ha più senso chiamarlo zio :p) Anche se ancora, non ci siamo completamente nei profumi "geniali" che sapeva offrire. 

A chi piace La Myrrhe, Santal Blanc, Mandarine Mandarin, Rousses, Chypre Rouge, Serge Noire



#32 EzioLove

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Posted 15 January 2018 - 02:21 PM

Sidi Bel Abbés

Impressioni/Recensione di ROBERTO

 

Un tabacco cuoiato, resinoso con tocchi di frutta.

Se non corro dietro questa collezione per diversi motivi, penso comunque capire dove il duo ci vuole portare. 
Il DNA c'è sempre, non siamo traditi, ma anche se la storia è la stessa il modo di raccontarla è diverso. Lo trovo più astratto, più nebuloso e quindi anche più misterioso, lasciando aperto la porta della nostra immaginazione.

Con questo Sidi Bel Abbès, la storia è silenziosa ma complessa, e se inizia con spruzzi appiccicosi di frutta cotta subito il tabacco si fa maestro di cerimonia, accompagnato da varie resine scure già allo stato carbonizzato!

Il cisto (o quello che è di accordo ambrato) finisce la storia, con una vaniglia leggermente animale.



#33 EzioLove

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Posted 30 March 2018 - 09:36 AM

Arabie

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

E finalmente il mio primo Lutens, al solito dopo una prima sniffata blind, leggo le note: me lo sarei figurato più dolce, è vero che viene un po’ da associarlo ad un odore invernale-natalizio ma ho letto anche che molti dicono che da il meglio di se nelle sere estive. Non è stucchevole a sentirlo così, le spezie sono armonizzate molto elegantemente con gli elementi dolci, non si sentono singolarmente separate, fra noce moscata, cumino, chiodi di garofano, io non trovo prevalenze, come dicevo non lo sento dolce al punto da definirlo gourmand, non ha grande intensità, cosa che potrebbe anche esser il giusto equilibrio per un profumo di questo tipo, analogamente alle spezie anche per la frutta secca, fichi, datteri, ne percepisci l’immagine, ne senti quasi l’appicicosità ma senza identificarli esattamente. Non avverto la canditura, nelle note cita mandarino candito, è quello che ti fa presagire una fragranza dolce, ma no, non posso dire di sentirlo, più che altro un idea di scorze di agrumi.
La fragranza si scalda pian piano, più che il legno di cedro si sente il sandalo dietro al tutto come un basket legnoso che regge la frutta, funzionando anche da nota stemperante e blendando frutta e spezie assieme; nessun alloro nè mirra pervenuti. La tonka invece via via che il dd procede diventa sempre più protagonista, alla fine si ha come l’impressione di una nota liquorosa fruttata, immagino sia il risultato di frutta + benzoino + legno. Ho letto che qualcuno sente la liquirizia, io inizialmente no, però credo che tonka assieme alle note dolci, formino progressivamente quell’impressione, quando la tonka comincia a venir fuori in maniera evidente. Un profumo inaspettato.


 



#34 EzioLove

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Posted 17 April 2018 - 09:25 AM

Musc Kublai Khan
 

Impressioni/Recensione di Cristian

Eccolo, ci siamo, e pensare che volevo gettare la spugna, è questo il muschio che voglio.
Il mio preferito? forse no, ma è il muschio che stavo cercando e poi questo nome è cos' chic, ha qualcosa di fiabesco....principe di Kublai Khan.

Cosa mi ricorda? l'odore di plastica bruciata, mi fa pensare a quando gioco con le candele, una mia grande passione :-)
raramente gli amici me le fanno trovare a portata di mano.

Io le tocco, le schiaccio, le plasmo, sposto la fiamma verso le pareti, fino a farle annerire e sciogliere....ecco, quello è il punto preciso, quando si forma anche un po' di fumo scuro e si sente puzza di plastica che cola.

La persistenza è buona e il colore è grigio , nero.

 

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Impressioni/Recensione di Delo

Ho ricevuto un prezioso flaconcino, pochissimi ml, di questo famigerato muschio, l'ho provato subito sulla pelle:
l'inizio è stato di un forte odore di cumino, la sensazione di essere disteso sul vello sudato, umido di una bestia, poi lentamente, molto, molto lentamente mi sono ritrovato avvolto in una sinuosa e morbidissima pelliccia di un elegante felino, e ancora diventa sorprendentemente dolce, sento come della vaniglia, una vaporosa coda di volpe che ti fascia in modo rassicurante il collo.
Sensuale, pericolosamente sensuale.

 

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Impressioni/Recensione di erodiade

lo trovo a dir poco fetido. Probabilmente non lo capisco, purtroppo a me arriva più come puzza che come profumo tongue.gif Nauseabondo, sembra di stare in mezzo ad una mandria di bufali (mi sovviene l'immagine suggerita dalla cara Skanda, quella, appunto, del mandriano smile.gif).
Non trovo nemmeno alcun punto di contatto con L'ombre fauve, sorry

 

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Impressioni/Recensione di Nyneve

 

C'era una volta un'appassionata perfumista che conosceva la Bestia, quella che tutti temono e alla quale si accostano con reverenza e timore, *solo* come concreta, morbida, cremosa, perfetta.
Un bel giorno la carissima Skand@ le porta la versione export da testare.
Che dire?
Mi sembra uno dei primi tentativi di un apprendista profumiere che ha mescolato alla rinfusa un eccesso di muschio bianco, che da' la sensazione di soffocare in un barile di farina, con un po' di cumino e degli indoli che mi ricordano le note *sporche* di un Patou o un Lanvin molto molto vintage.
Ma dove è finito il coprisella di pelliccia del Kahn con le sue stracitate note di caprone?
E soprattutto, dove era Sheldrake mentre commettevano questo massacro? 

 

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Impressioni/Recensione di Laura C.

 

(1998, che io sappia ad oggi in produzione solo in campana splash)
Sulle prime è difficile sentire altro oltre alla parte animale, credo sia civet che castoreum ma non chiedetemi di distinguere fra i due, sto cominciando, con il tempo, a trovare eleganza in queste note, cosa che, inizialmente mi sembrava una incongruenza, non le trovo più così respingenti, si fondono con la pelle, sto anche capendo che sono note diversificate e la mia pelle non sempre reagisce nello stesso modo, L’evoluzione di questa fragranza ha fasi alterne ma non prende mai una china su toni dolciastri accentuati. A parte l’ambra e ambretta io fatico a percepire altro: cumino no, patch nemmeno, niente rosa. L’impressione è proprio quella di indossare una pelliccia, di quelle di una volta, vere, ovviamente, che possedevano  un loro odore, che era normale e non ci si rifletteva su, un sentore che avevo dimenticato e che mi riporta a quando trotterellavo dietro mia madre in pellicceria. Appena si appiana leggermente la parte animalosa più oltranzista diventa più intimo e sensuale, sicuramente non per tutti e, se lo avessi sentito agli inizi del mio percorso mi avrebbe probabilmente quasi spaventato. Mi manca però di sentire davvero una parte di muschio, spero non sia per via della mia anosmia ad alcuni muschi, io non ne avverto nulla, note sopraddette, a parte. Molto invernale, anzi quasi impensabile come indosso primaverile/estivo, lo trovo molto dark, cupo, probabilmente dovuto al fatto di non sentire muschio e fra ambra e animale lo sento davvero racchiuso nel suo cocoon, praticamente avvolta nel codone di pelo
 





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Posted 17 April 2018 - 09:29 AM

Fumerie Turque
 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

(2003, ad oggi solo campana splash)
Tanta roba, è l’analisi intellettualissima e profondamente concettuale su cui si sofferma immediatamente il mio pensiero; quando, al primo sniffo, sai che ti stai lentamente innamorando, il pattern è diverso ed analizzare diventa più difficile, cerchi di dire al cervello di smettere di produrre suoni balbettanti e gongolanti e fare focus, e niente o meglio, dato il livello, gnente con il gn, lui continua a bearsi del profumo e a soffermarsi su concetti effimeri e bourgeois, del tipo porca l’oca se è buono, cribbio che figata, e suoni vari, ok richiamato ulteriormente all’ordine. Tabacco, ovviamente, miele, tonka, vaniglia, rosa, camomilla, styrax e suede. Tutto dosato magistralmente, non è tabaccoso come temevo, si sente, ma è ammorbidito, docile, la tonka lo spalleggia rinforzandone i contorni, cosa facciano miele, suede e vaniglia, anzi come lo facciano, non riesco bene a descriverlo, ammantano il tutto in un avvoltolamento su se stessi quasi poetico, riesce a non esser troppo dolce (la cosa è ovviamente opinabile e dipende dalla pelle), posso dire che per me è sulla soglia limite di dolcezza, per qualcuno quindi sarà sicuramente troppo dolce, penso anche di riuscire a sentire bene la camomilla avente la stessa funzione cashmerosa (ecco che parto con i miei neologismi, pazientate), mi pare di identificare anche la rosa, è come se si nascondesse dietro al tutto dicendo: credevi che fosse tutto qui il profumo e di averlo già capito, invece no, ci sono anche io; il patch viene leggermente fuori in un secondo momento, sempre in combo con la rosa, ricevi delle ventate alterne, a volte tabacco-tonka, a volte rosa-patch. Qualcosa, ci mancherebbe anche, non la trovo: ginepro e ribes. Sullo styrax non saprei, penso mi si confonda nel mix tabacco-tonka ma è una nota che ancora non ho dimestichezza nel riconoscere. Io non sento affatto un odore di sigaretta, mi spiego meglio: se dico tabacco io ho l’associazione immediata all’aromatico tabacco da pipa, se leggo sigaretta è qualcosa di associato ad un odore sgradevole/puzza. Avvolgente e molto invernale, meraviglioso.
 



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Posted 19 April 2018 - 06:48 AM

Miel de bois
 

Impressioni/Recensione di Laura C.

 

(Ad oggi solo in campana splash)
Orpo, il miele si sente anche solo appena aperto il samplino, aromatico, mieloso intenso, resinoso e anche pungente a tratti, ma non stucchevole di per se; subito dietro si trascina l’iris ed i legni (guaiaco, ebano e quercia, ma quello che si evince è un unica nota legnosa-aromatica), muschio che sembra non pulitissimo, anzi l’iris mielato spunta proprio sopra un prato di muschio, non pare ci siano note citriche, è il miele stesso e la cera che forniscono luminosità al tutto.
Notevole, è logicamente una fragranza dolce, comunque ben bilanciata, quanto a stucchevolezza nel tempo, non saprei dire, da un sample difficile evincerlo, ma di sicuro il miele deve proprio piacere, per poterlo indossare. L’iris ha delle sfumature vegetali-amarognole a cui non avevo mai fatto caso, questo aiuta il bilanciamento.
Su di me quindi al dd si evidenzia Iris e miele, legno dietro, assieme al muschio. Su polso maschile è abbastanza simile, forse un po’ meno dolce. Nella descrizione ma non nelle note Fragrantica cita anche il biancospino, non posso dire di sentirlo però l’idea, un sentore di un fiorito primaverile, di fiori bianchi, leggeri c’è.
Una fragranza che fornisce conforto, calore, protezione, ha un che di narcotico, stordente. Con il dd sento anche una leggera nota balsamica che sinceramente non capisco da dove provenga, non pare ci siano resine nè labdanum, quindi ? L’iris stesso ?
È una fragranza invernale più come immagine mentale che il miele suggerisce, che non effettivo “calore” della fragranza.

 



#37 EzioLove

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Posted 23 April 2018 - 10:45 AM

Tubereuse Criminelle

E' il Lutens più strambo e prepotente che abbia mai sentito, forse sbaglio a definirlo in questo modo, è semplicemente il primo che potrebbe causare, a quelli con un naso poco abituato, reazioni e allontanamenti improvvisi.

I primi minuti sono i più terribili, perchè le note medicinali sono li, pronte a salirti nel naso.

A cosa penso? ad una pomata canforata, uno di quei gel trasparenti che si applicano sul corpo, dopo un trauma, per alleviare il golfiore.
Questo profumo mi riporta anche alla sensazione che mi provocava una crema, ricordo che mi era stata prestata, in un dopo palestra, da un amico, una di quelle "miracolose" per addominali, si trattava di una crema al peperoncino rosso e mentolo che stimolava la microcircolazione e provocava una sensazione di calore e pizzicorio.

Il tempo passa, la fase iniziale si spegne, ho l'immagine della tuberosa assassina seduta su una sedia, isolata, la figura è quella tipica dei quadri di Mark Kostabi, senza volto, coltello ancora in mano e testa bassa, in mezzo alla stanza c'è un pomodoro completamente schiacciato, pugnalato, colpito, è la vittima.

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Ecco, grazie a questo isolamento, si riesce ad apprezzare una tuberosa equilibrata, quasi tanto come quella di PRADA, solo con qualche punta di peperoncino e skizzo di pomodoro, residui della fase principale.

 

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Impressioni/Recensione di ROBERTO (2009)

 

La tuberosa non si fa domare come qualsiasi altro fiore. Personalmente è raro che mi piace indossarla. O troppo "donna seria", o troppo cremosa ed estiva. 
 
Senza sorpresa il combo Lutens/Sheldrake ha fatto un colpo con questa. Senza dimenticare che si tratta di una creazione del
'99!
 
L'inizio medicinale (per non dire "malato") è evidentemente sorprendete, uno schiaffo di canfora fiorita, metallica che si scioglie in una miscela di fiori resinosi, di un verde sbiadito, austero. 
Finalmente lo sfondo più morbido rialza le facette cremose della tuberosa con un soffio di spezie necessario per non avere un accordo comune.
 

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Impressioni/Recensione di Laura C.

 

Canforatissima Lei, prima che si palesasse pienamente sono riuscita a sentire la meravigliosa ventata di glicine poi Lei arriva. Ho letto di chi la associa ad un odore di benzina, al massimo direi più trielina, per qualche ragione non lo ritengo un odore sgradevole, anche se previene una ulteriore analisi delle note: finché c’è lei, c’è solo lei.
Non assomiglia a nessuno dei profumi alla tube che ho sentito finora, ancora non riesco ad identificare lo Styrax, ma ci arriverò a riconoscerlo; appena la canfora si smorza un poco vengono fuori i chiodi di garofano e noce moscata, la parte speziata, non sento vaniglia. Gelsomino e fiori d’Arancio non sono separabili dal tutto. La parte canforata lascia una sensazione metallica, glaciale, che rende la tuberosa argentea, lunare, è come se subentrasse il disgelo quando comincia a ritirarsi, pian piano emerge la primavera dallo strato ghiacciato e come in un time lapse vedi il ghiaccio che scompare, le gemme che si trasformano in boccioli e quindi i fiori, gli odori speziati che assumono toni legnoso-boschivi aromatici della bella stagione, ma restiamo sempre in un ambiente da primavera siberiana, non diventa mai caldo torrido.
Una fragranza da portare per se stessi, quando sei nel mood di star prima bene con te stessa/o, e al diavolo il mondo se non ti apprezza così come sei.
Una tuberosa artica, in molti dicono che la tuberosa che emerge dalla canfora è una delle più belle mai sentite, ma non tutti riescono a sopportare  il primo stage della fragranza e pochi riescono persino ad amare anche quello. Davvero bello, un cult.


 


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Posted 27 April 2018 - 01:57 PM

L'Eau Froide

Recensione/Impressioni di CRISTIAN

Questo filone di SL a me non piace, non mi appassiona, non li trovo profumi da ricordare e tramandare, profumi da usare da qui in avanti, come potrà succedere per tutti gli altri SL (i primi), ovviamente se la distribuzione e la produzione lo permetterà...
E' tutto così triste, depresso, grigio, fatto di cristalli e plexiglass, quando il profumo mi trasmette emozioni, la più bella è l'angoscia, funerali, lapidi? Si, ci sono riusciti!!!! Gocce di acqua? Lacrime direi!!
Sicuramente il mio pensiero non è il pensiero comune o dei grandi numeri di vendita, dato che si è deciso di fare un' altra roba tipo l'eau, al punto che a me, in alcuni passaggi, sembra l'Eau, migliorata e in versione extreme!!!
Muschio bianco tecnicamente e maestralmente gestito con dell'incenso grigissimo.
Per quanto mi riguarda, se l'intenzione è quella di andare avanti così, mi aspetteranno solo grandi delusioni.
L'apertura, a mio naso, è la parte più sgradevoli e un pelo troppo sintetico.....un retrogusto di cane salato e trascurato, a tratti un già sentito, a tratti qualcosa di ELDOniana memoria.
No io non lo riconosco più.-

 

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Recensione/Impressioni di Silkford (2012)

Scialba. E' molto simile a L'Eau originale, un po' più balsamica e fredda. Non mi comunica soltanto sensazioni sgradevoli, perché a me il bianco, la neve, i paesaggi ghiacciati... piacciono. Però questo è un artifizio. Plexiglass e ghiaccio. Lo stesso muschio bianco della prima versione. Un odore salino e minerale. Non ci siamo.

Edit. E' già svampata.

 

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Recensione/Impressioni di bluebruja (2015)

 

Apre da detersivo dolce, troppo zenzero candito. Poi passa il disgusto e diventa un pappetta menta-mare-radici con tanto zucchero.
Freddo, dolce. Un cocktail sulla spiaggia mal riuscito.



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Posted 27 April 2018 - 01:58 PM

Fille en aguilles

Impressioni/Recensine di Don Josè

Aghi di pino in vino agro balsamico di Modena. Il nuovo Lutens Export è un profumo denso, agrodolce con riflessi marsalati.
Ottima persistenza, dopo le note di testa balsamiche svela un cuore di spezie e marsala troppo suscettibile alla tentazione di virare verso il dolce, ma, anziché prendere una piega da caramella come molti altri Lutens, anticipa e risolve in tempo la virata scegliendo ad una soluzione più secca, la freschezza dell'incenso di un Cardinal, di un Avignon o forse più di un Messe de Minuit. Un incenso che marchia il drydown legandosi indelebilmente al ricordo che di Fille rimane una volta estintosi sulla pelle. Secondo me è un profumo che raccoglie del già sentito, anche per quella parte balsamica. Di non troppe pretese, non penso faccia per me, tuttavia lo ritengo un buon profumo. Nell'ordine: balsamico, aromatico, speziato e fresco.

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Impressioni/Recensine di Elmifra

che amara delusione...a parte l'inizio, gradevole, di odor di pineta, sì proprio di aghi di pino, il resto, boh, mi ha ricordato vagamente la trasparenza di profumi di giacobettiana memoria, tipo "Passage d'Enfer"...persistenza pressochè nulla.Per me è "archiviato".

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Impressioni/Recensine di Fede (2011)

L'apertura mi è piaciuta abbastanza, sa di pineta viva, sembra di passeggiarci in mezzo, aghi, rami spezzati, resina. Poi ha un momento in cui vorrebbe diventare qualcosa di speziato, ma passa subito e nel giro di pochi minuti rimane solo incenso.
Ora questo di per sè non è un difetto, io non sono una fan di questa nota, ma ad esempio mi piace come è trattata in Spiritus/Land e sono sicura che ci siano tantissimi incensi che potrebbero dirmi molte cose.
Questo però mi sembra una botta forte di quell'odore un po' stantio che aleggia nelle chiese, mi dà quasi il mal di testa e sembra non avere nessuna intenzione di diminuire la sua intensità con il passare del tempo...

 

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Impressioni/Recensine di bluebruja (2015)

 

Legni, incenso e resine in salsa balsamica. Buono, ma per me che non amo la nota balsamica, mi disturba un po'.



#40 EzioLove

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Posted 27 April 2018 - 02:00 PM

Nuit de Cellophane

Impressioni/Recensione di Lisa Judit (2009)

Delusio maxima!
Un mandarinetto un po' stucchevole su una specie di osmanto (fiori cinesi, l'ha definito la commessa inconsapevole) lontano anni luce dalla realtà, mentre il gelsomino su di me non si sentiva per nulla (il che è positivo, non lo amo particolarmente)... dopo dieci minuti era diventato un banale spray deodorante per auto (e non dico per cos'altro). Sono dovuta correre a lavarmi le mani... bocciato, per ora senza riparazione a settembre.

 

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Impressioni/Recensione di bluebruja (2015)

 

Fiorito buono, delicato, leggermente dolce in cui prevale l'osmanto. Esce poi la nota narcotica del gelsomino. Carino e delicato, ma non grido al miracolo. 






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